Libri di E. Sanguineti
Le baccanti
di Euripide
editore: SE
pagine: 113
«Il coro delle baccanti della Lidia danza la follia con la quale Dioniso ha colpito le donne di Tebe» scrive Jan Kott, il più
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Le poesie
di Guido Gozzano
editore: Einaudi
pagine: 661
Ormai è pacifico intendere Gozzano come il poeta che ha dato la svolta decisiva alla poesia italiana nel primo Novecento: corr
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Le Baccanti
di Euripide
editore: Se
pagine: 113
"I resoconti dei miti dionisiaci, qualunque siano le fonti, i caratteri e le date, s'assomigliano in maniera sorprendente. E in ogni occasione viene descritto lo stesso evento. Cambiano soltanto i nomi degli antagonisti e dei luoghi. Zeus, o Persefone per suo ordine, fa allevare il neonato Dioniso da Atamante, re di Orcomeno, e da sua moglie Ino, sorella di Semele, Autonoe e Agave. Era punisce la coppia regale facendola impazzire; essi uccidono così il figlio scambiandolo per un cervo. Quando Dioniso arriva in Tracia, dopo un lungo viaggio iniziato sul mitico monte Nisa (" albero ") e con tappe successive a Creta, in Egitto e in India, re Licurgo gli si oppone. E Dioniso gli fa perdere la ragione: secondo una versione, Licurgo scambia il proprio figlio per un arbusto e lo abbatte con una scure. Per questo delitto, viene poi portato sulle montagne e squartato da cavalli selvatici. Dopo di che, a Orcomeno, quando vi torna Dioniso, le tre figlie del re si rifiutano di partecipare ai misteri. Le ha invitate personalmente Dioniso, travestito da ragazza. Adirato, egli si trasforma allora in leone, in toro, in pantera. Le sorelle impazziscono: la maggiore fa a pezzi il proprio figlio, e tutte tre insieme se lo mangiano. Verso la fine del viaggio, ad Argo, quando il re non vuol credere alle sue origini divine, Dioniso fa impazzire tutte le donne della città, che fanno a pezzi i propri figli e se li mangiano crudi." Con uno scritto di Jan Kott.
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La tragedia di re Lear
di William Shakespeare
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 199
Edoardo Sanguineti traduce in versi e in prosa (come nell'originale) la grande tragedia scespirana per la messa in scena del Teatro Stabile di Genova, ritrovando nel linguaggio insieme raffinato e arcaico del Re Lear il fondamento vitale di una storia ambientata in un mondo barbarico e attraversata dalle grandi passioni primordiali che stanno alla radice dell'umanità di tutti i tempi. Scritta nei primi anni del Seicento, La tragedia di re Lear è basata sulla leggenda di un re della Brìtannia vissuto prima che questa diventasse parte dell'Impero Romano. Una storia che affonda in un passato mitico, dunque. Una vicenda che era già stata narrata in cronache, poemi e anche testi teatrali, ma che ha trovato in Shakespeare colui che ha saputo renderla eterna, tramite una pluralità di personaggi di grande potenza drammatica, un ben definito rapporto tra le loro motivazioni personali e la società nella quale essi si trovano ad agire, la sorprendente modernità di una ricerca linguistica che la nuova traduzione di Sanguineti esalta e illumina nei suoi significati più profondi.
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Poesia italiana del Novecento
editore: Einaudi
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L'illusione comica
di Pierre Corneille
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
Opera giovanile di Pierre Corneille (1606-1684), "L'illusione comica" è una lode del teatro intessuta con brio scintillante in versi alessandrini. La struttura è quella del "teatro nel teatro", dove i toni e i generi si mescolano di continuo intorno al filo narrativo di un padre alla ricerca di un figlio in fuga, a causa della sua eccessiva severità. Nell'antro del mago Alcandro, il teatro coniuga un gioco in cui l'illusione s'intreccia di continuo con la verità.
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