Antropologia
Da te solo a tutto il mondo. Un ornitologo osserva le società umane
di Jared Diamond
editore: Einaudi
pagine: 126
Perché alcuni paesi sono ricchi, mentre altri sono poveri? In che modo le istituzioni possono influenzare il buon andamento di un sistema economico? Perché la Cina cresce a un ritmo cosí vertiginoso? Cosa possiamo imparare confrontando una crisi personale con una crisi di portata nazionale? Come possiamo affrontare i comunissimi pericoli quotidiani? Quali insegnamenti, a livello di stile di vita e benessere, possiamo ricavare dall'osservazione dei popoli tradizionali? Quali saranno le sfide globali del prossimo futuro? Dal metodo di ricerca delle scienze sociali alle differenze economiche delle nazioni, dalla crisi mondiale alle peculiarità della situazione italiana: tra antropologia, geopolitica e analisi culturale Jared Diamond, affrontando le grandi domande del presente, ci accompagna in una nuova avventura nella storia del nostro pianeta.
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Il pensiero selvaggio
di Claude Lévi-Strauss
editore: Il saggiatore
pagine: 330
"Pensiero selvaggio" è l'ossimoro, soltanto apparente, creato da Lévi-Strauss per indicare il vincolo che unisce la "società occidentale" alle popolazioni a lei più remote: è ciò che permette a un indiano americano di ritrovare una pista da indizi infinitesimali, a un nativo australiano di identificare le impronte su un sentiero, a un automobilista di muoversi con disinvoltura nel traffico metropolitano. Alla ricerca di universali capaci di accomunare ogni uomo in un'unica disposizione cognitiva, Lévi-Strauss individua una struttura, profonda e razionale, grazie alla quale tutte le società elaborano i propri miti e credenze, realizzano il radicamento territoriale e l'organizzazione sociale dei propri componenti, e sviluppano strumenti pratici e complesse tassonomie. La loro necessità, prettamente umana, è di trarre un ordine dal fluire indistinto del reale. Il Saggiatore ripropone oggi quest'opera capitale dello strutturalismo che, pur segnando un punto di svolta nel pensiero antropologico, ha saputo varcare i propri confini disciplinari intervenendo nel più ampio dibattito culturale del Novecento. A cominciare dal secco rifiuto di un universalismo astratto ed eurocentrico, evidente nella polemica contro "La critica della ragion dialettica" di Sartre, che, concepito al tramonto del colonialismo, non ha mai smesso di essere attuale.
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L'alce sacro. I miti della natura degli indiani Pueblo
di Tyler Hamilton A.
editore: Ghibli
pagine: 310
Nella tradizione degli Indiani Pueblo, il Grande Alce è l'animale sacro per eccellenza
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TuttoPlauto. Un profilo dell'autore e delle commedie
editore: Quattroventi
pagine: 160
Il volume nella sua prima parte fornisce, anche per lettori non specialisti, un profilo esauriente e scientificamente accurato
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Oltre natura e cultura
di Philippe Descola
editore: Seid Editori
pagine: 438
Possiamo pensare il mondo senza distinguere la cultura dalla natura? Philippe Descola propone qui un approccio nuovo ai modi di ripartire continuità e discontinuità tra l'uomo e il suo ambiente. La sua ricerca mette in evidenza quattro modi di identificare gli "esistenti" e di raggrupparli a partire dai tratti comuni che sono corrispondenti da un continente all'altro: il totemismo, che sottolinea la continuità materiale e morale tra umani e non-umani; l'analogismo, che postula tra gli elementi del mondo una rete di discontinuità strutturata dalle relazioni di corrispondenza; l'animismo, che attribuisce ai non-umani l'interiorità degli umani, ma li differenzia attraverso il corpo; il naturalismo, che invece ricollega gli umani ai non-umani per le continuità materiali e ce ne separa per l'attitudine culturale. In questo modo la cosmologia moderna diventa una formula tra le altre. Infatti ogni modo di identificazione autorizza delle configurazioni particolari che ridistribuiscono gli esistenti all'interno di collettivi dalle frontiere ben differenziate rispetto a quelle che le scienze umane ci hanno reso familiari. È ad una ricomposizione radicale di tali scienze e ad una riorganizzazione del loro dominio che invita questo libro, al fine di includervi molto più che l'uomo, cioè tutti quei "corpi associati" troppo a lungo relegati alla funzione di contorno.
Esaurito
Anthropologica
Annuario di studi filosofici (2011). La vita in questione. Potenziamento o compimento dell'essere umano?
editore: La scuola
pagine: 256
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Antropologia della donazione. Pratiche e culture del dono del sangue
di Annamaria Fantauzzi
editore: La scuola
pagine: 256
Partendo da un'indagine condotta a Torino dall'AVIS su un gruppo di volontari italiani e marocchini, l'autrice mette in riliev
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Dalla caverna alla casa ecologica. Storia del comfort e dell'energia
di Federico M. Butera
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 261
Dalle caverne del Paleolitico fino all'inizio del XIX secolo, si sono succedute poche innovazioni che hanno migliorato la qualità dell'abitare: le candele, che hanno rischiarato il buio, i vetri alle finestre, i camini e le stufe per riscaldare... Verso la fine dell'Ottocento, con l'avvento dell'elettricità, è cambiato tutto, e un diluvio di tecnologie ha trasformato la vita di quella parte della popolazione mondiale che vive nelle aree ricche dell'Occidente e dei paesi in via di sviluppo. Gli attuali livelli di comfort (e di spreco) si basano però su due assunti ormai superati: che l'energia a basso prezzo sia illimitata e che l'impiego dei combustibili fossili non provochi danni. È necessario correggere questa situazione, ripensando il modo in cui vengono progettate le nostre case e trasformando i sistemi di conversione e le reti di distribuzione dell'energia.
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Unicamente umano. Storia naturale del pensiero
di Michael Tomasello
editore: Il mulino
pagine: 230
Che cosa rende unico l'essere umano differenziandolo da ogni altro animale? Il linguaggio? La capacità di fabbricare utensili? Le credenze religiose? È dal tempo di Darwin che si cerca di dare una risposta a questo interrogativo. Il libro suggerisce una nuova, affascinante soluzione all'enigma: la chiave della nostra unicità sta nella propensione tutta umana alla cooperazione sociale. Non diversamente dalle scimmie antropomorfe, come oranghi e scimpanzé, anche i nostri antenati erano esseri sociali capaci di risolvere problemi grazie al pensiero. Ma erano in competizione fra loro e miravano soltanto ai propri scopi individuali. Quando i cambiamenti ambientali li costrinsero a condizioni di vita più cooperative, dovettero imparare a coordinare menti e azioni per perseguire obiettivi condivisi, e a comunicare i propri pensieri ai partner della collaborazione. In definitiva l'esigenza di lavorare insieme è ciò che rende possibile il linguaggio, le forme di pensiero complesse, la cultura.
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La scimmia artistica. L'evoluzione dell'arte nella storia dell'uomo
di Desmond Morris
editore: Rizzoli
pagine: 320
Questo libro percorre l'evoluzione dell'espressione artistica lungo un arco di tre milioni di anni. Desmond Morris, oltre che un celebre divulgatore scientifico ed etologo, è un pittore che espone le sue opere da oltre sessant'anni: nessuno meglio di lui poteva affrontare questo arduo compito. Egli muove dall'analisi dell'arte umana in epoca preistorica e ne traccia lo sviluppo - a partire dai nostri progenitori che vivevano di caccia e raccolta - fino all'epoca moderna. Un autentico tour de force che svela come l'arte nelle sue molteplici manifestazioni rappresenti il vertice dell'attività umana, nonché la traccia più appassionante del passaggio della nostra specie sul pianeta Terra.
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Per un'antropologia inattuale
di Remotti Francesco
editore: Eleuthera
pagine: 135
L'inattualità di cui questo libro intende fare l'elogio rimanda a quella distanza necessaria che, come sosteneva Nietzsche nel
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Pietre di pane. Un'antropologia del restare
di Vito Teti
editore: Quodlibet
pagine: 188
Nulla più dell'idea del "restare" potrebbe apparire estraneo alla storia del sapere etnografico. Restare sembra l'antitesi del viaggiare, del mettersi in discussione, della disponibilità al disordine, alla scoperta, all'incontro. Ma davvero l'idea e la pratica del restare sono inconciliabili con l'esperienza antropologica? E, soprattutto, è possibile pensare un viaggiare separatamente dall'esperienza del restare, e davvero il restare va accostato all'immobilità, alla scelta di non incontrare l'alterità e di non fare i conti con la propria ombra, il proprio doppio? L'avventura del restare - la fatica, l'asprezza, la bellezza, l'etica della "restanza" - non è meno decisiva e fondante dell'avventura del viaggiare. Attraverso racconti, memorie, note di viaggio e riflessioni, che si fondono in un romanzo antropologico ambientato tra la Calabria e il Canada, Vito Teti ricostruisce la complessità della "restanza", senza nessun cedimento a un'estetica dell'immobilismo e con una sofferta interrogazione sul senso dell'erranza nell'epoca della modernizzazione globale.
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