fbevnts Tutti i libri editi da Viella - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 44
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Viella

La musica dei semplici

L'altra controriforma

editore: Viella

pagine: 468

La musica che si racconta in questo libro è molto diversa dalla musica delle corti, delle élites e dei chiostri
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40,00

Il pane della ricerca

Luoghi, questioni e fonti della storia contemporanea in Italia

editore: Viella

pagine: 240

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25,00

Un italiano a Bucarest: Luigi Cazzavillan (1852-1903)

editore: Viella

pagine: 258

Luigi Cazzavillan nacque ad Arzignano (VI) nel 1852. Fu garibaldino, giornalista, commerciante, imprenditore, benefattore. Volontario, sotto il comando di Garibaldi, nella guerra franco tedesca del 1870-1871, partecipò poi alla guerra serbo-turca del 1876, dopo la quale passò in Romania. Qui, dopo essere stato corrispondente di guerra per vari giornali italiani, decise di stabilirsi, diventando imprenditore nel campo della stampa e direttore di giornali. Nel 1844 fondò il quotidiano "Universul", uno dei più importanti del vecchio Regno romeno, introducendo nel Paese l'utilizzo della rotativa oltre a quello della pubblicità commerciale. Verso la fine del secolo Cazzavilan si imponeva come una delle maggiori personalità della colonia italiana a Bucarest, della quale divenne presidente. Con le sue sostanze promosse o contribuì a numerose iniziative di beneficenza, sia in Romania che nel natio Veneto. Morì a Vienna, dove si era recato per cure mediche, ancora giovane nel 1903. Un monumento nel "parco Cazzavillan" di Bucarest ne ricorda ancora oggi la figura.
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30,00

L'artista girovago

Forestieri, avventurieri, emigranti e missionari nell'arte del Trecento in Italia del Nord

 

editore: Viella

pagine: 352

Gli artisti sono sempre girovaghi: si muovono in caccia di lavoro, richiamati da centri di potere, da committenti, da altri oc
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48,00

La Nikopeia. Immagine di culto, «palladio», mito veneziano

di Stefan Samerscki

editore: Viella

pagine: 125

Come Venezia trova nel Medioevo il suo simbolo in San Marco, allo stesso modo la Repubblica lagunare nell'epoca moderna viene rappresentata dall'icona bizantina della Nikopeia di San Marco. Essa appare nel Cinquecento nel tesoro della Basilica di San Marco e viene utilizzata come immagine contro la peste. Successivamente l'icona viene esposta pubblicamente solo nel periodo del declino economico e politico, stilizzata come simbolo dell'identità veneziana collegandola con il mito della nascita della città. In primo luogo simbolo dello Stato, veniva però considerata anche di aiuto nelle difficoltà personali in ragione della grande venerazione da parte del popolo. In questa maniera riuscì a superare indenne la fine del dominio dei dogi e fino a oggi riveste un posto importante come immagine mariana venerata in città. Attingendo a fonti finora sconosciute, questa ricerca segue l'origine e il destino del "palladio" veneziano dagli inizi fino ai giorni nostri.
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18,00

Nazioni d'Italia

Identità politiche e appartenenze regionali nello spazio italiano di Sette-Ottocento

 

editore: Viella

pagine: 304

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Esortazione agli ebrei. Testo latino a fronte

di Gioacchino Da Fiore

editore: Viella

pagine: 196

Nel corso del medioevo l'atteggiamento dei cristiani nei confronti degli ebrei era fondamentalmente negativo e si esprimeva anche attraverso le opere di una letteratura antiebraica, al cui interno spiccavano i testi di un monaco cluniacense, l'abate Pietro il Venerabile, e di un convertito spagnolo, Pietro Alfonsi. Gioacchino da Fiore conosceva questi testi, elaborando dal canto suo una posizione del tutto differente. Egli non si rivolgeva agli ebrei per convertirli, ma ai cristiani, per convincerli che con l'incarnazione di Gesù la storia del popolo di Israele non era finita: nel futuro degli ultimi tempi della storia, che secondo l'abate si stava avvicinando nei giorni in cui egli scriveva, gli ebrei e i gentili si sarebbero riuniti in un unico popolo di credenti. Questa visione, che non trovava precedenti né ebbe seguito, fu affidata a un testo in cui Gioacchino da Fiore accumulava e commentava ampiamente brani delle Scritture sacre degli israeliti - il Vecchio Testamento dei cristiani -, trovandovi la conferma della dottrina della Trinità e la prefigurazione dell'avvento del Messia nella persona del Cristo. In tutto questo egli affidava a se stesso un ruolo analogo a quello del profeta Elia e indirizzava ai suoi ascoltatori una Esortazione a prepararsi ad accogliere insieme ebrei e cristiani alla fine della storia umana. Introduzione di Alexander Patschovsky.
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L'ara dipinta di Thaenae. Indagini sul culto martiriale nell'Africa paleocristiana

editore: Viella

pagine: 256

L'ara dipinta conservata nel museo di Sfax è un monumento unico nel suo genere, sia all'interno della necropoli di Thaenae, da cui proviene, sia nell'ambito dell'archeologia del Mediterraneo di età tardoantica. Gli autori analizzano sotto differenti prospettive di ricerca. L'analisi delle immagini porta alla conclusione che il monumento vada ricondotto alla sensibilità delle comunità cristiane d'Africa della prima metà del IV secolo e sia specchio di quella sete del martirio da esse spesso evocata. In un'epoca in cui poche e spesso ambigue sono le immagini del martirio, l'ara si pone come una testimonianza imprescindibile per chi voglia indagare i modi e le forme con cui le iconografie pagane si piegarono a narrare, già dai primi secoli, i nuovi valori del Cristianesimo. Con una postfazione di Sofia Boesch Gajano.
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32,00

Democrazia come partecipazione. Lelio Basso e il PSI alle origini della Repubblica 1943-1947

di Emanuele Rossi

editore: Viella

pagine: 363

Intellettuale socialista, membro dell'Assemblea Costituente, studioso del marxismo e del pensiero politico, parlamentare della Repubblica, Lelio Basso è stato anche uomo d'azione e leader di partito. Sulla base di una vasta documentazione d'archivio in buona parte inedita, questo volume racconta la storia del suo rapporto con il PSI dalla Resistenza alla vigilia del 18 aprile 1948, sullo sfondo del conflitto mondiale, dei drammatici scontri sociali del dopoguerra e della divisione del mondo in blocchi. Basso credeva fermamente nelle potenzialità del PSI, e si adoperò per farne un moderno partito di massa, in grado di guidare uno schieramento progressista alternativo a quello democristiano. Basso era altresì convinto che la democrazia non potesse ridursi all'esercizio del voto, ma che dovesse continuamente nutrirsi della partecipazione attiva dei lavoratori e dei ceti sociali emarginati, anche se fino ad allora completamente estranei alla politica. Si impegnò pertanto a tradurre in termini pratici tale aspirazione, provando a fare del PSI uno strumento di alfabetizzazione democratica e un luogo per praticare democrazia. Il progetto bassiano venne tuttavia vanificato dallo scontro ideologico della guerra fredda: la politica come educazione alla partecipazione democratica venne sconfitta dalla politica di potenza. Non fu però vanificato il contributo dato da questa esperienza alla nascita e allo sviluppo di un moderno sentimento di cittadinanza nel nostro paese.
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30,00

BMB. Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana

editore: Viella

pagine: 288

Questo numero di "BMB" presenta, oltre alla consueta bibliografia annuale, cinque articoli di Frank T. Coulson, Mario Iadanza, Valentina Longo, Claudia Montuschi e Nicola Tangari, Gaia Elisabetta Unfer Verre su manoscritti in scrittura beneventana, con cronache e notizie di ritrovamenti di nuovi testimoni.
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Il doppio Medioevo

di Bellomo Manlio

editore: Viella

pagine: 188

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22,00

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