Antropologia
Natura e cultura nella questione del genere
editore: Edb
pagine: 192
L'ideologia del genere si è imposta negli ultimi decenni all'attenzione della società ampliando altri aspetti del moderno - il femminismo e i movimenti omosessuali - e mettendo in discussione il sistema educativo tradizionale, fondato sulla famiglia e su altre agenzie educative. Al centro del dibattito vi è il modo di pensare il rapporto tra natura e cultura, anzi la concezione stessa di natura, ritenuta irrilevante nella costruzione dell'individuo e della società. Tutto ciò solleva numerosi interrogativi. La sessualità può considerarsi un'opzione dell'individuo? Che cosa caratterizza la genitorialità e la famiglia? Come sono considerati i diritti dei minori nella teoria del Genere? Quali condizioni sono richieste per la costruzione dell'identità della persona? I contributi del volume si propongono di approfondire il rapporto tra natura e cultura cercando tra i due concetti un rapporto corretto e dinamico, capace di tener conto delle diverse dimensioni della persona umana nella sua individualità.
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TuttoPlauto. Un profilo dell'autore e delle commedie
editore: Quattroventi
pagine: 160
Il volume nella sua prima parte fornisce, anche per lettori non specialisti, un profilo esauriente e scientificamente accurato
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Enciclopedia illustrata dei simboli
di Cecilia Gatto Trocchi
editore: Gremese Editore
pagine: 379
Dal significato originario della parola "symbolon" (che indicava un oggetto diviso tra due persone diverse, destinate a riconoscersi vicendevolmente in base al possesso delle rispettive metà) fino alle moderne interpretazioni, l'universo dei simboli ha accompagnato la storia umana. Che si tratti delle raffigurazioni "primitive" tracciate migliaia di anni fa sulle pareti delle caverne o delle attuali insegne calcistiche, l'uomo ha quotidianamente convissuto con segni, oggetti e forme che rappresentano qualcos'altro, che alludono a realtà o ad oggetti non immediatamente percettibili o visibili. Questo volume intende suggerire ai lettori alcune chiavi di interpretazione essenziali dei più diffusi simboli culturali (quasi un migliaio). Descrivendoli in modo chiaro e divulgativo con riferimenti all'arte, alla letteratura, alla religione e all'antropologia, ne ricostruisce sinteticamente origine, sviluppo, influenze reciproche, valenze metaforiche e iconografiche, affidando l'evocatività delle immagini alle belle tavole grafiche che accompagnano le voci. Senza voler forzare l'"ambiguità" che necessariamente sottende la loro interpretazione (e che in parte spiega il loro fascino), esso fornisce per ciascun simbolo i significati più attendibili, sintetizzando secoli di sedimenti culturali e spirituali.
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Un ateo racconta la fede. Storia di un'invenzione che ha cambiato il mondo
di Kneale Matthew
editore: Dedalo
pagine: 267
Fin dalla preistoria l'uomo ha manifestato l'innata tendenza a spingersi oltre i confini della realtà visibile e immaginare en
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Aby Warburg, antropologo dell'immagine
editore: Carocci
pagine: 142
Se per molto tempo il suo apporto è stato trascurato dagli antichisti e dagli storici dell'arte, Aby Warburg è considerato oggi come colui che ha posto le premesse per un'antropologia dell'immagine, disciplina parallela alla storia dell'arte, che si occupa di delineare una storia più ampia dell'immagine come prodotto "antropologico" e di tracciarne una vera e propria storia dello sguardo. Warburg ha rivoluzionato il quadro tradizionale di queste discipline e il rapporto, nello studio dell'immagine, fra l'apporto storico artistico e quello antropologico. La riflessione su alcuni aspetti centrali della sua ricerca è affrontata da A. Pinotti e A. Ducei, mentre il rapporto con l'antico è approfondito da B. Cestelli Guidi sul progetto di allestimento della Gipsoteca nella Kunsthalle di Amburgo, che fa riferimento a materiali inediti. G. Chiarini tratta il tema di Orfeo, centrale nel "Bilderatlas". L'interesse per la circolazione delle immagini fra il Nord e il Sud dell'Europa e fra Oriente e Occidente e il rapporto fra i committenti e l'opera d'arte sono temi affrontati da E. Villari che ripercorre gli studi sugli arazzi come "veicoli mobili di iconografie". Chiude il volume C. Cieri Via che traccia la storia della ricezione del rapporto fra Aby Warburg e l'antropologia attraverso gli studi degli ultimi decenni e analizza alcuni dei punti cruciali dell'antropologia delle immagini warburghiana.
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Effetti personali. Vite curiose di oggetti quotidiani
di Connor Steven
editore: Cortina raffaello
pagine: 289
Ci circondiamo di oggetti di uso comune, senza i quali ci sentiamo persi
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Facce. Una storia del volto
di Hans Belting
editore: Carocci
pagine: 375
Dalle maschere teatrali alla mimica degli attori, dal ritratto europeo alla fotografia, dal cinema all'arte contemporanea, Hans Belting ripercorre in questo volume i diversi tentativi di fissare la vita del volto e del sé. Affascinante indagine sui vari modi in cui gli uomini hanno raffigurato sé stessi nel corso della storia, "Facce" offre innumerevoli spunti di riflessione che mettono in crisi le nostre idee più consolidate.
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In nome dell'etnia. Costruzioni identitarie e genocidio in Burundi
di Marta Mosca
editore: Mimesis
pagine: 134
Quando l'identità etnica diventa strumento di ordine, potere e rivendicazione, tutto ciò che esce dai suoi serrati confini diventa alterità da eliminare. Irrigidire le identità all'interno di categorie immobili, dai contorni sigillati e impermeabili significa del resto negare qualsiasi tipo di relazione fra di esse, fino ad arrivare alla soluzione finale: la negazione dell'Altro. Il caso del Burundi e del Rwanda è emblematico a riguardo. La creazione delle etnie, che prende pienamente forma in epoca coloniale, e la conseguente imposizione di una logica identitaria innescano un processo di trasformazione di Hutu e Tutsi da categorie relative a categorie assolute. Ogni individuo acquisisce così un'identità immutabile fissata nero su bianco dai documenti di riconoscimento, introdotti dai colonizzatori belgi negli anni '30, su cui viene "scolpita" una volta per tutte l'etnia di appartenenza. Il totalitarismo etnico che si impone provocherà tragiche conseguenze sociali, culturali e politiche che in questo lavoro vengono analizzate e interpretate sia come elemento di de-strutturazione dei precedenti sistemi di riferimento, che come causa di impoverimento culturale. La ricerca sul campo svolta in Burundi tra 2009 e 2010 costituisce il cuore di questo libro che, inserendosi nel quadro teorico formato da antropologia culturale e postcolonial studies, affronta con particolare attenzione le problematiche legate alle dinamiche identitarie e alle costruzioni coloniali. Intorduzione di Francesco Remotti.
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Riti egizi
editore: Mimesis
pagine: 486
Questo testo rappresenta la prima opera in assoluto pubblicata in Italia che descriva i numerosissimi gradi (ben novantasette) che compongono la Piramide Iniziatica dei Regimi Egizi di Mizraim e Memphis. Di ognuno di tali gradi, a partire dal primo (Apprendista) per giungere fino al novantasettesimo (Gran Jerofante), viene accuratamente descritta la simbologia esoterica, l'origine e la storia: vengono inoltre pubblicati, per la prima volta in assoluto, disegni e foto dei Templi utilizzati per i Lavori nei singoli gradi. Pur mantenendo la segretezza iniziatica a cui gli autori sono tenuti in virtù' della loro adesione al Regime di Perfezionamento Egizio (Regime Rettificato di Mizraim-Memphis), essi tuttavia sollevano una parte consistente del velo di segretezza e di riserbo che, spesso eccessivamente, ha da sempre ricoperto i Riti Massonici Egizi. Viene anche tracciata, inoltre, una breve ma esaustiva storia dei Regimi Egizi e del loro sviluppo, particolarmente in Italia. Un libro per tutti gli appassionati e gli studiosi di esoterismo e per gli amanti dell'antico Egitto da cui provengono la maggior parte delle cerimonie iniziatiche celebrate nei vari gradi dei regimi egizi; questo testo chiarirà' al lettore come tali regimi siano nati in funzione di promuovere il cammino di reintegrazione dell'Uomo e il suo graduale risveglio fino alla "osirificazione" o "apocatastasis", ovvero la divinificazione dell'essere umano in accordo con le finalità delle antiche religioni misteriche.
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Grandi dei. Come la religione ha trasformato la nostra vita di gruppo
di Ara Norenzayan
editore: Cortina raffaello
pagine: 346
Come le società umane si sono trasformate da piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori strettamente imparentati in grandi strutture moderne basate sulla cooperazione tra anonimi? In che modo le religioni dei "Grandi Dei" - le massime fedi monoteiste e politeiste - si sono diffuse conquistando la maggior parte delle menti nel mondo? Secondo Norenzayan, quando gli esseri umani concepirono per la prima volta l'esistenza di entità sovrannaturali innescarono cambiamenti che finirono per dare origine alle grandi società con Grandi Dei - divinità potenti, onniscienti e intente a controllare il comportamento morale delle persone. Ma in che modo? "Chi è sorvegliato si comporta bene", pertanto le persone agiscono correttamente quando sospettano che i Grandi Dei stiano vigilando, anche se nessun altro è presente. Eppure, questa fede sincera nei Grandi Dei ha prodotto una nuova fonte di conflitto tra gruppi in competizione. In alcuni luoghi del mondo, come l'Europa settentrionale, le istituzioni laiche hanno determinato un declino della religiosità, usurpando la capacità della religione di incentivare la costruzione di comunità. "Grandi Dei" ci aiuta anche a comprendere un'altra transizione sociale più recente: l'emergenza delle società cooperative di non credenti.
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Per un'antropologia inattuale
di Remotti Francesco
editore: Eleuthera
pagine: 135
L'inattualità di cui questo libro intende fare l'elogio rimanda a quella distanza necessaria che, come sosteneva Nietzsche nel
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