fbevnts Tutti i libri editi da Vita e pensiero - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 171
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Vita e pensiero

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Problemi di gestione dell'impresa

editore: Vita e pensiero

pagine: 280

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Marketing e comunicazione

Evoluzione di un rapporto

di Edoardo Teodoro Brioschi

editore: Vita e pensiero

pagine: 308

Nel corso di circa due secoli di esistenza, la moderna azienda industriale è stata gestita secondo...
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20,00

Temi e questioni di storia economica e sociale in età moderna e contemporanea

Studi in onore di Sergio Zaninelli

di Aldo Carera

editore: Vita e pensiero

pagine: 776

In occasione del settantesimo compleanno di Sergio Zaninelli sono stati raccolti in questo volume ventitré saggi riguardanti la storia economica e sociale lombarda e italiana tra ’600 e ’900. Essi sono stati predisposti da un gruppo di studiosi che operano nell’Università Cattolica del Sacro Cuore o in altri atenei e collaborano all’attività dell’Istituto di Storia economica e sociale o dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia. I saggi trattano in prevalenza temi che sono attinenti ai campi di ricerca in cui Sergio Zaninelli si è cimentato nel corso della sua lunga attività di studio, quali le riforme settecentesche, l’equilibrio agricolo-commerciale e la sua evoluzione verso l’industrializzazione, l’azione sociale dei cattolici.
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52,00

Identità e Comunità

Il senso morale della politica

di Francesco Viola

editore: Vita e pensiero

pagine: 240

La crisi dello Stato moderno e il trasferimento di alcune sue essenziali funzioni al mercato, da una parte, e alla società civ
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16,00

Dialettica e filosofia in Lorenzo Valla

di Marco Laffranchi

editore: Vita e pensiero

pagine: 380

Come suggerisce il titolo, "Dialettica e filosofia in Lorenzo Valla", lo studio di Marco Laffranchi intende ritagliare uno spa
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26,00

Il Battistero di Parma

Iconografia, iconologia, fonti letterarie

editore: Vita e pensiero

pagine: 580

Perché tanta bellezza intorno al sacro? L’antico interrogativo si impone, in tutta la sua pregnanza, al visitatore, quasi sopraffatto di fronte al capolavoro di Benedetto Antelami: la pietra ottagonale del Battistero di Parma. Riconosciuto come uno dei capolavori assoluti dell’Occidente medievale, il Battistero resta oggi, con forza e fascino intatti, simbolo della Chiesa nella città degli uomini. Questa monumentale clessidra, pensata come una cattedrale più che per una cattedrale incarna infatti l’ambizioso progetto di ‘chiesa totale’, spazio sacro di congiunzione tra terra e cielo. Lo testimoniano la solennità degli ingressi, l’imponenza della volta a cupola, la perfezione dell’ottagono, le decorazioni che avvolgono l’esterno e l’interno esibendo l’architettura di una vera e propria summa theologiae, la cui sofisticata ricchezza nulla toglie all’immediatezza espressiva e comunicativa delle immagini. Difficile restituire questa peculiare sintesi estetico-teologica. Eppure è ciò che qui si cerca di fare: nei testi di alcuni tra i maggiori esperti di discipline assai diverse – dalla storia dell’arte alla liturgia, dalla teologia alla letteratura –; nelle suggestive immagini di oltre cento pagine a colori; nella puntuale analisi iconologica dei due programmi iconografici del Battistero (quello scultoreo e quello pittorico), ora di più sicura e densa leggibilità grazie al restauro integrale dell’opera, completato proprio in occasione dell’ottavo centenario della sua fondazione (1196-1996). Prende così luce e vita l’universo simbolico di un monumento il cui valore artistico rimanda costantemente a una precisa funzione liturgica. Esso ci parla di un Medioevo inedito, lontano da nostalgie romantiche e dall’immaginario estetizzante di questi tempi tanto in voga, capace di un’intuizione lungimirante. Quella di un umanesimo cristiano rigorosamente evangelico, eppure laico nella sua consapevolezza dell’umana condizione, dal respiro universale. Accade a Parma, sull’antica via romea, agli esordi del secondo millennio. Alla pietra e al colore si imprime la forma unitaria di un’idea vigorosa, che si fa quasi visione. Ciò che essa celebra, infatti, ancora non esiste. Sarà oggetto di lunga e faticosa ricerca nei secoli a venire. Conserva oggi, nella fastosa ma solida perfezione del Battistero, il suo significato ‘profetico’ per la Chiesa in cammino verso il terzo millennio.
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78,00

Le origini della morale cristiana

I primi due secoli

di Wayne A. Meeks

editore: Vita e pensiero

pagine: 312

Come vivere nella città degli uomini sapendo che la vera casa è altrove, nei cieli? Che rapporto intrattenere con il mondo: fuggirlo o contribuire alla sua trasformazione? A tali interrogativi si trovarono a rispondere i membri delle prime comunità cristiane, «convertiti» chiamati a prendere le distanze dal passato e dai suoi costumi, definendo così i tratti di una nuova società, ‘altra’ rispetto a quella dei pagani e dei giudei, eppure profondamente intrecciata alla cultura urbana che era stata terreno fertile per la diffusione del cristianesimo nel mondo greco-romano. Questo non facile compito sta alle origini della nascita di una specifica morale, in cui l’osservanza dei precetti biblici e neotestamentari si fa codice per l’intera comunità, straniera nel mondo ma saldamente unita a Cristo e, mediante Lui, a Dio. È precisamente nella vita concreta delle prime comunità che Meeks rintraccia gli aspetti più significativi della morale cristiana nel periodo decisivo della sua formazione, dalla morte di Gesù al secondo secolo dopo Cristo. Con un approccio attento a porre in relazione la dimensione teologica e il costume, l’esegesi testuale e l’indagine sociologica, Meeks illumina una realtà complessa, fatta di credenze, sensibilità, percezioni, pratiche. Ne descrive il linguaggio, i valori, i fattori di aggregazione, i concetti portanti – la carità, il celibato, le relazioni tra i due sessi, la concezione dell’autorità, il senso delle cose ultime – evidenzia da un lato gli elementi peculiari e innovativi, dall’altro i rapporti con l’ellenismo e il giudaismo. Questo studio acuto e fecondo propone una vivida intelligenza della concezione morale e della pratica etica della comunità cristiana, viva e operosa nella storia, eppure consapevole di un futuro il cui riepilogo e giudizio stanno nelle mani e nel tempo di Dio.
Esaurito
22,00
Esaurito
20,00

Pierre-Daniel Huet: erudizione, filosofia, apologetica

di Elena Rapetti

editore: Vita e pensiero

pagine: 352

Pierre-Daniel Huet appartiene a quella "race des savants" caratteristica del XVII secolo fatta di uomini dalla vasta erudizion
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26,00

L' Italia nel 'nuovo ordine mondiale'

Politica ed economia dal 1945 al 1947

di Agostino Giovagnoli

editore: Vita e pensiero

pagine: 224

All’alba del XXI secolo, gli Stati nazionali non hanno più la forza e l’importanza del passato. Alla crescente interdipendenza economica si accompagnano fenomeni analoghi sul piano politico, militare o giuridico: è la globalizzazione, tendenza tipica degli anni ottanta e novanta del novecento. Ma tutto ciò non costituisce una novità improvvisa. La storia italiana è in questo senso emblematica: l’Italia, uscita pesantemente sconfitta dalla seconda guerra mondiale, fu rapidamente inserita nel nuovo ordine politico ed economico internazionale, a leadership americana, segnato da istituzioni come il Fondo monetario e la Banca mondiale. Le vicende italiane del dopoguerra sono state discusse da una storiografia ormai vastissima, ma questi aspetti così importanti sono stati spesso trascurati. Oggi però la globalizzazione ci impone di guardare il passato con occhi diversi. La rapida integrazione dell’Italia in un ‘nuovo ordine’ economico-politico internazionale ha costituito il principale banco di prova della classe dirigente post-bellica che, espressa soprattutto dai nuovi partiti di massa, era in gran parte costituita dai cattolici. Nel complesso, questa classe dirigente, almeno nelle sue espressioni più consapevoli, accettò le sfide dell’integrazione economica internazionale, cercando contemporaneamente di difendere le strutture tradizionali dello Stato nazionale. Si trattava in realtà di due obiettivi parzialmente contraddittori: l’Italia scaturita da quelle scelte seppe infatti inserirsi nel nuovo contesto internazionale meglio di quanto riuscì ad affrontare i suoi problemi interni.
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Fazioni e congiure nel mondo antico

editore: Vita e pensiero

pagine: 344

L'opposizione, che, nell'assenza di partiti apertamente organizzati, si manifesta spesso, nel mondo classico, nella forma di fazioni e di congiure, opera per lo più nella clandestinità: eterie e factiones diventano strumenti di lotta fra gruppi sociali e politici contrapposti, sia nelle poleis greche e nella Roma repubblicana, sia nell'impero romano, nella contesa sempre viva per la successione. Pur nella mancanza di partiti ufficiali l'opposizione mostra di sapere usare spesso, in Grecia come a Roma, anche gli organi stessi del potere, le grandi assemblee consultive e deliberative, cercando con diversi artifici di organizzare il voto e di manipolarlo, e giocando sull'assenteismo assembleare.
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