Antropologia
Ultima Tule
di Reyes Alfonso
editore: Mimesis
pagine: 157
Prima di essere scoperta, l'America è stata immaginata da poeti, intellettuali e viaggiatori
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Verso un tempo di sintesi
di Javier Melloni
editore: Lindau
pagine: 248
Dopo un secolo nel quale le ideologie hanno cercato di cancellare qualunque forma di trascendenza dalla vita degli uomini e dopo il fallimento della cosiddetta teologia della morte di Dio, si moltiplicano i segnali di quello che è stato definito un ritorno del sacro. Le grandi tradizioni spirituali e religiose sembrano aver ritrovato un ruolo nella vita delle persone e per la prima volta nella storia sono facilmente accessibili anche in luoghi molto lontani da quelli della loro maggiore diffusione. In tale contesto appare sempre più necessario riflettere sulla possibilità di una sintesi, o, quanto meno, di un incontro fra tradizioni, sapienze e concezioni del mondo differenti. In questo suo libro, che è innanzitutto un viaggio attraverso le forme in cui si è espressa e si esprime la spiritualità, Javier Melloni suggerisce un atteggiamento di apertura verso tutti gli apporti, per condividere le ricchezze che ciascuno di essi può offrire e affrontare in modo nuovo le sfide che l'eterno desiderio di capire sé stesso, il mondo e Dio, pone all'uomo contemporaneo.
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Il diritto tra testo e immagine. Rappresentazione ed evoluzione delle fonti
editore: Mimesis
pagine: 540
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Ernesto De Martino: teoria antropologica e metodologia della ricerca
di Amalia Signorelli
editore: L'Asino d'oro
pagine: 159
Ernesto de Martino è stato il maggior antropologo italiano del XX secolo. A cinquant'anni dalla sua morte, il suo lascito intellettuale e scientifico attende di essere ulteriormente esplorato in tutta la sua ricchezza. E questa l'ipotesi fondante del presente lavoro. Partendo da quell'umanesimo etnologico che De Martino indica come possibile meta di una rinnovata antropologia, l'autrice evidenzia i problemi specificamente antropologici del demartiniano ethos del trascendimento (naturalismo e storicismo; la presenza di coloro che, come i contadini lucani, stanno nella storia "senza sapere di starci"; l'etnocentrismo critico); discute alcuni postulati fondamentali della teoria antropologica demartiniana (l'origine e destinazione integralmente umana dei beni culturali e il significato umano degli accadimenti); riflette sulla crisi della presenza, forse il più complesso e il più significativo dei costrutti concettuali demartiniani; esamina, infine, la metodologia della ricerca sul campo di De Martino, costruita sulle due coppie concettuali di problema e documento e di équipe e spedizione. In questi tempi rinunciatari di cinismo, di paura, di ripiegamento narcisistico su un io cui si chiede di sostituire il mondo, l'"eroica" impresa di De Martino di coniugare impegno scientifico, scelta morale e militanza politica ha tutto il potenziale dell'attualità alternativa.
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Ermafroditi. Chimere e prodigi del corpo tra storia, cultura e mito
di Luca Scarlini
editore: Carocci
pagine: 120
L'ermafrodito, simbolo di dannazione e di perfetta completezza di esistenza allo stesso tempo, è un fantasma culturale che attraversa tutto il mondo. La sua figura si trova, fra cronaca (spesso tragica, di negazioni ed eliminazioni) e fantasia (quasi sempre gloriosa, mitica e trasfigurata), a tutte le latitudini. Le cronache e i miti narrati in queste pagine ripercorrono una figura del rimosso tra Oriente e Occidente, narrando un tema fascinoso e controverso e spesso considerato, ancora oggi, tabù.
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Introduzione allo studio dei calendari festivi
di Angelo Brelich
editore: Editori Riuniti Univ. Press
pagine: 200
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Civiltà e religione degli Atzechi
editore: Mondadori
pagine: 1396
Una vasta raccolta commentata dì documenti grazie ai quali sono ricostruite le origini e le concezioni, la vita sociale e l'espansione politica di un popolo che rivelò agli Spagnoli sbarcati nel 1519, una prosperità, una potenza e una raffinatezza paragonabili a quelle dei maggiori stati europei. La prima parte del volume mette in luce i presupposti della mentalità e delle vicende degli aztechi, e la loro concezione del cosmo. La seconda presenta la vita quotidiana governata dalla politica, da feste e cerimonie religiose, dai sofisticati meccanismi di un doppio calendario solare e rituale, da una severa istruzione e da un'economia cui contribuivano i pesanti tributi dei popoli assoggettati. Su questa società dinamica e fiorente nei commerci, nei lavori agricoli e nell'artigianato (oreficeria, arte piumaria e tessitura) si abbatte l'apocalisse portata da Cortés, che è il tema della terza parte. Nei testi tramandati l'assedio della capitale Tenochtitlan e la fine eroica dei suoi difensori assumono un sapore quasi omerico. Dalle prime testimonianze della conquista del Messico (1519-1529), attraverso quelle della storiografia ufficiale, dei difensori degli indios, dei missionari, delle nuove élites indigene e meticce, delle storie universali, i testi presentati giungono fino a "La Hìstoria antigua de México" (1780- 1781), in cui il gesuita messicano Francisco Clavijero assume come proprio il passato indigeno.
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La bussola dell'antropologo. Orientarsi in un mare di culture
di Adriano Favole
editore: Laterza
pagine: 140
Conoscere le culture che ci circondano e sono parte delle nostre vite e dei nostri stessi corpi
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Quando il cibo si fa benessere. Alimentazione e qualità della vita
editore: Franco Angeli
pagine: 240
Questo volume vuole essere un'occasione di riflessione scientifica sui molteplici fili che legano il cibo e l'alimentazione al
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Gli indù
di Doniger Wendy
editore: Adelphi
pagine: 872
Attingendo alle opere somme della letteratura sanscrita - i Veda, i grandi poemi epici, i testi tantrici e puranici - ma anche
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Sull'erotica mistica indiana e altri scritti
di Eliade Mircea
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 99
Esiste il mal d'India, inguaribile come il mal d'Africa
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Della tarantola. Lo studio di un medico nel Salento del XVII secolo
editore: Carocci
pagine: 190
Il "De anatome, morsu et effectibus tarantulae (L'anatomia, il morso e gli effetti della tarantola"; Roma 1696; Ginevra 1698) di Giorgio Baglivi ha avuto un'enorme fortuna editoriale ed è stato oggetto di numerosi studi. Baglivi si interroga sull'anatomia della tarantola, sul suo habitat, sulla natura del suo veleno e sugli effetti che esso produce sul corpo umano e animale. L'analisi di questi elementi diventa l'occasione per tessere le lodi della regione in cui più si registrano casi di morso della tarantola, la Puglia, e per elencare i benefici della più efficace delle terapie: la musica. Tra descrizioni di paesaggi e racconti di esperienze, che vanno dalla sperimentazione in laboratorio alla presentazione di casi clinici, si dimostra che l'unico antidoto contro il veleno del ragno è l'esecuzione di tarantelle, che permettono al paziente di danzare e quindi espellere la malattia attraverso il movimento e il sudore. Dopo aver compiuto gli studi di medicina a Napoli e Salerno, Giorgio Baglivi (Ragusa, Dalmazia 1668 - Roma 1707) si perfezionò, tra l'altro, a Bologna con Marcello Malpighi. Medico dei papi Innocenzo XII e Clemente XI, Baglivi divenne professore di chirurgia e anatomia alla Sapienza di Roma, poi, fino alla morte, professore di medicina teorica nella stessa università. Fu membro della Royal Society di Londra. Tra le sue opere, si ricordano il "De praxi medica" e il "De fibra motrice".
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