fbevnts Tutti i libri editi da Vita e pensiero - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 194
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Vita e pensiero

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Esperienza trascendentale

di Johann Lotz

editore: Vita e pensiero

pagine: 460

Johannes B. Lotz (1903-1992) va ricordato come maestro insigne presso la Hochschule für Philosophie di Monaco e la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1921, frequentò lo scolasticato di Valkenburg, studiò filosofia a Roma, teologia a Innsbruck e continuò per quattro semestri i suoi studi filosofici a Freiburg i.Br., dove conseguì il dottorato in filosofia. Si formò studiando Rousselot, Maréchal, Kant e Hegel, alla scuola di Jungmann, Heidegger e Honecker, Wolf e Funk, Brocker e Sporl, ma riconobbe come maestro soltanto Tommaso d'Aquino. Fra le sue opere più importanti ricordiamo: Das Urteil und das Sein (1957), Metaphysica operationis humanae (1958), Ontologia (1963), Sein und Existenz (1965), Der Mensch im Sein (1967), Die Identitat von Geist und Sein (1972), Martin Heidegger und Thomas von Aquin (1975), Mensch-Sein-Mensch (1982), Asthetik aus der ontologischen Differenz (1984), Die Grundbestimmungen des Seins (1988). Con questo libro, che si situa fra le opere più mature della sua lunga ricerca, Lotz si volge a chiarire la problematica dell'esperienza e dei suoi livelli di realizzazione. In tal senso l'esperienza ontica è distinta dall'esperienza trascendentale, con i suoi gradi (eidetica, ontologica, metafisica, religiosa), i quali si ottengono con un processo d'interiorizzazione. Lotz svolge così un'analisi che dalla determinazione procede verso l'integralità, esplicitando quali siano le condizioni di possibilità di ogni esperienza, rinvenute nella conoscenza (trascendentale kantiano) e giungendo fino alla suprema condizione ontologica (trascendentale scolastico). In tal modo l'esperienza filosofica, nella sua interezza, e quella religiosa, che culmina nella meditazione e nell'amore del Tu assoluto, non sono contrapposte: piuttosto l'esperienza religiosa viene indicata come il livello ultimo e supremo dell'esperienza umana. Per la ricchezza dei riferimenti, Esperienza trascendentale costituisce un classico e rappresenta felicemente l'intero percorso teoretico della scuola filosofica iniziata da Maréchal.
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Studi di filosofia trascendentale

di Virgilio Melchiorre

editore: Vita e pensiero

pagine: 348

Il tema dell'identità e della differenza, che è fra i più sollecitanti del pensiero contemporaneo e che per molti aspetti costituisce un ritorno sull'antico problema dell'analogia, è stato già affrontato in altri volumi di questa collana (La differenza e l'origine, 1987 e L'Uno e i molti, 1990). Viene ora ripreso in questo volume, con la raccolta dei contributi discussi all'interno di un seminario promosso dal Dipartimento di Filosofia e dal Centro di Metafisica dell'Università Cattolica. Il problema dell'analogia viene così nuovamente considerato, ma con un diverso e forse più decisivo affondo teoretico, all'incrocio dell'antico e del moderno: si trattava infatti di cogliere nell'analogia la chiave di lettura dell'essere, ma per questo si doveva risalire alle costituzioni stesse della conoscenza e dunque al piano delle strutture trascendentali. I contributi offerti in questo volume hanno un carattere tanto storico, quanto teoretico. Una analisi storica, ma anche teoreticamente orientata, è così quella dedicata da V. Melchiorre a Joseph Maréchal, che, com'è noto, nella prima metà del secolo avviò, a Lovanio, un serrato confronto fra trascendentalismo scolastico e trascendentalismo kantiano. Sugli sviluppi della ricerca lovaniense si interrogano poi G. B. Sala, M. Marassi, P. Volonté con tre ampi saggi dedicati rispettivamente all'opera di Bernard Lonergan, di Johannes B. Lotz e di Max Muller, che a titolo diverso possono considerarsi autorevoli rappresentanti della cosiddetta Maréchal-Schule. Da diversi lati viene così rivisitato un importante capitolo del pensiero contemporaneo: siamo appunto al confronto della nozione classica del trascendentale con quella avanzata da Kant. Ed è, al riguardo, pure significativo il confronto di Lotz e soprattutto di Muller con Heidegger. In un'altra direzione, ma sempre all'interno dell'orizzonte trascendentale, vanno i saggi dedicati da J.-F. Courtine a Husserl e da D. Verducci a Max Scheler: nel primo caso l'analogia ritorna come chiave di lettura per l'orizzonte dell'intersoggettività; nel secondo caso viene riletta nel quadro di una possibile metafisica fenomenologica. Dai due lati è ancora in questione la struttura trascendentale della coscienza. Gli altri contributi hanno un andamento più strettamente teoretico e riportano il tema dell'analogia nella prospettiva memoriale della finitezza (U. Perone), nella tensione categoriale del sublime (B. Minozzi) e, infine, nello spazio religioso dell'ispirazione (E. Salmann). Tre diversi sondaggi, che di nuovo mirano alle strutture più profonde della vita coscienziale e che, in tal senso, costituiscono un coronamento emblematico di questa ricerca sull'analogia.
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La Famiglia Multidimensionale

di Rossi

editore: Vita e pensiero

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Teoria Della Modernizzazione E Storia

di Wehler

editore: Vita e pensiero

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Metafisica e storia della metafisica. Vol. 10: Studi di filosofia trascendentale.

Studi di filosofia trascendentale

editore: Vita e pensiero

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Ideologia e retorica negli «Exordia» apologetici. Il problema dell'altro

di Rizzi Marco

editore: Vita e pensiero

Nei primi secoli di vita del Cristianesimo, quando la vita della comunità si allarga e si struttura al proprio interno, nasce
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Ideologia e retorica negli «Exordia» apologetici

Il problema dell'altro

di Rizzi Marco

editore: Vita e pensiero

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26,00 €

Platone e la scrittura della filosofia

Analisi di struttura dei dialoghi della giovinezza e della maturità alla luce di un nuovo paradigma ermeneutico

di Thomas Alexander Szlezák

editore: Vita e pensiero

pagine: 588

Thomas Alexander Szlezak (1940) professore di filosofia classica nell’Università di Tubinga – già ben noto per la sua edizione (con traduzione e commentario) dei due scritti sulla dottrina delle categorie giuntici sotto il falso nome del pitagorico Archita di Taranto (1972) e per il suo libro su Plotino (1979) – con questo suo Platone (1985) presenta il contributo forse più significativo e importante venuto dalla Germania, dopo quelli pubblicati da Kramer e da Gaiser. Szlezak prende le mosse proprio da quello che era stato il punto di partenza di Schleiermacher, che ha inaugurato il paradigma ermeneutico che ha dominato per intero l’età moderna, vale a dire il finale del Fedro con il giudizio che Platone da della scrittura, e reinterpreta i dialoghi platonici fino alla Repubblica, proprio basandosolo su di essi. Ma, proprio lavorando in questo modo, mediante rigorose, coerenti e consistenti analisi di struttura, egli capovolge il paradigma schleiermacheriano e guadagna in una maniera assai cospicua il nuovo paradigma ermeneutico, che da molte parti e per varie ragioni sta imponendosi come paradigma alternativo a quello che è stato fino a pochi anni fa predominante. L’analisi di stuttura dei dialoghi platonici dimostra che essi non sono concepiti come opere autarchiche, ma che rimandano sempre a qualcosa di ulteriore: non solo una parte di dialogo rimanda all’altra, e un dialogo, per certe sue parti o anche nel suo complesso, rimanda ad un altro, ma tutti i dialoghi rimandano, superando i loro stessi confini, alla filosofia orale di Platone. Come diceva Schleiermacher, la forma del dialogo è davvero essenziale per il suo contenuto; ma proprio questa sintesi di forma e di contenuto del dialogo platonico rimanda, strutturalmente, sempre al di là del dialogo. Szlezak dimostra, in modo penetrante e convincente, come e perché i dialoghi non contengano tutto Platone e come e perché essi presuppongano da «la strada più lunga» dell’oralità. Ma egli dimostra altresi come Platone abbia potuto definire come insufficente ciò che è stato da lui affidato alla scrittura, proprio e solo sulla base delle concezioni da lui guadagnate appunto per quella «strada più lunga» dell’oralità.
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Dialettica e definizione del bene

di Hans Krämer

editore: Vita e pensiero

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San Bernardo e l'Italia

Atti del Convegno di studi, Milano 24-26 maggio 1990

di Pietro Zerbi

editore: Vita e pensiero

pagine: 408

Nel vastissimo tema costituito dalla eccezionale personalità di Bernardo e dalla sua opera molteplice, il Convegno milanese del 1990 ha scelto quale angolo di osservazione 1'ambito italiano: sono stati dunque considerati le ripetute missioni italiane del santo, il suo interesse per problemi ecclesiali e politici della penisola, e in primo luogo il suo pensiero sulla Chiesa locale. Hanno preso inoltre rilievo le forze politiche ed ecclesiastiche dell'Italia di allora, la temperie religiosa del momento, I'opera di riforma animata dall'abate, e infine gli ambiti culturale, artistico ed economico in cui l'opera di Bernardo viene a collocarsi.
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