Il tuo browser non supporta JavaScript!

Antropologia

Il commercio degli sguardi

di Marie-José Mondzain

editore: Medusa Edizioni

pagine: 292

Qual è il destino delle immagini nelle nostre società? Siamo davvero di fronte a un flusso iconico che si moltiplica esponenzialmente o piuttosto, nella sottomissione acritica ai programmi visivi di propaganda e pubblicità, non rimane nulla di ciò che sono veramente le immagini? Che cosa significa vedere un'immagine e dire quello che si vede? Chi è che decide che cosa dobbiamo vedere e ciò che invece deve restare nascosto? La questione dell'immagine non è un fenomeno recente, ma ha alle spalle una lunga storia che affonda le proprie radici nell'ebraismo biblico, nella filosofia greca e nel pensiero cristiano. Nei quattro studi contenuti ne "Il commercio degli sguardi" Mondzain non solo ripercorre le tappe salienti di questo percorso (il divieto antico-testamentario, la riflessione platonica e aristotelica, la crisi iconoclastica), ma ne mostra anche tutta l'insospettabile contemporaneità. Al centro di questa ricostruzione c'è evidentemente il cristianesimo e la sua capacità di assumere la natura passionale delle immagini e di governarne gli effetti politici attraverso la parola. L'immagine diventa quindi una questione di "commercio" dove esseri dotati di parola non cessano di far circolare i segni che producono il loro mondo comune. Commercio ambiguo però, che può costruire una libertà dello sguardo o trasformarsi in un mercantile programma di dominio. Commercio che ha bisogno di voci libere, come quella di colui che ha il coraggio di gridare "il re è nudo".
25,00

Gli Indoeuropei. Fatti, dibattiti, soluzioni

di Iaroslav Lebedynsky

editore: Jaca Book

pagine: 271

Quasi tutte le lingue d'Europa e molte grandi lingue dell'Asia sono apparentate dal vocabolario e dalle strutture grammaticali e formano una famiglia chiamata convenzionalmente "indoeuropea", oggi come oggi la più importante al mondo. Come le somiglianze tra l'italiano, il francese e lo spagnolo si spiegano con la comune origine latina, quelle tra il latino stesso, il greco, lo slavo e il sanscrito indicano la provenienza da una fonte comune, una lingua madre battezzata "indoeuropeo". Da due secoli i comparatisti si sforzano di ricostruirne la fonologia, la morfologia e il vocabolario. Questa lingua è stata necessariamente parlata, in origine, da un concreto gruppo umano che chiamiamo gli "Indoeuropei". Quando e dove vivevano? Che cosa avevano in comune oltre alla lingua? Come si è diffuso il loro linguaggio? Possiamo ritrovare le loro tracce materiali? Numerose teorie pretendono di rispondere a tali domande, ma nessuna è ancora stata dimostrata compiutamente. Questo libro presenta le tre dimensioni essenziali del problema indoeuropeo: linguistica, culturale e archeologica. Ritraccia la storia delle ricerche fino agli sviluppi più recenti e più discussi (genetica delle popolazioni, "super-famiglia" di lingue...). Un posto di riguardo è riservato ai dibattiti attuali sull'associazione degli Indoeuropei a certi fenomeni archeologici, nonché sui loro legami con i popoli storici che ne sono gli eredi.
34,00

Mente locale

Per un'antropologia dell'abitare. Con DVD

di La Cecla Franco

editore: Eleuthera

pagine: 128

Mente locale è la facoltà, comune a tutte le culture e a tutti gli individui, di vivere lo spazio, di creare mappe mentali che
14,00

Modelli di cultura

di Benedict Ruth

editore: Laterza

pagine: 278

Uno straordinario classico dell'antropologia, una lettura appassionante e coinvolgente
20,00

L'intelligenza della natura

Saggio sulla conoscenza

di Narby Jeremy

editore: Jaca Book

pagine: 227

In questo libro l'antropologo Narby conduce il lettore in un viaggio attraverso le forme dell'intelligenza in natura, attingen
20,00

La specie prepotente

di Cavalli Sforza Luigi L.

editore: Editrice San Raffaele

pagine: 192

18,50

Etnografia e ricerca qualitativa

editore: Il mulino

pagine: 158

"Etnografia e ricerca qualitativa" è la prima rivista italiana dedicata all'approccio etnografico nella ricerca sociale. Incoraggiando l'interdisciplinarietà e il pluralismo degli stili di ricerca e delle tendenze teoriche che si ispirano all'etnografia, la rivista pubblica ricerche sia su temi classici del dibattito sociologico e antropologico sia su temi sociali di attualità. È articolata in diversi settori: saggi, interviste, note dal campo, dibattiti, rassegne, note critiche e recensioni.
23,00

Il pensiero selvaggio

di Lévi-Strauss Claude

editore: Il Saggiatore

pagine: 323

Per Lévi-Strauss i cosiddetti selvaggi sono più vicini a noi di quanto non si creda
14,00

Comunità, società, cultura

Tre chiavi per comprendere le identità in conflitto

di Godelier Maurice

editore: Jaca Book

pagine: 77

Comunità, società e cultura sono figure chiave che, nella compenetrazione reciproca, portano alla definizione dell'identità
8,00

Un etnologo nel metrò

di Augé Marc

editore: Eleuthera

pagine: 108

10,00

L'ossessione identitaria

di Francesco Remotti

editore: Laterza

pagine: 179

Non c'è potere politico e finanche religioso che oggi non parli di identità e della opportunità o della necessità di difenderla, affermarla, valorizzarla. L'identità si è diffusa in modo contagioso, sembra che non si possa fare a meno di usare questa parola, sembra che se non si utilizza "identità" non si faccia parte del mondo attuale. Per farne parte, occorre tirare fuori questo termine, e ciò a prescindere da qualsiasi schieramento ideologico. Identità è un luogo comune, una nozione verso la quale non si adotta alcun atteggiamento critico, un vero e proprio mito moderno. Dire identità significa affermare che "noi" siamo costituiti da un nucleo sostanziale, che ci caratterizza in modo permanente: con la rivendicazione di identità chiediamo che questo nucleo venga riconosciuto a monte, preliminarmente. Ne facciamo una questione di principio. L'identità è quindi una potente arma di difesa, che funziona nel senso della chiusura del "noi": chiusura nel confronto degli "altri" che ci assediano e ci accerchiano. E fomenta una strategia di offesa, fa violenza sulla realtà, ne riduce la complessità e gli intrecci, la impoverisce, perché è povertà culturale prima ancora che economica. Ciò che ne ha maggiormente sofferto è la cultura della convivenza, cioè l'attenzione e la cura per lo sviluppo di interrelazioni che non siano dettate solo dall'interesse di "noi" inevitabilmente contrapposti. "L'ossessione per l'identità è ciò che rimane una volta che sia stata smantellata la cultura della convivenza".
16,00

Cultura

Introduzione all'antropologia

editore: Carocci

pagine: 330

Cultura è lo strumento che l'Occidente si è dato per costruire la sua conoscenza dell'Altro, di quei popoli le cui vite sono r
22,70

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.