Storia e Letteratura
Opere a stampa
di Christian Francken
editore: Storia e Letteratura
pagine: 336
Christian Francken (1552-1610?) è un personaggio poco noto tra gli storici italiani. Il presente volume si propone di ricostruirne il pensiero attraverso l'analisi degli scritti, collocandolo nella storia dello scetticismo moderno. Ex gesuita, poi riformato e antitrinitario, spinse fino alle conseguenze più estreme per il XVI secolo la crisi culturale generata dalla Riforma. L'uso sistematico della scepsi lo portò a constatare l'insostenibilità razionale di qualunque forma di religione, nonché dell'esistenza stessa di Dio. Le sue ultime opere propongono alcuni argomenti che saranno accolti nel pensiero dei libertini e nella polemica antireligiosa dei secoli XVII e XVIII. Il libro contiene l'edizione di tutte le opere a stampa attualmente reperibili di Francken. Si tratta di dodici testi per lo più di breve estensione, pubblicati negli ultimi due decenni del Cinquecento, alcuni dei quali si ritenevano conservati in un'unica copia o addirittura perduti.
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Un'antica versione italiana dell'«Alba» di Giraut de Borneil
di Nello Bertoletti
editore: Storia e Letteratura
pagine: 96
"L'alba Reis glorios" di Giraut de Borneil è uno dei componimenti più intensi ed enigmatici della letteratura trobadorica. Questo volume ne rende nota una versione in volgare italoromanzo, trascritta nei primi decenni del Duecento (non oltre il 1239-40) in un codice ora conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Dopo la scoperta della canzone ravennate, del frammento zurighese di Giacomino Pugliese e del frammento piacentino, la poesia italiana delle origini si arricchisce dunque di un nuovo reperto, che è prezioso testimone di un'antica ricezione italiana dell'alba provenzale, cioè di un genere destinato a non avere in séguito alcun successo nella penisola. L'interesse del testo è accresciuto dal fatto che l'analisi linguistica consente di ricondurre questo innovativo esperimento di traduzione poetica in volgare di sì, compiuto in piena autonomia rispetto ai Siciliani, a quell'area cisalpina occidentale, fra Piemonte e Liguria, che ha conosciuto la prima e la più radicata acclimatazione della poesia in lingua d'oc.
Esaurito
Il declino della quiete. Tra aristotelismo politico e ragion di stato a Napoli dal primo Seicento a Vico
di Nuzzo Enrico
editore: Storia e Letteratura
pagine: 364
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Crimini e peccati. La confessione al tempo di Amleto
di Rosanna Camerlingo
editore: Storia e Letteratura
pagine: 208
Nell'"Amleto" di Shakespeare, la confessione è uno dei motori dell'azione. Prendendo le mosse da questo assunto, l'autrice ricostruisce alcuni nodi nevralgici della storia del sacramento, in primo luogo il confronto politico tra la Chiesa e Lutero, centrato proprio sulla penitenza, da cui deriverà lo scisma dell'Europa cristiana e che costrinse a riformulare concetti secolari come crimine, peccato, pentimento: una riformulazione politica e filosofica alla quale parteciparono gli attori più significativi della scena intellettuale europea.
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L'indovino Poliido. Eschilo «Le cretesi», Sofocle «Manteis», Euripide «Poliido»
di Laura Carrara
editore: Storia e Letteratura
pagine: 528
Un fanciullo, Glauco, figlio di Minosse, annegato in una giara di miele; un indovino errante, Poliido di Corinto, che risolve un enigma relativo ad un bovino multicolore e riporta in vita il defunto; un'erba miracolosa ed una coppia di serpi: quesi i protagonisti della singolare vicenda mitica soggetto di tre tragedie greche di età classica di cui sopravvivono solo frammenti, Le Cretesi di Eschilo, i Manteis di Sofocle ed il Poliido di Euripide. Il volume contiene il primo studio specifico dei disiecta membra di questi tre drammi: i frammenti superstiti ed i loro contesti sono presentati in un testo critico autonomamente stabilito ed accompagnati da traduzione italiana, commento esegetico ed ampie introduzioni. Completano il volume uno studio generale sulla figura di Poliido nella letteratura antica e nelle arti figurative e due appendici, dedicate rispettivamente ai frammenti di incerta attribuzione e ad un episodio di ripresa moderna del mito dell'indovino corinzio.
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Una Chiesa nel tempo. Clero e società a Modena dalla Restaurazione al Concilio Vaticano II
editore: Storia e Letteratura
pagine: 224
Il caso della chiesa modenese consente di osservare la storia della Chiesa e dei suoi mutamenti in età contemporanea attravers
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Un certame dettatorio tra due notai pontifici (1260). Lettere inedite di Giordano da Terracina e di Giovanni da Capua
di Paolo Sambin
editore: Storia e Letteratura
pagine: 64
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La coscienza della rinascita negli umanisti francesi
di Simone Franco
editore: Storia e Letteratura
pagine: 184
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Parroci e contadini nel Veneto alla fine dell'Ottocento
di Angelo Gambasin
editore: Storia e Letteratura
pagine: 328
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La città nel Settecento. Saperi e forme di rappresentazione
editore: Storia e Letteratura
pagine: 384
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Festina lente. Il tempo della scrittura nella letteratura del Cinquecento
editore: Storia e Letteratura
pagine: 360
Un'indagine su quanto la nozione di temporalità abbia influenzato nel Cinquecento la letteratura e i modi di scrittura rappresenta uno snodo del tutto originale nel panorama storico-critico. Da angoli di osservazione diversi e con metodologie differenti i saggi che compongono questo volume prendono avvio da un quesito fondamentale: quanto lo sviluppo della stampa nel corso del Cinquecento abbia influito sul tempo che gli scrittori dedicarono alla realizzazione delle loro opere. Il volume mette in luce come accanto alle modalità classicistiche di confezione del testo, si facciano strada pratiche scrittorie che optano per tempi veloci di esecuzione. Il concetto di 'prestezza' si affianca a quello classicistico della 'lentezza', e l'interesse per la contemporaneità finisce col prevalere sul culto umanistico del passato.
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«Metti in versi la vita». La figura e l'opera di Giovanni Giudici
editore: Storia e Letteratura
pagine: 208
In tutto il corso della sua esistenza Giovanni Giudici (1924-2011) ha affiancato all'attività poetica e di traduttore l'impegno civile, soprattutto nella lotta antifascista; la formazione cattolica e il lavoro nell'industria, sono i perni sui quali si fonda il suo interesse per la vita pubblica; pertanto, l'intreccio di letteratura e politica può essere considerata la cifra distintiva della sua poesia. Vincitore di numerosi premi letterari, il suo incontro con importanti intellettuali della sua generazione - da Adriano Olivetti a Franco Fortini, da Eugenio Montale a Elio Vittorini - e le feconde collaborazioni con i giornali e le riviste dell'epoca, ne fanno uno dei protagonisti del nostro '900. In questo volume, tra i più importanti lettori di Giovanni Giudici si confrontano sui più differenti aspetti dei versi, delle traduzioni, delle letture, delle annotazioni diaristiche e della corrispondenza di questo poeta, la cui opera merita sicuramente d'essere approfondita.
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