Il Mulino: Collezione di testi e di studi
Teoria dei diritti fondamentali
di Robert Alexy
editore: Il Mulino
pagine: 718
Quali diritti ha un individuo, quali principi orientano la legislazione statale, che cosa esige la realizzazione di un diritto: temi di filosofia morale che diventano problemi giuridici quando una Costituzione vincola la produzione di norme e l'attività dei poteri statali al rispetto dei diritti fondamentali, sottoponendo tale vincolo a un ampio controllo da parte della Corte costituzionale. La scienza dei diritti fondamentali è diventata oggi per lo più scienza della giurisprudenza costituzionale. Il sistema giuridico attuale, tuttavia, si presenta come un sistema aperto, non solo per il carattere indeterminato delle disposizioni dei diritti fondamentali, ma soprattutto per il pluralismo di valori alla base degli ordinamenti giuridici contemporanei, che il modello interpretativo giuspositivista non riesce più a ricomprendere. Alexy ha approntato una nuova teoria per lo studio della giustizia costituzionale e, in quest'opera, ne espone i fondamenti.
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Logica, metodo e linguaggio nelle scienze sociali
di Giovanni Sartori
editore: Il Mulino
pagine: 288
Riconosciuti a livello internazionale come imprescindibili per la ricerca sociale e politica, i contributi presentati in questo volume costituiscono un corpus che Sartori è andato costruendo e continuamente affinando nel corso dei decenni, ma che discende dalle sue originarie preoccupazioni di studioso: come ricorderanno i lettori di "Democrazia e definizioni", da sempre egli è convinto che nessun avanzamento scientifico possa esservi laddove manchino solide basi concettuali e metodologiche, che nessun risultato significativo si produca senza aver chiarito rigorosamente che cosa si sta studiando e misurando. Per non lasciarsi fuorviare da tecniche di ricerca sempre più sofisticate, lo scienziato sociale deve essere anzitutto un "pensatore consapevole", capace di riflettere con lucida disciplina sul proprio oggetto di interesse.
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Scienza, religione e politica
di Robert K. Merton
editore: Il Mulino
pagine: 351
Robert K. Merton è unanimemente riconosciuto come il fondatore della sociologia della scienza. A lui si debbono le prime riflessioni sulla scienza come istituzione e i suoi rapporti con altre sfere quali politica e religione, nonché le prime ricerche empiriche sulla produzione scientifica. Dei suoi saggi sulla scienza, classico riferimento a livello internazionale e da tempo non più disponibili in italiano, si propone qui una selezione che espunge quelli più legati a polemiche d'epoca o ad analisi molto dettagliate di dinamiche contingenti. Ciò consente di far emergere con maggiore forza temi che nel tempo hanno dimostrato, se possibile, un'attualità crescente, come lo spazio della fede religiosa e dei valori nell'attività di ricerca o il ruolo della scienza nelle società democratiche.
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La spiegazione del comportamento sociale
di Jon Elster
editore: Il Mulino
pagine: 601
Nato come nuova edizione di un fortunato libretto del 1989 tradotto dal Mulino col titolo "Come si studia la società. Una "cassetta degli attrezzi" per le scienze sociali", cammin facendo questo volume è diventato un'altra cosa. Interpellato sul vistoso aumento di dimensioni, l'autore ha risposto con sorridente candore che i vecchi buoni utensili di una volta sono stati affiancati per fortuna da numerosi altri, più sofisticati ed efficaci. E tuttavia del libretto di vent'anni fa sono rimasti intatti alcuni caratteri: l'ossessione per la chiarezza e per l'uso non evocativo dei termini; l'inclinazione verso modelli di medio raggio in cui teoria e ricerca si confrontano costantemente; l'insaziabile curiosità intellettuale che alimenta continui sconfinamenti nei territori della psicologia, dell'economia, delle scienze naturali. Ma soprattutto la propensione a scoprire e risolvere "puzzle", nel senso di rompicapo o enigmi, cioè fatti empirici che contrastano col senso comune o una qualche aspettativa teorica.
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Street corner society. Uno slum italo-americano
di William F. Whyte
editore: Il Mulino
pagine: 440
Questa celebre opera di Whyte rientra a pieno titolo nell'esigua schiera di quante hanno fatto la storia della ricerca sociale. Appartiene a quegli studi di comunità che dimostrano l'attitudine della sociologia a lavorare sul campo, ma anche a scrivere pagine affascinanti per il lettore. Basti ricordare, per quanto ci riguarda più da vicino, la ricerca di Banfield a Chiaromonte, da lui chiamata Montegrano, in Basilicata, alla metà degli anni '50. Analogamente, dietro la Cornerville di Whyte si nasconde il quartiere bostoniano di North End, una delle tante Little Italy che costellano le città americane, negli anni tra la Grande depressione e la seconda guerra mondiale. Analoga è la capacità di calarsi, grazie all'osservazione partecipante, all'interno della comunità studiata, tracciando un vivido quadro di persone reali in contesti reali (le gang di strada, i "corner boys", Chick Morelli e il suo circolo, il racket di Tony Cataldo). Analoga la longevità della ricerca. Da tempo indisponibile in italiano, il libro viene oggi riproposto dal Mulino in una nuova edizione.
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I diritti presi sul serio
di Ronald Dworkin
editore: Il Mulino
pagine: 505
"Prendere sul serio" i diritti significa riconoscerne il carattere sovrastatale e quindi la necessità di tutelarli non solo all'interno degli Stati ma anche fuori e contro gli Stati stessi: essi si qualificano dunque come dei vincoli costituzionali ai poteri pubblici. È in nuce l'avvio di una teoria etica dell'uguaglianza e del liberalismo, secondo la quale un ordinamento è giusto solo se assicura "uguale rispetto e considerazione" per tutte le concezioni della vita. Ma anche l'inizio della teoria costituzionale della democrazia con il nuovo ruolo assegnato al diritto giurisprudenziale. Ronald Dworkin deve la sua fama a questo saggio pubblicato nel 1977 e reso disponibile al pubblico italiano nel 1982, in cui contrastando il positivismo giuridico e l'utilitarismo, ha aperto feconde prospettive per la teoria del diritto e della politica degli ultimi 30 anni. Un grande classico del pensiero giuridico contemporaneo viene ora proposto nella versione integrale.
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L'Africa e gli africani nella formazione del mondo atlantico. 1400-1800
di John Thornton
editore: Il Mulino
pagine: 497
Uscito qualche anno fa negli Stati Uniti, questo studio è considerato una pietra miliare sulla via di una nuova valutazione del ruolo giocato dall'Africa nello sviluppo del "mondo atlantico", cioè della rete di rapporti fra Europa, America e Africa che andò formandosi nel corso dell'età moderna, e che nella tratta degli schiavi ebbe una delle sue componenti più importanti. Due sono gli aspetti messi in luce da Thornton: da un lato il ruolo pienamente attivo giocato dagli stati africani nei rapporti con l'Europa e nella stessa tratta degli schiavi, dall'altro la diffusa e forte influenza che nel Nuovo Mondo gli africani ebbero dal punto di vista sociale e culturale. La lettura di Thornton contesta dunque la visione tradizionale di un'Africa puramente passiva, vittima dell'iniziativa europea.
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Lo sguardo sociologico
di Everett C. Hughes
editore: Il Mulino
pagine: 410
A cavallo del secondo conflitto mondiale il celebre dipartimento di Sociologia dell'Università di Chicago ebbe Everett Hughes tra le sue figure eminenti. Allievo di Park e Burgess, poi a sua volta maestro di Becker e Goffman, infine ispiratore di Riesman e molti altri, Hughes svolse una fondamentale funzione di cerniera tra le diverse generazioni di quella che sarebbe diventata universalmente illustre come Scuola di Chicago. Autentico pioniere in diversi settori della sociologia dalle forti implicazioni politiche come lo studio delle relazioni etniche e delle occupazioni, è oggi considerato anzitutto un grande promotore dell'etnografia, ritornata prepotentemente al centro della ricerca sociale. Di Hughes questo volume raccoglie i contributi più significativi e duraturi.
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Il romanzo francese dell'Ottocento. Lingue forme genealogia
di Stefano Agosti
editore: Il Mulino
pagine: 320
L'Ottocento è la stagione di maggior fulgore del romanzo francese e con ciò verrebbe da dire - del "romanzo" in assoluto. Ma quali sono le caratteristiche di forma, di lingua e di stile della "forma romanzo"? Qual è la linea genealogica che la collega alle esperienze letterarie del passato o, soprattutto, alle grandi narrazioni novecentesche? Dopo una lunga carriera come appassionato e raffinato studioso di letteratura, Stefano Agosti torna a confrontarsi con le grandi letture di una vita per sottoporre a nuova indagine ravvicinata gli autori massimi dell'Ottocento francese: Chateaubriand, Hugo, Stendhal, Balzac, Flaubert e Zola, tra gli altri. Articolandosi intorno a figure maggiori distribuite per raggruppamenti tematici forti (le istanze dell'Io, l'invenzione del tempo, il monologo interiore), il libro intende fornire al lettore non un manuale di storiografia letteraria, ma una semiologia del romanzo dagli inizi alla fine del secolo.
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L'empatia
di Karsten R. Stueber
editore: Il Mulino
pagine: 342
Comunicare e relazionarsi sono fondamentali attività umane che richiedono competenze psicologiche, dal momento che non possono essere svolte senza una comprensione della mente altrui. All'incrocio di due discipline (filosofia e psicologia), all'inizio del ventesimo secolo l'empatia, intesa come la capacità di mettersi al posto di un altro, di vedere il mondo come lo vede l'altro, è stata una delle metodologie più utilizzate per esplorare la mente; oggi è uno dei costrutti maggiormente rivisitati in psicologia clinica e nelle scienze sociali e cognitive, oltre ad aver assunto un valore centrale nell'ambito delle neuroscienze grazie alla scoperta dei neuroni specchio. Questo volume offre un contributo qualificato ed originale sull'empatia presentata come un costrutto riccamente sfaccettato che ha una sua autonomia in campi diversi e che si presta a diversi approcci epistemologici.
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L'automa e lo spirito. Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive
di Angelo Panebianco
editore: Il Mulino
pagine: 264
Un robusto filo lega due delle questioni più controverse nelle scienze sociali. La prima ha per oggetto il rapporto fra determinismi sociali e libera volontà personale, fra eteronomia e autonomia degli individui. La seconda riguarda i processi mediante i quali l'aggregazione delle azioni individuali genera macroeventi. Nel suo nuovo libro Angelo Panebianco propone un articolato menù di strumenti per l'indagine sui percorsi e le modalità di conversione dalle situazioni "micro" ai fenomeni "macro". La scommessa sottostante è che una migliore conoscenza di questi processi possa accrescere la capacità della teoria sociale e politica di spiegare persistenze e mutamenti nelle società.
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La seta in Italia. Una grande industria prima della rivoluzione industriale
di Carlo Poni
editore: Il Mulino
pagine: 652
Carlo Poni è considerato tra i più illustri studiosi di storia economica a livello internazionale, soprattutto per i suoi lavori sulla "grande industria" della seta in Italia nell'età moderna. Tuttavia Poni non si è mai curato di sintetizzare in un volume unitario le sue ricerche che pertanto hanno avuto circolazione fondamentalmente in ambito specialistico. Ora questo volume intende raccogliere e mettere a disposizione dei lettori l'essenziale delle ricerche che Poni ha dedicato all'evoluzione dell'industria della seta, un settore cruciale nell'economia italiana fra Cinque e Settecento: grazie alla supremazia del distretto serico bolognese il setificio italiano ebbe infatti in quei secoli la leadership in Europa. Nei suoi saggi Poni studia approfonditamente le caratteristiche del distretto bolognese, la diffusione del mulino da seta alla bolognese nell'Italia del nord, l'organizzazione della produzione e del commercio, e infine pone a confronto il distretto bolognese con l'altro grande distretto serico europeo, quello di Lione.
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