Vita e pensiero
L'uomo fra piacere, intelligenza e bene. Commentario storico-filosofico al «Filebo» di Platone
di Maurizio Migliori
editore: Vita e pensiero
pagine: 612
Migliori sottopone a un commentario serrato un altro dialogo decisivo per la ricostruzione del pensiero platonico. Anche se le singole parti del Filebo non presentano particolari difficoltà, questo dialogo è sempre stato valutato in modi opposti. Sul piano formale, a coloro che lo giudicano l'opera più simile a un trattato che Platone abbia scritto si contrappongono quelli che vi trovano una raccolta di trattazioni diverse, scarsamente legate fra di loro, segno di una crisi letteraria dell'Autore. Sul piano contenutistico, mentre alcuni lo considerano una sorta di tentativo, incompiuto se non fallito, di ridefinire un sistema in crisi, altri vi trovano la vetta della metafisica platonica, quella che più si avvicina al contenuto delle Dottrine non scritte. L'analisi di Migliori evidenzia la ragione di tali contrastanti giudizi.
Contattaci
L'uomo fra piacere, intelligenza e bene. Commentario storico-filosofico al «Filebo» di Platone
di Maurizio Migliori
editore: Vita e pensiero
pagine: 608
Contattaci
Commentario al "Parmenide" di Platone
Saggio introduttivo, testo con apparati critici e note di commento
di Porfirio
editore: Vita e pensiero
pagine: 172
I frammenti del commentario al Parmenide di Platone, che presentiamo in edizione bilingue, erano pervenuti anonimi in un palinsesto della Biblioteca di Torino, andato distrutto all’inizio del secolo.
Pierre Hadot, curandone l’edizione, attribuisce questo commentario a Porfirio: il contenuto filosofico è estremamente denso e significativo, poiché l’autore, interpretando le prime due ipotesi del Parmenide platonico, identifica in ultima analisi l’uno (il principio, nella tradizione platonica) e l’essere (il Principio, nella tradizione aristotelica): in questo modo Porfirio diviene forse l’unico filosofo greco in cui i due grandi paradigmi della metafisica classica, l’henologia e l’ontologia, vengono a coincidere.
La prima ipostasi (l’Uno puramente Uno) viene definita come Essere interiore all’Ente, come puro Agire e come Idea dell’Ente; invece la seconda ipostasi (l’Uno che è, o Intelligenza) viene definita come Ente che partecipa all’Essere, come prima Forma e come Intelligenza che pensa se stessa in un movimento di processione e di conversione. Questa dottrina porfiriana, rielaborata da Mario Vittorino e da Agostino, è importantissima anche per comprendere come i materiali della filosofia greca siano stati utilizzati dai Padri per una prima formulazione teologica del dogma della Trinità: i principi descritti da Porfirio verranno infatti identificati con le persone della Trinità. Quest’opera, quindi, insieme alla monografia di P.Hadot, Porfirio e Vittorino, che viene pubblicata parallelamente a questa, è destinata a rivalutare Porfirio sia sotto il profilo strettamente filosofico, nella sua autonomia e originalità rispetto al maestro Plotino, sia per quel che riguarda gli influssi della sua dottrina nella Patristica.
Esaurito
Esaurito
Tradizione apostolica e coscienza cittadina a Milano nel medioevo
La leggenda di san Barnaba
di Paolo Tomea
editore: Vita e pensiero
pagine: 720
Sorta dalle esigue fondamenta di una breve notizia tramandata da alcuni cataloghi greci dei discepoli di Cristo, la leggenda che attribuiva alla Chiesa di Milano un'origine apostolica a opera di san Barnaba svolse nel medioevo un rilevante ruolo politico nelle vicende della sede lombarda, divenendo presupposto teorico della sua eccellenza e della sua preminenza sulle rivali Aquileia e Ravenna, presidio delle sue prerogative metropolitiche e, in qualche periodo, vera arma polemica nei confronti di Roma.
In questo volume, in cui si condensano anni di ricerche, I'Autore costruisce per la prima volta, muovendo su una base documentaria sfaccettata e in larga parte inedita, la storia di questa tradizione nell'arco completo della sua parabola, analizzandone la nascita, le metamorfosi, le diverse implicazioni, la fortuna e tracciando un ampio quadro del grande dibattito storiografico che, dalla fine del Seicento, si accenderà su di essa.
Esaurito
Tradizione apostolica e coscienza cittadina a Milano nel Medioevo. La leggenda di san Barnaba
di Paolo Tomea
editore: Vita e pensiero
pagine: 720
Esaurito
Esaurito
Gregorio di Nissa
di Walter Völker
editore: Vita e pensiero
pagine: 480
“Gregorio di Nissa filosofo e mistico” è un saggio di W.Volker (Wiesbaden 1955), che ci introduce nel cuore della spiritualità del grande Cappadoce, di colui che può ben essere considerato come il più grande filosofo greco dell’età patristica, insieme con Origene.
È significativo che, per il Nisseno come per Origene, che fu il suo maestro spirituale, la dottrina cristiana abbia tratto il suo nutrimento, oltre che dalla tradizione della Chiesa, dalla filosofia platonica: una ulteriore testimonianza, questa, di come la metafisica platonica abbia informato di sé non soltanto il pensiero pagano successivo, ma anche la cultura e la filosofia cristiana dei primi secoli (e certo anche oltre). Il saggio del Volker esamina, appunto, questa osmosi, questa interazione delle due grandi componenti dello spirito cristiano: la traduzione evangelica e biblica, da una parte, e la filosofia platonica, dall’altra; quest’ultima, a sua volta, meditata e fatta propria da una lunga serie di pensatori della scuola di Alessandria, Origene, appunto, Clemente, e, prima ancora, il giudeo Filone. L’esame delle tradizioni culturali e spirituali è condotto dal Volker con una esaustività mirabile e con una rara obbiettività. In questo saggio lo studioso, che si era dedicato precedentemente alla tradizione cristiana della cultura alessandrina, e studierà poi anche Dionigi l’Areopagita e Massimo il Confessore , persegue una sua linea di indagine con equilibrio e competenza, distinguendosi, con queste sue qualità precipue, da altri studiosi precedenti che non sempre avevano saputo unire a geniali intuizioni l’obbiettività della prova o sollevare il dettaglio della ricerca filologica ad una visione d’insieme più ampia. “ Gregorio di Nissa filosofo e mistico” è uno studio capitale nella ricerca sul Nisseno, non solo perché prende in considerazione una ricchissima messe di dati, ma anche perché applica il suo rigore filologico alla “storia della questione”. Dopo lo studio del Volker la critica del Nisseno ha avuto nuovi stimoli e impulsi, talora anche in contrasto con il Volker stesso, ma questo è stato un segno della vitalità del lavoro che, anche se non definitivo (come nessun’opera umana), è, comunque, un punto di partenza insostituibile.
Esaurito
Plotino
Un cammino di liberazione verso l'interiorità, lo Spirito e l'Uno
di Werner Beierwaltes
editore: Vita e pensiero
pagine: 120
Werner Beierwaltes è uno dei maggiori conoscitori e interpreti del Platonismo e del Neoplatonismo a livello internazionale.
In questo volume presenta una sintesi magistrale del pensiero di Plotino ed una riflessione filosofica sul suo permanente significato.
In questa analisi, le strutture di fondo della metafisica plotiniana vengono illuminate nel loro rapporto con la tradizione filosofica precedente (Parmenide, Eraclito, Platone ed Aristotele), nella loro dinamica interna e nella ragione filosofica che le anima.
Ne emerge un pensiero di una intensità e di un rigore concettuali straordinari, che delinea un cammino di liberazione che riconduce l’uomo a se stesso al Fondamento ultimo trascendente del suo essere, del suo pensare e del suo operare nel mondo. Il rapporto con tale Fondamento, con l’Uno, quale si realizza nel pensiero e nell’amore, rappresenta allora la condizione perché l’uomo possa aprirsi ad una “forma di vita” pienamente significativa e compiuta.
La metafisica di Plotino, dunque, come viene illustrata da Beierwaltes in queste pagine, è tutt’altro che un sistema concettuale astratto: al contrario, è una riflessione filosofica di perenne validità sui Fondamenti ultimi della realtà che deve determinare l’intera esistenza dell’uomo, rivelando la forza trasformante del contemplato, vivere l’Uno, pertanto, è per Plotino l’espressione diretta della contemplazione dell’Uno.
Il ruolo permanente della filosofia di Plotino come punto di riferimento per il pensiero occidentale viene illustrato da Beierwaltes attraverso quattro esempi paradigmatici: Mario Vittorino, Agostino, Marsilio Ficino, John Keats. Questi esempi svelano, in forme e ambiti diversi, le potenzialità innovative, la rilevanza veritativa e l’attualità del pensiero di Plotino.
Esaurito
Israele, radice santa
di Carlo Maria Martini
editore: Vita e pensiero
pagine: 124
La conoscenza dell'ebraismo, della sua storia plurimillenaria e dei suoi valori religiosi non va equiparata a un curioso interesse perle culture esotiche che sopravvivono nella civiltà dei consumi. E neppure va paragonata a quell'informazione sulle religioni non cristiane che è doverosa nell'epoca dell'interdipendenza planetaria. Si tratta piuttosto di una realtà che ci riguarda da vicino. Conoscere la fede ebraica, infatti, è necessario al cristianesimo (e alla conoscenza europea che da esso è stata plasmata) per capire la propria identità. Israele, secondo la suggestiva immagine di san Paolo, e la "radice santa che porta" la Chiesa. In virtù delle sue origini, la fede cristiana ha un rapporto intrinseco, permanente e peculiare con il popolo ebraico. È convinzione che risale al nuovo testamento e tuttavia non è patrimonio pienamente acquisito alla consapevolezza cristiana. Essa configura uno degli aspetti più originali e forse meno noti del magistero del card. Martini. In particolare - sottolinea l'arcivescovo di Milano - la dimenticanza di questo vincolo profondo ha privato la chiesa del contributo che le sarebbe venuto dalla tradizione ebraica. Si è cosi creata un'alterazione nell'equilibrio vitale della comunità cristiana, equilibrio di cui il cristianesimo primitivo ha invece goduto grazie alla teologia e alla prassi dei giudeo-cristiani.
Contattaci
Dialettica e filosofia in Plotino
di Valerio Verra
editore: Vita e pensiero
pagine: 120
La concezione plotiniana della dialettica ha trovato scarsa attenzione tanto nella storia degli studi sul neoplatonismo quanto sulla dialettica. In parte questo è dovuto al peso del giudizio pronunciato da Hegel e in particolare alla sua attribuzione a Proclo, piuttosto che a Plotino, di un modo di pensare dialettico. Ma vale forse la pena di rivedere radicalmente questa situazione, al di là di qualsiasi interesse puramente “archeologico”, per riaffermare la complessità e vitalità dei motivi operanti nella dialettica plotiniana e nei suoi rapporti con la filosofia. In altri termini, non si tratta soltanto di ricordare la ricchezza di motivi platonici, aristotelici e stoici utilizzati da Plotino nella sua sintesi, ma di mettere in luce la funzione determinante della dialettica all’interno della filosofia non come non come un semplice strumento e tanto meno come una semplice propedeutica. A tale scopo va sottolineata la centralità della lettura plotiniana dei cinque generi del Sofista in senso genetico e dinamico, ontologico e poetico, per delineare il carattere orizzontale e verticale al tempo stesso del processo dialettico nella tensione produttiva e reciproca tra l’intelletto e gli intelligibili. Un rapporto estremamente complesso di unità e diversità, di intenzionalità e di limitazione che, per un verso, dà conto del carattere necessariamente discorsivo del sapere, ma, per l’altro, spinge continuamente la dialettica ad autodissolversi e ad estinguersi per attingere il sapere nella sua forma più alta. Un rapporto all’interno del quale non mancano certo motivi di contrasto per cui, se venisse a prevalere l’aspetto dinamico o discorsivo, la dialettica verrebbe ad essere intesa come una sorta di conquista progressiva e quantitativa e, dunque, di descrizione esaustiva degli intelligibili o perfino come una loro sistemazione gerarchica. In tal modo andrebbe perduto però l’aspetto, per Plotino non meno essenziale, per cui la completezza e funzione della dialettica va intesa in senso qualitativo come continua distruzione critica di ogni indebito isolamento degli intelligibili tra di loro e rispetto all’intelletto e come riconoscimento dell’unitotalità organica dell’intelligibile e del sapere; una funzione, secondo Plotino, mirabilmente esemplificata e realizzata dalla scienza dove ogni momento o teorema, proprio nella sua singolarità e specificità, ne contiene e dimostra la totalità. Tensione interna di motivi, a sua volta, difficilmente comprensibile, se si prescinde dal carattere non soltanto logico, ma eticocatartico della dialettica, per cui non le tocca unitamente il compito di spiegare e delimitare l’ambito della logica nel senso formale e strumentale del termine, ma, come autentica filosofia, di impedire continuamente all’anima di adagiarsi in forme di sapere che non siano una elevazione al bene supremo che non siano una elevazione al bene supremo e un distacco dai lacci della sensibilità e discorsività. Forse proprio in questa poliedricità e pluralità di funzioni, o, se si vuole, proprio in questa interna contraddittorietà per cui la dialettica tanto più si realizza quanto più continua ad estinguersi eppure a risorgere come momento normativo della filosofia si trova la vitalità della concezione plotiniana della dialettica. Una vitalità misconosciuta dalle concezioni successive che hanno identificato la dialettica con uno solo dei suoi aspetti o per ridurla a qualcosa di puramente strumentale e settoriale rispetto alla filosofia, o per esaltarne la funzione speculativa in un senso però sistematico quale ricognizione esaustiva di quella “piana della verità” in cui, secondo Plotino invece, la dialettica vive in incessante quiete e movimento.
Esaurito
Sociologie micro sociologie macro
editore: Vita e pensiero
pagine: 228
La recente riscoperta delle dimensioni soggettive dell'agire ha rinverdito la storica dialettica tra gli approcci (neo) positi
Esaurito


