Sellerio Editore Palermo
Coco Chanel
di Louise de Vilmorin
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 99
Louise de Vilmorin conobbe Coco Chanel a Venezia nel 1947. Ne nacque un'amicizia e l'idea di scrivere, insieme, una biografia della stilista. Il progetto naufragò così come l'amicizia tra le due donne; rimasero però gli appunti di quelle conversazioni di cui questo libro è il frutto. Si tratta in realtà di una biografia con molte omissioni e qualche invenzione, interessante soprattutto perché rivela in che modo Chanel volesse essere vista e giudicata, in particolare per quanto riguarda la fase iniziale della sua esistenza. Ma in queste memorie si ritrovano alcuni dei temi abituali di Louise de Vilmorin: l'ossessione del denaro in quanto strumento essenziale per la libertà; la volontà di indipendenza della donna dall'uomo; l'intreccio fra astuzia e seduzione. Gabrielle (poi a tutti nota come Coco) Chanel era nata nel 1883. Nel 1895, dopo la morte della madre, la bambina venne abbandonata dal padre e trascorse dieci anni in un orfanotrofio. "Ero vanitosa. Ma avevo diritto a due soli vestiti l'anno, uno per tutta la settimana e uno per la domenica. Due vestiti. Forse per questo in seguito ne ho fatti tanti, tutti ideati da me?". Poi il convitto dalla suore dove impara a cucire. Infine l'incontro con la ricca società di Dauville e l'inizio di una autentica passione, quella per la sartoria e i cappelli. Ad appena vent'anni Coco Chanel fonda una casa di moda. "Non fu la creazione di un'artista come si è soliti sostenere, né quella di una donna d'affari, ma l'opera di un essere che cercava solo la libertà".
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Il cavaliere di Sainte-Hermine
di Alexandre Dumas
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1507
La pubblicazione del Cavaliere di Sainte-Hermine, ultima opera di Alexandre Dumas padre, ha suscitato in Francia grande clamor
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Il principe dei musici
di Giovanni Iudica
editore: Sellerio Editore Palermo
Giovanni Iudica, quasi per caso imbattutosi - leggendone, ascoltandone i madrigali - in un eccelso musicista napoletano della seconda metà del XVI secolo poco noto ai non appassionati, Carlo Gesualdo principe di Venosa, ha ritessuto la trama della sua biografia, rimanendo "intrappolato in una storia meravigliosa".
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Maruzza Musumeci
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 151
La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.
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Autobiografia politica
di Francesco Renda
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 568
"Avanti negli anni, mi accingo a scrivere la mia autobiografia politica. Da storico ho sempre parlato e scritto della storia siciliana del secolo scorso e di quelli precedenti. Adesso mi sta a cuore soffermarmi sul mio passato politico, come parte della storia siciliana della seconda metà del secolo scorso. Con parenti ed amici ho parlato spesso di quel mio passato che ben sintetizza lo spirito che si visse in Sicilia negli anni in cui la riscossa contadina sgretolava il millenario latifondo e il relativo potere baronale. Nello scrivere la mia biografia politica ho cercato il senso della mia vita: nato e cresciuto nel mondo contadino, sono poi divenuto testimone partecipe e dirigente della sua riscossa". Francesco Renda, dal 1943 ai nostri giorni, attraverso il "secolo colmo di male ma anche di bene", è stato un protagonista di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali che hanno fatto della Sicilia il laboratorio decisivo dell'Italia. Un protagonista e anche un testimone, nel senso che alla volontà e alla passione dell'azione ha accompagnato sempre grazie alla sua formazione di studioso e di storico - la ragione e la consapevolezza dell'osservazione, fra l'altro sovente diviso personalmente tra il senso di responsabilità di partecipare e il distacco critico di appartarsi per capire. In bilico tra la politica e la scienza storica, oggetto e soggetto contemporaneamente: una complessità che dota di un taglio singolare questa biografia.
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Il libro invisibile
di Sergej Dovlatov
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
"Mi accingo a scrivere con un senso di inquietudine. A chi possono interessare le memorie di un letterato mancato? Cosa può esserci di istruttivo nella sua confessione? Del resto, anche la mia vita è priva di tragicità esteriore. Sono assolutamente sano. Ho una famiglia che mi ama. C'è sempre qualcuno disposto a darmi un lavoro che mi garantisca una normale sopravvivenza biologica. Sono stato sposato due volte, entrambe felicemente. Infine, ho un cane. E questo è persine un vezzo. Ma allora perché mi sento sull'orlo di una catastrofe fisica? Da dove mi viene questo senso di irrimediabile inettitudine alla vita? Qual è la causa della mia angoscia?". Il racconto del lento e progressivo fallimento della carriera di scrittore che Dovlatov subì in una Russia sovietica.
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Il salto degli Orlandi
di Marco Santagata
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 203
Tre racconti che hanno tutti il carattere di rivisitazioni letterarie. Nel primo Santagata immagina che i due Orlandi, stufi di restare immobilizzati nelle vite che Ariosto - ne "L'Orlando Furioso" - e Bojardo - ne "L'Orlando innamorato" - hanno loro assegnato, decidano un giorno di uscir fuori dai rispettivi libri. Nel secondo appaiono personaggi di tutte le letterature che vorrebbero maggior libertà e soprattutto la facoltà di muoversi a loro piacere da un testo all'altro. Ma non riusciranno a trovare un accordo e a darsi una legge. L'ultimo racconta di Francesco Petrarca, della sua inquietante personalità divisa tra il desiderio di una vita raccolta e solitaria, dedita agli studi e alla riflessione, e l'ambizione mondana, la sete di gloria, l'ansia di sempre nuove esperienze, le passioni carnali.
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I luoghi di Montalbano. Una guida
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 382
Un atlante dell'universo geografico del commissario Montalbano: i tragitti, i percorsi delle spedizioni, le borgate e le contrade visitate, le case dei delitti e i locali frequentati da lui e dagli altri personaggi, le spiagge delle nuotate, i panorami che cadono sotto i suoi occhi, il vecchio masso piatto e l'ulivo saraceno. E quindi è anche un modo nuovo di inseguire le inchieste del commissario più famoso d'Italia, di entrare nell'atmosfera delle sue storie. Ne risultano dodici itinerari (uno per ciascun romanzo), arricchiti dalle schede dei luoghi vissuti dai personaggi (e di quelli delle trasposizioni televisive), con le cartine e le mappe: e non sono itinerari puramente letterari. Vero è che i luoghi di Montalbano nascono dalle finzioni di Camilleri: da Vigàta a Montelusa, da Puntasecca a Marinella, dai bar ai ristoranti alle chiese, sono tutti luoghi di fantasia, nessuno esiste nella toponomastica reale e nessuno dovrebbe esistere nella topografia. Però la scoperta di questa guida - che ha sorpreso, raccontano gli autori in prefazione, per primo il Maestro di Vigàta - è che la finzione, come un foglio di carta traslucida, si sovrappone ai luoghi della geografia reale, tra Agrigento e Porto Empedocle, tra Siculiana e Palma di Montechiaro, nella Sicilia sudoccidentale dove Camilleri è nato e dove Montalbano opera. Così, una guida ai luoghi immaginati diventa, rintracciati i nomi veri sotto i falsi, la guida vera di un paese reale che si trova nelle carte geografiche.
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L'ultimo veliero
di Marcello Venturi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
Bernardo Maestrelli, comandante di velieri, è costretto a ormeggiare il suo "Eliseo": né lui né la sua barca hanno più l'età per andare per mare. Sceso a terra la sua casa diventa l'ospizio del paese, nato proprio per accogliere i vecchi marinai. Lì trascorre le sue giornate, sempre uguali, fra l'orto e il molo, d'estate costretto dalle suore a chiedere l'elemosina tra i villeggianti, d'inverno a scrutare il mare. Ma un giorno sulla linea dell'orizzonte appare un'ombra, la vela di un bastimento. Quella sagoma in mezzo al mare accende la curiosità e poi la speranza del Capitano Maestrelli e degli altri uomini di mare dell'ospizio. Il veliero giunge al porticciolo; ha compiuto il suo ultimo viaggio ed è destinato alla rottamazione. Ma la ciurma dell'ospizio, capitanata da Maestrelli, ogni sera di nascosto sale a bordo: l'imbarcazione viene rimessa in sesto: ripulita, verniciata, sostituite le vele strappate, riparato l'albero maestro. Sì, è vecchio quel veliero, ma può ancora prendere il mare. Radunati i suoi uomini, una notte di vento propizio il Capitano abbandona l'ospizio e mollati gli ormeggi prende il largo, verso un destino che finalmente gli appartiene.
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L'impronta del gatto
di Augusto De Angelis
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 250
A leggere Augusto De Angelis e la sua saga del Commissario De Vincenzi della Mobile di Milano, si incontra subito il piacere di un buon giallo, di articolato costrutto, dai vivi personaggi e dalle scenografie esoticamente tardo Déco. Ma c'è anche un interessante contorno storico che rende più complesso il processo dell'immedesimazione. Augusto De Angelis scriveva nel Ventennio fascista, inaugurando in Italia un genere letterario, il giallo, che il regime vedeva come fumo negli occhi. Per cui i suoi polizieschi sono una testimonianza, dei rapporti tra il fascismo e la cultura, tra occhiuto controllo e margini di libertà. Innanzitutto l'ambiguo rapporto con la cultura di massa: pur avendo in sospetto il fascismo il genere giallo, con De Angelis, scrittore benaccetto, nasceva l'autentico giallo italiano, non più la scialba ripetizione dei soliti investigatori importati da Francia, America o Gran Bretagna, a dimostrazione che con la cultura di massa, promossa e ampiamente sfruttata dal potere, era d'obbligo accogliere anche i frutti meno digeribili. Nondimeno, il Minculpop esigeva le sue regole: solo delitti in ambienti esotici e viziosi; solo delinquenti stranieri e con lo stigma di qualche depravazione; solo lieto fine. L'autore le rispettava, ma senza rinunciare a far trasparire una sua distanza, un suo afascismo: nel carattere scettico, privo di protervia e di entusiasmo, antieroico, malinconico, di gusti umanistici e atteggiamenti tolleranti del Commissario da lui creato.
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Federico il Grande
di Barbero Alessandro
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 226
Da giovane era stato il figlio ribelle e avventuroso di un padre violento e militarista; amava la musica, suonando e componend
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I disincantati
di Budd Schulberg
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 611
Il proprio destino di scrittore Budd Schulberg l'affidò a una specie di scabra epopea dell'America amara. Figlio del tycoon della Paramount, e lui stesso, per un certo tempo, prediletto di Hollywood (da sue opere, vengono capolavori del cinema come II colosso d'argilla e Fronte del porto e sua è la sceneggiatura di Un volto nella folla), ma anche comunista inciampato nelle reti del Mccarthismo, spesso e volentieri elesse il mondo di Hollywood quale osservatorio ideale. I retrobottega degli studios, scenari simbolici, per il mescolarsi in loro di patina dorata e durezza sostanziale, della leggenda americana frenetica e impietosa. E a questa e al suo rovescio, sono dedicati due romanzi. Il primo, "Perché corre Sammy?", racconta il farsi della leggenda: un piccolo fattorino ebreo sempre di corsa che diventa un potente produttore, sacrificando ogni cosa d'umano alla sua assetata ambizione. Il secondo, questo "I disincantati", al contrario si concentra sul come muore, in America, una leggenda. Uno scrittore grande e dimenticato, che ha avuto tutto, ed è stato travolto assieme a un mondo lussureggiante dalla crisi del '29, si lascia umiliare e consumare nel corpo e nella dignità in un ultimo infimo lavoro da sceneggiatore di filmetti.
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