Classici
Il grande romanzo di Londra
di Dickens Charles
editore: Mattioli 1885
pagine: 364
Ogni ruga intorno alla bocca priva di denti e intorno agli occhi furbi e resi attentissimi dall'interesse, ne denunciava l'ava
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 331
I libri XVII-XX dell'Odissea ci introducono alla vita nelle grandi dimore regali. Ulisse fa della soglia il suo punto di riferimento fisso: condizione liminale di un re che è tornato in patria ma non ha riacquistato l'autorità regia e, nello stesso tempo, di un vagabondo che non ha sede stabile in alcuna comunità né alcun ruolo sociale. Non è mai precipitato cosi in basso - ma proprio qui comincia la sua resurrezione. Penelope scende finalmente nella sala. La regina diffonde attorno a sé un'irradiazione erotica, che infiamma i Proci di desiderio. Seduta accanto al fuoco, interroga il marito travestito: lo stesso rapporto di affetto, di affinità e di intesa, che intercorreva un tempo tra i due coniugi, ora rinasce improvvisamente tra i due sconosciuti. Penelope rivela al mendico, come se lo conoscesse da sempre, l'inganno della tela, e gli confida i propri sogni, consegnandogli delicatamente il proprio inconscio; mentre Ulisse le racconta un'altra volta la sua vita falsa e veritiera, le parla del suo mantello di porpora con un fermaglio d'oro, e annuncia il proprio ritorno.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 388
I libri XVII-XX dell'Odissea ci introducono alla vita nelle grandi dimore regali. Ulisse fa della soglia il suo punto di riferimento fisso: condizione liminale di un re che è tornato in patria ma non ha riacquistato l'autorità regia e, nello stesso tempo, di un vagabondo che non ha sede stabile in alcuna comunità né alcun ruolo sociale. Non è mai precipitato cosi in basso - ma proprio qui comincia la sua resurrezione. Penelope scende finalmente nella sala. La regina diffonde attorno a sé un'irradiazione erotica, che infiamma i Proci di desiderio. Seduta accanto al fuoco, interroga il marito travestito: lo stesso rapporto di affetto, di affinità e di intesa, che intercorreva un tempo tra i due coniugi, ora rinasce improvvisamente tra i due sconosciuti. Penelope rivela al mendico, come se lo conoscesse da sempre, l'inganno della tela, e gli confida i propri sogni, consegnandogli delicatamente il proprio inconscio; mentre Ulisse le racconta un'altra volta la sua vita falsa e veritiera, le parla del suo mantello di porpora con un fermaglio d'oro, e annuncia il proprio ritorno.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 477
Gli ultimi quattro libri dell'Odissea sono intrisi di lacrime. Lacrime di disperazione e di gioia incorniciano il più spaventoso massacro che avvenga nell'Iliade e nell'Odissea: tutti i Proci cadono per mano dei vendicatori. La prova a cui Ulisse invita i suoi nemici è l'ultimo e il più perfido degli inganni che ha tessuto nell'Odissea - ma, al tempo stesso, la sua è un'atroce e sanguinosa impresa eroica, che richiama quelle compiute dall'altro Ulisse, l'eroe dell'Iliade. Ma giunto al culmine del trionfo, l'eroe si ritrae, evita il folle orgoglio e la hybris, e salva la vita ad uno soltanto - il poeta, perché la poesia è divina, impartecipe ed innocente, e presto dovrà cantare anche la sua gloria. Atena ferma la notte sopra la coppia mitica: il ricongiungimento di Ulisse e Penelope avviene fuori dal tempo. Ulisse annuncia poi alla moglie l'ultimo viaggio, un viaggio estraneo alle sventure narrate nel libro, che così trova il proprio culmine al di là di sé stesso; e accenna a un epilogo utopico, dal quale discenderanno tutte le utopie della civiltà europea.
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La guerra civile. Testo latino a fronte. Con e-book
di Lucano M. Anneo
editore: Utet
pagine: 581
Nel gennaio del 49 a
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Il tempio, il rituale, il giuramento. Spazi sul sacro in Tucidide
di Paola Schirripa
editore: Carocci
pagine: 270
Il volume sfida uno dei più assodati pregiudizi legati all'universo storico di Tucidide: la presunta assenza d'interesse per il sacro e per la religione, in ragione del razionalismo "laico" dell'autore delle Storie. La rilettura attenta dell'opera consente oggi di correggere una visione che rischia di essere limitativa e persino fuorviante. Lo "spazio" che Tucidide offre al sacro non appare, infatti, residuale e s'intreccia fittamente con i significati profondi della visione del mondo greco in guerra. Lo spazio fisico del tempio, lo spazio simbolico del rituale, lo spazio verbale del giuramento e della parola sacra trovano un'eco sorprendente nelle sue pagine, che certo non tacciono il "tradimento" e lo svuotamento della religione nell'età della crisi di Atene e della grecità intera, ma senza ricadere negli schemi di un "moderno" agnosticismo. Ancora "figlio" del V secolo, nonostante la sua nuova e geniale sintesi storica, lontana dalla contaminazione dei generi dei predecessori, Tucidide sembra rimpiangere una religiosità arcaica e solenne, che affiora dalla festività antica di Delo o dal tracciato dei primi templi di Atene, e che, ancorché adulterata dalla guerra, resta materia viva d'indagine.
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Tempi difficili
di Charles Dickens
editore: Feltrinelli
pagine: 376
Pubblicato nel 1854, "Tempi difficili" fu fin da subito uno dei libri più discussi del grande romanziere inglese, anche per la
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Il vagabondo delle stelle
di Jack London
editore: Feltrinelli
pagine: 364
Uscito nel 1915, un anno prima della sua scomparsa, l'ultimo romanzo del prolifico autore statunitense "Il vagabondo delle ste
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Il castello di Otranto
di Walpole Horace
editore: Feltrinelli
pagine: 158
Il romanzo gotico è per certi versi un calco creativo dello schema imposto da Walpole: ambientazione arcaicizzante, castello,
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La paura e altri racconti di guerra
di Federico De Roberto
editore: Garzanti Libri
pagine: 431
Negli anni immediatamente successivi alla Grande guerra, il conflitto appena concluso viene raccontato da tutti i maggiori scrittori italiani del tempo, chi in poesia e chi in prosa. Si tratta in gran parte di reduci e testimoni; per quanto possa sembrare strano, però, nessuno ha saputo narrare l'esperienza della trincea altrettanto bene di Federico De Roberto, che, ormai anziano, conobbe il fronte solo in maniera indiretta, in particolare nel celebre "La paura" (1921). La montagna arida e brulla, un cecchino che abbatte a uno a uno gli uomini mandati a raggiungere uno strategico posto di guardia, il panico che si diffonde nella truppa, il senso di colpa del tenente a capo dei soldati: di rado la violenza della guerra è stata messa in scena con tanta esattezza. Completano il volume un saggio critico di Gabriele Pedullà, gli altri otto racconti di De Roberto sul Primo conflitto mondiale e - per la prima volta - tre racconti di argomento militare dati alle stampe tra il 1909 e il 1915.
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Dèi e uomini nella città. Antropologia, religione e cultura nella Roma antica
di Maurizio Bettini
editore: Carocci
pagine: 213
Il volume accompagna il lettore in un appassionante viaggio attraverso aspetti meno consueti, ma non per questo meno rilevanti, che caratterizzano la cultura dei Romani: il modo in cui essi immaginarono la fondazione della loro Città, assimilandola a un vero e proprio atto cosmogonico; l'apertura che caratterizzava la loro religione, che permetteva di identificare una divinità straniera con una divinità propria; il rituale che caratterizzava il funerale gentilizio, tale da combinare epica solennità e derisione del defunto; la sorprendente "biografia" della divinità più strettamente legata alla vita familiare romana, il Lar; l'origine e il significato della nozione di auctoritas, che i Romani legavano strettamente alla capacità di attribuire "crescita" e successo alle azioni che si intraprendono; infine. la singolare posizione ricoperta dai nati per mezzo del cosiddetto "parto cesareo", una pratica che ha radici non solo nelle progressive acquisizioni della tecnica chirurgica, ma anche nel mito e nella credenza. Passo dopo passo, la sequenza dei capitoli permette di scoprire una Roma di cui non si sospettava l'esistenza.
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Racconti fantastici dell'Ottocento
editore: Mondadori
pagine: 560
"Il racconto fantastico è una delle produzioni più caratteristiche della narrativa dell'Ottocento, e una delle più significati
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