Priuli & Verlucca
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Il gioco del Monte Bianco. The New Game of the ascent of Mont Blanc. Con gadget
di Albert Smith
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 20
Questo gioco da tavolo - The New Game of the Ascent of Mont Blancriproduce la prima di quattro edizioni pubblicate nell'arco d
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I manifesti delle Alpi italiane e piccola grafica dal 1895 a fine anni Sessanta del Novecento
di Roberto Festi
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 191
Magistrale e innovativo mezzo di comunicazione, il manifesto pubblicitario avvia - sul finire del XIX secolo - una intensa e c
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In viaggio sulle Alpi
di Alexandre Dumas
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 272
Il 21 luglio 1832 il trentenne Alexandre Dumas, scampato al colera che infierisce nella Parigi di Luigi Filippo, parte in conv
Esaurito
Tutti i 4000. L'aria sottile dell'alta quota
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 192
Le 82 vette più elevate delle Alpi, quelle che superano la fatidica soglia dei 4000 metri di altitudine
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Coste del mondo nella cartografia europea (1500-1900)
di Presciuttini Paola
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 179
Il volume offre una panoramica sulla cartografia e le vedute di costa che, fino ad anni recenti, comparivano sulle carte nauti
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Le Alpi 360º. Ediz. italiana e inglese
di Alessandro Gogna
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 144
Perché un libro dedicato alle Alpi? Perché le Alpi sono davvero importanti. Perché sono la spina dorsale dell'Europa e le implicazioni storiche di questo fatto sono più che mai d'attualità e al centro dell'odierno divenire politico e sociale. Perché le Alpi hanno nei confronti dell'uomo, al di là della loro estensione geografica e oggettiva, una dimensione che possiamo definire paritaria. È sulle Alpi che attualmente abbiamo il confronto tra una natura ancora grandiosa e un uomo molto più potente dei secoli scorsi, a volte decisamente aggressivo. Questo confronto è il prodotto di molti elementi storici. Incominciato con la colonizzazione delle civiltà pastorali, ha proseguito il suo cammino con la romanizzazione, con le guerre di religione, con gli scambi commerciali e infine con l'esplorazione alpinistica e il fenomeno del turismo. Specialmente la pratica invernale dello sci ha sconvolto le economie dei villaggi, dapprima apportando un giusto benessere, in seguito rischiando di produrre moduli di vita ben differenti da quelli tradizionali. Questo libro nasce quindi dall'esigenza da molti avvertita di difendere la bellezza e l'originalità della catena alpina, difenderne le ricchezze naturali e in definitiva l'intero patrimonio estetico e culturale. Alessandro Gogna, alpinista di fama internazionale, che da decenni opera nel campo dell'escursionismo e dell'alpinismo, insieme a un gruppo di fotografi e guide alpine, offre uno sguardo totale sulle Alpi.
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Correre o morire
di Kilian Jornet
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 197
"Kilian è uno che corre sognando e non il contrario
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Storia della fotografia di montagna
di Giuseppe Garimoldi
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 207
Il libro ripercorre le vicende dell'avventura culturale fatta di azioni sportive, di conoscenza e di riflessioni estetiche, dai pionieri armati di alpenstok e lastre al collodio alle fotocamere automatiche. Un'avventura che passa dall'azzardo eroico delle spedizioni himalayane all'arrampicata sportiva, in un ininterrotto rosario di immagini stimolanti e affascinanti. È passato più di un secolo e mezzo da quando l'obiettivo di un apparecchio fotografico è stato puntato per la prima volta verso la montagna. Da allora si è passati dalla lastra unica del dagherrotipo all'invenzione del retino, che ha permesso la stampa tipografica; e dal bianco e nero al colore, attraverso un processo in cui si intersecano problemi tecnici ed estetici e che coinvolge la storia dei mezzi di diffusione, dalla cartolina illustrata all'irresistibile ascesa del fotocolor, per approdare - recentemente ma con sempre maggior vigore - alla rivalutazione dei raffinati valori della fotografia in bianco e nero. Parlare di fotografia di montagna vuol dire parlare di uomini che salgono attratti dal desiderio di vedere e di misurarsi con la persistente concretezza di un mito. Le loro riprese fotografiche, che puntino alla documentazione del territorio e delle loro imprese, o alla celebrazione della bellezza, sono accomunate dal medesimo desiderio di conoscenza e queste pagine mostrano quanto le strade dell'arte e della scienza, pur fra infinite sfumature, siano parte di un'esperienza unica.
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Everest. Più alto del cielo
editore: Priuli & Verlucca
Esaurito
I segni delle Alpi. Simboli credenze religiosità miti e luoghi della montagna
di Massimo Centini
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 205
Il vissuto dell'uomo della montagna è fatto di segni. Segni di ogni genere che in questo libro sono proposti tenendo conto delle loro tante implicazioni simboliche, soprattutto del ruolo storico-antropologico rivestito nella cultura alpina. Tratti elementari, incisi su pietre, oggetti, tessuti; fino a strutture più articolate che hanno il ruolo di raccontarci molte cose sulla storia, la quotidianità e l'immaginario della cultura montana. Segni che provengono dall'archeologia, dall'artigianato, dall'arte, dalla cultura materiale: un universo che qui diventa materia viva e utile per conoscere un volto meno noto del sapere dell'uomo. Infatti, segnare è un po' parlare, firmare, lasciare tracce, ipotizzare un collegamento tra persone che possono essere lontane nel tempo e nello spazio.
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Le grandi Alpi nell'antica cartografia. Monviso. Piccolo San Bernardo. Gran San Bernardo. Monte Bianco. Cervino. Monte Rosa e i Walser. Gran Paradiso
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 380
Questo volume affronta la tematica della cartografia specialistica delle Alpi, prendendo in considerazione lo studio settoriale dei grandi massicci dal Monviso al Monte Rosa. Per il Monviso, elemento cartografico caratteristico è il "Buco di Viso", primo traforo delle Alpi, terminato nel 1480. Per i colli del Piccolo e del Gran San Bernardo, la cartografia dimostra come la loro importanza commerciale sia stata condizionata dagli eventi storici. Il Monte Bianco ha una storia cartografica singolare in quanto, privo di colli importanti, viene individuato tardivamente dai cartografi con il nome attuale alla fine del 1700. Per il Cervino si ripete la storia del Monte Bianco: dimenticato inizialmente dalla cartografia, solo all'inizio del 1700 venne scoperto dai cartografi che lo individuarono sulle mappe dandogli il nome attuale. Il Monte Rosa, dal punto di vista della cartografia storica, è forse il massiccio più interessante in quanto, sin dal Medioevo, fu attraversato da numerosi itinerari che permettevano alle popolazioni del versante nord di comunicare facilmente con il versante sud. Il gruppo del Gran Paradiso è stato il "gran dimenticato" dalla cartografia storica in quanto non era attraversato da importanti vie commerciali, non aveva importanza militare e confini internazionali. Il nome Gran Paradiso apparirà solo nel 1825 su una carta piemontese. Questo volume termina con l'elenco delle carte consultate (500) con le relative riproduzioni suddivise per nazioni e per gruppi montuosi.
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