Il Mulino: L'identità italiana
Il mare
di Paolo Frascani
editore: Il Mulino
pagine: 215
Nonostante l'Italia sia delimitata su tre lati da coste e spiagge, il rapporto degli italiani con il mare da "popolo di navigatori" si è attualizzato nel più domestico "navigatori della domenica", nel moderno rito estivo della vacanza al mare. A dispetto della collocazione geografica l'immaginario collettivo dell'Italia balneare si rivela riduttivo e mostra segni di una fragilità dalle origini lontane che risalgono all'essere l'Italia una società in larga parte agraria e urbana. Per molto tempo, quasi fino alla fine del '700, il mare è rimasto custode estraneo e, a volte, ostile della storia civile del Paese. I secoli successivi alla stagione d'oro del Mediterraneo cinquecentesco sono quelli che vedono l'eclissarsi dell'identità marittima del paese e del suo primato e conseguentemente del suo declino, in termini di lavoro, produzione e utilizzazione delle risorse. Nell'800 con l'apertura del canale di Suez lo Stato, facendo lievitare la fantasia e le ambizioni della sua borghesia e con l'opera di risanamento di uomini e ambienti, innescherà meccanismi decisivi per la riformulazione dei caratteri marittimi della società italiana. Ma, al di là delle apparenze, questo processo non riuscirà a elevare la consapevolezza di sé della nuova Italia marinara.
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Le città-Stato
di Mario Ascheri
editore: Il Mulino
pagine: 216
La storia d'Italia si è fatta essenzialmente nelle città e le città-stato vi hanno avuto un ruolo particolare, a lungo miscono
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Le Alpi
di Marco Cuaz
editore: Il Mulino
pagine: 199
Sin dai tempi di Augusto, le Alpi furono la "porta d'ingresso" d'Italia, la protezione naturale dai barbari. A partire dal Settecento gli scienziati vi videro un laboratorio dove scoprire i segreti della storia naturale, e gli alpinisti vittoriani un luogo di esercitazione di uno sport esclusivo: l'alpinismo. L'amore per le montagne nacque negli italiani in concomitanza con le lotte per l'indipendenza. Fatta l'Italia, le Alpi segnarono lo spazio materiale di un'identità: l'identità italiana. Il libro è un racconto dell'immaginario alpino, una storia dell'uso politico e dei significati che gli italiani hanno attribuito, nel tempo, alle Alpi.
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La Rinascente
di Elena Papadia
editore: Il Mulino
pagine: 165
Fondata nel 1917, ampliatasi nel 1928 con la nascita di una catena di magazzini "a prezzo unico", l'Upim, la Rinascente si trova a operare in un contesto economicamente e socialmente dominato da un modello di consumo contadino, da un lato, e da un modello aristocratico-elitario, tenacemente fedele al criterio della distinzione, dall'altro. Ma a dispetto di tutto ciò contribuì come nessun altro a creare in Italia i presupposti culturali e organizzativi per l'allargamento dei consumi all'insegna della democratizzazione del lusso e di stili di vita di segno moderno.
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Montanelli
di Paolo Granzotto
editore: Il Mulino
pagine: 222
Montanelli ha rappresentato l'Italia del "galantuomismo", del rigore etico, dell'onestà, della correttezza, del decoro, della dirittura morale, l'Italia della sacralità del lavoro e della virtù civica. In definitiva, l'Italia della borghesia della quale egli fu interprete e fustigatore. Il suo gusto di andar "contro", di denunciare i luoghi comuni, di fare il bipartisan contrario gli consentì di sferrare violentissime critiche alla classe sociale alla quale riteneva di appartenere. "Ho partecipato a tutte le ubriacature italiane e non me ne pento, l'importante non è la bandiera che si sceglie, ma ciò che noi ci mettiamo dentro. Si può partecipare da galantuomini alle avventure più disparate e a me questo è capitato continuamente".
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Di Vittorio
di Antonio Carioti
editore: Il Mulino
pagine: 170
Bracciante, autodidatta, leader di primo piano di un partito, il PCI, diretto per lo più da intellettuali, uomo del Sud, Giuseppe Di Vittorio diresse una confederazione sindacale che aveva nel resto d'Italia il suo principale insediamento sociale. Passò attraverso diverse esperienze, dal sindacalismo rivoluzionario al comunismo, mantenendo sempre come stella polare l'esigenza di salvaguardare l'unità dei lavoratori, cercando di abbattere le barriere territoriali e impegnandosi sempre perché l'emancipazione politico-sociale dei lavoratori non fosse disgiunta dal superamento dell'estraneità tra masse e stato. L'asprezza della lotta di classe in Puglia e in Italia, lo portarono su posizioni rivoluzionarie, ma ispirate da un netto riformismo.
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Capri
di Antonella Boralevi
editore: Il Mulino
pagine: 192
Gli italiani scoprono Capri e il suo mito tardi e per importazione. Per quasi tre secoli l'isola è stata meta quasi esclusiva delle classi alte europee e d'oltreoceano. Un "altrove" per eccellenza, un luogo di fuga da esistenze blasées ma anche da identità costrittive, un mitico incontro con le vestigia e lo spirito degli antichi, una romantica icona del Sud soleggiato e salubre. Ripercorrere le fortune di Capri è anche un modo per cogliere quei tratti che hanno sempre fatto del nostro paese una meta desiderata di viaggio e d'evasione per gli stranieri.
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Giovanni Gentile
di Daniela Coli
editore: Il Mulino
pagine: 156
Giovanni Gentile è il padre della riforma della scuola nella quale hanno studiato generazioni di italiani. Filosofo, senatore, ministro, intellettuale militante fu mosso dall'intento di "trovare un percorso ideale e storico unitario in grado di dare agli italiani un nuovo senso di appartenenza a una cultura comune e condivisa". Un percorso intrapreso dapprima con Croce, con "La critica" e numerose iniziative editoriali, poi con il fascismo di cui fu il costruttore, insieme a Mussolini, e il massimo organizzatore culturale. Dopo l'8 settembre diede la sua adesione alla Repubblica sociale e rimase a Firenze dove fu ucciso da un gruppo di partigiani nell'aprile del 1944.
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Itale glorie
di Erminia Irace
editore: Il Mulino
pagine: 260
Dante, Michelangelo, Galilei, Garibaldi e gli altri italiani illustri li abbiamo conosciuti a scuola per poi ritrovarli eternati nei monumenti e nei nomi delle strade, in qualità di simboli della storia nazionale italiana. Questo nesso tra i Grandi Uomini e la nazione fu stretto nel corso del Risorgimento; dopo il 1860 e fino alla seconda guerra mondiate il pantheon dei Grandi costituì una parte rilevante del discorso pubblico finalizzato a "fare gli Italiani". Il libro ricostruisce tale tradizione, inaugurata dall'Umanesimo e proseguita nei secoli attraverso il costante dialogo con i materiali del passato.
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Mussolini
di Alessandro Campi
editore: Il Mulino
pagine: 208
Nessun uomo politico del Novecento ha inciso più di Mussolini sulla memoria storica e sull'immaginario, privato e pubblico degli italiani, condizionando il loro legame con il passato. Il rapporto di Mussolini con l'identità italiana sembra essere, ancora oggi, tutt'altro che risolto, sebbene siano trascorsi più di cinquant'anni dalla sua morte e si viva in un clima nel quale le divisioni del dopoguerra sono andate via via smorzandosi.
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Amedeo Nazzari. Un divo italiano per il cinema italiano
di Giuseppe Gubitosi
editore: Il Mulino
pagine: 152
La figura divistica di Amedeo Nazzari è sempre stata fortemente radicata nell'immaginario del pubblico italiano, ed ha attraversato indenne e sempre fedele a se stessa una lunga stagione cinematografica, dagli anni '30 alle "partecipazioni straordinarie" degli anni '70. Durante il fascismo ha incarnato il modello dell'uomo forte e leale, dotato di un grande senso del dovere e amor di patria, capace di riassumere nella sua maschera virile le qualità dell'"italiano nuovo" che il regime voleva costruire. Nel dopoguerra i suoi film furono considerati dalla critica come "film di cassetta" rinunciando a cogliere in Nazzari e nei suoi personaggi i tratti profondi di un'identità italiana popolare ma autentica.
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