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Antropologia

Cose che parlano di noi. Un antropologo a casa nostra

di Daniel Miller

editore: Il mulino

pagine: 197

Arredi e decorazioni, dischi e ricordini, fotografie e giocattoli raccontano di noi, danno corpo alla nostra memoria, senso e contesto alle nostre relazioni con gli altri. Con gli oggetti, acquistati o ereditati, ricevuti o trovati, allestiamo il teatro intimo della nostra esistenza. Refrattario a banalizzare le merci come puri contenitori di alienazione e omaggi al consumismo, l'autore entra in dodici appartamenti nella stessa strada di una grande città, osserva con sguardo di entomologo, registra parole e gesti, risalendo, per questa via, alla vita più riposta delle persone che vi dimorano. Piccole cosmologie in cui protagonista è la silenziosa ma eloquente collezione di oggetti quotidiani che abitano insieme a noi le nostre case.
16,00

Ernesto De Martino tra fondamento e «insecuritas»

editore: Liguori

pagine: 216

Il volume raccoglie gli atti del convegno Ernesto De Martino tra fondamento e "insecuritas"
19,90

Oltre il potere e la burocrazia. L'immaginazione contro la violenza, l'ignoranza e la stupidità

editore: Eleuthera

pagine: 127

Finora la ricerca antropologica si è chiesta non perché la burocrazia produca assurdità, ma perché la gente lo ritenga normale
12,00

La città nella storia

editore: Castelvecchi

pagine: 520

39,00

Le forme elementari della vita religiosa. Il sistema totemico in Australia

editore: Mimesis

pagine: 533

Un'indagine sull'origine e il ruolo della religione che, al tempo della sua prima apparizione, non mancò di generare scandalo
36,00

Azimuth (2013). Ediz. Italiana, Inglese E Francese

Autori vari

editore: Edizioni di storia e letteratura

pagine: 208

24,00

Maledetto Sud

editore: Einaudi

pagine: 131

Dirsi o sentirsi di un luogo e insieme dell'Italia non è un'operazione semplice e definitiva
10,00

L'enigma del dono

editore: Jaca Book

pagine: 301

Perché si dice donare, perché si dice accettare ciò che viene donato, e, quando si accetta, perché bisogna ricambiare? Questo
30,00

A scuola dagli stregoni. Quattro conversazioni con Castaneda­Quattro storie di Sciamani

editore: Nuovi Equilibri

pagine: 253

Quanti giovani negli anni '70 e '80 hanno lasciato le strade indiane del Siddharta per quelle del peyote di don Juan alla rice
15,00

La società contro lo Stato. Ricerche di antropologia politica

di Pierre Clastres

editore: Ombre corte

pagine: 160

Partendo dalla critica del pregiudizio etnocentrico, attraverso una serie di saggi pubblicati in un breve arco di tempo e qui riuniti a formare un discorso unitario e avvincente, Pierre Clastres muove alla scoperta delle culture amerindiane. Non delle culture superiori dell'America centromeridionale (Inca, Maya, Aztechi), ma del mondo "selvaggio" dei Tupinambà, dei Guayakì, dei Guaranì: popolazioni in gran parte distrutte dall'avanzata della civiltà occidentale, che non riuscì a integrarle. Attraverso un'attenta lettura dei miti, dei riti, delle istituzioni sociali, dei costumi sessuali, dei modi di produzione e, quando possibile, dei testi "poetici", Clastres ricostruisce il modello di tali culture. La scoperta principale, ma non la sola, a cui perviene la sua ricerca, riguarda l'assenza di istituti propriamente politici o, se si preferisce, l'impotenza politica dei capi, da intendersi non come segno di incapacità a produrre forme più evolute di convivenza civile, ma come alternativa culturale al modello occidentale di società politica. Ciò che agli occhi dei primi esploratori e colonizzatori apparve, dunque, come prova dell'inferiorità etnica di quelle popolazioni, appare a Clastres, in un contesto più sensibile alle differenze culturali, il principio intorno al quale noi possiamo ricostruire l'intero significato delle culture amerindiane.
15,00

La cintura di Perseo. Dal mito della Grande Madre all'alfabeto galattico

di Giuseppe Sermonti

editore: Lindau

pagine: 208

Nel 1960 l'archeologo inglese James Mellaart scopre a Çatal Hüyük, nel cuore dell'altipiano anatolico, una straordinaria città senza tetti, senza strade e senza porte, fiorita 9000 anni fa. Gli stupendi affreschi delle sue case-tempio narrano una storia grandiosa e antichissima, che Giuseppe Sermonti - biologo, saggista ed ermeneuta di fiabe - ripercorre in questo volume, ricostruendo un'affascinante trama di risonanze e di rimandi. Tra gli affreschi di Çatal Hüyük si intravedono il mito della nascita di Venere dalle membra uraniche e quello di Perseo, ma anche la forma delle costellazioni, segni eterni dell'alfabeto celeste. L'autore, basandosi su una mansione lunare per ogni costellazione, dimostra la corrispondenza tra segni zodiacali e grafemi, fra le costellazioni dell'emisfero boreale e le lettere degli alfabeti fenicio-greco-latino. In quale plaga giace un'altra dozzina di lettere a completare l'alfabeto? Queste splendono sulla grigia pista delle notti, intitolata alla Via Lattea. Continuando il corteo zodiacale, esse si inerpicano verso il Polo splendendo nel pulviscolo galattico. Le riconosciamo partendo dall'Equatore e confrontandole con le lettere latine. L'alfabeto astrale scavalca la cupola della notte su due immense circonferenze. L'una, l'eclittica, abitata da animali (Zodiaco), l'altra, la Via Lattea, pista di eroi caduti. Vi si narra la saga di Perseus, che una strettoia della via cinerea taglia, come cintura alla vita della grandiosa pi greca.
22,00

Vagina

Una storia culturale

di Wolf Naomi

editore: Mondadori

pagine: 382

Naomi Wolf, autrice di "II mito della bellezza", è oggi tra le voci più importanti del dibattito sull'identità di genere, iniz
19,50

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