Antropologia
Il libro delle mudra
di Maria Angelillo
editore: Xenia
pagine: 256
Le mani possono dire più delle parole, possono esprimere persino sfumature e sottintesi. Sono le...
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Timbuctu
di Marco Aime
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 190
Un reportage scritto da un antropologo con la sensibilità di un poeta, attento alla luce, alle polveri, ai minimi particolari e, allo stesso tempo, attento alle impronte che l'economia globale lascia su quel mondo ormai solo apparentemente lontano. Ma "Timbuctu", al di là del mito, rimane un luogo per osservare se stessi e guardare al proprio mondo: "Vista di qua, da questa piazza sabbiosa che confonde l'immensità del Sahara con la più antica moschea d'Africa, la sabbia anarchica delle dune con la terra impastata e lavorata dagli uomini, anche l'Europa appare diversa. E mi accorgo che, se non fosse stato per il mito costruito su Timbuctu, forse non sarei riuscito a scrivere tutto questo." (Marco Aime).
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Le streghe
di Behringer Wolfgang
editore: Il mulino
pagine: 132
Un viaggio nella stregoneria attraverso il tempo e le culture
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Il primo libro di antropologia
di Marco Aime
editore: Einaudi
pagine: 299
Che cos'è l'antropologia culturale? Marco Aime prova a spiegare chi è e cosa fa un antropologo oggi, rovesciando gli approcci teorici tradizionali. In effetti la natura dell'antropologia non è più così definita: di popoli sconosciuti da studiare ce ne sono sempre meno, i confini tra l'Occidente e il cosiddetto Sud del mondo sono sempre più labili, i paradigmi del secolo scorso sono crollati e l'antropologo si trova ad affrontare problematiche sempre nuove, i terreni di ricerca sono mutati e in molti casi gli studiosi sono tornati a casa, occupandosi di eventi culturali vicini, contaminandosi con altri saperi. La purezza, così come l'oggettività, non è più una virtù. Ai quattro angoli del mondo come sotto casa propria, l'antropologo osserva, guarda, ascolta, assaggia, tocca, annusa. Il suo sapere si costruisce su basi sensoriali, prima di arrivare a tradursi in teorie e modelli. Sul terreno, egli non vede strutture, società, politica, economia, ma gente che si incontra, parla, combatte, si scambia oggetti, produce, costruisce, mangia, si organizza, prega, vive. Perciò questo libro ha una scansione percettiva: parte dall'osservazione concreta di quanto è sotto gli occhi di tutti, per arrivare solo alla fine ai costrutti teorici più ampi di un mondo intricato e affascinante.
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Il furto della storia
di Jack Goody
editore: Feltrinelli
pagine: 411
Noto in Italia soprattutto per i suoi studi sulla famiglia e le forme di trasmissione culturale, Jack Goody si è ampiamente occupato di culture asiatiche e africane traendo, dal lavoro sul campo, la convinzione dell'inadeguatezza della contrapposizione Oriente/Occidente. Il pensiero storico e sociologico, ma spesso anche quello antropologico, hanno attribuito all'Occidente un ruolo di primo piano nei processo di modernizzazione messo in atto dalle rivoluzioni scientifiche, economiche e culturali. La gran parte della letteratura storica ha avuto come scopo di dimostrare l'unicità dell'Occidente: democrazia, libertà di commercio e dell'individuo, sviluppo delle scienze, capitalismo e altri aspetti di questa visione della storia. La supposta supremazia occidentale, in particolare, ha trovato i suoi cantori negli storici, che hanno "rubato la storia", rendendo marginali i contributi delle altre civiltà. Per Goody, invece, non esiste una specificità occidentale, e analoghi, o addirittura antecedenti, di concetti costitutivi della nostra civiltà - democrazia, tempo, amore romantico, tra gli altri - si possono rintracciare in culture non occidentali. Scopo del libro è contribuire alla creazione di una nuova metodologia comparativa per l'analisi incrociata delle culture, in grado di valutare più finemente le divergenze storte ed evitare semplificazioni delle differenze tra Est e Ovest.
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Le feste
Teorie e interpretazioni
di Satta M. Margherita
editore: Carocci
pagine: 223
L'opera affronta le descrizioni, le teorie e le interpretazioni sulle feste a partire dal secolo XVIII
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Antropologia della visione
di Marazzi Antonio
editore: Carocci
pagine: 204
attraverso la percezione visiva che l'uomo principalmente entra in rapporto con il mondo esterno
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I falsi miti dell'evoluzione. Top ten degli errori più comuni
editore: Dedalo
pagine: 200
Esiste veramente un anello mancante tra l'uomo e la scimmia? Perché sopravvivono solo gli esseri più adatti? Come funziona il
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Storia del pensiero antropologico
di Alan Barnard
editore: Il Mulino
pagine: 291
Alan Barnard, integrando l'antropologia sociale inglese e l'antropologia culturale americana, ci fornisce un panorama della disciplina che parte dal contributo dei precursori e dei classici (Tylor, Frazer, Malinowski, Mauss, Lévi-Strauss), affronta le grandi correnti del pensiero antropologico (evoluzionismo, diffusionismo, funzionalismo, approcci marxisti, relativismo, strutturalismo) e infine considera gli sviluppi recenti, soffermandosi in particolare sui punti di contatto con la linguistica, le scienze cognitive, la critica femminista e gli orientamenti postmodernisti.
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Interazionismo simbolico
di Herbert Blumer
editore: Il Mulino
pagine: 263
Coniata da Blunier, l'espressione "interazionismo simbolico" designa una delle prospettive che hanno maggiormente influenzato la sociologia, la psicologia sociale e le altre scienze sociali contemporanee. In questo volume fondativo sono enucleate le premesse dell'approccio interazionista, che ha ispirato anche autori come Goltman: gli esseri umani agiscono sulla base dei significati che attribuiscono alle cose; tali significati, elaborati e modificati attraverso un processo interpretativo, emergono dall'interazione tra individui. Questi, dunque, non sono attori passivi guidati da forze esterne, bensì artefici della propria condona. L'importanza primaria riconosciuta al significato soggettivo e al processo, abbinata a una metodologia prevalentemente qualitativa che si sforza di comprendere il "mondo dell'altro" come questi lo vede, ha portato l'interazionismo simbolico a conquistare stabilmente uno spazio di indiscusso rilievo nella teoria e nella ricerca sociale.
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Ernesto De Martino
di Pietro Angelini
editore: Carocci
pagine: 168
Ernesto de Martino (Napoli 1908 -Roma 1965) è ormai considerato non solo il "padre rifondatore" dell'etnologia in Italia e uno storico delle religioni di grande spessore teorico, ma anche uno dei massimi intellettuali del Novecento. Amato e seguito da un vasto pubblico fin dagli anni cinquanta per i suoi studi sui rituali magici del sud, per la tensione del suo impegno etico-politico e per l'originalissimo stile di pensiero e di scrittura, viene oggi riscoperto come un autore-chiave di quella nuova branca del sapere che è l'antropologia simbolica.
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Castrati e cicisbei. Ideologia e moda nel Settecento italiano
di Sole Giovanni
editore: Rubbettino
pagine: 120
Castrati e cicisbei furono espressione dell'ideologia nobiliare settecentesca
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