Sellerio Editore Palermo
Eredità della musica. David J. Bach e i concerti sinfonici dei lavoratori viennesi (1905-1934)
di Piero Violante
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 227
Richard Strauss ha osservato che dirigendo il primo tempo della Terza di Mahler finiva con l'immaginare "interminabili schiere di lavoratori in marcia verso il Prater per celebrarvi il Primo Maggio". È un'idea largamente condivisa che la Grande Vienna sia stata uno dei cruciali laboratori del Novecento. Questo studio, che mette assieme la storia, la storia della musica e la musicologia, la storia della cultura e quella sociale, lo riafferma. Ma lo riconsidera, guardandolo dalla prospettiva del tentativo da parte della socialdemocrazia e dei teorici dell'austro-marxismo di fare del proletariato l'erede della tradizione musicale viennese e, attraverso questo, erede della cultura classica tedesca. Un'utopia intellettuale germinante intorno all'organizzazione dei cosiddetti "Concerti sinfonici dei lavoratori viennesi", voluta da David J. Bach - responsabile culturale del partito socialdemocratico, figura ancora poco esplorata della Grande Vienna - il cui obiettivo era quello "di creare con e per il proletariato una tradizione del moderno che avesse "Mahler come perno e Webern come suo interprete". Secondo Piero Violante quest'esperimento ha subito una censura e una cesura. La cesura è consistita nel fatto che la sua violenta interruzione ha creato una frattura nella storia dell'interpretazione e della ricezione del canone musicale a datare dall'avvento dell'austrofascismo. Da quel momento i "concerti sinfonici dei lavoratori viennesi" sono stati rimossi.
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I luoghi di Montalbano. Una guida
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 382
Un atlante dell'universo geografico del commissario Montalbano: i tragitti, i percorsi delle spedizioni, le borgate e le contrade visitate, le case dei delitti e i locali frequentati da lui e dagli altri personaggi, le spiagge delle nuotate, i panorami che cadono sotto i suoi occhi, il vecchio masso piatto e l'ulivo saraceno. E quindi è anche un modo nuovo di inseguire le inchieste del commissario più famoso d'Italia, di entrare nell'atmosfera delle sue storie. Ne risultano dodici itinerari (uno per ciascun romanzo), arricchiti dalle schede dei luoghi vissuti dai personaggi (e di quelli delle trasposizioni televisive), con le cartine e le mappe: e non sono itinerari puramente letterari. Vero è che i luoghi di Montalbano nascono dalle finzioni di Camilleri: da Vigàta a Montelusa, da Puntasecca a Marinella, dai bar ai ristoranti alle chiese, sono tutti luoghi di fantasia, nessuno esiste nella toponomastica reale e nessuno dovrebbe esistere nella topografia. Però la scoperta di questa guida - che ha sorpreso, raccontano gli autori in prefazione, per primo il Maestro di Vigàta - è che la finzione, come un foglio di carta traslucida, si sovrappone ai luoghi della geografia reale, tra Agrigento e Porto Empedocle, tra Siculiana e Palma di Montechiaro, nella Sicilia sudoccidentale dove Camilleri è nato e dove Montalbano opera. Così, una guida ai luoghi immaginati diventa, rintracciati i nomi veri sotto i falsi, la guida vera di un paese reale che si trova nelle carte geografiche.
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L'ultimo veliero
di Marcello Venturi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
Bernardo Maestrelli, comandante di velieri, è costretto a ormeggiare il suo "Eliseo": né lui né la sua barca hanno più l'età per andare per mare. Sceso a terra la sua casa diventa l'ospizio del paese, nato proprio per accogliere i vecchi marinai. Lì trascorre le sue giornate, sempre uguali, fra l'orto e il molo, d'estate costretto dalle suore a chiedere l'elemosina tra i villeggianti, d'inverno a scrutare il mare. Ma un giorno sulla linea dell'orizzonte appare un'ombra, la vela di un bastimento. Quella sagoma in mezzo al mare accende la curiosità e poi la speranza del Capitano Maestrelli e degli altri uomini di mare dell'ospizio. Il veliero giunge al porticciolo; ha compiuto il suo ultimo viaggio ed è destinato alla rottamazione. Ma la ciurma dell'ospizio, capitanata da Maestrelli, ogni sera di nascosto sale a bordo: l'imbarcazione viene rimessa in sesto: ripulita, verniciata, sostituite le vele strappate, riparato l'albero maestro. Sì, è vecchio quel veliero, ma può ancora prendere il mare. Radunati i suoi uomini, una notte di vento propizio il Capitano abbandona l'ospizio e mollati gli ormeggi prende il largo, verso un destino che finalmente gli appartiene.
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L'impronta del gatto
di Augusto De Angelis
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 250
A leggere Augusto De Angelis e la sua saga del Commissario De Vincenzi della Mobile di Milano, si incontra subito il piacere di un buon giallo, di articolato costrutto, dai vivi personaggi e dalle scenografie esoticamente tardo Déco. Ma c'è anche un interessante contorno storico che rende più complesso il processo dell'immedesimazione. Augusto De Angelis scriveva nel Ventennio fascista, inaugurando in Italia un genere letterario, il giallo, che il regime vedeva come fumo negli occhi. Per cui i suoi polizieschi sono una testimonianza, dei rapporti tra il fascismo e la cultura, tra occhiuto controllo e margini di libertà. Innanzitutto l'ambiguo rapporto con la cultura di massa: pur avendo in sospetto il fascismo il genere giallo, con De Angelis, scrittore benaccetto, nasceva l'autentico giallo italiano, non più la scialba ripetizione dei soliti investigatori importati da Francia, America o Gran Bretagna, a dimostrazione che con la cultura di massa, promossa e ampiamente sfruttata dal potere, era d'obbligo accogliere anche i frutti meno digeribili. Nondimeno, il Minculpop esigeva le sue regole: solo delitti in ambienti esotici e viziosi; solo delinquenti stranieri e con lo stigma di qualche depravazione; solo lieto fine. L'autore le rispettava, ma senza rinunciare a far trasparire una sua distanza, un suo afascismo: nel carattere scettico, privo di protervia e di entusiasmo, antieroico, malinconico, di gusti umanistici e atteggiamenti tolleranti del Commissario da lui creato.
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Federico il Grande
di Barbero Alessandro
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 226
Da giovane era stato il figlio ribelle e avventuroso di un padre violento e militarista; amava la musica, suonando e componend
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I disincantati
di Budd Schulberg
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 611
Il proprio destino di scrittore Budd Schulberg l'affidò a una specie di scabra epopea dell'America amara. Figlio del tycoon della Paramount, e lui stesso, per un certo tempo, prediletto di Hollywood (da sue opere, vengono capolavori del cinema come II colosso d'argilla e Fronte del porto e sua è la sceneggiatura di Un volto nella folla), ma anche comunista inciampato nelle reti del Mccarthismo, spesso e volentieri elesse il mondo di Hollywood quale osservatorio ideale. I retrobottega degli studios, scenari simbolici, per il mescolarsi in loro di patina dorata e durezza sostanziale, della leggenda americana frenetica e impietosa. E a questa e al suo rovescio, sono dedicati due romanzi. Il primo, "Perché corre Sammy?", racconta il farsi della leggenda: un piccolo fattorino ebreo sempre di corsa che diventa un potente produttore, sacrificando ogni cosa d'umano alla sua assetata ambizione. Il secondo, questo "I disincantati", al contrario si concentra sul come muore, in America, una leggenda. Uno scrittore grande e dimenticato, che ha avuto tutto, ed è stato travolto assieme a un mondo lussureggiante dalla crisi del '29, si lascia umiliare e consumare nel corpo e nella dignità in un ultimo infimo lavoro da sceneggiatore di filmetti.
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Sciamani, stregoni, sacerdoti. Uno studio antropologico dei rituali
di Pietro Scarduelli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 300
Il rituale è stato uno dei primi campi d'indagine esplorati dai pionieri dell'antropologia nella seconda metà dell'Ottocento. Da allora l'interesse per questo particolare comportamento umano non è mai venuto meno, anzi si sono moltiplicati gli studi dedicati all'intero spettro delle pratiche rituali, dai culti esotici dei cosiddetti primitivi alle feste del mondo rurale europeo, dalle attività cerimoniali delle antiche civiltà ai riti laici del mondo moderno. Questo libro evidenzia, nella prima parte, la complessità dello studio del rituale, prendendo in esame le diverse strategie descrittive e teoriche adottate dagli antropologi, mentre, nella seconda parte, mette in luce la varietà delle pratiche, analizzando cerimonie iniziatiche e riti di fecondità, estasi sciamaniche ed esorcismi, funerali e sedute di divinazione, uccisioni rituali, sacrifici umani e cerimonie di incoronazione.
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La lettera da Benares
di Toni Maraini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 214
Fosco Maraini (1912-2004), antropologo, fotografo, orientalista, alpinista e scrittore, si cimentò anche con giochi linguistici, testi inventivi e poesie; a lui si deve uno dei più noti libri di viaggio del secolo scorso, "Segreto Tibet", e lo studio e la conoscenza dell'universo giapponese e di vari popoli dell'Asia. Nei suoi viaggi esplorò molteplici universi, endocosmi ed esocosmi, per usare sue parole, cioè mondi di dentro e mondi di fuori. Una lettera mai spedita, ritrovata nelle carte postume, fornisce alla figlia Toni il materiale e l'occasione per un carteggio immaginario eppure vero col padre, e in questo dialogare si fonda il filo conduttore del suo libro. Un ripercorrere vite contemporanee e parallele, unite da eventi concreti, da memorie e ricordi; e, sul piedistallo di quella lettera, altre lettere tra figlia e padre, con documenti e testimonianze inedite, emergono dall'archivio di famiglia e dalle loro esperienze, separate ma comuni, che essi andavano correndo. Dagli anni vissuti in Sicilia (Fosco sposò Topazia Alliata, pittrice e nobildonna siciliana) e dalle lontananze orientali, sino al loro ritorno in Italia. Sullo sfondo, il secolo di una famiglia proveniente da un triangolo spaziale che riassume un continente e una cultura, quella di artisti, scrittori, intellettuali e viaggiatori. Così si apre uno degli archivi segreti dell'esperienza e storia culturale d'Europa.
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Anversa
di Roberto Bolaño
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 131
"Ho scritto questo libro per me stesso, e neppure di questo sono troppo sicuro. Per molto tempo sono state solo pagine sparse che rileggevo e forse correggevo convinto di non avere tempo. Ma tempo per cosa? Ero incapace di spiegarlo con precisione. Ho scritto questo libro per i fantasmi, che sono gli unici ad avere tempo perché sono fuori dal tempo". Anversa è il primo romanzo scritto da Bolaño ("Naturalmente, non ho mai portato questo romanzo a una casa editrice") ed è anche l'ultimo pubblicato in vita. L'inizio e la fine, a distanza di vent'annl, di una storia di scrittore indipendente dalla cosiddetta letteratura ufficiale, diventato un riconosciuto innovatore, un autore di riferimento e un maestro, grazie alla chiarezza e la tristezza di un modo di scrivere il cui rischio principale è quello di usare la letteratura per cercare di ripetere un'esperienza del mondo, di fermare i vissuti propri e quindi, appunto perché irripetibili e mai del tutto decifrabili, aperti alla libertà di tutti di ammaliarsene e riviverll. E Anversa chiude, infatti, con una frase che è un impegno programmatico: "Come quei versi di Leopardi che Daniel Biga recitava su un ponte nordico per armarsi di coraggio, così sia la mia scrittura".
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L'invenzione della Terra
di Franco Farinelli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 152
La Terra è spazio, immensa estensione, un quadro generale: carta geografica che fornisce l'orientamento per muoversi nelle località più concrete della vita vissuta. Non è stato sempre così. Quando il mondo era molto più piccolo, quando era in gran parte sconosciuto e dunque i territori noti erano solo un parziale anticipo di un altrove terreno misterioso, le rappresentazioni della Terra svolgevano probabilmente un'altra funzione, o la stessa in modi diversi. Erano mappe, ma di cosa? La Terra, si può dire, era ancora Cosmo, e quindi raffigurabile più come un ordine fornito di un senso che come una mera estensione. Questo libro racconta l'evoluzione della geografia - dalla Genesi e l'Enuma Elis babilonese alla moderna cartografia - in quanto storia di un progressivo disincanto. Dal Mondo alla carta geografica. Come, attraverso cosmogonie, cosmologie, e cosmografie, il vago e mitico universo-tutto, lentamente e laboriosamente, ha partorito la Terra
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Dizionario del dandy
di Scaraffia Giuseppe
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 197
Il primo Beau Brummell, l'ultimo, probabilmente, Cocteau
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Dio, l'uomo e il diavolo. Meditazioni sul male nel corso della storia
di François Fejtö
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 241
Riprendendo la citazione di un grande perseguitato: "L'olocausto degli ebrei e degli zingari ha rappresentato il capolinea della grande avventura dell'uomo europeo", lo storico Fejtö in questo testo si impegna in una storia dell'idea di male. Vivido excursus di una storia in tragico, scritto come fosse una biografia del Diavolo in Occidente - tra teologia e filosofia, immaginario storico e figurativo - quale inseparabile compagno di quella grande avventura. E ne traccia i caratteri con cui è stato presente a partire dalla religione della Bibbia fino al razzismo nazista, passando al setaccio interpretativo tutte le grandi svolte e convulsioni corse in quel tempo lungo.
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