Vita e pensiero
Comune di Milano nell'età napoleonica
di Emanuele Pagano
editore: Vita e pensiero
pagine: 348
L’età napoleonica fu decisiva per il destino storico di Milano, città divenuta capitale del vasto Stato fondato per la prima volta su basi nazionali con la Repubblica Cisalpina, ingrandito e consolidato sotto la Repubblica Italiana e il Regno d’Italia. Sulla scorta di una documentazione ampia e inedita, in questo volume si ricostruisce il processo storico che trasformò il Comune di Milano, dal sistema di potere municipale dei corpi e delle magistrature dell’epoca prerivoluzionaria agli organi e agli uffici del moderno ente locale. Il Comune viene collocato nel quadro della riforma napoleonica delle istituzioni statali e degli ordinamenti locali: se ne analizzano la composizione sociale degli organi – Amministrazione municipale, Consiglio comunale e Podestà – e il concreto funzionamento della macchina burocratica.
Tra tiepida adesione e sottile resistenza al regime napoleonico, il notabilato posto alla guida dell’ente locale riesce a sviluppare un’azione amministrativa sulla società milanese avvalendosi di due strumenti principali: la leva fiscale e il bilancio di previsione. E proprio nella radicalità della riforma fiscale e finanziaria compiuta dal governo napoleonico si individua la maggiore novità anche per la vita degli enti locali: una brusca rottura con il tradizionale sistema di privilegio della «Città di Milano» sul territorio e l’affermazione dell’uguaglianza giuridica e fiscale dei comuni italici.
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La comunicazione interna nell'economia dell'azienda
Evoluzione, teoria, tecnica
di Roberto Paolo Nelli
editore: Vita e pensiero
pagine: 316
La comunicazione interna d'azienda ha ormai assunto un ruolo fondamentale nell'ambito delle strategie di gestione. I profondi cambiamenti strutturali intervenuti nel mondo economico italiano, determinati dalle crisi di mercato, dall'emergere di nuove esigenze e tendenze (sociali, economiche, demografiche, ecologiche), dalla sempre più incisiva competizione internazionale, dalla globalizzazione dei mercati, dalla tendenza esasperata all'apparire piuttosto che all'essere - solo per richiamarne alcune cause -, hanno infatti indotto le aziende a riconsiderare i propri sistemi di comunicazione interna e a ritenerli un elemento essenziale per affrontare e superare questa fase di turbolenza.
Le modalità di definizione e di attuazione della politica di comunicazione interna diventano oggi, di conseguenza, oggetto di nuove E riflessioni e di più approfonditi studi, ispirati, tra l'altro, dalla riscoperta del ruolo assunto dall'uomo nell'azienda e dalla riproposta di quei valori - umani, sociali ed economici - su cui tradizionalmente si basa la nostra dottrina economico-aziendale. Il lavoro intende proporre una rilettura dell'azienda in chiave comunicazionale, sistemica e interdisciplinare, identificando ed esplicitando nell'ambito della struttura dell'azienda stessa le componenti comunicative che incidono sull'immagine interna e che, di conseguenza, si riflettono sui risultati economici. L'esame di alcuni profili di eccellenza relativi ad aziende italiane, appartenenti ai diversi settori economici, completa l'analisi della attuazione delle politiche di comunicazione interna nell'ambito del nostro Paese.
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La dottrina delle categorie in Aristotele
di Adolf Trendelenburg
editore: Vita e pensiero
pagine: 412
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La dottrina delle categorie in Aristotele (con la prolusione accademica del 1833 «De Aristotelis categoriis»)
di Trendelenburg Adolf
editore: Vita e pensiero
pagine: 412
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I fondamenti dell'aritmetica e della geometria in Platone
di Vittorio Hösle
editore: Vita e pensiero
pagine: 172
Vittorio Hösle è professore ordinario di filosofia all’Università di Essen. In questo suo libro, per molti aspetti assai originale, cerca di dimostrare alcuni nessi strutturali fra le dottrine non scritte di Platone e la matematica. In particolare egli fa vedere come Platone (che era il direttore del centro di ricerche di matematica migliore del mondo di allora e di uno dei più importanti centri della storia della matematica) abbia cercato di fondare filosoficamente i principi della matematica stessa. Egli ha cercato di fare questo probabilmente per il fatto che per primo nella storia della cultura occidentale ha compreso che la matematica non può autofondarsi, in quanto la sua conoscenza è sempre ipotetica. Se valgono certi assiomi, allora valgono certi teoremi; ma la risposta alla domanda perché gli assiomi siano validi, non può essere fornita dalla matematica stessa. Infatti la coerenza logica( che ancora Leibniz riteneva un criterio non solo necessario, ma anche sufficiente per le verità matematiche) non basta. Si comprende pertanto, a differenza di altri suoi altri contemporanei, abbia compreso che la geometria euclidea, in particolare il quinto postulato, non si giustifichi con la sola coerenza logica o con l’intuizione, ma solo su basi metafisiche. La geometria euclidea si impone come quella valida, perché in essa svolge un ruolo determinante l'angolo retto. Come è noto dalle dottrine non scritte, Platone ha visto nell’angolo retto una forma geometrica fondata sull’uno, mentre gli angoli acuti e ottusi si fondano sulla diade indefinita. Pertanto, Platone sembra aver concluso: la geometria euclidea dà precisa preminenza strutturale al principio ontologico positivo, e perciò è vera. Analoga è la posizione assunta da Platone nei confronti dell’aritmetica. Egli ha cercato di fondare l’esistenza dei numeri sulla base dei nessi dinamici di unità e pluralità. Con la condizione di dover elaborare analiticamente i principi dell’aritmetica ( che non trova corrispondenza in Euclide, il quale ha assiomatizzato solo la geometria), come anche con la convinzione che l’aritmetica deve essere sviluppata senza concetti geometrici, Platone supera la matematica del suo tempo e anticipa sviluppi molto superiori.
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Istruzione professionale e società nella Lombardia austriaca
di Mario Scazzoso
editore: Vita e pensiero
pagine: 132
L'intervento dello Stato sull'istruzione nella Lombardia austriaca del Settecento smaschera la realtà del pensiero illuminista in campo scientifico e pedagogico: la costruzione del nuovo Stato tra finzione e realtà, tra ricerca del progresso scientifico ed esigenze pratiche della Corte di Vienna, tra sentimenti egalitaristici ed interventi per l`emancipazione sociale come pretesto per perseguire il vero obiettivo dell'amministrazione pubblica: l'utilità del Principe.
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Essere e parola
Idee per una antropologia metafisica
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 304
L'ispirazione classica di questo volume viene coniugata con una metodologia chiaramente riferita al metodo della fenomenologia trascendentale. La tematica dell'essere viene in tal modo ripresa al di là delle polemiche antimetafisiche da cui il pensiero contemporaneo è stato, per più lati, investito: si tratta di un «resto» che ogni scienza positiva lascia emergere come inesplorato e che, in quanto tale, esige di essere affrontato per una adeguata fondazione della stessa ricerca scientifica.
Attraverso l'analisi delle strutture intenzionali della coscienza, I'autore individua lo spazio più adeguato per la scoperta e la dizione dell'essere. Emergono, così, da un lato le linee specifiche di una filosofia del linguaggio simbolico e, dall'altro, i tratti costitutivi della persona umana, intesa quale «parola dell'essere». Su queste basi, nella seconda parte del volume, vengono elaborati anche i temi fondamentali dell'esistenza storica: tempo, libertà, dialettica, ideologia, utopia. Ancora una volta I'analisi antropologica viene, in tal senso, ad intrecciarsi con quella rivolta al problema del fondamento.
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Aristotele. Perché la Metafisica. Studi su alcuni concetti-chiave della «Filosofia prima» aristotelica e sulla storia dei loro influssi
editore: Vita e pensiero
pagine: 664
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Il concetto di «Filosofia prima» e l'unità della Metafisica di Aristotele. Con due saggi sui concetti di potenza-atto di essere
di Giovanni Reale
editore: Vita e pensiero
pagine: 636
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Il platonismo e l'antropologia filosofica di Gregorio di Nissa
di Enrico Peroli
editore: Vita e pensiero
pagine: 364
Il saggio di Enrico Peroli (Il Platonismo e l'antropologia filosofica di Gregorio di Nissa) si presenta come un importante contributo allo studio di uno dei problemi più complessi che richiede la comprensione del grande Padre Cappadoce. Tale problema non ha goduto, considerando la critica del Nisseno nel suo complesso, di una viva attenzione; si possono riscontrare sporadici accenni ad esso nelle opere dei più grandi studiosi di Gregorio di Nissa (Daniélou, Volker, Cherniss), ma si è sempre trattato di contributi marginali e contingenti, che non sono mai andati oltre a qualche assaggio. I1 problema, cioè, era stato visto a grandi linee, ma non chiarito e delineato con nettezza. Tale lacuna è colmata dal Peroli con questo suo saggio, nel quale viene affrontata con grande attenzione e competenza tutta una serie di tematiche relative alla antropologia, in un confronto serrato con la tradizione filosofica greca.
Il saggio di Enrico Peroli getta in questo modo una luce chiara su problemi oscuri e complessi. Vi si apprezzano non soltanto una vasta cultura, prodotta da ampie letture di testi cristiani e di testi neoplatonici, ma anche una lucidità esemplare nell'impostazione di difficili problemi e una limpidezza non comune nell'esporli al lettore.
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Tra i meandri dell'affido
Un percorso di ricerca
editore: Vita e pensiero
pagine: 116
I Quaderni del Centro Studi e Ricerche sulla Famiglia hanno
come scopo quello di rendere accessibili agli studiosi interessanti
materiali bibliografici, strumenti di indagine tradotti, adattati o costruiti ad hoc e traduzioni di contributi ritenuti particolarmente utili per la ricerca.
Trova così una veste pubblica parte del lavoro di paziente raccolta, lettura e schedatura che ha
costituito il perno del nostro Servizio Documentazione collegato ai temi delle ricerche condotte
presso il Centro. Viene, inoltre, dato spazio ad una riflessione culturale su temi che appaiono rilevanti all'interno della ricerca e dell'intervento sulla famiglia. Reperire materiale qualificato, essere in possesso degli elementi precisi per accedere a lavori pubblicati su riviste specializzate poco diffuse in Italia, poter utilizzare strumenti già sperimentati, ci pare un passo importante verso una circolazione di informazioni il più possibile completa, requisito fondamentale per la costituzione di un'immagine in campo familiare.
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Porfirio e Vittorino
di Pierre Hadot
editore: Vita e pensiero
pagine: 640
Pierre Hadot (1922), professore emerito di Storia del Pensiero Ellenistico e Romano a Parigi, è certamente uno degli studiosi più rappresentativi di lingua francese del Neoplatonismo e dei suoi rapporti con la Patristica.
L'opera che presentiamo è uno dei suoi lavori più impegnativi, fondamentale per la comprensione del rapporto Platonismo?Cristianesimo in uno dei suoi momenti cruciali: Porfirio infatti, pur essendo avversario del Cristianesimo, ha fornito a Mario Vittorino gli strumenti concettuali per una prima formulazione filosofica del dogma della Trinità; sappiamo d'altra parte che Agostino si accostò alla filosofia neoplatonica proprio attraverso le versioni latine di Plotino e di Porfirio redatte da Mario Vittorino.
In particolare Hadot prende in esame tre gruppi di testi estratti dalle opere teologiche di Mario Vittorino (che miravano a difendere la consustanzialità del Padre e del Figlio contro le teorie degli Ariani) e dimostra che essi hanno Porfirio come fonte, in particolare le dottrine contenute nel suo Commentario al Parmenide platonico (opera che viene pubblicata parallelamente a questa).
Dio viene definito da Porfirio e da Vittorino sia come l'Essere stesso anteriore all'Ente, sia come il Primo Uno, Principio di ogni realtà. Porfirio identifica questo Uno?Essere con il primo termine della Triade (Padre?Potenza?Intelletto) di cui parlavano gli Oracoli caldaici; Vittorino da parte sua identifica la Triade intellegibile neoplatonica (che si articola in essere, vita e pensiero, ovvero, secondo un'altra formulazione, in manenza, processione e conversione) con la Trinità cristiana, per cui i tre momenti della Triade vengono identificati con le tre Persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo.
L'opera di Hadot, per la profondità dell'analisi, l'accuratezza delle note, la ricchezza dei rimandi e delle informazioni relative alle fonti e agli influssi di Porfirio e di Vittorino nel Neoplatonismo e nella Patristica, si impone come punto di riferimento irrinunciabile per tutti gli studiosi del Platonismo e della sua recezione nella Patristica.
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