Libri di D. Idra
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Il signor Cravatta
di Milena M. Flasar
editore: Einaudi
pagine: 134
"Hikikomori": cosí in Giappone vengono chiamati i giovani che, spaventati dalla grande pressione che li attende nel mondo degli adulti, si chiudono completamente in se stessi, isolandosi nella loro stanza, senza quasi contatti anche all'interno della famiglia. Taguchi Hiro è appunto un "hikikomori" che lascia la sua tana dopo due anni di reclusione. E impacciato, incerto come un recluso si sente e si muove: non riesce quasi a parlare, appena qualcuno per strada lo sfiora si sente male; troppa fisicità e troppo rumore lo fanno soffrire. Trova finalmente pace sulla panchina di un parco dove nessuno lo nota, ma in compenso lui può tenere sotto controllo il mondo circostante. E vede, sulla panchina di fronte alla sua, un uomo in giacca e cravatta: un tipico "salaryman", un impiegato che, come Taguchi scoprirà, ha perso il lavoro. Ma non lo ha detto alla moglie e quindi continua a uscire di casa ogni mattina per farvi ritorno solo la sera. Il tempo in mezzo lo passa in quel parco. Il contatto fra i due non si stabilisce immediatamente: a raggiungere il ragazzo inizialmente è solo il fumo della sigaretta, poi il giovane e l'uomo maturo scambiano qualche parola, poi qualche frase e infine il rapporto si approfondisce, entrambi rivelano le proprie ferite, le proprie incertezze, i propri drammi. E via via le parole riescono a infrangere il muro della non-comunicazione e a sciogliere la paralisi.
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Tumulto
di Hans Magnus Enzensberger
editore: Einaudi
pagine: 233
Non si può certo dire che nel corso della sua esistenza Hans Magnus Enzensberger si sia tirato indietro, abbia evitato, spazia
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Zavorre. Storia dell'Aktion T4: l'«eutanasia» nella Germania nazista 1939-1945
di Götz Aly
editore: Einaudi
pagine: 282
Tra il 1939 e il 1945, circa 200000 tedeschi furono vittime delle uccisioni per «eutanasia». I numerosi responsabili parlavano eufemisticamente di «sollievo», «interruzione della vita», «morte misericordiosa», «aiuto a morire» o, appunto, di «eutanasia». Costoro agivano in parziale segretezza, ma nel bel mezzo della società. Molti tedeschi erano favorevoli a una morte violenta per i «mangiatori inutili», tanto più durante la guerra: pochi condannarono con fermezza le uccisioni, i più tacevano per vergogna, non volevano conoscere troppi particolari. E andò avanti cosi anche dopo il 1945. Solo in casi eccezionali le famiglie si ricordavano delle zie, dei figli piccoli, dei fratelli o dei nonni assassinati. Soltanto oggi, dopo circa settant'anni, l'incantesimo svanisce. Lentamente riaffiorano quei dimenticati che furono costretti a morire perché percepiti come pazzi, molesti o imbarazzanti, perché anormali, pericolosi per la comunità, inabili al lavoro o costantemente bisognosi di cure, perché gravavano di un marchio d'infamia le loro famiglie. Ancora oggi, nelle manifestazioni, nei libri e sui monumenti il più delle volte i nomi di queste vittime non vengono citati. Eppure sono soprattutto i nomi dei morti, oggi, a dover essere ricordati. I disabili, i deboli di niente e gli storpi che furono abbandonati e costretti a morire non erano affatto non-persone anonime. Questo libro racconta la storia del loro assassinio deliberato, in quella che è nota come la famigerata Aktion T4.
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L'interpretazione dei sogni
di Sigmund Freud
editore: Mondadori
pagine: 686
«L'interpretazione dei sogni» è il testo con cui Freud afferma l'idea che la vita psichica abbia una dimensione ben più ampia
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I pixel di Cézanne e altri sguardi su artisti
di Wim Wenders
editore: Contrasto
pagine: 223
Alcuni incontri sono stati fatali per Wim Wenders
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L'arte dell'attesa
di Andrea Kohler
editore: Add editore
pagine: 126
Quanto è lungo il tempo delle nostre vite impiegato ad aspettare? Un amore, una telefonata, una nascita, ma anche l'esito di u
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Fogli dal tascapane
di Max Frisch
editore: Casagrande
pagine: 133
Una natura accogliente, il sentimento della patria, un esercito tutt'altro che eroico, l'attesa di un'invasore, il Fuhrer, che per fortuna non verrà. Fra il 1939 e il '40, il militare svizzero Max Frish vive in prima persona la minaccia nazista passando dalle esercitazioni alla solidarietà cameratesca, dalla coscienza della precarietà umana alle chiacchiere nelle osterie ticinesi.
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Nel cuore del pianeta
di Friedrich Durrenmatt
editore: Marcos y marcos
pagine: 119
Dürrenmatt affronta il tema del conflitto con la saggezza di un filosofo greco. La narrazione si alterna costantemente alla riflessione. Il tema centrale è quello che colpisce il mondo in questi giorni. Bibbia, Talmud, Corano e Capitale, come si conciliano? Quale sapienza vi è sintetizzata? Cosa c'è alla base dello scontro fra civiltà che si profila sempre più frontale? Come ne uscirà, il mondo? Nel cuore del dilemma, sbucano due racconti sotto forma di apologo. Il primo racconta di Polipemone, un gigante che vive poco fuori Atene. Il secondo racconta di una riunione fra dei che assistono alle vicende del futuro del mondo come se assistessero a una partita di calcio.
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