fbevnts Filosofia - tutti i libri per gli amanti del genere Filosofia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 376
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Filosofia

Diario di metafisica. Concetti e digressioni sul senso dell'essere

di Giuseppe Barzaghi

editore: ESD-Edizioni Studio Domenicano

pagine: 159

La metafisica è la scienza dell'essere. Non è, come spesso viene presentata, un vano sogno di oltrepassare l'esperienza possibile. La metafisica nasce dall'esperienza e si accompagna all'esperienza. È una riflessione razionale che cerca di scoprire la struttura generale o universale che sostiene le cose. La metafisica cerca di mettere in evidenza l'ordine universale, ponendosi dal punto di vista più elevato e più umile nello stesso tempo, cioè dal punto di vista dell'essere. Il concetto di essere è lo schermo più universale che la ragione possa avere: dice il tutto e ogni singola cosa, ma senza determinarne i dettagli specifici. Questo libro non intende proporre in modo sistematico i difficili concetti della metafisica; il suo scopo è piuttosto quello di accompagnare la mente nel suo primo itinerario verso la scoperta del senso metafisico delle cose, quasi a modo di meditazione. La forma narrativa del diario ha precisamente questa finalità.
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Sottosuoli

editore: Mimesis

pagine: 278

Ormai più di 150 anni fa, le Memorie del sottosuolo hanno segnato l'ingresso del risentimento sulla scena del pensiero europeo: un oggetto filosofico 'basso', abietto, con cui Dostoevskij ha rielaborato in modo geniale l'antica metafora infera della psiche, cristallizzando in incubo il magma dell'interiorità soggettiva e facendovi affondare il tipo umano 'reattivo' di cui Nietzsche avrebbe tratteggiato l'affermazione nella genealogia dell'Occidente. E oggi? qual è il sottosuolo reale e ideale dei nostri modi di essere soggetti contemporanei? Come si presenta e/o si districa, in un'epoca problematicamente post-freudiana, l'intreccio non solo metaforico tra il sottosuolo dell'anima e quello materiale, tra il sottosuolo come spazio e il sottosuolo come tempo? E soprattutto, quali sono gli effetti estetici e politici delle nuove forme del risentimento? Questo libro s'interroga sulle trasformazioni della (in)coscienza del risentimento nelle democrazie moderne nelle quali, al di là del tocquevilliano amore per l'uguaglianza, il sottosuolo è divenuto il luogo del rancore sociale e la passione del confronto regna sovrana - ma anche sulla storia del concetto di sottosuolo e sulle sue più inquietanti implicazioni, sulla sua metafora gravida di potenza espressiva, capace di indicare le stratificazioni nascoste delle superfici più disparate: da quella giuridica a quella religiosa, da quella psicopatologica a quella letteraria, da quella cinematografica a quella informatico-digitale.
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Direi di no. Desideri di migliori libertà

di Enrico Donaggio

editore: Feltrinelli

pagine: 155

Siamo diventati incapaci di un gesto elementare: dire di no. Due lettere, un movimento della testa e del corpo un tempo familiare. L'arma più potente e carica di speranza per chi desiderava libertà diverse da quelle concesse dal presente. Libertà migliori di quelle proposte oggi da un capitalismo che racconta di essere l'orizzonte unico e privo di alternative. Come è stato possibile fino a ieri dire di no? In quale misura potrebbe tornare a esserlo? Quanta radicalità ci è concesso esprimere nel nostro agire quotidiano? Di quanta integrità siamo ancora capaci? Esistono gesti di libertà con cui incidere davvero sul reale? Queste le domande al cuore del libro di Enrico Donaggio. Le sue pagine offrono una serie di incursioni, sensibili e taglienti, nei simboli e negli stati d'animo del disincanto contemporaneo. Attraversano le complicità nascoste, l'autosfruttamento ordinario, l'eccesso di zelo con cui tradiamo ogni giorno i nostri desideri di migliori libertà. Per disegnare l'imprevedibile mappa di una critica e di una resistenza possibili, i contorni di una nuova passione per la libertà e di una nuova intesa con ignoti compagni di speranza.
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Zadig e altri racconti filosofici

di Voltaire

editore: Feltrinelli

pagine: 204

Divertimenti e insieme opere polemiche, i 'contes philosophiques' celano sotto l'artificio della narrazione e della favola la personalità più intima del loro autore. Apparsi nell'arco di dieci anni, tra il 1747 (Zadig) e il 1756 (Storia dei viaggi di Scarmentado), questi primi racconti trovano un loro momento unitario nella dimensione del viaggio, punto privilegiato di osservazione e di conoscenza. Di volta in volta il destino, la saggezza umana, la prepotenza o la stupidità sono l'oggetto di una "storia filosofica" - come recita il sottotitolo di Micromegas - capace di unificare tutti quanti questi scritti voltairiani. Prefazione di Paolo Flores d'Arcais.
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Corpo

di Fugali Edoardo

editore: Il mulino

pagine: 223

Nella filosofia occidentale il corpo è stato spesso bollato come una potenza demoniaca che distoglie l'anima dall'esercizio de
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Un affettuoso addio alla chiesa

di Anthony Kenny

editore: Carocci

pagine: 142

Anthony Kenny - una delle figure li spicco del pensiero filosofico contemporaneo - ha voluto scrivere questa sua breve autobiografia appositamente per il pubblico italiano. Quella di Kenny è una vicenda in cui storia personale e riflessione intellettuale s'intrecciano strettamente. Il suo agnosticismo è radicale e radicali sono le sue critiche ai dogmi della Chiesa, ma il suo è un pensiero che nello stesso tempo prende le distanze dall'ateismo alla moda, ed è animato da un senso di gratitudine, di serenità, persino di misticismo, che non potrà non affascinare i lettori di queste pagine.
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Storia delle donne filosofe

di Gilles Ménage

editore: Ombre corte

pagine: 120

Scritto da Gilles Ménage, grande latinista e precettore di madame de Sévigné e di madame de Lafayette, "Mulierum philosopharum bistorta" (1690) è un libro sulle pensatrici dell'antichità, una "storia" senza precedenti e senza seguito, fino a tempi molto recenti. Dividendole per correnti di pensiero, ma iniziando da quelle che non appartengono a nessuna scuola, Ménage ci presenta una serie di figure appassionanti: Diotima la maestra di Socrate, Arete la cirenaica, Nicarete la megarica, Iparchia la cinica, Teodora la peripatetica, Leonzia l'epicurea, Temistoclea la pitagorica, per citare solo alcune delle sessantacinque filosofe che l'autore individua studiando i testi antichi e le opere dei padri della chiesa, e che noi oggi difficilmente avremmo l'avventura di incontrare sfogliando le nostre enciclopedie filosofiche. Lo stile narrativo con il quale l'autore ricostruisce la storia di queste donne e l'insistere sulla loro vita e sugli aspetti più importanti delle loro biografie, legandoli al pensiero, sono sicuramente in sintonia con la tradizione del suo tempo. Ma, come scrive Chiara Zamboni nell'introduzione, in questo insistere sulla vita parlando di filosofia c'è forse qualcosa di più, "un riconoscere senza problemi che il pensiero femminile è inseparabile dalla vita quotidiana", indivisibile nel suo essere pubblico e privato.
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Consonanza e dissonanza. Teoria armonica e percezione musicale

di Di Stefano Nicola

editore: Carocci

pagine: 173

Perché alcuni suoni stanno bene insieme e altri no? Da più di due millenni, questa semplice domanda è al centro della riflessi
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L'assimilazione del chierico. Ipotesi sul ruolo dell'intellettuale

di Bergamaschi Matteo

editore: Effata

Tradimento dei chierici, si diceva nel recente passato a proposito delle simpatie degli intellettuali per totalitarismi e ideo
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Pensieri vegetariani. Cosa c'è di più abominevole che nutrirsi continuamente di cadaveri?

di Voltaire

editore: Piano B

pagine: 112

Cosa c'è di più abominevole che nutrirsi continuamente di cadaveri? L'autore di questa domanda così attuale, espressa in uno s
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Stato e società. Scritti sulla libertà

di Humboldt Wilhelm von

editore: Ghibli

pagine: 221

Qual è il fine cui deve tendere l'intera organizzazione statale e quali sono i limiti che devono essere posti alla sua attivit
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Che cos'è l'immaginario

di Slavoj Zizek

editore: Il saggiatore

pagine: 422

Come sottrarci alla tempesta di immagini, informazioni, relazioni tecnologiche da cui siamo sommersi? Dove trovare un punto saldo cui ancorare la percezione della realtà che ci circonda? Un tempo, dice Slavoj Zizek, le cose erano più semplici: si potevano criticare le ideologie come "mistificazioni" proprio facendo appello al senso di realtà. Oggi, invece, bisogna procedere al contrario: da quando la realtà si è fatta virtuale, la si deve criticare partendo dal suo supplemento illusorio: dal lato dell'immaginario. Uno dei compiti principali della filosofia oggi sarebbe dunque sottoporre a critica lo statuto dell'immaginario e il suo rapporto con la realtà; se non che Zizek ci dimostra che le cose non stanno così: la distinzione tra realtà e immaginario è falsa, ed è reale e immaginaria essa stessa. Zizek intreccia i più grandi pensatori della storia con i più eterogenei esponenti della cultura popolare e dà vita a un discorso attraverso il quale esamina la nozione di immaginario, il modo in cui esso anima il piacere e ne contempera gli eccessi, lo strutturarsi del feticismo e infine la metamorfosi della soggettività nell'era digitale. "Che cos'è l'immaginario" già noto con il titolo "L'epidemia dell'immaginario" e ora riproposto dal Saggiatore in un'edizione rivista, è un testo in cui i nostri abituali schemi di pensiero sono sottoposti a tensione estrema: un fondamentale per imparare a far deflagrare l'impalcatura delle categorie, quotidiane e filosofiche, che ci mantengono in vita.
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