Antropologia
Antropologia senza confini. Percorsi nella contemporaneità
di Matilde Callari Galli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 316
L'autrice, antropologa, autrice o curatrice di saggi per diversi editori (Meltemi, Franco Angeli, Clueb, Armando, Guaraldi, Sciascia, Ediesse), è da sempre interessata a studiare alcuni dei problemi più intriganti della sua disciplina a cominciare dai rapporti fra cultura ed educazione. Questo libro documenta un lavoro trentennale di una personalità attratta dall'"altrove".
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Occidentalismi
editore: Carocci
pagine: 235
Occidentalismo è una parola segnata dalla violenza che ha costituito la posta in gioco nella costruzione del Noi occidentale e
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La vita sessuale dei selvaggi nella Melanesia nord-occidentale
di Bronislaw Malinowski
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 522
Questo libro riferisce le osservazioni che il grande antropologo raccolse negli anni tra il 1915 e il 1918 nello scenario esot
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L'incontro mancato. Turisti, nativi, immagini
di Marco Aime
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 181
Il turismo esotico in genere è caratterizzato da tre paradossi: l'impossibile ricerca dell'autenticità; un certo fondo di paura; lo spazio vuoto dell'incontro, la cosiddetta «bolla ambientale». Bolla che è il prodotto degli sforzi messi in atto dai molti mediatori che accompagnano il turista (dal tour operator alla guida locale) per attenuare lo shock dell'incontro. Nemmeno le forme alternative di turismo proposte oggi sono immuni da tale mediazione. Si cerca, infatti, la diversità culturale ma la costruzione dell'immaginario turistico, sia esso fondato sull'esotismo o sull'attenzione alle questioni sociali, come nel caso del turismo alternativo, dà sempre vita a chiavi di lettura che spesso accompagnano il turista fin dalla partenza.
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Il giudizio dell'arte. La critica storico-estetica in Croce e nei crociani
di Stella Vittorio
editore: Quodlibet
pagine: 499
La critica letteraria e la critica artistica del Novecento italiano sono state per molti decenni dominate dal pensiero di Bene
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Questioni italiane
Demonologia, antropologia, critica culturale
di Faeta Francesco
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 249
La prospettiva da cui l'autore osserva qui alcuni tratti della società italiana è quella di una sostenuta critica culturale
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Dolcezza e umorismo. Strumenti educativi della cultura yiddish
di Isabella Cairoli
editore: Franco Angeli
pagine: 160
L'autrice ci propone un percorso che parte da uno "scavo" antropologico nel mondo interiore dell'uomo dello shtetl, per incontrarne i quotidiani interlocutori: il senso del sacro e del mistero, la preghiera, la musica, la sacralità dello studio, l'imprinting dialogico ed ermeneutico dello spirito talmudico, e quello straordinario e particolarissimo "ordigno creativo di smantellamento idolatrico per eccellenza" che è l'umorismo yiddish. Il viaggio, calzante metafora del percorso formativo di ciascuno di noi e, insieme, reale necessità di sopravvivenza per il popolo ebraico, è ciò che veniamo invitati a compiere in queste pagine.
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Antropologia e media
Tecnologie, etnografie e critica culturale
Autori vari
editore: Ibis
pagine: 256
Gli articoli raccolti nel volume propongono una prospettiva antropologica nello studio dei media, combinando, da una parte, un
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La scrittura dell'altro
di Michel de Certeau
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 115
I saggi di Michel de Certeau raccolti in questo volume riguardano temi diversi: l'origine e la fondazione dell'antropologia e
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Corpo, salute, cura
Linee di antropologia biomedica
di Russo M. Teresa
editore: Rubbettino
pagine: 252
La cura della salute appare una nota distintiva della nostra epoca
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La natura culturale dello sviluppo
di Rogoff Barbara
editore: Cortina raffaello
In certe comunità africane, bambini in tenera età maneggiano con dimestichezza machete e altri oggetti affilati, mentre nelle
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Rovine e macerie. Il senso del tempo
di Marc Augé
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 139
Attraverso un percorso sinuoso tra diversi siti del mondo, dall'Acropoli di Atene al Muro di Berlino, passando per diverse opere letterarie o cinematografiche e qualche ricordo, l'autore sviluppa un'intuizione che riguarda il senso del tempo e la coscienza della storia. La vista delle rovine ci fa intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di resuscitare. È un tempo puro, non databile, assente dal nostro mondo d'immagini, di simulacri e di ricostruzioni; dal nostro mondo violento che produce solo macerie: macerie che non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che capita all'arte di ritrovare.
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