Comunicazione
Il mestiere del copy. Manuale di scrittura creativa
di Michelangelo Coviello
editore: Franco Angeli
pagine: 224
Scrivere per la pubblicità significa prima di tutto essere pronti a mettere in discussione il proprio saper scrivere, l'inutile orgoglio dello scrivere bene. Ortografia, grammatica e sintassi sono strumenti, non l'oggetto della comunicazione. A volte è l'errore a catturare l'attenzione di chi ascolta, altre volte è la chiarezza, altre ancora la punteggiatura, sempre la semplicità che, come dice il poeta, è difficile a farsi.
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Orient (to) express. Film di viaggio, etno-grafie, teoria d'autore
di Dalla Gassa Marco
editore: Mimesis
pagine: III-426
Rossellini, Resnais, Pasolini, Ivens, Marker, Antonioni, Malle
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La comunicazione sociale
editore: Laterza
pagine: 171
Un manuale pensato e scritto per gli studenti e per i professionisti del settore non profit. Dopo una panoramica che esplora il profilo socio-culturale del mondo del non profit, il testo affronta le dimensioni della comunicazione del Terzo Settore. Da quelle più classiche come l'ufficio stampa e la comunicazione organizzativa a quelle emergenti come storytelling, fund raising, nuovi media e valutazioni di impatto sociale. Una guida per conoscere tutti gli aspetti fondamentali, teorici e pratici di un settore in costante crescita.
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Pasolini contro Pasolini
di Nicola Mirenzi
editore: Lindau
pagine: 160
Da quel novembre del 1975 in cui fu ucciso, Pier Paolo Pasolini si è trasformato in un fantasma che si aggira per l'Italia. Da morto, lo scrittore friulano è stato usato da tutti: la destra, la sinistra, i cattolici, gli estremisti, i giustizialisti, i complottisti e i militanti della decrescita felice. Ognuno prende la parte che più gli fa comodo e butta via il resto. È stato detto che Pasolini ha previsto ogni cosa e oggi le sue analisi sono vissute come profezie, ma le sue parole scivolano sulla superficie delle nostre coscienze come balsami. Nessuna abrasione, nessuno scuotimento. Gli schiaffi che dava (e riceveva) sono diventati morbide carezze. Pasolini si è fatto specchio delle nostre brame, ognuno vi si vede più bello e pulito. Nicola Mirenzi appartiene alla generazione di chi non c'era nell'Italia di Pasolini, ma ha "vissuto con lui" perché Pasolini è onnipresente ancora oggi, sotto forma di spettro, icona pop, mito, oggetto di un'operazione di "beatificazione" che nasconde in realtà un atteggiamento superficiale e sostanzialmente indifferente verso la sua opera e le sue battaglie. Nel quarantennale della morte appare quindi impossibile parlare di Pasolini se prima non si distingue l'autore dal racconto edulcorato (e tossico) che ne è fatto. Perché un conto è Pasolini, un altro è il pasolinismo. Una cosa è lo scrittore, un'altra la sua leggenda. E solo il ritorno alla sua opera può riscattare il chiacchiericcio intorno alla sua immagine.
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La danza di carattere nella scuola russa. Tecnica e stili
di Ioulia Sofina
editore: Gremese Editore
pagine: 287
Nel balletto ottocentesco, l'espressione "danza di carattere" indica la versione stilizzata e teatralizzata dei balli di origine popolare o nazionale. La Scuola russa, attenta custode del patrimonio coreografico, ha organizzato queste danze in una materia scolastica che si è diffusa gradualmente in tutta Europa, ivi compresa l'Italia in cui l'autrice è una delle più accreditate insegnanti. Nella presente pubblicazione si propone un programma didattico di durata quinquennale parallelo al corso di danza classica. Passi e ritmi delle principali danze sono spiegati analiticamente nella tecnica e nello stile con il supporto di uno stimolante apparato illustrativo. Le descrizioni tecniche sono precedute da una breve discussione sull'origine del "carattere" e sul suo graduale orientamento verso il tratto nazionale. Un esempio di lezione con relativi spartiti musicali chiude il testo, rendendolo uno strumento efficace per allievi e insegnanti, come per qualunque appassionato che voglia comprendere tutte le espressioni del balletto classico.
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Nuove strategie per comunicare, rappresentare e raccontare la marca
editore: Franco Angeli
pagine: 208
Dopo anni di stabilità e solidità il concetto di branding si trova oggi sull'orlo di una crisi d'identità: per incontrare le e
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Moda & pubblicità. Una storia illustrata
di Vanni Codeluppi
editore: Carocci
pagine: 130
Tra moda e pubblicità sussiste da sempre un rapporto molto intenso. Sin dalla fine del Settecento la pubblicità della moda ha dato infatti un grande contributo all'evoluzione dei linguaggi della comunicazione in generale e a quelli della comunicazione pubblicitaria in particolare. Il libro ripercorre la sua storia attraverso un ricco repertorio di immagini che la documentano e ne evidenziano l'intreccio con l'evoluzione dei costumi, del gusto e dei movimenti artistici.
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Le nuove leve del consumo. Consumosfera e valore di comunicazione nel capitalismo digitale
di Mauro Ferraresi
editore: Guerini next
pagine: 191
La società del consumo ha modificato il nostro modo di vivere, le abitudini, i desideri e le strategie per realizzarli; si tratta di cambiamenti radicali che investono, ad ampio raggio, la sfera economica e i principali ambiti della vita di un individuo. Quali sono le nuove leve del consumo? Quelle che si sviluppano e prosperano all'interno della consumosfera e che spaziano in territori merceologici nuovi oppure profondamente rinnovati? Le ritroviamo nel settore del lusso, così come in quello delle energie rinnovabili e della crescita consapevole; dimorano, inoltre, all'interno del settore dell'elettronica e, in generale, nel mondo digitale. Esse hanno dato vita al consumption mix, cresciuto sulle ceneri del marketing mix, e ci spiegano fondamentali aspetti della società con le sue dinamiche presenti e future. Il volume propone un viaggio all'interno dei consumi e, contemporaneamente, suggerisce con quali forme di capitalismo digitale avremo a che fare nei prossimi anni. Un testo utile a tutti coloro che vogliono gettare uno sguardo sulla società che verrà.
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Storia del libro e della lettura
di Giorgio Montecchi
editore: Mimesis
pagine: 253
Nel lungo tratto di tempo che dall'apparizione in Egitto dei primi rotoli di papiro si spinge fino alla produzione dei libri a stampa nel XV secolo, la lettura ha conosciuto in Occidente una delle sue svolte principali nel diverso modo di accostarsi ai testi introdotto dal cristianesimo rispetto all'antichità tra quarto e quinto secolo. Le Confessioni di sant'Agostino ne costituiscono la chiave di volta. Nel tratto di strada percorso da questo primo volume - dal terzo millennio avanti Cristo ai primi del Cinquecento - si dipana la lunga storia del libro, visto come specchio della mente e strumento dì lettura, cioè di dialogo tra gli uomini. Un manufatto che nel corso del tempo, pur mantenendo la sua identità dialogica, ha conosciuto molte metamorfosi nella configurazione testuale e nell'abito esterno: dalla forma di rotolo a quella di codice; dal papiro alla pergamena e dalla pergamena alla carta; dalla scrittura manuale a quella stampata. È in seguito approdato al libro industriale del XIX secolo e al libro elettronico di questi ultimi decenni, con forme testuali e modalità di lettura affatto nuove.
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Senza filtro. Chi controlla l'informazione
di Alessandro Gazoia
editore: Minimum fax
pagine: 404
Chi ha, oggi, il potere sulla comunicazione? I canali tradizionali stanno perdendo sempre più peso a favore dei nuovi attori, i social media e il web, e lo strumento dominante non è più rinchiuso nelle pareti domestiche ma nelle nostre mani e nelle nostre tasche, lo smartphone. Nel ricambio tecnologico, gli strumenti di interpretazione e le nostre stesse coscienze stanno subendo una mutazione profonda. Il crollo delle usuali mediazioni fa sì che concetti fondamentali della democrazia, quali il diritto di parola e la libertà d'informazione, vengano ridiscussi accanto a nuove categorie, come l'imperante sharing economy e i dati azionari, e parole come "inconscio" e "mercato" si miscelino in combinazioni diverse. Tutti siamo coinvolti: la stessa salute democratica passerà dalla nostra consapevolezza di fruitori e produttori di informazione. Alessandro Gazoia si inserisce nel dibattito internazionale, interrogando insieme il lettore sulla sua capacità di creare una coscienza critica individuale che vada a formare una nuova opinione pubblica.
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Come nascono i comici. Dal Derby allo Zelig, 60 anni da ridere
editore: Auditorium
pagine: 254
Il Derby Club Cabaret apre a Milano verso la fine degli anni '60 e per alcuni lustri diventa la fucina di una comicità inedita, surreale, cinica, davvero rivoluzionaria.
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