Rubbettino
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Viaggio al termine dell'Italia. Fellini politico
di Minuz Andrea
editore: Rubbettino
pagine: 242
Se Federico Fellini è uno dei più grandi autori della storia del cinema, egli rientra anche nel solco di una tradizione di int
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Non è vero. Liberiamoci dagli inganni. Rimettiamo in ordine l'italia
di Francesco Rutelli
editore: Rubbettino
pagine: 134
Un crudo bilancio del ventennio del bipolarismo all'italiana, e un originale percorso di smantellamento di luoghi comuni, idee ricevute e bugie che continuano a far danni: secondo l'antica regola di Demostene, "Nulla è più facile che illudersi, poiché l'uomo crede vero ciò che desidera". La grave crisi economica italiana coinvolge l'euro e l'economia internazionale; ma non c'è via d'uscita, senza una soluzione coraggiosa alla crisi politica. Rutelli, con il Terzo Polo, propone una larga convergenza, una stagione di unità nazionale, anziché la continuazione di una guerra faziosa e inconcludente. Propone un'analisi critica dei due populismi, di destra e di sinistra; degli equivoci del multiculturalismo; della presunta innocenza di internet; dei molti guasti del politically correct. Indica le risposte alle minacce del secessionismo, del giustizialismo, dell'antipolitica. Non ci sono solo inganni da smontare: sta nascendo un mondo in cui credere. Rutelli propone soluzioni affilate, rivelatrici, destinate a far discutere.
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Clero e guerre spagnole in età contemporanea (1808-1939)
editore: Rubbettino
pagine: 462
Sull'atteggiamento della Chiesa cattolica di fronte alle guerre dell'età contemporanea esiste abbondante letteratura
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Epigrammata Bobiensia
editore: Rubbettino
Nell'epoca in cui si consuma il definitivo tramonto della classe politica pagana, il travaglio di una generazione che lotta pe
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Dizionario del liberalismo italiano
editore: Rubbettino
pagine: 1063
Il centocinquantesimo anniversario dell'Unità era un'occasione per rimediare ad una lacuna: la mancanza di un Dizionario del Liberalismo italiano, ciò che costituiva un paradosso in considerazione dell'importanza che il liberalismo ha avuto nella storia d'Italia. Gli autori sono storici, economisti, giuristi, critici, giornalisti, tra i maggiori esperti della materia, appartenenti ad indirizzi disciplinari e a scuole di pensiero diversi, che hanno lavorato in piena indipendenza ed autonomia, accomunati dall'interesse scienti e soprattutto ispirati da un ethos civile. La lettura del Dizionario aiuta a comprenden passato dell'Italia, con tutte le sue luci e le si ombre, ma anche il presente, caratterizzato d deficit di liberalismo, che è una delle cause dell'anomalia italiana rispetto alle grandi democrazie occidentali. Il messaggio che se può ricavare è che per un popolo dimenticare proprie radici significa perdere il senso della sua identità.
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Credere nello Stato? Teologia politica e dissimulazione da Filippo Il Bello a Wikileaks
di Carlo Lottieri
editore: Rubbettino
pagine: 196
Un'istituzione quale lo Stato moderno, che fin dai suoi primi passi si è autorappresentata quale sovrana e interprete di un potere assoluto (libero da ogni vincolo), è del tutto incomprensibile se non si coglie il legame che da sempre essa intrattiene con la teologia. Dal momento che pretende obbedienza e rivendica un controllo monopolistico della forza sul territorio, lo Stato intreccia insomma questioni istituzionali e religiose: prima rivendicando una legittimazione di carattere sacrale e utilizzando la religione quale instrumentum regni, poi prospettandosi come alternativa metafisica e fonte autentica di ogni possibile salvezza e, infine, interpretando il venir meno di ogni trascendenza e il trionfo dello strumentalismo. Il presente volume, che evoca un gran numero di questioni e autori senza avere la presunzione di individuare una soluzione definitiva a dibattiti tanto complessi, traccia un percorso volto a chiedersi se si possa davvero aver fede nello Stato, facendone il senso ultimo della nostra esistenza, e prestar fede a quanto affermano gli ideologi schierati a sua difesa. Il tema della teologia politica e quello della dissimulazione - dello Stato quale fonte di occultamento della realtà - sono d'altro canto strettamente legati, dato che l'aperta sfida che il potere moderno ha lanciato alle confessioni religiose propriamente dette lo ha costretto a moltiplicare le falsificazioni e gli inganni.
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La libertà, le lettere, il potere
editore: Rubbettino
pagine: 166
In questo libro viene proposta un'idea unitaria dell'educazione e della formazione della persona (e in particolare dell'educazione e della formazione alla libertà), che s'ispira a una visione organica e non dogmatica della natura, dell'uomo e del linguaggio. Un'idea della realtà che non rinuncia a cercare di rintracciare il senso profondo e autentico dell'esistenza, ma che rifiuta la tentazione di affermarlo definitivamente e per sempre. La quinta, dunque, del proscenio su cui si svolge l'analisi che viene sviluppata è dominata da una riflessione sui temi della verità, dell'autenticità e della libertà e delle migliori condizioni di organizzazione sociale perché la loro ricerca non sia soffocata, ma sia anzi stimolata e agevolata.
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La corsa per il colle
di Domenico Nania
editore: Rubbettino
pagine: 186
Nel 1992/1993 il disaccordo nella DC su chi, tra Forlani e Andreotti, doveva "salire" al Colle e un referendum elettorale causarono quelle fratture che agevolarono la nascita della Seconda Repubblica. Nel 2012/2013 un referendum, le elezioni politiche e la scelta del nuovo Capo dello Stato condurranno alla Terza Repubblica o riporteranno indietro le lancette dell'orologio? "La corsa per il Colle" è un libro che guarda lontano, analizza quanto ha pesato la corsa per il Quirinale nel "Fini-cambiamento", mette in guardia da "una destra che piace alla sinistra", indica le priorità di "una destra che fa la destra" e denuncia i "poteri forti" che lavorano per "una politica debole". La posta in gioco è alta. Il centrodestra, per l'autore, ha il dovere primario di rispettare la sovranità popolare, presentandosi, nel 2013, o quando sarà, al giudizio degli elettori. Tertium non datur.
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Federico II e la Sicilia
di Francesco Renda
editore: Rubbettino
pagine: 218
Senza la Sicilia, fu lo stesso Federico a dichiararlo, non avrebbe potuto fare lo statista. E senza la Sicilia, lo stupor mundi, l'uomo d'ingegno e di cultura che conosciamo, non sarebbe esistito. Federico, divenuto imperatore, volle perseguire l'obiettivo di incorporare la Sicilia nel Sacro Romano Impero innescando un conflitto epocale con la Chiesa che non poteva consentire questa unione. La supremazia religiosa del papa alla fine ebbe il sopravvento sulla potenza imperiale e Federico fu inesorabilmente sconfitto. Unito all'Impero nonostante il dissenso della Chiesa, il Regno di Sicilia fu il luogo ove Federico II realizzò le sue opere maggiori. La prima fu la fondazione dell'Università degli Studi di Napoli. Seguirono Foggia, creata capitale, Melfi ove si promulgarono le costituzioni del Regno delle Sicilie, la Corte imperiale, fatta centro di cultura, di filosofia e di scienza. Sempre nel Regno di Sicilia promosse infine la poesia in volgare, dalla quale ebbero origine la lingua siciliana e la lingua italiana.
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Cossiga e l'intelligence
editore: Rubbettino
pagine: 183
I servizi segreti sono circondati da una leggenda nera
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La rinascita economica dell'Europa
Dall'European Recovery program all'integrazione economica europea e alla Banca europea per gli investimenti
di Strangio Donatella
editore: Rubbettino
pagine: 97
Nel secondo dopoguerra, in un quadro di rinnovato rilancio dell'economia europea, favorito da una maggiore cooperazione tra gl
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