Classici
Notturno
di Gabriele D'Annunzio
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 345
Amore, morte e dolore sono i temi di questa intensa confessione lirica, scritta quando, in seguito a una grave ferita di guerra, D'Annunzio è costretto a indossare una benda su entrambi gli occhi, che lo condanna a una temporanea cecità e a una immobilità pressoché totale. Eppure il poeta non rinuncia a scrivere. In una sorta di divinazione, annota su sottili strisce di carta "Visioni immense affluenti dal cervello all'occhio ferito, trasformazioni verbali della musica". Cosi s'intrecciano i ricordi dell'infanzia e della madre, l'esaltazione eroica delle imprese di guerra, il rimpianto per i compagni morti valorosamente, l'affetto per la figlia Renata e il presente della malattia. Un'opera sorprendente, che ci rivela un D'Annunzio commosso, ripiegato su se stesso, lontano dalla tensione superomistica delle liriche e dei romanzi.
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Nuovi saggi sull'intelletto umano
Testo francese a fronte
di Leibniz Gottfried W.
editore: Bompiani
pagine: 1460
Composti tra il 1703 e il 1704, e pubblicati postumi da Rudolf Erich Raspe nel 1765, i "Nuovi saggi sull'intelletto umano" cos
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La Roma dei Borgia
di Apollinaire Guillaume
editore: Mimesis
pagine: 265
I Borgia con i loro torbidi intrighi dominarono la scena italiana a cavallo tra il XV e il XVI secolo, grazie anche allo sfren
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Vagabondo in Italia
di Mark Twain
editore: Robin
pagine: 98
Il diario di viaggio di Mark Twain attraverso Milano, Torino, Venezia e Firenze, in cui, come sempre nei suoi scritti, riesce a cogliere con gusto e ironia i tratti più curiosi della vita del nostro Paese, e ad esprimere il suo punto di vista sugli italiani, le opere d'arte, il cibo. Con uno scritto di Mario Praz.
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Le leggi dell'universo
La natura, libro I. Testo latino a fronte
di Lucrezio Caro Tito
editore: Marsilio
pagine: 231
Sintesi e fondamento dell'intero poema, il primo libro rappresenta l'ideale introduzione al De rerum natura, in quanto getta l
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Il romanzo perduto
di Sherwood Anderson
editore: Mattioli 1885
pagine: 73
Cinque scritti a sfondo autobiografico sullo sforzo che richiede l'arte della scrittura, come ogni tipo di arte creativa. Scrivere è un lavoro a tempo pieno, fatto di tenacia, paure, bellezza, angoscia, che spinge gli affetti in secondo piano. Così nascono opere capaci di durare nel tempo. Questo volume propone: Il romanzo perduto (tratto da Death in the Woods e inedito in Italia), Noi ragazzini delle arti (tratto da Memoirs, 1940), Se qualcosa ci importa (uscito su rivista nel 1936), Conversare con gli scrittori (un estratto da Smythe County News in Hello Towns! del 1927), Appunti sul realismo (estratto da A writer's conception of realism, uscito in poche copie nel 1939).
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Rebecca e Rowena
di Thackeray William M.
editore: Robin
pagine: 133
Nel 1819 sir Walter Scott pubblica "Ivanhoe" e, trentun anni dopo, William Makepeace Thackeray scrive "Rebecca e Rowena", un s
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I boschi del Maine - Chesuncook
di Henry David Thoreau
editore: La vita felice
pagine: 208
I boschi del Maine, opera postuma pubblicata nel 1864, descrive i tre viaggi naturalistici che l’autore fece rispettivamente nel 1846, nel 1853 e nel 1857 in questa regione autentica ed essenziale, alla ricerca di un rapporto più stretto con un ambiente aspro e incontaminato, ma allo stesso tempo capace di regalare emozioni e sensazioni
uniche e rigeneranti.
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Trattato della vita elegante
di Honoré de Balzac
editore: Piano B
pagine: 112
Honoré de Balzac, padre del realismo e del romanzo francese, svela nel "Trattato della vita elegante" (1830) la sua natura di
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Vino, efebi e apostasia
di Hafez
editore: Carocci
pagine: 324
Vino, efebi e apostasia sono un po' i tre pilastri, sotto il profilo tematico, della poetica persiana classica, che tipicamente predilige motivi "mal-famati" o bad-nâm, un termine dal trasparentissimo etimo indoeuropeo. Abilmente orchestrando questi elementi, Hâfez ha saputo produrre una poesia che si libra tra il Sensibile e il Sovrasensibile, tra il terreno e il celeste, qualcosa che incantò il vecchio Goethe, il quale rese omaggio a Hâfez nel suo West-Oestlicher Diwan e lo definì "il mio gemello orientale". Poeta edonista e cantore della vita libertina all'apparenza, le sue immagini sono traslucide di realtà soprannaturali: il vino può rimandare a mistiche ebbrezze, il bel coppiere può ricordare il Dio del Corano (LXXVI, 21) che versa il vino ai beati; e la condotta trasgressiva, il peccato ostentato in barba alla legge e ai dottori, può magari sottilmente rinviare a una ricerca di santità. Ma sopra ogni cosa colpisce il frammentarismo strutturale e irriducibile di questa poesia, le tante "sospensioni nel vuoto" che si producono nel passaggio da un verso all'altro, là dove l'autore sa spesso introdurre sorprese, novità repentine di tono, cambi imprevisti di giro d'immagini, alternanze inattese di pensieri, arguzie, argomenti, ironie.
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