Laterza: I Robinson. Letture
L'esistenza non è logica
Dal quadrato rotondo ai mondi impossibili
di Berto Francesco
editore: Laterza
Le storie di Sir Arthur Conan Doyle parlano del detective Sherlock Holmes, e II signore degli anelli di Tolkien parla di Ganda
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Il volontario
di Marco Patricelli
editore: Laterza
pagine: 303
Un intellettuale polacco, ufficiale di cavalleria, Witold Pilecki, fondatore di un esercito clandestino antihitleriano, nel 1940 affronta una missione che appare una follia. Munito di documenti falsi, si lascia arrestare "casualmente" nel corso di una retata della Gestapo a Varsavia e scopre che la realtà dei campi di concentramento è peggiore di qualsiasi orrenda fantasia. Rischia la vita più volte ma non dimentica la sua missione; creare una rete di resistenza e di mutua assistenza all'interno e all'esterno del lager e far filtrare il resoconto di quello che accade. In due anni e mezzo riesce a creare un'organizzazione di circa 2.000 persone infiltrate. Nel 1943 riesce a evadere. Combatte durante l'insurrezione di Varsavia del 1944 e cade prigioniero fino alla fine della guerra. Poi arriva in Italia, scrive un ulteriore rapporto e si offre al generale Anders per una missione nella Polonia sotto tallone sovietico. Nel 1947 i servizi segreti comunisti sono ormai sulle sue tracce: viene arrestato, torturato per mesi. Gli estorceranno una confessione delle presunte colpe solo quando minacceranno di imprigionare la moglie e i figli. Viene giustiziato il 25 maggio 1948. Su di lui e su quello che ha fatto cala il silenzio. Della resistenza ad Auschwitz si arrogherà ogni merito un suo ex compagno di prigionia, nel frattempo divenuto premier del governo polacco e poi presidente della repubblica, Cyrankiewicz. Ancora oggi, i familiari ignorano dove sia sepolto.
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I giorni di Milano
editore: Laterza
pagine: 243
Dai racconti sulla nascita di Milano al suo divenire una delle capitali dell'Impero Romano; dalla acclamazione a furor di popo
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La frontiera addosso
Così si deportano i diritti umani
di Rastello Luca
editore: Laterza
pagine: 280
Un libro coraggioso e provocatorio sulle violazioni dei diritti a danno di migliaia di migranti, storie di donne e uomini resp
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Il mondo messo a fuoco
Storie di allucinazioni e miopie filosofiche
di Varzi Achille C.
editore: Laterza
pagine: 207
All'inizio c'è il mondo
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Scambiarsi la veste
Stato e Chiesa al governo dell'uomo
di Zagrebelsky Gustavo
editore: Laterza
pagine: 150
Come può la Chiesa aspirare a valere per tutti e non ridursi a credenza e dottrina morale valide solo per chi le professa? Com
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I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della mafia
di Salvo Palazzolo
editore: Laterza
pagine: 307
La convinzione che Cosa nostra sia stata sconfitta ha già declassato la lotta alla criminalità organizzata nell'agenda della politica e della grande informazione. Eppure, restano ancora molti misteri da svelare attorno a una lunga e drammatica pagina della storia d'Italia. Sono i 'pezzi mancanti' che Salvo Palazzolo, giornalista di "Repubblica", autore di cronache scottanti apparse in questi ultimi mesi e, con Michele Prestipino, del Codice Provenzano, ha raccolto nel suo diario di cronista a Palermo: le prove sparite dopo i delitti eccellenti, i nomi di molti sicari, dei mandanti occulti e di troppi infedeli servitori dello Stato, le complicità nella politica, i patrimoni ancora custoditi da insospettabili tesorieri. Dopo ogni delitto eccellente sono scomparse prove, tracce. Così non si trovano più gli appunti di Peppino Impastato, le bobine su cui erano registrate alcune telefonate del padrino latitante Bernardo Provenzano, l'agenda del commissario Ninni Cassarà, due videocassette girate dal sociologo Mauro Rostagno, gli appunti dell'agente Nino Agostino, alcuni file del computer di Giovanni Falcone, l'agenda di Paolo Borsellino, il dossier del maresciallo Antonino Lombardo. Scomparse le prove, sono rimasti impuniti molti sicari e tutti i mandanti. Ma qualche traccia degli insabbiamenti e dei depistaggi è rimasta comunque. È spesso legata ai movimenti di misteriose talpe istituzionali al servizio di Cosa nostra: ventisette inquietanti presenze, ancora senza nome e senza volto.
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Blacks out. 20 marzo, ore 00.01. Un giorno senza immigrati
di Vladimiro Polchi
editore: Laterza
pagine: 161
20 marzo 2010. Ore 00.01. È il caos, anzi la paralisi. I cantieri edili si fermano di colpo. Chiudono le fabbriche. L'industria manifatturiera spegne le macchine. Vuoti i mercati ortofrutticoli. Restano abbandonati i grandi campi di pomodori in Puglia. Nelle grandi città, la metà dei muratori parla romeno. In Abruzzo, il 90 per cento dei pastori è macedone. In Val d'Aosta, a fare la fontina sono i migranti: nei trecento alpeggi della regione, gli italiani sono meno del 10 per cento. In Emilia Romagna, tra gli addetti al Parmigiano Reggiano, uno su tre è indiano. I lavoratori stranieri sono decisivi nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala a Caserta, del Brunello di Montalcino e dei vini doc nella provincia di Cuneo. E ancora: chiudono ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatena il panico: scompaiono badanti, colf e babysitter. È boom di ricoveri d'anziani e disabili negli ospedali. La sanità è in tilt: quella privata, dove lavorano quasi centomila infermieri stranieri, e quella pubblica, che si avvale del loro lavoro tramite cooperative e piccole società di servizi. Si fermano i campionati di calcio, basket e pallavolo. Molte parrocchie restano senza prete. Tremano le casse dell'lnps. Quale catastrofe si è abbattuta sull'Italia? Nessuno se la aspettava. Eppure, quei manifesti erano apparsi ovunque. "Blacks Out. 20 marzo, ore 00.01". Di colpo erano scomparsi. Tutti. Lo sciopero degli immigrati paralizza il paese.
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A Stromboli
di Lidia Ravera
editore: Laterza
pagine: 100
"Mi pare riduttivo nominarla. Preferisco il nome comune di luogo: l'isola. Appartata, inaccessibile. Eccentrica. Approdo e punto di fuga. Invece parlo proprio di Stromboli. Mi è sembrata un'eccellente idea fermarmi sotto il vulcano. Al culmine della mia carriera di irrequieta. Dato che nulla è permanente, nemmeno una casa, nemmeno le cose, nemmeno la vita umana. Mi esercito alla provvisorietà. Cerco un senso d'impermanenza. Una marcia di avvicinamento al distacco. È la lontananza, la chiave di questa ottusa felicità. Sono, finalmente, lontana. Da che cosa esattamente non lo so, ma mi pare che non abbia importanza. Dalla terraferma. Dalla città. Dalla realtà. Non lo so. Mi sento lontana e basta". Lidia Ravera ha eletto Stromboli a suo domicilio rifugio, una scelta non casuale, adeguata a chi come lei è 'in conflitto perpetuo col suo tempo'. Un'isola per casa per sperimentare una temporalità diversa, quella del presente e non quella di un futuro da rincorrere. Per appropriarsi del tempo della natura, il tempo della contemplazione. Solitario. Da contrapporre al tempo che fugge, delle carriere e delle ambizioni, delle seduzioni, dei confronti e degli impegni di militanza politica e culturale. Un tempo nuovo, di qualità, contrario al tempo dell'ansia dell'esserci, testimoniare, essere visti, darsi da fare.
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La terribile storia di Nerone
di Giardina Andrea
editore: Laterza
pagine: 92
Alla condanna degli storici pagani si aggiunse quella dei cristiani, e tutti si ritrovarono concordi nel ritrarre Nerone come
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L'avventura di Giuseppe Garibaldi raccontata da Bruno Tobia
di Bruno Tobia
editore: Laterza
pagine: 109
"Nella primavera del 1833, Garibaldi fece due scoperte che rimarranno indelebili nel fondo del suo animo: l'amore per la giustizia, dovuta all'umanità dolente sotto il peso della disuguaglianza, e la passione per la libertà dei popoli, impedita dalla tirannia dei sovrani cospiranti contro l'indipendenza della nazione". Ma il 1833 è anche l'anno in cui Giuseppe Garibaldi, fino a quel momento marinaio, incontra Giuseppe Mazzini e inizia la sua affiliazione alla Giovine Italia e la sua tormentata vita di militante per la libertà. Prima la fuga, l'esilio in Francia, le battaglie in Brasile e in Uruguay, nella doppia veste di corsaro sul Rio della Plata e di condottiero di bande nelle pampas americane. Poi il ritorno in Italia, l'assedio di Roma, la morte di Anita, la sua amata compagna, la spedizione dei Mille, l'incontro con Vittorio Emanuele II a Teano e di nuovo l'esilio a Caprera. Bruno Tobia racconta con stile chiaro e brillante le gesta di un "combattente sincero, onesto, risoluto, spesso generoso, a volte duro, più uomo d'azione che di pensiero, che aveva una idea semplice: fare degli italiani una cosa sola. E per questo ha lottato". Età di lettura: da 10 anni.
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