Sellerio Editore Palermo
Il grado zero dell'immagine
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 68
II richiamo al celeberrimo saggio di Roland Barthes, "Il grado zero della scrittura", è centrale in questo libro: l'immagine è la chiave fondamentale per entrare nella fase interpretativa del testo letterario, visto come occasione e momento fondativi della dialettica gnoseologica, che inesorabilmente, oggi come ieri, sottende ogni messaggio letterario, che voglia diventare una testimonianza di vita e di pensiero. II libro pone, dunque, la questione centrale dello studio delle immagini, intese come spazio letterario di interesse comparatistico, attraverso il quale entrano in rapporto dialettico il Sé e l'Altro, l'identità e l'alterità. Gli autori focalizzano la loro attenzione sulle immagini letterarie, concentrandosi sulla loro funzione conoscitiva, interpretativa e storica attraverso cui si realizza la conoscenza dell'Alterità: quella del mondo che ci circonda e quella, più prossima, riconducibile a noi stessi.
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1956
L'anno spartiacque
di Canfora Luciano
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 185
Nella storia del Novecento, il 1956 - l'anno shock lo definisce Canfora segnò un passaggio d'epoca sia ad Oriente che ad Occid
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Sperimentalismo e avanguardia
di Salvatore Ferlita
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 2730
Costruito come un polittico, questo libro accosta le opere di numerosi autori, attivi a partire dagli anni Cinquanta, accomunati da un programma di rinnovamento linguistico e stilistico, di rottura nei confronti della tradizione, o solitati nel perseguire una precisa idea di sperimentazione letteraria. Da questo allineamento viene fuori un paesaggio variegato e inedito della letteratura sperimentale del secondo Novecento. Con non poche sorprese, nell'individuazione di vere e proprie primogeniture, di esperienze isolate e assolute, molte delle quali siciliane (Pizzuto, Cacciatore, D'Arrigo, Fiore), che anticipano proclami chiassosi, manifesti, esegesi di gruppo, scompaginando periodizzazioni di comodo. Ci si trova così di fronte a pagine di riflessione e insieme di militanza, nelle quali l'attenzione rivolta alla compagine, alla connessione delle forze e delle iniziative, alla ragnatela dei rapporti e delle opere, va di pari passo con l'approfondimento sulle singole personalità, nel tentativo di rilevare specificità, similarità e opposizioni non riconducibili a nessuna idea di corporazione, di spirito di gruppo letterario.
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Formarsi nell'ironia: un modello postmoderno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 251
Secondo la prospettiva generale in cui si colloca questo volume, la mente postmoderna, caratteristicamente "mobile e retroattiva, capace di dislocarsi tra stili di pensiero e tra diversi approcci al reale, di spiazzare se stessa nel seguire l'ottica della differenza" è una mente ironica. Questo volume indaga il concetto e la pratica dell'ironia nel postmoderno con particolare riguardo al suo ruolo nei processi formativi. Sono interventi provenienti da diversi ambiti che s'interrogano sulle sue forme e sul suo agire attuale in quanto capace di affermare un nuovo paradigma formativo per l'uomo postmoderno, e necessariamente toccano filosofia, psicologia, sociologia, storia sociale, antropologia culturale. Con un filo conduttore unico: il riconoscimento del carattere critico, decostruttivo, dissacratorio dell'ironia e perciò della sua straordinaria forza formativa. Scritti di: Egle Becchi, Antonella Gagnolati, Franco Cambi, Carlo Catarsi, Giacomo Cives, Enza Colicchi, Antonio Erbetta, Maurizio Fabbri, Epifania Giambalvo, Elena Madrussan, Alessandro Mariani, Luigina Mortari, Marielisa Muzi, Carlo Pancera.
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La moglie che ha sbagliato cugino
di Umberto Domina
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 197
Umberto Domina praticava un umorismo poco italiano, fatto di battute, di dialoghi e situazioni, e non di macchiette, della scuola di Achille Campanile e simile a quello di Marcello Marchesi. Un umorismo di testa e di intreccio, ottimista, capace di resistere brillantemente alla dimensione del romanzo, com'è questa storia di sostituzioni e imbrogli di due siciliani trapiantati a Milano che si scambiano i ruoli e le mogli. Entrambi Liborio Cappa, l'uno odia il successo, le amicizie altolocate e gli elettrodomestici, ma è un genio creativo naturale particolarmente adatto alla rapidità e all'assurdo che il boom economico sta imponendo al gusto ed è tormentato da una moglie che aspira a ciò che lui disprezza; l'altro manca di genio ma possiede ambizione e ha una moglie ricca che lo lascia in pace. Troveranno come combinarsi e come gabbare il mondo, senza male per nessuno. Mondo che è quello del miracolo economico, dei mobili di plastica che rimpiazzano le antichità, delle automobili usate anche per andare a comprare le sigarette, delle scomodissime urbanizzazioni futuribili, dei cibi in scatola al posto della buona cucina, del salutismo vanesio e perdigiorno; di tutto questo Domina avverte per tempo, in presa diretta, il formidabile potenziale comico e l'effimera durata, però ne registra l'intrinseca allegria e non l'angoscia. E ne inscena una esilarante parodia, come e più di un documento o una testimonianza.
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L'Ottocento fatto immagine
Dalla fotografia al cinema, origini della comunicazione di massa
di Fiorentino Giovanni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
Un viaggio nella storia dell'immagine che è un intreccio di storie, trova le sue fondamenta nella ricerca storico-empirica e v
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Milano è una seconda Parigi. Viaggiatori britannici e americani a Milano
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 255
Per gli stranieri che tra il Seicento e l'Ottocento visitarono l'Italia le più grandi attrattive erano rappresentate da Roma,
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Guida alla felicità minore
di Pucci Di Benisichi Renata
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 81
Istanti prodigiosi, durevoli quanto un batter di ciglia, gesti, sapori, sguardi, odori, suoni, sono questi i momenti di felici
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Frittate d'autore
di M. Grazia Accorsi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 278
L'ipotesi analitica che guida questo libro è che ciascuno scrittore ha una sua cucina, così come ha una sua lingua personale. Una lettura rivolta alle ricette, ai cibi, agli ingredienti, alle abitudini culinarie che traspaiono dai testi, è idonea a fornire una chiave interpretativa e critica dei caratteri, delle situazioni sociali, dei rituali mondani, dei sostrati culturali. E forse proprio perché un autore nel parlare di cibi tende ad allentare le briglie dell'autocontrollo, una tale analisi può talvolta fornire sorprese, può gettare raggi di luce sul non detto. "Come le case e gli abiti scrive l'autrice - il cibo descrive e colloca: antropologicamente, psicologicamente, ritualmente. E temporalmente e spazialmente. E se il cibo, la cucina definiscono gli individui, a rovescio gli individui modellano la cucina". Sicché la prospettiva culinaria, che per di più si offre per sua natura a essere divertente e lieve, permette di correre dal testo alla ricetta, ripescata nei libri di cucina del tempo com'era dettata e nelle cronache com'era eseguita, di andare dal personaggio alle biografie e agli ambienti. E stupisce come ogni autore, non solo quelli che ci si aspetterebbe, la Austen, o Kipling, o Saba, o Pearl S. Buck, ma perfino quelli apparentemente più lontani dai fornelli, da Dostojevskij a Fitzgerald a Sartre indugi, molto significativamente ma non sempre consapevolmente, sui cibi, le cucine e le tavolate.
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C'era una volta il mito
di Maurizio Bettini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 253
Gea emersa dallo sbadiglio del Chaos; la ribellione di Crono al primo padre; Eros, dio primigenio e capriccioso; la nascita di Afrodite dai testicoli mutilati di Urano; le contrapposte partenogenesi di Efesto e Atena; le Sirene; il trionfo degli dei olimpici sugli oscuri; Prometeo e la giovenca lo condannati; il doppio avvento degli uomini, prima dal fango e poi dai sassi scagliati indietro da Deucalione, figlio di "colui che vede prima", e Pirra, figlia di "colui che vede dopo"; le eroiche imprese, da Eracle fino a Teseo. "La mitologia greca è come una grande rete fatta di maglie che si tengono tra loro, di rimandi incrociati, di collegamenti trasversali". Nata dall'urgenza di senso, ma anche dal desiderio di storie. E il senso e le storie orientano Maurizio Bettini nel grande racconto, immaginoso e tragico, delle forze celesti e delle potenze sotterranee con in mezzo gli uomini, eroi fragili.
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Coco Chanel
di Louise de Vilmorin
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 99
Louise de Vilmorin conobbe Coco Chanel a Venezia nel 1947. Ne nacque un'amicizia e l'idea di scrivere, insieme, una biografia della stilista. Il progetto naufragò così come l'amicizia tra le due donne; rimasero però gli appunti di quelle conversazioni di cui questo libro è il frutto. Si tratta in realtà di una biografia con molte omissioni e qualche invenzione, interessante soprattutto perché rivela in che modo Chanel volesse essere vista e giudicata, in particolare per quanto riguarda la fase iniziale della sua esistenza. Ma in queste memorie si ritrovano alcuni dei temi abituali di Louise de Vilmorin: l'ossessione del denaro in quanto strumento essenziale per la libertà; la volontà di indipendenza della donna dall'uomo; l'intreccio fra astuzia e seduzione. Gabrielle (poi a tutti nota come Coco) Chanel era nata nel 1883. Nel 1895, dopo la morte della madre, la bambina venne abbandonata dal padre e trascorse dieci anni in un orfanotrofio. "Ero vanitosa. Ma avevo diritto a due soli vestiti l'anno, uno per tutta la settimana e uno per la domenica. Due vestiti. Forse per questo in seguito ne ho fatti tanti, tutti ideati da me?". Poi il convitto dalla suore dove impara a cucire. Infine l'incontro con la ricca società di Dauville e l'inizio di una autentica passione, quella per la sartoria e i cappelli. Ad appena vent'anni Coco Chanel fonda una casa di moda. "Non fu la creazione di un'artista come si è soliti sostenere, né quella di una donna d'affari, ma l'opera di un essere che cercava solo la libertà".
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Il cavaliere di Sainte-Hermine
di Alexandre Dumas
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1507
La pubblicazione del Cavaliere di Sainte-Hermine, ultima opera di Alexandre Dumas padre, ha suscitato in Francia grande clamor
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