Viella
Discorsi sulla guerra
editore: Viella
pagine: 215
Alla Società dei Giacobini di Parigi, sul finire del 1791, Brissot propose una guerra all'Europa intera in nome della libertà
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Movimenti e confini. Spazi mobili nell'Italia preunitaria
editore: Viella
pagine: 246
Tra la fine del '700 e gli inizi dell'800 i confini di tutta Europa si irrigidirono, e controllare i movimenti di merci e persone che li attraversavano, tanto da un Paese all'altro quanto all'interno di ciascuno di essi, divenne per i pubblici poteri una priorità. Lo Stato si dotò di più efficaci apparati di vigilanza e impose ai sudditi di munirsi di documenti di riconoscimento: una novità epocale e sconvolgente, che impose nuovi codici di rapporto con le istituzioni ai tanti soggetti tradizionalmente abituati a muoversi in relativa libertà da un luogo all'altro. Nella penisola italiana questo mutamento cominciò a prodursi in coincidenza con l'invasione francese di fine '700 e si intensificò tra Età napoleonica e Restaurazione. Immaginare la nazione significò allora rivendicare le ragioni di una libertà di movimento che l'inedita invadenza dello stato burocratico nella vita individuale stava mettendo in forse, e pensare a una nuova geografia, capace di ammorbidire gli ostacoli imposti tanto dalle frontiere "naturali" quanto da quelle artificiali.
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Ricerca come incontro. Archeologi, paleografi e storici per Paolo Delogu
editore: Viella
pagine: 510
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Documenti latini e greci del conte Ruggero I di Calabria e Sicilia
editore: Viella
pagine: 368
Dopo la conquista della Calabria meridionale e della Sicilia (fine dell' XI secolo), il conte Ruggero I si concentrò sul consolidamento del potere all'interno dei propri domini. Attraverso la riorganizzazione dell'amministrazione e delle strutture ecclesiastiche Ruggero pose le basi per lo sviluppo della monarchia normanna nel Mezzogiorno. Nonostante la sua importanza storica mancavano finora una raccolta e un'edizione critica dei documenti da lui prodotti: l'ultimo tentativo di pubblicare gran parte dei diplomi risale ai secoli XVIII-XIX. Tale situazione documentaria ha contribuito a far sí che la figura del primo conte di Sicilia sia stata oggetto di scarso interesse storiografico. Il libro raccoglie per la prima volta tutti i documenti greci e latini di Ruggero, alcuni dei quali inediti. Attraverso un apparato critico e un dettagliato commento diplomatico e contenutistico di ogni documento il libro apre la strada a possibili nuovi studi sulla storia siculo-normanna.
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Le origini della giurisprudenza medievale. Una storia culturale
di Radding Charles M.
editore: Viella
pagine: 307
Questo è uno di quei rari libri destinati a segnare una svolta nel corso normale degli studi in settori specifici della conosc
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Parole del tempo. Un lessico per pensare la storia
di Benigno Francesco
editore: Viella
pagine: 256
Cos'è il potere? Come nascono le rivoluzioni? Esiste l'opinione pubblica? Come si formano le generazioni? Per poter porre doma
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Ebrei, minoranze e Risorgimento. Storia, cultura e letteratura
editore: Viella
pagine: 216
Il Risorgimento si apre nel 1848 con l'emancipazione delle due minoranze, quella ebraica e quella valdese, da parte del Regno di Sardegna. Il nuovo Stato italiano nasce come uno Stato liberale, fondato sulla libertà religiosa e la pluralità dei culti. I saggi qui raccolti analizzano molti aspetti, alcuni ancora inesplorati, di questo processo: dalla vivace partecipazione degli ebrei e delle minoranze al processo risorgimentale al ricco apporto di studiosi ebrei e protestanti alla costruzione della cultura della nuova Italia, alla netta opposizione all'emancipazione degli ebrei e degli altri culti da parte della Chiesa, schierata in un'ostilità senza aperture ai principi liberali fondanti del nuovo Stato italiano. Emergono così, da una parte, gli aspetti del pensiero cattolico antigiudaico e i suoi rapporti con l'antisemitismo moderno, dall'altra, i rapporti intensi tra il pensiero mazziniano e in genere quello risorgimentale e l'ebraismo, la costruzione di una storia letteraria italiana ad opera di studiosi ebrei come D'Ancona e Ascoli, le letture riformate di Dante e la ricezione di Heine nell'Italia del Risorgimento, l'influsso del modello risorgimentale sul progetto nazionale sionista. Completano il quadro alcuni saggi che analizzano i percorsi interni del mondo ebraico, dalle trasformazioni della "religione degli ebrei" al conflitto gravido di conseguenze tra assimilazione e separazione.
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Formazione alla politica, politica alla formazione a Venezia in età moderna
editore: Viella
pagine: 173
Dalla fine del Medioevo la Repubblica di Venezia è chiamata a gestire un ateneo di fama e tradizioni consolidate, a predisporre un minimo di regolamentazione per le scuole sorte in laguna, a stabilire un modus vivendi con gli ordini religiosi "insegnanti", ad assistere alla diffusione della cultura umanistica, alla moltiplicazione delle accademie e dei nuovi luoghi dove circolano le notizie sull'attualità politica veneziana, italiana e internazionale. Quest'offerta non è pianificata, ma è, comunque, sorretta da una politica che incentiva, coordina, regolamenta, reprime e tollera. Politica, dunque, di una formazione di cui lo stato non ha il monopolio, ma che la Repubblica può e deve indirizzare e controllare. La politica stessa, del resto, presuppone una formazione tanto per coloro che sono chiamati a formularla e gestirla per appartenenza a un ceto, quanto per coloro che con la politica debbono quotidianamente interagire. I saggi raccolti prendono in esame alcuni segmenti della società veneziana: dal patriziato governante alle élites delle città di Terraferma, ai mercanti, che, oltre a imparare i rudimenti del mestiere, devono dialogare con uffici e istituzioni veneziani, ai burocrati della Cancelleria ducale, che a Venezia si sono formati per servire la politica.
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La corte estense nel primo Seicento. Diplomazia e mecenatismo artistico
editore: Viella
pagine: 444
Dalla perdita di Ferrara (1598) alla pace dei Pirenei (1659), la dinastia estense vive una fase particolarmente significativa e tumultuosa della sua storia, che culmina nelle imprese militari di Francesco I. Sono i decenni segnati dalla necessità di dare a Modena la veste di capitale e di stabilire un saldo controllo sul territorio, dalla volontà di affermare l'antica grandezza e rivendicare i propri interessi presso le corti italiane ed europee. La trama dei rapporti politici e culturali passa in primo luogo attraverso la diplomazia, e implica relazioni di uomini, circolazione di esperienze, scambi di opere d'arte e oggetti preziosi. Un gruppo di studiosi di diversa provenienza, storici e storici dell'arte, ha approfondito le vicende del primo Seicento facendo luce su questa trama complessa attraverso una ricerca intensiva su una fonte di inesauribile ricchezza quale la corrispondenza diplomatica.
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Graffiti templari. Scritture e simboli medievali in una tomba etrusca di Tarquinia
editore: Viella
pagine: 305
Questo libro non ha tesi da dimostrare, ma testimonianze storiche inedite da presentare. Si tratta di graffiti, una fonte assai poco frequentata dagli specialisti del medioevo, ma che, in virtù della sua immediatezza, se esaminata con la necessaria prudenza, può aprire inaspettati squarci sulla vita di uomini e società del passato. Nel caso in esame i graffiti, testi ed elementi figurativi, furono realizzati sulle pareti dipinte di una tomba etrusca di Tarquinia entro il primo trentennio del Duecento; i testi, quasi tutti in volgare, riferiscono che un gruppo di individui, alcuni dei quali qualificati come appartenenti all'Ordine del Tempio, utilizzarono l'ipogeo, sacralizzandolo, per compiervi atti sessuali e pronunciarvi un giuramento. Il compito che specialisti di diversa estrazione si sono dati, in un lavoro autenticamente interdisciplinare, è stato quello di far parlare le testimonianze, attraverso la meticolosa decifrazione dei segni alfabetici e figurativi e un'attenta contestualizzazione archeologica, storica, linguistica, paleografica e storico-artistica.
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Acque e territorio nel Veneto medievale
editore: Viella
pagine: 260
Tra Padova, Verona, Vicenza e Treviso si distende oggi una grande pianura segnata da un reticolo fittissimo di insediamenti. Nel Medioevo, però, accanto alle città e a molti nascenti villaggi, grandi spazi erano occupati da paludi, boschi, fiumi e fossi. Gli uomini dell'epoca intervennero vigorosamente in quell'ambiente, nel tentativo non solo di guadagnare spazio alle colture, ma anche di ordinare il territorio per agevolare le comunicazioni e gli scambi, difendersi dagli eventi catastrofici, sfruttare meglio le risorse che l'incolto forniva in abbondanza, rimarcare i caratteri di un dominio politico. Non sempre ci riuscirono, e qualche volta i rimedi furono peggiori dei mali. Le trasformazioni del paesaggio, poi, non furono irreversibili e talvolta l'acqua e i boschi ripresero le terre faticosamente conquistate. Ma le tracce di quell'azione restano in parte riconoscibili anche ai giorni nostri, per quanto cancellate dagli stravolgimenti urbanistici degli ultimi decenni. I saggi qui raccolti ricostruiscono a campione quella vicenda, che è parte di un fenomeno che riguarda tutta l'Europa, e che si presta ad essere studiato pure sotto il profilo della storia culturale, dell'antropologia, delle scienze. Per questo si troveranno qui anche contributi che esulano dai confini della storia medievale veneta, per fornire di questo tema complesso una visione più sfaccettata.
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Culture del Medioevo europeo
di Fiorella Simoni
editore: Viella
pagine: 532
Il volume di Fiorella Simoni analizza alcuni momenti cruciali della vicenda che, lungo i secoli del medioevo, ha dato forma all'Europa moderna e contemporanea in quanto costruzione politica e culturale. L'epica cavalleresca e cortese, le leggende d'origine e la storiografia dei popoli "barbari", la letteratura delle città precomunali e comunali, i testi della predicazione cristiana e le leggende dei santi offrono all'indagine i materiali che Fiorella Simoni ripercorre in un confronto continuo con le interpretazioni che nel tempo ne hanno dato lettori e studiosi, in particolare durante la stagione romantica. Si delineano così percorsi di tradizioni che attingono variamente alle eredità classica, cristiana e barbarica, capaci di riconfigurarsi attraverso i secoli in risposta alle esigenze di organismi politici e sociali in trasformazione. Il patrimonio di idee, di sentimenti, di giudizi, di rappresentazioni che si viene costituendo imprime all'immagine dell'Europa un duplice carattere, disegnandola da un lato come spazio aperto alla circolazione di motivi comuni e passibili di contaminazione, dall'altro come terreno segnato dalla costruzione di realtà culturali distinte e profondamente individualizzate.
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