Zandonai
Séraphita
di Honoré de Balzac
editore: Zandonai
pagine: 147
Considerata da Mircea Eliade "l'ultima grande creazione letteraria europea che abbia come motivo centrale il mito dell'androgino", Séraphita è ben di più: è l'opera in cui Balzac dà voce, con una tensione quasi febbrile, a un'erotica del sapere di stampo mistico, intonata alle teorie di Swedenborg. Séraphìta-Séraphitùs - essere che unisce in sé le nature del maschile e del femminile - "è un angelo giunto alla sua ultima trasformazione, che infrange il suo involucro per ascendere al Cielo"; egli è amato da un uomo e da una donna, ai quali rivela che hanno in realtà amato, trasferendolo in lui, l'amore che li legava reciprocamente e che, dopo tale esperienza iniziatica, resta loro in eredità. Non a caso il romanzo è un ripetuto atto di congedo: l'angelo purissimo è un esiliato nel mondo che si sottrae via via alle miserie terrene, mentre l'amore invisibile è colto in una continua dissolvenza, nel suo presentarsi impalpabile agli uomini. Del resto lo stesso Balzac aveva dichiarato che proprio questo romanzo, "la dottrina in azione del Buddha ha cristiano", poteva costituire la più efficace confutazione di un diffuso errore interpretativo nella lettura delle sue opere, vale a dire ritenerlo uno scrittore attento a considerare l'uomo principalmente nella sua natura mortale.
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Diabolus in musica. Prose ed elzeviri musicali
di Giorgio Vigolo
editore: Zandonai
pagine: 113
Il volume, pensato da Giorgio Vigolo già nel 1967, raccoglie una scelta di testi inediti, molti dei quali scritti per la trasmissione radiofonica "Musica e Poesia". Vigolo non mira a tradurre i fatti musicali in un linguaggio didascalico e informativo, né si limita a indagarne il dato squisitamente tecnico: la sua prosa musicale racconta e genera storie, inseguendo per dir così il significato "diabolico" della musica, versatile musa capace di trasmigrare in altre forme artistiche, come l'architettura (che Goethe chiamava "musica ammutolita") e la poesìa. Poeta e narratore, studioso del Belli e indimenticato traduttore di Holderlin, Vigolo apre, con i suoi atteggiamenti linguistici, le suggestioni letterarie e filosofiche, e la sua padronanza musicale frutto di estesi e meditati studi, un nuovo e illuminante spazio alla critica musicale. Brevi, veloci e di squisito gusto letterario, questi saggi restituiscono con maestria l'atmosfera poetica delle opere musicali e captano ciò che nella musica si nasconde: l'anelito di assoluto, la dimensione ritmica come memoria dei suoni e le inquietudini etiche, specie fra Barocco e Romanticismo, quando il suono aereo e spirituale convive con la pietra, il peccato e la morte.
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Umanesimo e romanticismo. La concezione della vita nell'epoca moderna e il suo sviluppo nell'età di Goethe
di Hermann A. Korff
editore: Zandonai
pagine: 140
Prima traduzione italiana di un'opera di Hermann A. Korff, i cinque saggi qui proposti, del 1924, rappresentano il nucleo tematico della sua opera maggiore, il "Geistder Goethezeit", uno dei più celebri e dettagliati affreschi della cosiddetta "età di Goethe", quel periodo decisivo della storia spirituale tedesca che va all'incirca dal 1770 al 1830. Korff analizza alcuni dei concetti fondamentali intorno ai quali si formano, in Occidente, la moderna concezione di "uomo" e l'idea stessa di "cultura". Approfondisce la controversa nozione di "Leben", "vita", tratteggiandone, con rara chiarezza interpretativa e forza sintetica, lo sviluppo nelle diverse epoche storiche prese in esame: antichità classica, rinascimento, Riforma, illuminismo, classicismo e romanticismo. Fino a individuare nell'uomo faustiano, ovvero nel cosiddetto "neoumanesimo" della poesia classico-romantica tedesca (che ha in Goethe il suo emblema), il modello di un nuovo sentimento della vita e quindi di una nuova idea di uomo.
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Il petalo giallo
di Boris Pahor
editore: Zandonai
pagine: 187
Un maturo scrittore sloveno, reduce dai campi di concentramento nazisti, e una giovane psicoterapeuta che vive a Parigi, la cui infanzia è stata funestata da una nascosta, ma non meno devastante, violenza familiare. Tra i due nasce improvvisa e quasi per caso una relazione intima, nutrita di un fitto scambio epistolare e di sporadici quanto intensi incontri, una relazione legata a un mistero che via via si dirada andando a descrivere un tragico percorso comune. E solo nella silenziosa profondità dell'amore i loro corpi, segnati da un destino di violazioni e abusi, sapranno ritrovare equilibrio e fiducia, perché la risposta alla violenza subita, prima di essere un atto di intelligenza, è un atto d'amore. Il libro illumina, con la dolente lucidità di cui Pahor è maestro, il paradosso della ragione umana, prima sorgente di violenza e distruzione, e dà voce a pagine profondamente intrise di memoria, individuale e collettiva, pagine che scavano con rigore nelle libertà negate o soffocate da cui continuano a riverberare domande irrisolte, esistenze inquiete, conflitti dell'animo mai pacificati.
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L'altra collina
di Joseph Zoderer
editore: Zandonai
pagine: 160
Un'indomabile e crudele ambivalenza attraversa ogni pagina, quasi ogni riga, di questo romanzo di formazione fino a sfociare in un assurdo gioco di seduzione e ripulsa. Dove due amanti compiono a turno i rituali imposti loro dall'onnipotenza di un solipsismo che li imprigiona. Zoderer sembra quasi sdoppiarsi in spettatore imparziale dei propri interiori naufragi: è il passato, non il futuro, che prende forma di volta in volta nelle pieghe di un corpo e nella rapace intensità di uno sguardo. Con un linguaggio freddo e ossessivo, incalzante e a tratti visionario, l'autore dà voce al fatale intreccio di fantasmi e conflitti, di intenzioni impedite e ripetuti smarrimenti, che si nasconde nei bui recessi del nostro "sottopelle". L'aspra forza espressiva, che è la peculiarità di uno stile ormai inconfondibile, riesce ancora una volta a trasformare frammenti di realtà quotidiana in piccoli specchi in cui il mondo onirico può riflettersi e baluginare dinanzi ai nostri occhi.
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