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Antropologia

Ernesto De Martino tra fondamento e «insecuritas»

editore: Liguori

pagine: 216

Il volume raccoglie gli atti del convegno Ernesto De Martino tra fondamento e "insecuritas"
19,90

Il rito dei sacrifici umani come fenomeno politico

di Centonze Leonardo

editore: Edizioni Immanenza

pagine: 113

D'allora, la violenta soppressione dei novatori è giurata: la storia s'insanguina orrendamente, il tormentum in tutte le sue p
10,00

Il canone del tè. Testo cinese a fronte

di Yu Lu

editore: Quodlibet

pagine: 225

Da quando l'Oriente cinese e giapponese ha creato un'estetica sulle foglie della pianta Camellia sinensis e ha coltivato fino alla perfezione il rito della degustazione dell'infuso, molti trattati sono stati scritti sull'arte di preparare il tè, ma uno solo è rimasto nei secoli l'archetipo, la base di tutti i testi: il Chajing, il Canone del tè, il più antico e il più importante trattato al mondo sulla coltivazione, la preparazione, l'uso e gli echi letterari del tè. Fu composto intorno al 758 dal letterato e poeta Lu Yu, che con questo libro dette un fondamentale impulso alla cultura del tè e ne fissò lo spirito. Alieno da ogni preoccupazione per l'esteriorità, Lu Yu insegna che le circostanze e il luogo della degustazione non sono che accessori, ed è quindi possibile variare l'etichetta in accordo all'ambiente, al numero degli ospiti e al loro rango. Le pagine del Canone si configurano così come un affascinante e rigoroso manuale tecnico di milleduecento anni fa e costituiscono un'opera di sottile poesia e un sacro testo dell'antico Oriente, accessibile nella traduzione dal cinese, corredata di un ampio apparato di note filologiche e storiche.
22,00

Sud e magia

di Ernesto De Martino

editore: Feltrinelli

Una storia religiosa del sud, un'indagine etnologica che spiega perché il momento magico sia sopravvisuto nella vita culturale
10,00

La città nella storia

editore: Castelvecchi

pagine: 520

39,00

Azimuth (2013). Ediz. italiana, inglese e francese

editore: Storia e Letteratura

pagine: 208

24,00

Maledetto Sud

editore: Einaudi

pagine: 131

Dirsi o sentirsi di un luogo e insieme dell'Italia non è un'operazione semplice e definitiva
10,00

L'enigma del dono

editore: Jaca Book

pagine: 301

Perché si dice donare, perché si dice accettare ciò che viene donato, e, quando si accetta, perché bisogna ricambiare? Questo
30,00

La società contro lo Stato. Ricerche di antropologia politica

di Pierre Clastres

editore: Ombre corte

pagine: 160

Partendo dalla critica del pregiudizio etnocentrico, attraverso una serie di saggi pubblicati in un breve arco di tempo e qui riuniti a formare un discorso unitario e avvincente, Pierre Clastres muove alla scoperta delle culture amerindiane. Non delle culture superiori dell'America centromeridionale (Inca, Maya, Aztechi), ma del mondo "selvaggio" dei Tupinambà, dei Guayakì, dei Guaranì: popolazioni in gran parte distrutte dall'avanzata della civiltà occidentale, che non riuscì a integrarle. Attraverso un'attenta lettura dei miti, dei riti, delle istituzioni sociali, dei costumi sessuali, dei modi di produzione e, quando possibile, dei testi "poetici", Clastres ricostruisce il modello di tali culture. La scoperta principale, ma non la sola, a cui perviene la sua ricerca, riguarda l'assenza di istituti propriamente politici o, se si preferisce, l'impotenza politica dei capi, da intendersi non come segno di incapacità a produrre forme più evolute di convivenza civile, ma come alternativa culturale al modello occidentale di società politica. Ciò che agli occhi dei primi esploratori e colonizzatori apparve, dunque, come prova dell'inferiorità etnica di quelle popolazioni, appare a Clastres, in un contesto più sensibile alle differenze culturali, il principio intorno al quale noi possiamo ricostruire l'intero significato delle culture amerindiane.
15,00

Indagini statistiche sull'efficacia della preghiera

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 70

L'immagine di una madre che ha perso il figlio, e vaga dolente, in cerca di dolorosa compassione, è tale da esortare qualsiasi
7,00

Il regno delle donne

di Ricardo Coler

editore: Nottetempo

pagine: 211

Il medico argentino Ricardo Coler viaggia nella provincia cinese dello Yunnan fino alle remote sponde del Lago Lugu per conoscere i Mosuo, una delle più pure culture matriarcali al mondo. In questa regione appartata vive una comunità gestita dalle donne, che amministrano l'economia, il lavoro e la vita famigliare, non hanno compagni fissi, ignorano il legame matrimoniale e la figura paterna. In famiglie dominate esclusivamente da madri e nonne, lo scrittore incontra uomini che ai privilegi femminili si sono felicemente adeguati, con poche responsabilità, nessuna iniziativa o spinta alla competizione, e molto tempo per giocare a mahjong, oziare e fumare in riva al lago. Un mondo in cui i dissidi sono guardati con imbarazzo, la violenza è praticamente sconosciuta e la vita prende una piega impensabile in una società patriarcale, una vita che neanche Mao Tse-tung, l'omologazione comunista e la spinta alla modernizzazione sono riusciti a cambiare.
15,50

La cintura di Perseo. Dal mito della Grande Madre all'alfabeto galattico

di Giuseppe Sermonti

editore: Lindau

pagine: 208

Nel 1960 l'archeologo inglese James Mellaart scopre a Çatal Hüyük, nel cuore dell'altipiano anatolico, una straordinaria città senza tetti, senza strade e senza porte, fiorita 9000 anni fa. Gli stupendi affreschi delle sue case-tempio narrano una storia grandiosa e antichissima, che Giuseppe Sermonti - biologo, saggista ed ermeneuta di fiabe - ripercorre in questo volume, ricostruendo un'affascinante trama di risonanze e di rimandi. Tra gli affreschi di Çatal Hüyük si intravedono il mito della nascita di Venere dalle membra uraniche e quello di Perseo, ma anche la forma delle costellazioni, segni eterni dell'alfabeto celeste. L'autore, basandosi su una mansione lunare per ogni costellazione, dimostra la corrispondenza tra segni zodiacali e grafemi, fra le costellazioni dell'emisfero boreale e le lettere degli alfabeti fenicio-greco-latino. In quale plaga giace un'altra dozzina di lettere a completare l'alfabeto? Queste splendono sulla grigia pista delle notti, intitolata alla Via Lattea. Continuando il corteo zodiacale, esse si inerpicano verso il Polo splendendo nel pulviscolo galattico. Le riconosciamo partendo dall'Equatore e confrontandole con le lettere latine. L'alfabeto astrale scavalca la cupola della notte su due immense circonferenze. L'una, l'eclittica, abitata da animali (Zodiaco), l'altra, la Via Lattea, pista di eroi caduti. Vi si narra la saga di Perseus, che una strettoia della via cinerea taglia, come cintura alla vita della grandiosa pi greca.
22,00

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