Viella
Tiranni e tirannide nel Trecento italiano
editore: Viella
pagine: 263
Nelle città comunali e signorili italiane riemerse drammaticamente nel corso del Trecento la questione della tirannide. La mutazione in senso autoritario dei poteri signorili stava allentandone i rapporti e il grado di consenso e di legittimazione con la comunità cittadina, disperdendo la capacità dei signori di interpretarne interessi e aspirazioni. La questione investì l'esercizio del potere anche nelle città guidate da governi comunali, soggetti anch'essi a degenerazioni in senso "tirannico". Rapidamente si diffuse la percezione di un problema politico nuovo legato alle trasformazioni impetuose che, al di là delle configurazioni istituzionali, erano in atto nell'esercizio del governo cittadino. Le ricerche qui raccolte analizzano, in una varietà di approcci, l'ampio spettro delle percezioni e delle rappresentazioni che della tirannide furono elaborate nel corso del Trecento. Il volume costituisce un importante contributo al rinnovamento in atto negli studi sull'Italia delle città, emancipandolo dalle contrapposizioni tra un ipotetico mondo delle libertà politiche (il comune) e quello del dispotismo e della tirannide (la signoria), ed evidenziando semmai la complessa articolazione e la pluralità di soggetti che caratterizzavano lo spazio politico delle città italiane.
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Il bandito e il governatore. Domenico d'Amorotto e Francesco Guicciardini nell'età delle guerre d'Italia
di Carlo Baja Guarienti
editore: Viella
pagine: 236
Nel 1494, con la discesa di Carlo VIII di Francia, il mosaico politico dell'Italia va in pezzi e la penisola, percorsa dagli eserciti delle maggiori potenze europee, sprofonda in un conflitto che durerà oltre sessant'anni. Quella che per le popolazioni civili è una tragedia, tuttavia, per i professionisti delle anni è un'opportunità. Domenico d'Amorotto, figlio di un oste della montagna reggiana, ha saputo costruire sulle macerie una carriera folgorante: il carismatico montanaro si è fatto uomo d'armi, leader ghibellino e talvolta fuorilegge tenendo testa a un avversario d'eccezione, il governatore Francesco Guicciardini. La prima parte del saggio ricostruisce lo scontro fra le due figure, il bandito e il governatore: uno scontro di culture politiche inconciliabili che, indagato nelle sue pieghe nascoste, getta luce sui meccanismi del potere in una fase cruciale della storia italiana. La seconda parte rivela un corto circuito fra la vicenda storica e la sua narrazione. La morte di Domenico ha dato ai narratori l'opportunità di rimaneggiare la realtà facendola aderire a un modello: come altri fuorilegge, Domenico ha lasciato il proprio corpo storico per intraprendere il viaggio verso la mitizzazione. L'indagine su un individuo diventa così l'occasione per una riflessione sull'archetipo del bandito fra storia e letteratura.
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Società e poteri nell'Italia medievale. Studi per gli allievi per Jean-Claude Maire Viguer
editore: Viella
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Dai pochi ai molti. Studi in onore di Roberto Antonelli
editore: Viella
pagine: 1848
I moltissimi allievi, gli amici e i colleghi che in modo diverso hanno accompagnato Roberto Antonelli nella sua lunga carriera
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Confessioni di fede. Gli articoli di fede a frate Giovanni. Testo latino a fronte
di Gioacchino Da Fiore
editore: Viella
pagine: 148
Nella "Confessione di fede" e negli "Articoli di fede" Gioacchino da Fiore si presenta non tanto nelle consuete vesti di esegeta biblico, specialista dell'Apocalisse, né di teologo della storia che annuncia "profeticamente" l'imminente terza età dello Spirito, quanto come teologo a confronto con altri teologi e nei panni del teologo-abate, maestro dei suoi monaci. Nella "Confessione di fede" Gioacchino esprime una cultura teologica assimilata anche attraverso i testi della scolastica, in particolare le "Sentenze" di Pietro Lombardo. I destinatari del breve scritto sono teologi dotti, cui l'abate si rivolge probabilmente dall'abbazia di Casamari tra 1182 e 1184. Di altro genere è l'impostazione degli "Articoli di fede". I temi trattati sono comunque teologici, ma sono i toni e il lessico a essere diversi e a indicare che i destinatari sono i monaci della sua comunità, rappresentati dal filius Giovanni. L'abate di Corazzo non evita di toccare problematiche dibattute a quel tempo negli ambienti scolastici, ma il largo spazio riservato alle questioni monastiche e ai concreti problemi della gestione dei differenti carismi e ruoli, presenti all'interno di un'unica comunità religiosa, fa risaltare il suo volto di abate, impegnato a istruire i monaci a lui affidati.
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Lo spazio del collezionismo nello Stato di Milano (secoli XVII-XVIII)
editore: Viella
pagine: 331
La storia del collezionismo artistico, antiquario e scientifico nello Stato di Milano d'età spagnola e austriaca viene esamina
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Discorsi sulla guerra
editore: Viella
pagine: 215
Alla Società dei Giacobini di Parigi, sul finire del 1791, Brissot propose una guerra all'Europa intera in nome della libertà
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Milano guelfa (1302-1310)
editore: Viella
pagine: 265
Il volume analizza la vita politica, istituzionale e sociale di Milano nell'arco di un decennio, dal giugno del 1302 al gennai
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Ricerca come incontro. Archeologi, paleografi e storici per Paolo Delogu
editore: Viella
pagine: 510
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Documenti latini e greci del conte Ruggero I di Calabria e Sicilia
editore: Viella
pagine: 368
Dopo la conquista della Calabria meridionale e della Sicilia (fine dell' XI secolo), il conte Ruggero I si concentrò sul consolidamento del potere all'interno dei propri domini. Attraverso la riorganizzazione dell'amministrazione e delle strutture ecclesiastiche Ruggero pose le basi per lo sviluppo della monarchia normanna nel Mezzogiorno. Nonostante la sua importanza storica mancavano finora una raccolta e un'edizione critica dei documenti da lui prodotti: l'ultimo tentativo di pubblicare gran parte dei diplomi risale ai secoli XVIII-XIX. Tale situazione documentaria ha contribuito a far sí che la figura del primo conte di Sicilia sia stata oggetto di scarso interesse storiografico. Il libro raccoglie per la prima volta tutti i documenti greci e latini di Ruggero, alcuni dei quali inediti. Attraverso un apparato critico e un dettagliato commento diplomatico e contenutistico di ogni documento il libro apre la strada a possibili nuovi studi sulla storia siculo-normanna.
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Le origini della giurisprudenza medievale. Una storia culturale
di Radding Charles M.
editore: Viella
pagine: 307
Questo è uno di quei rari libri destinati a segnare una svolta nel corso normale degli studi in settori specifici della conosc
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