Viella
Vermi con ali di farfalla. L'evoluzione come idea filosofica
di Luigi Bianchi
editore: Viella
pagine: 178
Che cosa vuol dire, dal punto di vista filosofico, essere evoluzionisti? Dove conduce, sotto il profilo speculativo, l'accettazione del principio darwiniano, secondo il quale "la differenza mentale tra l'uomo e gli animali superiori, per quanto grande, è certamente di grado e non di genere"? Fino a che punto l'adesione al principio evoluzionistico obbliga a ripensare in modo nuovo vecchi concetti sui quali si discute da secoli? Se si crede nel principio evoluzionistico e si scarta ogni ipotesi di creazione, non ha più senso ragionare sulle vicende umane come se l'uomo fosse sempre esistito e avesse avuto fin dall'inizio le facoltà di cui oggi dispone. Queste doti, se l'uomo in principio non le aveva e le ha acquisite nel tempo, per via naturale, quale valenza hanno? E in che rapporto si trovano con la natura dalla quale si sono originate? È chiaro che una parte di questa ricerca possono farla soltanto gli scienziati, gli unici in grado di esplorare i meccanismi del cervello umano, ma molte domande che l'uomo si pone vanno oltre i confini della scienza: di queste ci si occupa qui, valendosi, quando è possibile, dei risultati dell'indagine scientifica.
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La rappresentazione di Venezia. Francesco Foscari: vita di un doge nel Rinascimento
di Dennis Romano
editore: Viella
pagine: 531
Reso immortale nei secoli grazie alle opere, tra gli altri, di Lord Byron, Giuseppe Verdi ed Eugène Delacroix, Francesco Foscari fu doge di Venezia negli anni tumultuosi tra il 1423 e il 1457. Spesso argomento di leggenda, la sua vita fu segnata da scontri politici, nemici in cerca di vendetta e strazianti drammi familiari, per terminare con l'allontanamento forzato dal soglio ducale. Nonostante tutto questo, fino a oggi non era mai stata scritta una sua biografia. Questo libro, una storia completa della vita del principe, va a colmare uno spazio lasciato vuoto per troppo tempo, gettando nuova luce non solo sulla vicenda personale di un uomo, ma anche sulla storia e sulla cultura della Venezia del Quattrocento. Mettendo ordine tra miti di lunga data e materiali d'archivio, Dennis Romano ci fa capire come la figura di questo doge sia arrivata a rappresentare, e addirittura a incarnare, lo stato veneziano.
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Vallombrosa
Memorie agiografiche e culto delle reliquie
editore: Viella
pagine: 352
Nei primi decenni dell'XI secolo Giovanni fonda un monastero a Vallombrosa, nelle foreste dell'Appennino tosco-emiliano
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Cesare Baronio tra santità e scrittura storica
editore: Viella
pagine: 558
I saggi riuniti in questo volume indagano il rapporto tra santità e scrittura storica nella produzione di Cesare Baronio (1538
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La «Summa trium librorum» di Rolando da Lucca (1195-1234)
Fisco, politica, scientia iuris
editore: Viella
Il più antico trattato di diritto pubblico che la dottrina giuridica medievale abbia prodotto è la "Summa Trium Librorum" di R
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Il contributo di Giovanni D'Anna allo studio della letteratura latina
editore: Viella
pagine: 148
L'8 Dicembre del 2008 si è spento Giovanni D'Anna, professore di Letteratura Latina alla "Sapienza" di Roma e membro delle più prestigiose istituzioni culturali. Per onorare la memoria del Maestro, colleghi e amici, presso l'Accademia dell'Arcadia e l'Istituto Nazionale di Studi Romani, hanno promosso due giornate sul contributo fornito da D'Anna allo studio di poeti e prosatori latini. In un articolato panorama i relatori hanno fatto emergere alcuni percorsi tematici privilegiati, ai quali D'Anna ha nel tempo rivolto maggiormente le proprie cure, come testimoniato dalla sua ricchissima bibliografia allegata in appendice. In primo luogo il filone costituito dalle dichiarazioni programmatiche ed estetiche, dalle polemiche letterarie degli stessi scrittori latini. A tali ricerche si affianca il filone relativo agli orientamenti programmatici della storiografia latina, nella quale D'Anna ha saputo illustrare la vocazione ad armonizzare quelli che nel mondo greco erano indirizzi contrapposti e fra loro polemici. Naturalmente altri poli tematici sono stati evidenziati: Cicerone, filosofo nonché critico e storico della letteratura; gli scrittori arcaici, quali ad esempio Pacuvio; l'"Eneide", con le connesse problematiche di natura letteraria e archeologica concernenti le varie configurazioni del mito sulle origini di Roma. Il volume si pone non solo come un bilancio sui risultati di una straordinaria vita di ricerca, ma anche come un prezioso punto di riferimento per nuovi traguardi.
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La musica dei semplici
L'altra controriforma
editore: Viella
pagine: 468
La musica che si racconta in questo libro è molto diversa dalla musica delle corti, delle élites e dei chiostri
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Il pane della ricerca
Luoghi, questioni e fonti della storia contemporanea in Italia
editore: Viella
pagine: 240
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Un italiano a Bucarest: Luigi Cazzavillan (1852-1903)
editore: Viella
pagine: 258
Luigi Cazzavillan nacque ad Arzignano (VI) nel 1852. Fu garibaldino, giornalista, commerciante, imprenditore, benefattore. Volontario, sotto il comando di Garibaldi, nella guerra franco tedesca del 1870-1871, partecipò poi alla guerra serbo-turca del 1876, dopo la quale passò in Romania. Qui, dopo essere stato corrispondente di guerra per vari giornali italiani, decise di stabilirsi, diventando imprenditore nel campo della stampa e direttore di giornali. Nel 1844 fondò il quotidiano "Universul", uno dei più importanti del vecchio Regno romeno, introducendo nel Paese l'utilizzo della rotativa oltre a quello della pubblicità commerciale. Verso la fine del secolo Cazzavilan si imponeva come una delle maggiori personalità della colonia italiana a Bucarest, della quale divenne presidente. Con le sue sostanze promosse o contribuì a numerose iniziative di beneficenza, sia in Romania che nel natio Veneto. Morì a Vienna, dove si era recato per cure mediche, ancora giovane nel 1903. Un monumento nel "parco Cazzavillan" di Bucarest ne ricorda ancora oggi la figura.
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Federico II: la condanna della memoria. Metamorfosi di un mito
di Fulvio Delle Donne
editore: Viella
pagine: 206
Federico II di Svevia (1194-1250) è un personaggio dotato di un fascino imperituro, che lo ha portato a godere di una doppia vita: una nel mondo, contingente, l'altra nel mito, immortale. Essere ricordati è il desiderio di tutti i grandi, ma per Federico II - l'eccelso imperatore, l'unico degno di quel nome vissuto nel XIII secolo - è quasi una damnatio, una condanna, ancora maggiore dell'oblio, perché la sua esistenza reale ha finito con l'essere sepolta sotto le concrezioni della memoria trasfigurata. Nel libro si segue il percorso che ha portato Federico II dalla storia al mito, e che, viceversa, ha ricondotto nella storia il protagonista dell'anonimo Itinerarium, il poeta-imperatore capace di improvvisare i motti in versi che ancora oggi identificano molte città pugliesi. Se la figura storica è ricostruibile con l'attenta lettura delle fonti, accanto ad essa si è venuta costantemente a collocare quella mitizzata, che lo stesso Svevo ha ampiamente contribuito a creare, ma che l'ha spesso reso indistinguibile nei tratti autentici. Affrontare l'immagine di Federico II attraverso le attestazioni del suo mito serve a definirne i contorni, ma impone, al tempo stesso, un termine perentorio alle invenzioni fantastiche che l'hanno immersa in una strumentale dimensione atemporale, trasformando tutto ciò che le è correlato - e innanzitutto Castel del Monte - in oscuri e irrazionali simboli esoterici.
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L'artista girovago
Forestieri, avventurieri, emigranti e missionari nell'arte del Trecento in Italia del Nord
editore: Viella
pagine: 352
Gli artisti sono sempre girovaghi: si muovono in caccia di lavoro, richiamati da centri di potere, da committenti, da altri oc
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