Classici
Giuseppe e i suoi fratelli
di Thomas Mann
editore: Mondadori
pagine: 777
"Il terzo 'Giuseppe' per il suo contenuto erotico è la parte più romanzesca di un'opera che nella sua totalità richiedeva di fare del romanzo qualcosa di diverso rispetto a quanto s'intende comunemente. La variabilità di questa forma letteraria è sempre stata molto grande. Ma oggi sembra quasi che nell'ambito del romanzo rientri soltanto quel che non è più romanzo. Forse è sempre stato così. Per quanto riguarda 'Giuseppe in Egitto', nonostante tutta la psicologia, si troverà stilizzato in senso mitico anche l'elemento romanzesco-erotico, il che vale specialmente per la satira sessuale di invenzione fiabesca racchiusa nelle figure dei due nani. 'Giuseppe in Egitto' mi appariva senz'ombra di dubbio o quasi il culmine poetico dell'opera, anche per la riabilitazione in senso umano che mi ero proposto, l'umanizzazione della figura della moglie di Potifar, la storia dolorosa della sua passione per il maestro di palazzo cananeo al servizio del marito tale solo di nome." (Thomas Mann)
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Giuseppe e i suoi fratelli
di Thomas Mann
editore: Mondadori
pagine: 694
"'Giuseppe e i suoi fratelli' non è un romanzo sugli Ebrei, ma un canto allegro e serio al tempo stesso che celebra l'uomo e fa discendere la sua benedizione non solo sul pupillo di Giacobbe, trascinato dalla vita a compiere un apprendistato tanto severo quanto splendido, ma sull'umanità stessa. Ho avuto cura di caratterizzare Giuseppe come una natura d'artista ed è certamente una benedizione quale si conviene a un artista quella che egli riceve dal padre. Il fascino umano che emana la condizione di ogni artista consiste in questa doppia benedizione: quella che discende dall'alto e quella dell'abisso; è il fascino dei sensi che si fanno spirito e dello spirito che diviene corpo; è una dote che discende dal fondamento materno della vita, dalla sfera dell'istinto, del sentimento, del sogno, della passione; ed è dote che discende dalla sfera paterna della luce dello spirito, della ragione, dell'intelletto, del giudizio ordinatore." (Thomas Mann)
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La conoscenza tragica in Euripide e in Sofocle
di Giuseppe Fornari
editore: Transeuropa
pagine: 424
Il libro - oggi disponibile in una nuova edizione rivista e corretta dall'autore - è una disamina di alcuni dei capolavori di Euripide e Sofocle, considerati non quali semplici opere letterarie e teatrali, come si fa abitualmente, bensì quali straordinari documenti di pensiero antropologico, religioso e filosofico, che devono ancora rivelarci la parte più segreta del loro messaggio. In modi diversi quanto assolutamente comparabili tra loro, Euripide e Sofocle ci offrono una visione articolata e completa della vita umana nei suoi fondamenti nascosti, riguardanti le leggi atroci e necessarie del sacrificio, leggi che se da un lato si presentano come norme divine e cosmiche, dall'altro mostrano di essere lo spaventoso risultato della violenza umana. Le analisi di Fornari, che si confrontano sistematicamente anche con la storia critica relativa alle opere prese in esame, mostrano l'abissale profondità della sapienza tragica, rispetto alla quale le disquisizioni moderne appaiono non poche volte come un tentativo di elusione più che di comprensione, non meno tragico delle peripezie che i drammi greci mettono in scena.
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La signorina Cormon
di Honoré de Balzac
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 389
È "la storia, esilarante non meno che crudele" - scrive il curatore - di una ricca provinciale, non più giovane ma piena di desideri, che vuol prendere marito; indecisa tra due pretendenti, un nobiluomo squattrinato e leggero e un borghese grossolano, sceglie il peggio per lei. Con tutta l'ampiezza di temi e personaggi e la sovrabbondanza realistica che gli appartengono, "Balzac esplora psiche, corpo, pulsioni femminili con acutissima, affascinata curiosità", e fonde triviale e sublime, patetico e grottesco.
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Jane Eyre
di Charlotte Bronte
editore: Newton compton
pagine: 410
Molte delle esperienze dell'autrice ricorrono nei romanzi che scrisse, dei quali "Jane Eyre" è il più celebre
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Cuore. Ediz. integrale
di De Amicis Edmondo
editore: Newton compton
pagine: 254
Pubblicato per la prima volta nel 1886 "Cuore" ottenne subito un grande successo
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L'arte di amare. Testo latino a fronte
di P. Nasone Ovidio
editore: Mondadori
pagine: 505
Ovidio sembra il poeta più congeniale ai nostri tempi alessandrini. "L'arte di amare" è, forse, il suo libro più irresistibile. Fin dai primi versi, Ovidio ci informa che non conosce l'ispirazione divina; e che l'amore non è una passione tragica né un destino. L'amore è un gioco psicologico, un'attrazione erotica, un ricamo dell'intelligenza, un continuo inganno. Il suo libro vuole trasformarlo in un'arte e in una tecnica, come quelle del cacciatore, del mercante e del marinaio (sebbene, poi, quella di amare sia la più impossibile delle arti, perché l'unico consiglio che Ovidio può darci è di conservare l'animo flessibilissimo e proteiforme, adattandoci alla molteplicità del mondo umano). Nessun poeta, nemmeno gli eleganti poeti della "decadenza" francese e inglese, è più moderno di Ovidio, figlio di una capitale immensa, colta e corrotta. Quale capolavoro è questo finto-vero poema didascalico. Quale mescolanza di intelligenza, ironia, irriverenza, oscenità, eleganza preziosa, senso del particolare e del colore, sapienza costruttiva.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 408
I libri IX-XII dell'"Odissea" sono forse i più famosi, quelli che i ceramisti dell'antichità rappresentarono insaziabilmente. Ulisse lascia il mondo eroico per penetrare nel dominio della favola, tra esseri demoniaci, giganti, dee-streghe, mostri marini e prodigi, e in pari tempo abbandona lo spazio geografico: la tempesta che lo trascina per nove giorni lo fa giungere dove si perdono le direzioni e non si distingue più tra l'occidente e l'aurora. Così conosciamo i Ciclopi; incontriamo Circe, demoniaca e soccorrevole, distante e calda. Giungiamo ai confini della vita: Ulisse fa parlare i morti come un negromante o uno sciamano; viene attratto dalla poesia stregonesca delle Sirene e soccombe all'ultima isola mitica, quella del Sole. Questo lungo viaggio nell'"oltre" è il più straordinario tentativo dell'uomo d'Occidente per razionalizzarlo, renderlo reale e quotidiano, epicizzarlo ma lasciargli il suo orrore.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 352
Il mondo dell'"Odissea" non è più quello eroico dell'"Iliade". Ad ogni verso siamo in preda all'avventura, alla magia, all'irreale, alla favola; e perciò il protagonista non è una figura lineare come Achille, ma cangiante e intricata come Ulisse, che si adegua a tutte le cose come il polpo alla roccia. Con il quinto libro penetriamo nell'"Odissea" vera e propria: Calipso propone a Ulisse di vivere immortale e immune da vecchiaia; ma Ulisse rifiuta, perché la sua sorte è quella di conoscere sino in fondo il destino, le gioie, i dolori, le avventure, i sogni, il tempo di un uomo, sebbene egli sappia tante cose che gli altri ignorano o intravedono appena. Sull'isola dei Feaci, dove la vita scorre lieta e tranquilla, l'eroe penetra, senza saperlo, nel mondo del mito: Scheria infatti non appartiene al tempo. Ulisse vi riacquista la dignità di eroe, sia nelle competizioni sportive sia riflettendosi nel canto altrui o nel proprio racconto; e poi, risolutamente, volge le spalle anche al mito, tuffandosi nei mille orrori, nei mille colori, nelle mille menzogne del mondo reale.
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Odissea. Testo greco a fronte
di Omero
editore: Mondadori
pagine: 507
"L'Odissea" è il libro che ha più influito sulla psicologia e sulla letteratura europee: il libro senza il quale né Cervantes, né Defoe, né Stevenson, né Kafka, né Joyce avrebbero scritto i loro capolavori; il libro al quale l'Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, del viaggio, della fantasia, del sogno, della lucidità, dell'ironia, della maschera, dell'infinita capacità di metamorfosi, che da trenta secoli lo distinguono; il libro al quale l'Occidente non può rinunciare senza uccidere sé stesso. A ogni verso siamo in preda all'avventura, alla magia, alla stregoneria, all'irreale, alla favola, all'immenso. I primi quattro canti ci offrono alcuni tra i passi più prodigiosi dell'"Odissea": ora nel registro famigliare - Euriclea che accompagna a letto Telemaco -, ora nel registro magico-favoloso - Proteo, il profetico Vecchio del mare, il dio della perenne metamorfosi (come Ulisse è l'uomo della metamorfosi perenne), che dorme, circondato dal suo gregge di foche.
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Latino
di Nicola Gardini
editore: Alpha test
pagine: 128
Il volume offre una esposizione agile, concisa e pratica degli argomenti più importanti della grammatica latina, dalla morfologia alla sintassi del nome e del verbo. Un gran numero di schemi, di prospetti riassuntivi e di esempi, quasi sempre d'autore, favorisce la consultazione, la memorizzazione e il ripasso, oltre che la comprensione degli argomenti che più spesso creano problemi agli studenti. Argomenti trattati: morfologia, declinazioni, coniugazioni, sintassi dei casi, del verbo e del periodo.
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