Vita e pensiero
La dottrina delle categorie in Aristotele
di Adolf Trendelenburg
editore: Vita e pensiero
pagine: 412
Esaurito
La dottrina delle categorie in Aristotele (con la prolusione accademica del 1833 «De Aristotelis categoriis»)
di Trendelenburg Adolf
editore: Vita e pensiero
pagine: 412
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I fondamenti dell'aritmetica e della geometria in Platone
di Vittorio Hösle
editore: Vita e pensiero
pagine: 172
Vittorio Hösle è professore ordinario di filosofia all’Università di Essen. In questo suo libro, per molti aspetti assai originale, cerca di dimostrare alcuni nessi strutturali fra le dottrine non scritte di Platone e la matematica. In particolare egli fa vedere come Platone (che era il direttore del centro di ricerche di matematica migliore del mondo di allora e di uno dei più importanti centri della storia della matematica) abbia cercato di fondare filosoficamente i principi della matematica stessa. Egli ha cercato di fare questo probabilmente per il fatto che per primo nella storia della cultura occidentale ha compreso che la matematica non può autofondarsi, in quanto la sua conoscenza è sempre ipotetica. Se valgono certi assiomi, allora valgono certi teoremi; ma la risposta alla domanda perché gli assiomi siano validi, non può essere fornita dalla matematica stessa. Infatti la coerenza logica( che ancora Leibniz riteneva un criterio non solo necessario, ma anche sufficiente per le verità matematiche) non basta. Si comprende pertanto, a differenza di altri suoi altri contemporanei, abbia compreso che la geometria euclidea, in particolare il quinto postulato, non si giustifichi con la sola coerenza logica o con l’intuizione, ma solo su basi metafisiche. La geometria euclidea si impone come quella valida, perché in essa svolge un ruolo determinante l'angolo retto. Come è noto dalle dottrine non scritte, Platone ha visto nell’angolo retto una forma geometrica fondata sull’uno, mentre gli angoli acuti e ottusi si fondano sulla diade indefinita. Pertanto, Platone sembra aver concluso: la geometria euclidea dà precisa preminenza strutturale al principio ontologico positivo, e perciò è vera. Analoga è la posizione assunta da Platone nei confronti dell’aritmetica. Egli ha cercato di fondare l’esistenza dei numeri sulla base dei nessi dinamici di unità e pluralità. Con la condizione di dover elaborare analiticamente i principi dell’aritmetica ( che non trova corrispondenza in Euclide, il quale ha assiomatizzato solo la geometria), come anche con la convinzione che l’aritmetica deve essere sviluppata senza concetti geometrici, Platone supera la matematica del suo tempo e anticipa sviluppi molto superiori.
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Istruzione professionale e società nella Lombardia austriaca
di Mario Scazzoso
editore: Vita e pensiero
pagine: 132
L'intervento dello Stato sull'istruzione nella Lombardia austriaca del Settecento smaschera la realtà del pensiero illuminista in campo scientifico e pedagogico: la costruzione del nuovo Stato tra finzione e realtà, tra ricerca del progresso scientifico ed esigenze pratiche della Corte di Vienna, tra sentimenti egalitaristici ed interventi per l`emancipazione sociale come pretesto per perseguire il vero obiettivo dell'amministrazione pubblica: l'utilità del Principe.
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Essere e parola
Idee per una antropologia metafisica
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 304
L'ispirazione classica di questo volume viene coniugata con una metodologia chiaramente riferita al metodo della fenomenologia trascendentale. La tematica dell'essere viene in tal modo ripresa al di là delle polemiche antimetafisiche da cui il pensiero contemporaneo è stato, per più lati, investito: si tratta di un «resto» che ogni scienza positiva lascia emergere come inesplorato e che, in quanto tale, esige di essere affrontato per una adeguata fondazione della stessa ricerca scientifica.
Attraverso l'analisi delle strutture intenzionali della coscienza, I'autore individua lo spazio più adeguato per la scoperta e la dizione dell'essere. Emergono, così, da un lato le linee specifiche di una filosofia del linguaggio simbolico e, dall'altro, i tratti costitutivi della persona umana, intesa quale «parola dell'essere». Su queste basi, nella seconda parte del volume, vengono elaborati anche i temi fondamentali dell'esistenza storica: tempo, libertà, dialettica, ideologia, utopia. Ancora una volta I'analisi antropologica viene, in tal senso, ad intrecciarsi con quella rivolta al problema del fondamento.
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Aristotele. Perché la Metafisica. Studi su alcuni concetti-chiave della «Filosofia prima» aristotelica e sulla storia dei loro influssi
editore: Vita e pensiero
pagine: 664
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Il concetto di «Filosofia prima» e l'unità della Metafisica di Aristotele. Con due saggi sui concetti di potenza-atto di essere
di Giovanni Reale
editore: Vita e pensiero
pagine: 636
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Il platonismo e l'antropologia filosofica di Gregorio di Nissa
di Enrico Peroli
editore: Vita e pensiero
pagine: 364
Il saggio di Enrico Peroli (Il Platonismo e l'antropologia filosofica di Gregorio di Nissa) si presenta come un importante contributo allo studio di uno dei problemi più complessi che richiede la comprensione del grande Padre Cappadoce. Tale problema non ha goduto, considerando la critica del Nisseno nel suo complesso, di una viva attenzione; si possono riscontrare sporadici accenni ad esso nelle opere dei più grandi studiosi di Gregorio di Nissa (Daniélou, Volker, Cherniss), ma si è sempre trattato di contributi marginali e contingenti, che non sono mai andati oltre a qualche assaggio. I1 problema, cioè, era stato visto a grandi linee, ma non chiarito e delineato con nettezza. Tale lacuna è colmata dal Peroli con questo suo saggio, nel quale viene affrontata con grande attenzione e competenza tutta una serie di tematiche relative alla antropologia, in un confronto serrato con la tradizione filosofica greca.
Il saggio di Enrico Peroli getta in questo modo una luce chiara su problemi oscuri e complessi. Vi si apprezzano non soltanto una vasta cultura, prodotta da ampie letture di testi cristiani e di testi neoplatonici, ma anche una lucidità esemplare nell'impostazione di difficili problemi e una limpidezza non comune nell'esporli al lettore.
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Tra i meandri dell'affido
Un percorso di ricerca
editore: Vita e pensiero
pagine: 116
I Quaderni del Centro Studi e Ricerche sulla Famiglia hanno
come scopo quello di rendere accessibili agli studiosi interessanti
materiali bibliografici, strumenti di indagine tradotti, adattati o costruiti ad hoc e traduzioni di contributi ritenuti particolarmente utili per la ricerca.
Trova così una veste pubblica parte del lavoro di paziente raccolta, lettura e schedatura che ha
costituito il perno del nostro Servizio Documentazione collegato ai temi delle ricerche condotte
presso il Centro. Viene, inoltre, dato spazio ad una riflessione culturale su temi che appaiono rilevanti all'interno della ricerca e dell'intervento sulla famiglia. Reperire materiale qualificato, essere in possesso degli elementi precisi per accedere a lavori pubblicati su riviste specializzate poco diffuse in Italia, poter utilizzare strumenti già sperimentati, ci pare un passo importante verso una circolazione di informazioni il più possibile completa, requisito fondamentale per la costituzione di un'immagine in campo familiare.
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Porfirio e Vittorino
di Pierre Hadot
editore: Vita e pensiero
pagine: 640
Pierre Hadot (1922), professore emerito di Storia del Pensiero Ellenistico e Romano a Parigi, è certamente uno degli studiosi più rappresentativi di lingua francese del Neoplatonismo e dei suoi rapporti con la Patristica.
L'opera che presentiamo è uno dei suoi lavori più impegnativi, fondamentale per la comprensione del rapporto Platonismo?Cristianesimo in uno dei suoi momenti cruciali: Porfirio infatti, pur essendo avversario del Cristianesimo, ha fornito a Mario Vittorino gli strumenti concettuali per una prima formulazione filosofica del dogma della Trinità; sappiamo d'altra parte che Agostino si accostò alla filosofia neoplatonica proprio attraverso le versioni latine di Plotino e di Porfirio redatte da Mario Vittorino.
In particolare Hadot prende in esame tre gruppi di testi estratti dalle opere teologiche di Mario Vittorino (che miravano a difendere la consustanzialità del Padre e del Figlio contro le teorie degli Ariani) e dimostra che essi hanno Porfirio come fonte, in particolare le dottrine contenute nel suo Commentario al Parmenide platonico (opera che viene pubblicata parallelamente a questa).
Dio viene definito da Porfirio e da Vittorino sia come l'Essere stesso anteriore all'Ente, sia come il Primo Uno, Principio di ogni realtà. Porfirio identifica questo Uno?Essere con il primo termine della Triade (Padre?Potenza?Intelletto) di cui parlavano gli Oracoli caldaici; Vittorino da parte sua identifica la Triade intellegibile neoplatonica (che si articola in essere, vita e pensiero, ovvero, secondo un'altra formulazione, in manenza, processione e conversione) con la Trinità cristiana, per cui i tre momenti della Triade vengono identificati con le tre Persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo.
L'opera di Hadot, per la profondità dell'analisi, l'accuratezza delle note, la ricchezza dei rimandi e delle informazioni relative alle fonti e agli influssi di Porfirio e di Vittorino nel Neoplatonismo e nella Patristica, si impone come punto di riferimento irrinunciabile per tutti gli studiosi del Platonismo e della sua recezione nella Patristica.
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Vittoria eterna
Sovranità trionfale nella tarda antichità, a Bisanzio e nell'Occidente altomedioevale
di Michael McCormick
editore: Vita e pensiero
pagine: 564
Proprio mentre l'impero romano si avviava verso la caduta definitiva, la glorificazione della sovranità trionfale dell'imperatore raggiungeva nuove vette, lasciando tracce dell'idea di vittoria perenne dell'impero in tutta la storia e la cultura della tarda antichità.
Questo studio segue l'evoluzione del relativo cerimoniale e l'influenza da esso esercitata sugli eredi sia orientali sia occidentali della tradizione romana, fino al secolo X; in tale prospettiva appare che la celebrazione delle vittorie conseguite dai detentori del potere conobbe continui mutamenti nei rituali e nei contenuti, e che questi stessi mutamenti rispecchiavano tendenze più vaste nello sviluppo delle società e delle monarchie. Nello stesso tempo, questo libro fa ulteriormente chiarezza sulle origini tardoromane di vari importanti elementi della monarchia altomedioevale, mostrando per esempio che lontano dalla capitale imperiale il culto della sovranità trionfale permeava le élites locali in quanto le autorità operanti nelle province imitavano il vincitore supremo facendo allestire trionfi propri - e i nuovi sovrani germanici, in Occidente, si adeguarono alla tendenza.
Classicisti, medioevalisti, bizantinisti, storici dell'arte e dei rituali troveranno in questo libro ulteriori temi di studio e vie d'approccio a un problema di primaria importanza nell'ambito della trasformazione dell'ideale imperiale romano, culminata nelle nuove civiltà di Bisanzio e dei regni romanobarbarici.
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Visioni e profezie
Mistica ed esperienza della trascendenza
di Karl Rahner
editore: Vita e pensiero
pagine: 168
Lungi dal declinare, la religione persiste nella società secolarizzata attraverso non solo l'istituzione ecclesiastica, ma anc
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