Comunicazione
Comunicare la sostenibilità. Comunicare il nuovo paradigma per un nuovo vantaggio competitivo
editore: Franco Angeli
pagine: 180
La sostenibilità, intesa nelle sue tre accezioni tipiche ambientale, sociale ed economica, non rappresenta per le aziende una
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Stage: un «Master» per tutti. Consigli utili per il giovanne e il tutor nel viaggio della formazione
di Giovanni Barni
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Lo stage è ormai il passaggio obbligato che ogni giovane deve attraversare per ottenere un contratto di lavoro retribuito
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Anna Magnani. Biografia di una donna
di Matteo Persica
editore: Odoya
pagine: 416
La storia inizia il 26 settembre 1973 con la morte di Anna Magnani e la folla assiepata dinanzi alla clinica, pronta a buttare a terra il cancello pur di vederla un'ultima volta. I ricordi di chi l'ha conosciuta si susseguono, mentre ai suoi funerali tutta Roma si riversa per le strade del corteo, bloccando il centro della città. L'immagine è toccante: qualcuno piange, molti battono le mani, e c'è perfino chi invoca la sua beatificazione. Eppure veniva sempre descritta come una persona torva e con un caratteraccio da far tremare i polsi anche ai più coraggiosi. "Chi era Anna Magnani?" è una domanda che ci coglie impreparati. Così, con un salto nel tempo, torniamo all'ultima estate della sua vita rimettendo in ordine le sue parole e i suoi pensieri, cercando di far luce nella sua personalità, grazie a un dialogo con l'attrice. Si avrà la sensazione di assistere a un vero e proprio "incontro", ricostruito attenendosi a fatti e dichiarazioni documentati in ogni minimo particolare, frutto di una lunga ricerca. Saranno le sue parole a introdurre ogni fase della sua vita e a darne, ove è possibile, dei giudizi. Dalla storia della sua famiglia materna all'infanzia; dai primi passi sul palcoscenico alle prime esperienze più significative; dal cinema al Premio Oscar; dall'amore per i suoi uomini al rapporto con il figlio. Al termine della lettura sapremo chi è stata Anna Magnani, grazie alle sue parole e a quelle di chi l'ha conosciuta da vicino.
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Peplum. Il cinema italiano alle prese col mondo antico
di Francesco Di Chiara
editore: Donzelli
pagine: 198
Fin dagli albori del cinema, l'antichità greco-romana ha sempre rappresentato una fonte inesauribile di storie e temi a cui attingere, un serbatoio di avventure, personaggi e peripezie che attendevano solo di essere rappresentati sul grande schermo. I primi film di questo genere, chiamato "peplum" dalla critica francese (dal termine che indica la veste femminile in uso presso le donne greche fino al VI secolo a.C), escono negli anni dieci, ma il periodo di maggiore fioritura inizia nel secondo dopoguerra, per toccare l'apice tra la fine degli anni cinquanta e le ultime fasi del boom economico. Il peplum diventa così uno dei generi quantitativamente più rilevanti della produzione del cinema italiano. Per descrivere la fortuna ondivaga di queste produzioni viene spesso utilizzata la metafora del fiume carsico, ma il peplum si rivela essere un campo di tensioni che attraversano con intensità variabile l'intera storia del cinema, modulandosi in forma diversa a seconda delle epoche e delle necessità. Esso diviene di volta in volta veicolo di promozione culturale del mezzo cinematografico, luogo di mediazione tra le istanze della società dei consumi e le radici della cultura nazionale, oppure scenario metaforico in cui ambientare satire del costume contemporaneo. Utilizzando metodologie di ricerca differenti, dagli studi culturali all'analisi dei modi di produzione, dall'esame della dimensione intermediale a un approccio transnazionale, questo lavoro indaga il ruolo svolto dalla rappresentazione dell'antichità...
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Gioacchino Rossini
di Bacchelli Riccardo
editore: Castelvecchi
pagine: 204
Figlio di una discreta cantante e di un mediocre suonatore di corno, l'infanzia di Rossini fu segnata da un talento precocissi
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Dal detersivo alla Ferrari. 100 modi del comunicare
di Antonio Ghini
editore: Egea
pagine: 311
Come si pongono oggi comunicazione, marketing e relative tecniche di fronte al magma in continua evoluzione della Rete? Tutto ciò che abbiamo fatto fino a ora in che modo cambierà e perché? La pubblicità, le attività di relazioni coi media, gli eventi, il marketing diretto e le altre tecniche del comunicare, così come li conosciamo dovranno davvero essere riposti nell'armadio dei ricordi? Questo libro analizza in modo concreto la realtà che abbiamo di fronte, proponendo oltre cento casi di comunicazione che dimostrano quanto del passato sia ancora vivo ed efficace e indicando come sia possibile reinterpretarli in presenza di nuovi strumenti e opportunità. Raccontando episodi vissuti in prima persona, l'autore ripercorre capitolo per capitolo l'iter che porta a un'efficace comunicazione, suggerendo piccoli trucchi o rivelando curiosi e divertenti segreti, oltre a fornire dati e fatti oggettivi. Protagonisti detersivi, dentifrici e schiume da barba, ma anche beni di lusso e attività di servizio, fino ad arrivare al mercato dell'auto, con uno spazio privilegiato per due costruttori molto diversi e altrettanto interessanti: Renault e Ferrari.
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Venezia salva
di Simone Weil
editore: Castelvecchi
pagine: 126
"Gli uomini d'azione e d'avventura sono dei sognatori; preferiscono il sogno alla realtà. Ma, con le armi, costringono gli altri a sognare i loro sogni. Il vincitore vive il proprio sogno, il vinto vive il sogno di un altro". Anno 1618. Nella notte, i mercenari assoldati dall'ambasciatore spagnolo si preparano al saccheggio di Venezia che, ignara, sta per perdere la sua indipendenza. Ma Jaffier, uno dei capi della congiura, viene folgorato dalla perfetta bellezza della città e non può accettare che venga annientata, anche a costo di tradire i suoi compagni. "Venezia salva" è una riflessione sulla violenza e sulla grazia, sul potere e sulla responsabilità individuale, che riprende la struttura della tragedia antica per scuotere il sistema di valori della nostra epoca. Nel film diretto da Serena Nono, la forza pittorica delle immagini accoglie la recitazione senza artifici dei senza dimora della Casa dell'Ospitalità di Venezia: "non attori" che, facendo proprie le parole della scrittrice, mettono in scena il proprio sradicamento. Questa edizione contiene il Dvd del film "Venezia salva", una nuova traduzione della tragedia e alcuni bozzetti tratti dallo storyboard realizzato da Serena Nono per la preparazione delle scene e dei costumi.
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Il caso Tretti
editore: Rubbettino
pagine: 171
" Resterà un fenomeno isolato o, peggio, da isolare. Forse avrà, in questo paese di manieristi, degli imitatori, ma sicuramente goffi a soltanto furbi. Il dono di Tretti è una semplicità che non si copia, presuppone la superba innocenza dell'eremite. È una semplicità che riporta l'immagine fotografica alle composizioni di Nadar, di Daguerre, e anche al non-realismo, cioè agli spazi e al nitore dell'affresco. Eppure Tretti non è un esteta, né chiede all'immagine se non di sostenere un suo elementare discorso. Lo si può, volendo, liquidare con due definizioni: goliardico, naif. Alcuni lo fanno. Ma sono definizioni sbagliate. I goliardi e i naifs non hanno rigore, si fermano alle prime osterie, si divertono, riempiono le domeniche. Tretti non si diverte, benché sia difficile non divertirsi anche, vedendo i suoi films" (Ennio Flaiano).
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Marshall McLuhan nello spirito del suo tempo
editore: Armando editore
pagine: 280
Con questa nuova antologia di inediti si aggiunge un'ulteriore tessera nella composizione di quel mosaico imperscrutabile che è stato e continua a essere Marshall McLuhan. Dopo il recupero del McLuhan studioso dei Media in Lo strano caso del Dr McLuhan, in questo libro viene fuori nelle vesti di commentatore feroce e sarcastico della società a lui contemporanea, spesso chiuso su posizioni di retroguardia, innervate di moralismo e pregiudizio. Un'indagine completa e accurata che, diversamente da molte altre, non vuole tracciare linee teoriche e si pone in maniera trasversale al pensiero scientifico di McLuhan.
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Come non detto. Usi e abusi dei sottintesi
editore: Laterza
pagine: 178
Del 'non detto' si fa grande uso. Nei nostri quotidiani scambi verbali, nella comunicazione politica, giornalistica, pubblicitaria, ciò che si dice in modo esplicito rappresenta solo la punta visibile di un'enorme massa di informazioni comunicate in modo implicito. Attraverso una molteplicità di esempi gli autori ci fanno entrare nel mondo sconosciuto e non visibile di ciò che è comunicato senza essere detto, mettendo in luce il ruolo strategico giocato da ciò che viene dato per scontato e ciò che viene lasciato intendere, svelando così gli usi e abusi dei sottintesi.
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I media e le politiche. Come i giornali raccontano le scelte pubbliche che riguardano la vita dei cittadini
editore: Il Mulino
pagine: 260
Sappiamo che gli avvenimenti legati alla politica godono di una larghissima copertura mediática. Ma che cosa succede all'informazione sulle politiche? Un cittadino che desideri tenersi informato attraverso i media è in grado di capire la natura delle controversie che si sviluppano sul merito delle scelte pubbliche e di rendersi conto se le politiche messe in opera hanno funzionato oppure no? Due gruppi di ricerca, formati rispettivamente da analisti delle politiche pubbliche e da studiosi della comunicazione politica hanno lavorato insieme a un'indagine pionieristica su questo tema molto importante, ma finora trascurato, confrontando i giornali italiani con quelli francesi e spagnoli e comparando la copertura di politiche pubbliche su diversi ambiti di attualità (mercato del lavoro, cittadinanza agli stranieri, energie rinnovabili). Il quadro che emerge appare di grande interesse. I giornali italiani parlano delle politiche in modo meno ampio, meno pluralistico e meno argomentato dei giornali francesi e per lo più si limitano, a differenza dei giornali spagnoli, a riferire le posizioni del mondo politico nazionale. In Italia l'attenzione esorbitante per le dinamiche interne alla sfera politica (schieramenti, alleanze, conflitti inter- e intra-partitici) tende infatti a soffocare l'informazione sul merito delle politiche e a dare poco spazio agli argomenti che sostengono o contrastano le proposte in discussione.
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I quartetti per archi di Mozart. Alla ricerca di un'armonia possibile
di Sandro Cappelletto
editore: Il saggiatore
pagine: 268
Lodi, una locanda nei pressi della stazione di posta, Idi di marzo dell'anno 1770. Un ragazzo di quattordici anni, salda la mano, pochi i ripensamenti, compone il suo primo quartetto. L'avvio del primo movimento, un adagio in sol maggiore, lascia stupefatti: un incedere di viola e violoncello, lento, piano, austero, ieratico. Sulla partitura finale, il padre - che ha aggiunto abbellimenti, appoggiature, trilli - scrive: "15 di Marzo alle 7. di sera - di Amadeo Wolfgango Mozart". Dal Quartetto di Lodi a quelli Viennesi e ai Prussiani, passando per i celebri sei affidati al maestro Haydn - perché sia loro "Padre, Guida, ed Amico!" -, Sandro Cappelletto disegna la traiettoria dei ventitré quartetti per archi che Mozart compose dal marzo 1770 al giugno 1790, proiettandola sullo sfondo della Vienna del secondo Settecento: umori e ultimi fulgori del Secolo dei Lumi che va spegnendosi si alternano così sulla pagina per dar conto delle ispirazioni e dei contrattempi, delle intuizioni e delle vertigini, di una tecnica straordinaria e del rapporto speciale che sempre Mozart sembrò avere con questo genere appena nato - il quartetto, che traccia la propria origine proprio a Haydn e a Luigi Boccherini - eppure già così diffuso.
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