Antropologia
Le piccole cose di Natale. Un'interpretazione laica
di Francesca Rigotti
editore: Interlinea
pagine: 94
Anche questo nuovo libro di Francesca Rigotti, come il precedente "La filosofia delle piccole cose", "aiuta a reimparare l'esercizio smarrito di riconoscere il significato delle cose che la cultura egemone ha decretato insignificanti" (come ha scritto Gaspare Barbiellini Amidei sul "Corriere della Sera"). Partendo da spunti quotidiani legati al tema e alle parole delle "piccole cose" del Natale, come i regali, i dolci, il pupazzo di neve, il presepe, la candela, la renna o i canti, ma anche Babbo Natale, l'autrice che vive in Germania, insegna nelle università di Lugano e Zurigo - propone un esercizio fra sapere, intuizione e riflessione adatto a questo particolare periodo dell'anno. Così "in questo momento in cui assistiamo allo sviluppo immateriale e virtuale dell'informazione, ben venga l'albero a ricordarci la concretezza della materia e la presenza dura delle cose".
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Storia dell'antropologia
di Robert Deliège
editore: Il mulino
pagine: 253
La storia dell'antropologia è più complessa e ricca di quanto suggerito da approcci che la riducono a tradizioni culturali radicate in un determinato paese (a seconda dei casi la Gran Bretagna, la Francia o gli Stati Uniti), se non addirittura a una sola corrente. Questo manuale offre un quadro articolato, comprensivo ed equilibrato della disciplina. A tale risultato si perviene presentando efficacemente una serie di opere etnografiche, pietre miliari nello sviluppo storico dell'antropologia, illustrate non solo nell'impianto teorico, ma anche e soprattutto nel lavoro sul campo, che qui è rilevante come forse in nessun altro ambito di ricerca. Queste caratteristiche rendono il testo particolarmente adatto ai corsi introduttivi destinati a fornire le conoscenze di base della materia.
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Saperci fare. Corpi e autenticità
di La Cecla Franco
editore: Eleuthera
pagine: 96
Nella foto di Enzo Sellerie, quattro uomini stanno attorno a un albero nella piazza di un paese siciliano
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Casablanca
di Auge` Marc
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 85
Due o tre anni fa, le ore di insonnia erano diventate per me occasione di un tipo di investigazione un po' particolare
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Antropologia dei sensi
di Helmuth Plessner
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 123
Helmuth Ptessner, uno dei fondatori dell'antropologia filosofica, indaga sulla dimensione corporea della nostra esistenza
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Il libro delle mudra
di Maria Angelillo
editore: Xenia
pagine: 256
Le mani possono dire più delle parole, possono esprimere persino sfumature e sottintesi. Sono le...
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Timbuctu
di Marco Aime
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 190
Un reportage scritto da un antropologo con la sensibilità di un poeta, attento alla luce, alle polveri, ai minimi particolari e, allo stesso tempo, attento alle impronte che l'economia globale lascia su quel mondo ormai solo apparentemente lontano. Ma "Timbuctu", al di là del mito, rimane un luogo per osservare se stessi e guardare al proprio mondo: "Vista di qua, da questa piazza sabbiosa che confonde l'immensità del Sahara con la più antica moschea d'Africa, la sabbia anarchica delle dune con la terra impastata e lavorata dagli uomini, anche l'Europa appare diversa. E mi accorgo che, se non fosse stato per il mito costruito su Timbuctu, forse non sarei riuscito a scrivere tutto questo." (Marco Aime).
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Le streghe
di Behringer Wolfgang
editore: Il mulino
pagine: 132
Un viaggio nella stregoneria attraverso il tempo e le culture
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Il primo libro di antropologia
di Marco Aime
editore: Einaudi
pagine: 299
Che cos'è l'antropologia culturale? Marco Aime prova a spiegare chi è e cosa fa un antropologo oggi, rovesciando gli approcci teorici tradizionali. In effetti la natura dell'antropologia non è più così definita: di popoli sconosciuti da studiare ce ne sono sempre meno, i confini tra l'Occidente e il cosiddetto Sud del mondo sono sempre più labili, i paradigmi del secolo scorso sono crollati e l'antropologo si trova ad affrontare problematiche sempre nuove, i terreni di ricerca sono mutati e in molti casi gli studiosi sono tornati a casa, occupandosi di eventi culturali vicini, contaminandosi con altri saperi. La purezza, così come l'oggettività, non è più una virtù. Ai quattro angoli del mondo come sotto casa propria, l'antropologo osserva, guarda, ascolta, assaggia, tocca, annusa. Il suo sapere si costruisce su basi sensoriali, prima di arrivare a tradursi in teorie e modelli. Sul terreno, egli non vede strutture, società, politica, economia, ma gente che si incontra, parla, combatte, si scambia oggetti, produce, costruisce, mangia, si organizza, prega, vive. Perciò questo libro ha una scansione percettiva: parte dall'osservazione concreta di quanto è sotto gli occhi di tutti, per arrivare solo alla fine ai costrutti teorici più ampi di un mondo intricato e affascinante.
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Il furto della storia
di Jack Goody
editore: Feltrinelli
pagine: 411
Noto in Italia soprattutto per i suoi studi sulla famiglia e le forme di trasmissione culturale, Jack Goody si è ampiamente occupato di culture asiatiche e africane traendo, dal lavoro sul campo, la convinzione dell'inadeguatezza della contrapposizione Oriente/Occidente. Il pensiero storico e sociologico, ma spesso anche quello antropologico, hanno attribuito all'Occidente un ruolo di primo piano nei processo di modernizzazione messo in atto dalle rivoluzioni scientifiche, economiche e culturali. La gran parte della letteratura storica ha avuto come scopo di dimostrare l'unicità dell'Occidente: democrazia, libertà di commercio e dell'individuo, sviluppo delle scienze, capitalismo e altri aspetti di questa visione della storia. La supposta supremazia occidentale, in particolare, ha trovato i suoi cantori negli storici, che hanno "rubato la storia", rendendo marginali i contributi delle altre civiltà. Per Goody, invece, non esiste una specificità occidentale, e analoghi, o addirittura antecedenti, di concetti costitutivi della nostra civiltà - democrazia, tempo, amore romantico, tra gli altri - si possono rintracciare in culture non occidentali. Scopo del libro è contribuire alla creazione di una nuova metodologia comparativa per l'analisi incrociata delle culture, in grado di valutare più finemente le divergenze storte ed evitare semplificazioni delle differenze tra Est e Ovest.
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Le feste
Teorie e interpretazioni
di Satta M. Margherita
editore: Carocci
pagine: 223
L'opera affronta le descrizioni, le teorie e le interpretazioni sulle feste a partire dal secolo XVIII
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Antropologia della visione
di Marazzi Antonio
editore: Carocci
pagine: 204
attraverso la percezione visiva che l'uomo principalmente entra in rapporto con il mondo esterno
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