Storia e Letteratura
La città nel Settecento. Saperi e forme di rappresentazione
editore: Storia e Letteratura
pagine: 384
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Festina lente. Il tempo della scrittura nella letteratura del Cinquecento
editore: Storia e Letteratura
pagine: 360
Un'indagine su quanto la nozione di temporalità abbia influenzato nel Cinquecento la letteratura e i modi di scrittura rappresenta uno snodo del tutto originale nel panorama storico-critico. Da angoli di osservazione diversi e con metodologie differenti i saggi che compongono questo volume prendono avvio da un quesito fondamentale: quanto lo sviluppo della stampa nel corso del Cinquecento abbia influito sul tempo che gli scrittori dedicarono alla realizzazione delle loro opere. Il volume mette in luce come accanto alle modalità classicistiche di confezione del testo, si facciano strada pratiche scrittorie che optano per tempi veloci di esecuzione. Il concetto di 'prestezza' si affianca a quello classicistico della 'lentezza', e l'interesse per la contemporaneità finisce col prevalere sul culto umanistico del passato.
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«Metti in versi la vita». La figura e l'opera di Giovanni Giudici
editore: Storia e Letteratura
pagine: 208
In tutto il corso della sua esistenza Giovanni Giudici (1924-2011) ha affiancato all'attività poetica e di traduttore l'impegno civile, soprattutto nella lotta antifascista; la formazione cattolica e il lavoro nell'industria, sono i perni sui quali si fonda il suo interesse per la vita pubblica; pertanto, l'intreccio di letteratura e politica può essere considerata la cifra distintiva della sua poesia. Vincitore di numerosi premi letterari, il suo incontro con importanti intellettuali della sua generazione - da Adriano Olivetti a Franco Fortini, da Eugenio Montale a Elio Vittorini - e le feconde collaborazioni con i giornali e le riviste dell'epoca, ne fanno uno dei protagonisti del nostro '900. In questo volume, tra i più importanti lettori di Giovanni Giudici si confrontano sui più differenti aspetti dei versi, delle traduzioni, delle letture, delle annotazioni diaristiche e della corrispondenza di questo poeta, la cui opera merita sicuramente d'essere approfondita.
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Le hypotheseis narrative dei drammi euripidei. Testo, contesto, fortuna
di Chiara Meccariello
editore: Storia e Letteratura
pagine: 416
Tra i testi di accompagnamento ai drammi euripidei giuntici dall'antichità, le hypotheseis narrative rappresentano una tipologia omogenea e riccamente testimoniata, risalente in ultima analisi a un'opera unitaria di sintesi dell'intera produzione euripidea. Questo lavoro offre per la prima volta un'edizione critica complessiva e un commento perpetuo di tutti i testi riconducibili alla raccolta: si tratta di quarantasei hypotheseis euripidee giunteci su papiro o per tradizione medievale, delle quali si fornisce un nuovo testo critico basato sul riesame dei testimoni e un commento incentrato sull'analisi linguistica e strutturale. L'introduzione offre un inquadramento di questa tipologia testuale nella più ampia categoria dei testi paraletterari, ne definisce i caratteri specifici, analizzando in particolare la tecnica di sintesi e il rapporto tra hypothesis e relativo dramma, e affronta varie questioni ancora aperte, quali datazione, autore, origine della denominazione, finalità dell'opera.
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L'Italia e il «militare». Guerra, nazione, rappresentazioni dal Rinascimento alla Repubblica
editore: Storia e Letteratura
pagine: 384
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Guido Gozzano
di Vito Mar Nicolosi
editore: Storia e Letteratura
pagine: 98
Gobetti - che in 'Risorgimento senza eroi' dirà della ironia ma anche della "stanchezza decadente nell'opera di Gozzano" in un quadro complessivo, letterario e morale, di "fallimento dell'eredità alfieriana" - accolse nel 1925 nelle sue edizioni il saggio su Gozzano del giovane catanese Vito Marco Nicolosi (1901-1948), frutto della tesi di laurea discussa con Attilio Momigliano. L'autore, che dichiarava le sue simpatie per il futurismo, tracciava dell'opera gozzaniana e dei "crepuscolari" un bilancio negativo. Nel libro, che rimane un documento interessante dell'epoca, Gozzano era visto come il poeta sentimentale delle "dolcezze vaghe e inafferrabili, così lievi e così indeterminate da essere talvolta anche ebetudine", e Nicolosi, pur concedendogli qualche merito letterario, non coglieva l'effettiva consistenza di un laboratorio poetico che molta critica ha rivalutato.
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Oreste. Cronache di moralità provvisoria a cura di Pelide
editore: Storia e Letteratura
pagine: 128
Uscito senza indicazione di autore nel novembre 1926 nelle Edizioni del Baretti, 'Oreste
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Matteotti
di Piero Gobetti
editore: Storia e Letteratura
pagine: 58
"Giacomo Matteotti vide nascere nel Polesine il movimento fascista come schiavismo agrario, come cortigianeria servile degli spostati verso chi li pagava; come medioevale crudeltà e torbido oscurantismo verso qualunque sforzo dei lavoratori volti a raggiungere la propria dignità e libertà. C'erano in Matteotti, ancor più alla radice, una fondamentale incompatibilità etica e una antitesi istintiva con Mussolini e il fascismo". Quanti di noi sanno oggi chi fu veramente Giacomo Matteotti, la sua personalità, la sua azione politica, il suo modo effettivo e peculiare di propugnare la causa del socialismo, prima di diventare il primo grande martire del fascismo? Dietro questa immagine ormai oleografica, ecco un ritratto composto da Piero Gobetti a ridosso dei fatti, che ha l'asciutta solennità di una "Vita" di Plutarco e nel quale noi oggi, a distanza di novant'anni esatti, non possiamo non scorgere la terribile forza di premonizione nei confronti del suo stesso giovanissimo autore, anche lui perseguitato e colpito dalla violenza fascista. Postfazione di Marco Scavino.
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Ritratti nel tempo. Interviste 1934-1974
di Aldo Palazzeschi
editore: Storia e Letteratura
pagine: 660
Il volume raccoglie le interviste a stampa rilasciate da Aldo Palazzeschi nel corso della sua feconda attività letteraria: 107 sono i pezzi rinvenuti, apparsi lungo l'arco di un quarantennio su riviste e quotidiani di diversa natura e per la prima volta riuniti in un'unica sede, al fine di illustrarne l'interna articolazione e la rilevanza nell'apporto di nuovi elementi al quadro dei contemporanei studi palazzeschiani. Riunendo le pagine a lungo rimaste disperse su libri e periodici si ottiene un autoritratto dello scrittore fiorentino da comporre alla maniera di un mosaico: nelle interviste scorrono osservazioni, riflessioni e immagini di una vita; memorie pubbliche e private fittamente intrecciate con la persistenza di uno stile che, nonostante il passare del tempo, appare sempre inconfondibile. Le interviste palazzeschiane consentono infatti di scavare nelle pieghe della personalità, del temperamento e della poetica dello scrittore, di illuminarne la figura da angolazioni diverse, costituendosi quale particolarissima integrazione alla straordinaria voce che anima le pagine dei suoi libri.
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Azimuth (2014). Ediz. italiana e inglese. Vol. 2: Philosophical coordinates in modern and contemporary age.
Philosophical coordinates in modern and contemporary age
editore: Storia e Letteratura
pagine: 160
La parola 'Utopia' è stata impiegata per descrivere tanto l'intento comunitario di creare un mondo perfetto, quanto le società
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Vita amplissimi patris Ioannis Melini. Testo latino a fronte
di Bartolomeo Platina
editore: Storia e Letteratura
pagine: 176
L'edizione presenta il testo della prima biografia umanistica dedicata alla figura di un cardinale, Giovanni Battista Millini (Roma 1405-1478), figlio di Sabba e di Perna Ponziani. Bartolomeo Platina fa emergere il personaggio dalla storia familiare e cittadina risalendo alle vicende del libero Comune trecentesco per arrivare a quel passaggio della storia quattrocentesca di Roma che vede il trasferimento delle prerogative municipali entro l'orbita del potere curiale, quando la strategia difensiva delle famiglie romane produce cambiamenti nella tipologia stessa delle attività economiche. La biografia è scritta, letta e postillata nell'accademia di Pomponio Leto e del Platina, dove un'élite intellettuale privilegiata dal mecenatismo non rinunciava ad imprimere sul recupero della classicità declinazioni politiche e posizioni di denuncia della corruzione negli apparati istituzionali. Era un'idea di sintesi fra umanesimo e visione cristiana destinata ad arretrare nei conflitti del secolo successivo.
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Significato e rappresentazione nella cultura figurativa dei secoli XV-XVII
editore: Storia e Letteratura
pagine: 240
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