Skira
Franco Guerzoni. Nessun luogo da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri
editore: Skira
pagine: 160
"Nessun luogo da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri" presenta un aspetto originale e assolutamente inedito del lavoro di Franco Guerzoni e Luigi Ghirri: un racconto per immagini che narra l'amicizia tra i due artisti, gli scambi, le collaborazioni, gli incontri e il loro percorso alla ricerca di nuovi linguaggi negli anni della loro formazione, dei loro "viaggi randagi" nella campagna modenese a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Per quasi un decennio, Ghirri e Guerzoni intrattennero un dialogo costante, condividendo l'entusiasmo e le incertezze degli esordi, dei loro primi esperimenti e tentativi, ma anche il territorio: un paesaggio di aie, case abbandonate, ruderi, edifici industriali e cantieri che amavano perlustrare da cima a fondo, più o meno quotidianamente. Di quelle esplorazioni resta un'ampia documentazione in centinaia di scatti inediti che Luigi Ghirri realizzava per Guerzoni perché costituissero il punto di partenza, la base materiale dei suoi lavori. In quegli anni Guerzoni ha usato solo alcune di quelle fotografie; tutte le altre, conservate nel suo archivio personale, sono ora raccolte in questo volume, pubblicato in occasione della mostra milanese curata da Davide Ferri.
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Tomaso Buzzi alla Venini
editore: Skira
pagine: 448
Vivace protagonista del "neoclassicismo" milanese, amico e collaboratore di Gio Ponti, e socio de Il Labirinto - insieme, tra
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Frida Kahlo e Diego Rivera
editore: Skira
pagine: 280
Frida Kahlo e Diego Rivera si videro per la prima volta nel 1922 sotto i ponteggi della Scuola nazionale preparatoria
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Modigliani
editore: Skira
pagine: 192
Troppo facile il giro di parole, troppo stretta l'assonanza: Modigliani, Modì, maudit
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Giotto
editore: Skira
pagine: 192
"Rimutò l'arte di greco in latino, e ridusse al moderno." Con queste parole Cennino Cennini, pittore e teorico, sintetizza intorno al 1390 nel suo Libro dell'arte il ruolo innovatore di Giotto. Quello di interprete del nuovo naturalismo trecentesco, che supera gli schemi ieratici e innaturali dell'arte bizantina e apre all'Umanesimo. Un ruolo di rottura, avvertito chiaramente dai contemporanei. Il cronista trecentesco Giovanni Villani, qualche anno dopo la morte del pittore avvenuta l'8 gennaio 1337, lo definisce nella sua Cronica "il più sovrano maestro stato in dipintura che si trovasse al suo tempo, e quegli che più trasse ogni figura e atti al naturale". Pittore, architetto e scultore, Giotto è da sempre un mito. Certamente per la sua pittura "dal naturale", cioè dal vero, rivoluzionaria e innovatrice, per il nuovo senso dello spazio, del volume e del colore, che si lascia alle spalle il Medioevo. Ma anche per le capacità imprenditoriali, in grado di riorganizzare i cantieri artistici e compiere straordinarie imprese non solo per i francescani, ma per papi e re, da Roma ad Avignone, e nella stessa Firenze, dove nel 1334 viene eletto dal Comune "magistrum et gubernatorem" per i lavori nel duomo e nella città. Abile e vivace capobottega, è un oculato uomo d'affari, come rivelano le scarne note biografiche. Presentazione di Giancarlo Vigorelli.
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Segantini
editore: Skira
pagine: 192
Giovanni Battista Segatini, è questo il suo cognome originale, al quale l'artista aggiungerà una n nel 1878, nasce ad Arco di
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Nickolas Muray. Celebrity portraits
editore: Skira
pagine: 240
Pubblicato in occasione della mostra genovese organizzata da MondoMostre Skira e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultu
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Memling. Rinascimento fiammingo
editore: Skira
pagine: 260
Pittore fiammingo di origini tedesche, allievo e collaboratore di Rogier van der Weyden fino alla morte di quest'ultimo, Hans Memling nel 1464 si stabilì a Bruges, il centro finanziario dei Paesi Bassi. Tra i primi incarichi ricevuti dall'artista, compaiono committenze importanti quali quelle dell'abate Jan Crabbe dell'Abbazia di Ter Duinen, del vescovo Ferry de Clugny o di Angelo Tani, rappresentante del Banco dei Medici a Bruges. Dotato di straordinaria maestria tecnica ed eccellente compositore, tra il 1465 e il 1494 divenne il ritrattista più celebre nella cerchia dei mercanti italiani di Bruges e rivoluzionò radicalmente la ritrattistica, introducendo degli sfondi paesaggistici nei suoi ritratti. Il volume, catalogo della prima mostra italiana dedicata al pittore fiammingo, offre una panoramica esaustiva sull'arte di Hans Memling spaziando dalle opere sacre come il Trittico della Resurrezione, la Madonna con Bambino, il Trittico di Benedetto Portinari e il Trittico del Giudizio Universale, ai bellissimi ritratti commissionati dai ricchi borghesi di Bruges e da eminenti esponenti stranieri del mondo mercantile e finanziario. Le opere di Memling sono quindi affiancate da quelle del suo maestro Rogier van der Weyden e di altri artisti suoi contemporanei, da Hugo van der Goes, al Maestro della Leggenda di Sant'Orsola.
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