Sellerio Editore Palermo
Le autoblinde del Formalismo. Conversazione con Viktor B. Sklovskij tra memoria e teoria
di Enzo Roggi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 144
Un lungo dialogo realizzato nel 1967 e poi rimasto sepolto nell'archivio de "L'Unità", di cui Roggi era ai tempi il corrispondente moscovita. Si può così leggere un eccezionale autoritratto dell'Urss attraverso i ricordi di una delle teste pensanti del Formalismo russo.
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Cinematografo
di Mario Soldati
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 506
Un cronista curiosamente sensibile, che ha il gusto della precisione giornalistica e un istinto infallibile per le complicazio
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Parlando di donne. Lettere a un quotidiano inglese del '700
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 248
Le eroine rappresentate in questa corrispondenza giornalistica, con relative risposte dei redattori, sembrano uscite direttamente dalle pagine della Fiera delle vanità di Tackeray o del Circolo Picwick di Dickens, al punto che si stenta a credere che queste lettere siano ritenute in gran parte autentiche. Lo "Spectator" nel 1711-12 inventò il moderno quotidiano. Addison e Steele, i fondatori, ne studiarono la formula allo scopo di "educare divertendo", cioè di migliorare i costumi di una classe non aristocratica, ma già ricca e dirigente, un ceto medio influente e pronto a rivendicare il suo status sociale. E all'interno di questo, della componente femminile, lontana dalla parità ma degna di migliorarsi attraverso il discorso pedagogico.
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Il parroco di Tours
di Honoré de Balzac
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 179
"I celibi sostituiscono i sentimenti con le abitudini. Quando a questo sistema morale, che li porta ad attraversare la vita, piuttosto che a vivere, si somma un carattere debole, le cose materiali acquistano su di loro un potere sorprendente". Il primo degli innumerevoli modi in cui si può leggere questo racconto lungo è che sia lo studio, disincantato e a tratti spietato, o addirittura sadico nel finale, di come le energie affettive non consumate si dirigano a pervertire tutti i rapporti umani. Una metafora del potere, e della sete di potere, accentuata dalla circostanza di trovarsi imprigionata dentro la soffocante angustia di una provincia bigotta. Balzac nel racconto dichiara di inscenare "le leggi naturali dell'egoismo", lasciandole agire in una lotta sorda di tortuosi interessi minuscoli, che lentamente assume la grandezza del dramma cosmico. E i tre personaggi che dominano il campo, dell'egoismo incarnano tre forme diverse: don Birotteau, il parroco di Tours, innocuo e viziato, è così inetto a tener conto degli altri nel suo desiderio, da non vederne nemmeno le trame ostili; don Troubert, maligno calcolatore, nel suo disegno di potere, che lo trasforma dal canonico intrigante a genio del male, non trascura il piacere di una vendetta passeggera che travolge il povero Birotteau; la trista zitella Gamard, finalmente "felice di poter coltivare un sentimento così fertile come la vendetta", diventa strumento docile di una rivalsa frivola che non le recherà alcun vantaggio o contentezza.
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Il raccontafiabe
di Luigi Capuana
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 214
«Appena scritte le sacramentali parole di uso "C'era una volta..." i miei fantastici personaggi si mettevano in moto, s'impigliavano allegramente in quelle loro intricatissime avventure senza che io avessi coscienza di contribuirvi per nulla. Spesso mi domandavo in che modo il Reuccio e la Reginotta se la sarebbero cavata... Vissi settimane soltanto coi personaggi delle mie fiabe, ingenuamente, come non credevo potesse mai accadere a chi è già convinto che la realtà sia il vero regno dell'arte. Se un importuno fosse allora venuto a parlarmi di cose serie e gravi gli avrei risposto senza dubbio che avevo ben altre e più serie faccende per il capo; avevo Serpentina in pericolo, o la Reginotta che mi moriva di languore per Ranocchio, o il Re che faceva la terza prova di star sette anni alla pioggia e al sole per guadagnarsi la mano di un'adorata fanciulla, e scrivendo così non adoperavo un artificio retorico, ma dicevo la schietta verità.»
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Jules Verne e il mistero della camera oscura
di Guillaume Prévost
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 346
Sospinto dalla curiosità per il sensazionale, e dalla necessità di sbarcare il lunario, il giovane Jules Verne comincia a indagare sull'omicidio di uno spiritista. E inciampa su altri due cadaveri, ognuno col medesimo rituale. Nella Parigi di Napoleone III - quartieri Haussmanniani della nuova borghesia e bassifondi dell'ultima plebe, mode mesmeriste e tecnologia - Jules scopre en passant il gusto per l'avventura e per le invenzioni.
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La casina, la casa, le cose
di Alda Bruno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 289
«Forse i nostri antenati non erano crudeli, non avevano scelta: si poteva essere o poveri o ricchi
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Giungla d'asfalto
di William R. Burnett
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 357
Dopo questo libro, e dopo il film che ne ricavò John Houston, l'immagine "giungla d'asfalto" è entrata nel linguaggio di tutti i giorni: il misto di ansia e disperazione prodotto dell'homo homini lupus delle metropoli convulse. E ansia e disperazione dominano questo noir classico. Riescono a filtrare, pur dal modo antisentimentale con cui il racconto intende presentare un caso di vita autentica criminale, pur dalla cupa obiettività che fanno di "Giungla d'asfalto" il prototipo di diritto dei romanzi criminali a base sociologica, per i quali il delitto è il risultato inevitabile di condizioni di vita miserabili o disgregate.
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Un assassino di troppo. Romanzo su un crimine
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 377
In un paese della Scania una donna scompare, e viene poi ritrovata uccisa. Era un tipo del tutto normale, nell'aspetto come nella vita, e l'omicidio presenta tutti i particolari del delitto a sfondo sessuale, per di più compiuto da qualcuno che la conosceva bene. Martin Beck, commissario capo della squadra omicidi di Stoccolma, indaga nella provincia sonnolenta. Lo coadiuvano il suo vecchio amico Kollberg, e uno strano poliziotto locale, dalla simpatia contagiosa e dal sereno anticonformismo. Tutto indica banalmente la colpevolezza di un uomo, solitario e introverso, già condannato per un altro caso simile, risolto anni prima dallo stesso Beck. Nel frattempo, nel corso di una sparatoria avvenuta nella stessa regione, un poliziotto trova la morte. E le due inchieste, sull'omicidio e sulla sparatoria, si intrecciano, più che altro per lo sfondo in cui si intrecciano. I coniugi Maj Sjöwall e Per Wahlöö scrissero la serie di Martin Beck a cavallo tra i Sessanta e i Settanta. Accanto allo svolgersi dell'indagine, seguita con particolare realismo, e con sensibilità verso i caratteri e le vicende personali dei protagonisti, i due autori miravano a uno scopo dichiarato di critica ossia a denudare il carattere paranoico dei metodi polizieschi, la pervasiva presenza in una società che, con questo retorico pretesto, finiva col fondarsi sulla normalizzazione e il controllo diffuso. Un contesto in cui la polizia giocava un ruolo prezioso, più che di tutori dell'ordine, di gestori del disordine.
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Al Jazeera e la rivoluzione dei media arabi
di Alessandro Cervi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 136
Il volume di Alessandro Cervi contiene una storia completa di Al-Jazeera e offre un'analisi accurata dello stato dei media del Medio Oriente. Si segnala inoltre per la capacità di mettere a fuoco il passaggio dai primi giornali della fine del secolo XIX all'attuale boom delle emittenti satellitari.
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Transitabilità
di Sergio Perosa
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 285
Cosa rende uno scrittore, un genere, una letteratura, un'arte capace di trapassare da una lingua all'altra, da un paese all'altro, da un'opera all'altra, da un autore all'altro, da un'arte all'altra? E come avviene il transito? Nel moderno linguaggio della critica questi passaggi e trapassi si definiscono "transitabilità". Casi di transitabilità sono studiati in questo volume, con un punto di vista rivolto particolarmente al diverso che si confronta col suo contrario, all'abnorme che si assimila alla normalità, all'inconsueto che si scopre famigliare, e con una sensibilità ai fenomeni di riconoscimento e di ripulsa da questi transiti causati.
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La battaglia di Austerlitz
di Louis-A. Andrault de Langeron
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 157
La descrizione della più schiacciante vittoria di Napoleone, la battaglia di Austerlitz, fatta da un generale francese che gli combatteva contro, al servizio dello zar, senza nessun tecnicismo da stratega che punta a dimostrare la sua ipotesi, né la vanagloria del vecchio soldato in ritiro che desideri rimarcare il suo ruolo. Il metodo di analizzare la battaglia è, per così dire, psicologico, nel senso che le mosse dei diversi giocatori sono fatte discendere per lo più dai loro caratteri, dalle loro figure e dal ruolo sociale che le circostanze li chiamano a interpretare. In primo piano sono sempre le persone e le loro azioni, e il modo di raffigurare quei personaggi, già noti per altri ritratti letterari, è inatteso e originale.
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