fbevnts Tutti i libri editi da Viella - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 42
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Viella

Spazi veneziani. Topografie culturali di una città

editore: Viella

pagine: 294

"Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia", afferma il Marco Polo di Italo Calvino ne "Le città invisibili". Il viaggiatore veneziano descrive al Gran Khan della Cina la sua mappa mentale dei molteplici spazi urbani attraversati, tenendo presente l'intrico di calli e di canali, di pietre e di facciate che segnano la città unica da cui proviene; in questo "Spazi veneziani", dei non veneziani raccontano invece i diversi spazi della città, storici, simbolici, musicali, artistici, ecologici, partendo dalla conformazione topografica della sede del Centro Tedesco di Studi Veneziani, sito in Palazzo Barbarigo sul Canal Grande e provvisto di una grande terrazza. Il volume mira alla costruzione e rappresentazione di spazi nel tessuto urbano veneziano dalla prima età moderna sino ad oggi. Rinomati studiosi e giovani alumni del Centro Tedesco trattano della vita di famiglie tedesche in città o nel Fondaco dei Tedeschi, così come di arti di rappresentanza, di memoria e di cerimoniali a Venezia, esaminando le tombe dogali, le scalinate delle grandi Scuole, i rituali di accoglienza degli ambasciatori o la percezione di Piazza San Marco. Per l'epoca moderna vengono osservati gli spazi aristocratici abitati da Gabriele D'Annunzio, riascoltata la musica di Luigi Nono alla luce della topografia lagunare, riattraversato il percorso dell'occupazione nazista negli anni bui della guerra civile; o esaminati infine gli spazi espositivi di una Venezia ormai centro mondiale dell'arte contemporanea.
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29,00

Venezia medievale nella modernità. Storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento

di Daniela Rando

editore: Viella

pagine: 474

In che modo la fase storica iniziata ai primi dell'Ottocento e conclusasi dopo la seconda guerra mondiale concepì, immaginò e "costruì" il Medioevo veneziano? Fu Venezia stessa - la più antimoderna fra le città italiane, dalla forte carica metaforica - a sollecitare uno specifico immaginario storico, cui parteciparono anche medievisti, studiosi e critici della cultura. Questa l'ipotesi di partenza, formulata attraverso un itinerario che intreccia il nuovo interesse per Bisanzio, percepibile a partire dai primi decenni dell'Ottocento e oscillante fra eredità classica e fascino orientale, con la categoria interpretativa del "Gotico", decisiva nel passaggio storico fra XIX e XX secolo, per poi valutare la considerazione della Venezia medievale nel dibattito su origine e natura del capitalismo, e infine come paradigma del colonialismo e dell'imperialismo.
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38,00

Italia sacra. Le raccolte di vite dei santi e l'«inventio» delle regioni (secc. XV-XVIII)

editore: Viella

pagine: 863

Le regioni italiane sono costruzioni artificiali o entità territoriali che appartengono alla nostra memoria culturale? La questione, oggetto di dibattito politico e storiografico sin dal Risorgimento, fa da sfondo a questo volume, incentrato su una fonte significativa per gli studi della storia delle identità regionali: le raccolte territoriali di vite di santi. Forgiate tra la fine del medioevo e la piena età moderna nelle officine degli ordini religiosi e nel fuoco delle controversie dottrinali, tali opere ridisegnano, in continuità con la cultura umanistica, le entità regionali della penisola, dal Piemonte alla Calabria, dalla Toscana alla Lucania, dall'Umbria alle isole maggiori. Gli eruditi agiografi, attraverso un intenso lavoro di scavo archivistico e l'uso combinato di una pluralità di testimonianze archeologiche, cronachistiche, epigrafiche, iconografiche -, promuovono antichi e nuovi luoghi di culto, creano narrazioni identitarie, disegnano inediti paesaggi sacri: una inventio, qui intesa nel duplice senso di "riscoperta" e "invenzione", di tradizioni, spazi e confini regionali, sostenuta non di rado da una sensibilità di tipo geo-cartografico.
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49,00

Leonardo e Machiavelli. Vite incrociate

di Patrick Boucheron

editore: Viella

pagine: 157

Urbino, giugno 1502: il trentatreenne Niccolò Machiavelli è stato inviato dalla Cancelleria fiorentina presso il giovane Cesare Borgia, celebre ormai per la forza, l'insolenza, l'audacia con cui si avvia a diventare il signore dell'Italia centrale, e che potrebbero fare di lui il "principe dei tempi nuovi". Ma una terza persona si aggira nei meandri di Palazzo Ducale: Leonardo da Vinci, cinquantadue anni e una fama sconfinata, alla ricerca di un nuovo mecenate. Forse non sapremo mai di che cosa parlarono i due "geni" fiorentini, ma sappiamo che non era la prima volta che si incontravano, e che non sarebbe stata l'ultima. È da qui che parte la sfida raccolta da Patrick Boucheron: come raccontare, da storico, una vicenda attestata solo da frammenti sparsi e sconnessi? Come dare coerenza al racconto senza nascondere le contraddizioni e i vuoti lasciati dal passato? Quali sono i confini tra una ricostruzione fondata sulle prove e l'interpretazione che può darne lo storico? Una manciata di documenti, esili tracce, echi disseminati qua e là, che pure si possono far dialogare, porre a confronto, illuminando le zone d'ombra, dando voce ad una muta conversazione, mettendo insieme l'intima connivenza tra due mondi, tra due sogni, tra due ambizioni. Di quei tempi instabili e inquieti, scorrono così sotto i nostri occhi immagini di guerre e congiure, gli intrighi della politica e i giochi della diplomazia, sotto la lente acuta e febbrile della scrittura di Machiavelli...
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19,00

Di generazione in generazione. Le italiane dall'Unità a oggi

editore: Viella

pagine: 403

Pensato come riflessione critica sul ruolo che le donne hanno avuto nel processo di costruzione dell'Italia unita come soggett
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34,00

Dai pochi ai molti. Studi in onore di Roberto Antonelli

editore: Viella

pagine: 1848

I moltissimi allievi, gli amici e i colleghi che in modo diverso hanno accompagnato Roberto Antonelli nella sua lunga carriera
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160,00
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42,00

Confessioni di fede. Gli articoli di fede a frate Giovanni. Testo latino a fronte

di Gioacchino Da Fiore

editore: Viella

pagine: 148

Nella "Confessione di fede" e negli "Articoli di fede" Gioacchino da Fiore si presenta non tanto nelle consuete vesti di esegeta biblico, specialista dell'Apocalisse, né di teologo della storia che annuncia "profeticamente" l'imminente terza età dello Spirito, quanto come teologo a confronto con altri teologi e nei panni del teologo-abate, maestro dei suoi monaci. Nella "Confessione di fede" Gioacchino esprime una cultura teologica assimilata anche attraverso i testi della scolastica, in particolare le "Sentenze" di Pietro Lombardo. I destinatari del breve scritto sono teologi dotti, cui l'abate si rivolge probabilmente dall'abbazia di Casamari tra 1182 e 1184. Di altro genere è l'impostazione degli "Articoli di fede". I temi trattati sono comunque teologici, ma sono i toni e il lessico a essere diversi e a indicare che i destinatari sono i monaci della sua comunità, rappresentati dal filius Giovanni. L'abate di Corazzo non evita di toccare problematiche dibattute a quel tempo negli ambienti scolastici, ma il largo spazio riservato alle questioni monastiche e ai concreti problemi della gestione dei differenti carismi e ruoli, presenti all'interno di un'unica comunità religiosa, fa risaltare il suo volto di abate, impegnato a istruire i monaci a lui affidati.
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25,00

L'accoglienza religiosa tra tardo antico ed età moderna. Luoghi, architetture, percorsi

editore: Viella

pagine: 224

"Lo studio dell'accoglienza cristiana ha segnato negli ultimi anni un interesse crescente nella ricerca storica. Se un tempo il tema era limitato alle ricerche sugli ospedali, oggi si assiste all'apertura di un ventaglio più ampio di argomenti, che coinvolgono i tracciati stradali, le vie di pellegrinaggio, il ruolo dei santuari, degli ordini religiosi, le diverse forme di assistenza e di ospitalità. L'aspetto più interessante è il legame con il territorio: le indagini non sono più indirizzate soltanto ai singoli enti ospedalieri e alle istituzioni, in modo puntiforme, ma al sistema spaziale in cui questi fenomeni andavano ad inserirsi. Il volume curato da Silvia Beltramo e da Paolo Cozzo si colloca in questa prospettiva, attenta al territorio e alle strutture articolate che hanno governato i sistemi di accoglienza nella tradizione cristiana. Tutti i saggi presentati offrono un orientamento aperto ad aree vaste, di dimensione regionale, evidenziando gli sviluppi storici delle istituzioni, i legami con le realtà locali, i rapporti con le autorità laiche ed ecclesiastiche, le forme di cultura religiosa che stavano alla base delle comunità. Per questo il volume si colloca in una prospettiva di longue durée, che dal tardo antico giunge all'età moderna, con l'intento di superare le divisioni cronologiche consolidate nella storiografia tradizionale." (Dalla Prefazione di Carlo Tosco)
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33,00

Lo spazio del collezionismo nello Stato di Milano (secoli XVII-XVIII)

editore: Viella

pagine: 331

La storia del collezionismo artistico, antiquario e scientifico nello Stato di Milano d'età spagnola e austriaca viene esamina
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35,00
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