Se
Mistica orientale, mistica occidentale
di Otto Rudolf
editore: Se
pagine: 253
Il libro che qui presentiamo è del 1926
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Su Wagner
di Charles Baudelaire
editore: Se
pagine: 108
Il saggio di Baudelaire su Wagner è una straordinaria meditazione sulla musica, sui riverberi e le corrispondenze che trascorrono tra il linguaggio musicale e gli altri linguaggi dell'arte. E allo stesso tempo una appassionata difesa del nuovo, dell'invenzione e dell'azzardo che definiscono e rendono vivo il lavoro dell'artista, qualunque sia il suo linguaggio specifico. L'occasione è data da due eventi parigini: i concerti wagneriani al Théâtre des Italiens, diretti dallo stesso compositore - gennaio e febbraio del 1860 e la prima del "Tannhauser" all'Opera nel marzo del 1861, il cui terzo atto è sommerso dal tumulto della contestazione. Presenti alla prima, con Baudelaire e Gautier, molti poeti e artisti difensori di Wagner, ma anche musicisti come Gounod, Offenbach, Berlioz. Le pagine baudelairiane dicono lo sdegno per la diffusa incomprensione della nuova musica e raccontano i temi più coinvolgenti dell'opera wagneriana: il cielo e l'inferno che abitano l'anima, l'eros e il richiamo dell'assoluto, la caduta e il sogno di una redenzione impossibile. La critica, aveva scritto Baudelaire, bisogna che sia "parziale, appassionata, politica, cioè fatta di un solo punto di vista, ma che apra il più grande orizzonte": il saggio su Wagner è la dimostrazione, vibrante e decisa, che questa critica è possibile.
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Scritti di estetica
di Hölderlin Friedrich
editore: Se
pagine: 240
Profondamente partecipe dello spirito del suo tempo, Hölderlin sperimenta che l'elemento di "inconciliabilità" della filosofia
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Il cardinale Napellus e altri racconti
di Meyrink Gustav
editore: Se
pagine: 71
Se l'immaginazione del nostro secolo ha prediletto i fertili suggerimenti della fisica, della chimica e della cibernetica, non
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Ut pictura poesis
di Lee Rensselaer W.
editore: Se
pagine: 214
Questo saggio va inteso come un tentativo di definire la teoria umanistica della pittura e di tracciarne a grandi linee lo svi
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Il ragazzo selvaggio
di Itard Jean M.
editore: Se
pagine: 120
Nel 1798, in Alvernia, tre cacciatori catturarono un ragazzo cresciuto in solitudine tra i boschi; qualche tempo più tardi il
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Apocalisse di Giovanni. Testo latino a fronte
editore: Se
pagine: 132
"L'Apocalisse" è l'opera di un Sene: dopo grandi vecchi quali i Profeti e Lao-Tze e Pitagora, il più bianco tra tutti Giovanni, il Vangelista del Logos, che relegato in una menoma isola dell'Egeo di Pan, sotto le stesse stelle che Saffo aveva vedute tramontare, nel giorno del Signore ha e scrive il rapimento dell'angoscia e della speranza: intorno a roghi asiatici leva un colore di mattino da restare eterno sulle mura della Città dalle porte spalancate ov'egli non vide alcun tempio "perché il Signore Iddio onnipotente e l'Agnello sono il suo tempio". In essa un fiume d'acqua viva scaturisce dal trono di Dio. "E chi ha sete, venga; e chi vuole prenda dell'acqua della vita gratuitamente"." (dalla postfazione di Massimo Bontempelli)
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L'età verde
di Mishima Yukio
editore: Se
pagine: 208
Composto in pochi mesi e terminato nell'ottobre del 1950, "L'età verde" è la storia di un personaggio realmente vissuto, uno s
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Lo zen e le arti marziali
di Taisen Deshimaru
editore: Se
pagine: 100
Quando lo Zen giunse in Giappone, il paese era dilaniato da guerre civili, violenze, massacri, deportazioni di massa
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Il romanzo poliziesco
di Kracauer Siegfried
editore: Se
pagine: 149
Il romanzo poliziesco, conosciuto dalla maggior parte delle persone di cultura solo come pastiche extraletterario destinato a
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Invocazione all'Orsa maggiore. Testo originale a fronte
di Ingeborg Bachmann
editore: Se
pagine: 240
"Alla parola che celebra se stessa nei riti dell'estetismo, alla "poesia monologica" di un Gottfried Benn, Ingeborg Bachmann oppone una letteratura "rivolta con tutta la sua essenza ad un Tu", una poetica dell'"immaginazione sensoriale". [...] La sfida dell'Invocazione non occulta il male dell'Orsa, ma lo raffigura in tutta la sua terribile potenza. In questo senso Ingeborg Bachmann si fa portatrice di una moderna poetica del sublime, che riconosce la grandezza dell'uomo nella sfida che egli rivolge alle potenze che lo sovrastano. Se Dio non abita nel mondo e se la storia è visitata dal male, se l'uomo è estraniato da se stesso, spetta al canto poetico testimoniare messianicamente la verità. II non-rivelarsi di Dio, la sua "presenza-assenza" - un concetto che lega Ingeborg Bachmann a Simone Weil e a Wittgenstein, e ancora più indietro a Hòlderlin - si rovescia così nella trascendenza mistica della parola. Ogni poesia è in questo senso Anrufung: preghiera, invocazione e chiamata in giudizio al tempo stesso." (Dallo scritto di Luigi Reìtani)
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