Filosofia
La filosofia del Rinascimento
editore: Carocci
pagine: 316
I contributi presentati nel volume si propongono di fornire indicazioni di base su alcune figure, da Marsilio Ficino a Pico della Mirandola e a Pietro Pomponazzi, da Erasmo da Rotterdam a Thomas More, da Giordano Bruno a Telesio e a Campanella, e su questioni rilevanti, quali lo scetticismo, la magia naturale, l'astrologia e la nuova medicina, di un'epoca multiforme e ricchissima di fermenti culturali, che dall'inizio del Quattrocento giunge ai primi decenni del Seicento. A una presentazione delle problematiche e degli autori affrontati fa seguito una scelta antologica di testi, con il proposito di mettere a fuoco taluni aspetti cruciali del loro pensiero.
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Diritto senza società. Dal disincanto all'indifferenza
di Pietro Barcellona
editore: Dedalo
pagine: 208
Un'intepretazione dell'attualità che ne rintraccia le profonde radici filosofiche e politiche nel paradigma del diritto moderno. Sebbene la dimensione giuridica sia assunta come luogo privilegiato da cui muovere per la comprensione delle logiche, dei significati e dei meccanismi della modernità, è attraverso l'astrazione delle norme giuridiche e la "vuotezza" del diritto inteso come mera procedura che, nell'epoca moderna, si realizza la massima esaltazione della libertà individuale. L'analisi delle istituzioni giuridiche porta alla luce l'intreccio tra il processo di disincantamento del mondo e l'autofondazione dell'ordine giuridico-sociale, da un lato, e il progetto di emancipazione del singolo, dall'altro.
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Dialoghi. Testo cinese a fronte
di Confucio
editore: Einaudi
pagine: 281
I "Dialoghi" di Confucio costituiscono da oltre duemila anni il nucleo fondamentale della cultura e del pensiero cinese
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Storia dell'estetica
di Givone Sergio
editore: Laterza
pagine: 198
L'estetica è una disciplina essenzialmente moderna che si costituisce però come risposta a problemi le cui radici affondano ne
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Teologia del sommo bene
di Abelardo Pietro
editore: Bompiani
pagine: 336
Nella Theologia "Summi boni", prima fra le opere teologiche del maestro palatino, emergono con chiarezza gli elementi fondamen
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Fondazione della metafisica dei costumi
di Immanuel Kant
editore: Bompiani
pagine: 264
L'opera costituisce il primo vero tentativo di Kant di affrontare la problematica morale anticipando l'opera pubblicata tre anni più tardi con il titolo "Critica della ragion pratica". Il curatore dell'opera, Vittorio Mathieu, nell'Introduzione tematizza i fondamenti del primo pensiero morale kantiano. Le Note al testo sono brevi ed essenziali e rispondono all'esigenza di chiarire i passi più controversi e difficili. La bibliografia contiene, oltre alle maggiori edizioni e ai più importanti studi sul tema, anche una storiografia dell'autore specifica sul problema etico-religioso che abbraccia più di tre secoli.
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Per una nuova interpretazione di Platone
di Giovanni Reale
editore: Vita e pensiero
pagine: 936
Quest’opera di Giovanni Reale – con ventuno edizioni in lingua italiana, quattro traduzioni già pubblicate e altre quattro in corso di preparazione – si pone come punto di riferimento irrinunciabile per la comprensione e per lo studio di Platone.
Reale riprende l’interpretazione storico-ermeneutica avviata a Tubinga da Hans Krämer e Konrad Gaiser, e ora proseguita da Thomas Szlezák, ma la completa e la sviluppa, dimostrando come essa si imponga quale vero e proprio ‘paradigma ermeneutico’ alternativo a quello dominante in età moderna. A partire da Schleiermacher, reagendo all’esegesi neoplatonica, si ritenne di poter derivare tutto il pensiero di Platone dai soli suoi scritti, respingendo in blocco la tradizione platonica indiretta. Con questo metodo, ritenuto rigoroso e scientifico, non solo si è ricavata una immagine sempre più sfocata del filosofo, ma si è giunti a presentarne numerose, fra loro contrapposte.
Il paradigma moderno, in realtà, non tiene conto del momento cruciale in cui Platone scrisse, quando cioè stava concludendosi una rivoluzione culturale di portata epocale, con il prevalere della scrittura sull’oralità. Platone accetta e difende la scrittura, ma ne indica i limiti in modo preciso. Le cose ultime – poche, ma essenziali – non si devono trasmettere scrivendole su rotoli di carta, ma nell’animo degli uomini. La dimensione dell’oralità dialettica (di cui Socrate è stato il maestro esemplare) non può e non deve essere contratta per intero nella dimensione della scrittura. Platone – per certi aspetti – considerò come proprio capolavoro non i suoi splendidi dialoghi (che giudicò giochi sublimi), ma la creazione dell’Accademia, dove seppe incidere nell’animo dei discepoli quelle cose di ‘maggior valore’ che non volle affidare alla scrittura.
Il recupero delle testimonianze dei discepoli sulle dottrine non-scritte – espresse da Platone nelle sue lezioni all’Accademia – non solo non impoverisce i dialoghi, ma, al contrario, fa comprendere ciò che essi non dicono, o suggeriscono solo per cenni e allusioni. Riletti in quest’ottica, i più famosi dialoghi platonici rivelano molte insospettate e straordinarie ricchezze. Platone dice senza mezzi termini nel Fedro: «I migliori scritti non sono altro che mezzi per aiutare la memoria di coloro che già sanno». Già Nietzsche, opponendosi a
Schleiermacher, aveva ben compreso la verità storica: «La spiegazione del passo del Fedro presuppone l’esistenza dell’Accademia, e gli scritti sono mezzi per richiamare alla memoria per coloro che sono membri dell’Accademia». E noi, che non siamo membri dell’Accademia, possiamo ricavare dai suoi discepoli (con alla testa Aristotele) ciò che manca nei dialoghi e che, per comprenderli a fondo, va recuperato.
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Biofilosofia da Aristotele a Darwin e ritorno. Saggi su alcune costanti della biofilosofia
di Étienne Gilson
editore: Marietti 1820
pagine: 250
In questo volume l'autore riesce a promuovere un confronto decisivo tra i più importanti temi della filosofia e quelli della b
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Commentario al Timeo di Platone
Testo latino a fronte
di Calcidio
editore: Bompiani
Il commentario al Timeo di Calcidio (IV sec
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Prima lezione di estetica
di Sergio Givone
editore: Laterza
pagine: 153
Ordinario di Estetica all'Università di Firenze e autore di numerose pubblicazioni, Sergio Givone risponde in questo saggio a due domande basilari: che cos'è l'estetica? Cosa significa orientarsi nel mondo dell'estetica?
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Categorie e a priori
di Ferrari Massimo
editore: Il mulino
pagine: 355
A partire da Kant la riflessione sulla nozione di a priori e sullo statuto delle categorie ha impegnato il lavoro dei filosofi
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