Filosofia
Tempo e racconto
di Paul Ricoeur
editore: Jaca Book
pagine: 340
Mai forse Paul Ricoeur aveva affrontato un campo così vasto come in quest'opera. Egli stesso definisce la problematica del presente volume "il carattere temporale dell'esperienza umana". L'autore così precisa: "Esiste tra l'attività di raccontare una storia e il carattere temporale dell'esperienza umana una correlazione necessaria e universale. In altri termini il tempo diviene 'tempo umano' nella misura in cui è articolato in un racconto; e d'altro canto, il racconto raggiunge il suo pieno significato quando diviene una condizione dell'esperienza temporale. Il tempo è un aspetto dei movimenti dell'universo. Se non ci fosse nessuno per contare gli intervalli non ci sarebbe tempo. L'attività del racconto consiste nel costruire degli insiemi temporali: configurare il tempo". La storia è dunque protagonista della teoria della narratività esposta in questo primo volume. Tempo e racconto si apre con una doppia prospettiva: la prima ci porta verso la meditazione sul tempo di sant'Agostino, la seconda verso la teoria del racconto di Aristotele. Le due prospettive vengono tessute dall'autore in una trama di pensiero che dall'affermazione secondo cui il tempo umano è sempre un tempo raccontato si apre ai sentieri della comprensione del racconto nella sua doppia veste di storia e di fiction.
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La mente, l'anima, il corpo. Modelli greci
di Anthony A. Long
editore: Einaudi
pagine: 163
I greci hanno contribuito in modo sostanziale a formulare un linguaggio della mente e a svilupparne i concetti. Le nozioni greche di mente e identità umana - che da Omero e Platone giungono fino a Epitteto e Plotino - toccano questioni di interesse ricorrente e universale, riguardano il modo in cui descriviamo le nostre esperienze, reali o potenziali, e il modo in cui ci confrontiamo, o dovremmo confrontarci, con il mondo e con noi stessi. Cosa ci accade quando moriamo? Gli esseri umani sono mortali o hanno la possibilità di conseguire l'immortalità? Come sono legate la mente, l'anima e il corpo? Siamo responsabili per la nostra felicità? Perché si è giunti a pensare che la vita migliore è una vita governata dalla ragione, con i desideri e le emozioni subordinate al suo comando? Che cosa ha significato pensare all'intelletto umano nei termini di una facoltà divina? Anthony Long si chiede quando e come queste questioni siano emerse nella Grecia antica, e dimostra quanto i modelli di mente ereditati dai pensatori greci siano ancora efficaci nel cogliere e illuminare la nostra comprensione di noi stessi e delle nostre aspirazioni.
Fuori catalogo
La Repubblica di Platone
di Alain Badiou
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 420
Né traduzione o parodia, né commento rilettura filologica, "La Repubblica di Platone" "di" Badiou si accinge a diventare l'opera filosofica più singolare del XXI secolo. Un genere letterario a sé stante e tanto più stupefacente quanto non è del tutto chiaro chi ne sia l'autore: il greco Platone o il francese Alain Badiou? Personaggi sono Socrate e i suoi allievi, ma tra questi spunta una donna. Lo stile è quello del dialogo, ma il lettore è afferrato da una prosa che attinge a piene mani da un'incalzante oralità. I problemi sono quelli della giustizia e della costituzione politica, ed ecco allora che si parla di corruzione dilagante e sovranità del denaro. Resta la tensione socratica con Omero ed Eraclito, ma la poesia viene riscattata da Mallarmé e il molteplice da Deleuze. I concetti, le domande, i nodi problematici è l'eternità dell'opera di Platone a porli. Ma sono la vivacità e l'audacia del pensiero di Alain Badiou a declinarli nella nostra condizione contemporanea, a farli vibrare in un testo che ricolloca l'opinione nel contesto delle società mediatiche, il mito della caverna nell'odierna schiavitù dell'effimero, Dio nell'alterità, la filosofia in un gesto di combattimento. Nella società giusta qui ridisegnata, dove a governare sono di nuovo i filosofi, e dove tutti, nessuno escluso, saranno filosofi, a dischiudersi non è solo la possibilità di una "vera politica" ma una via di accesso all'assoluto. Introduzione e postfazione di Livio Boni.
Fuori catalogo
Le dottrine di Democrito d'Abdera. Testi e commenti
editore: Edizioni Immanenza
pagine: 356
Democrito di Abdera, con lo sviluppo che ha dato alla dottrina atomistica del suo maestro Leucippo, segna il punto più alto toccato dalla filosofia dei naturalisti greci, e d'altra parte, per la sua posizione storica avverso l'empirismo dei sofisti, in ispecie di Protagora, esprime anche in una maniera caratteristica quella forma di razionalismo, vicina e lontana al razionalismo platonico, che si accompagna all'intuizione meccanica e matematica del mondo fisico: quale rinasce colla scienza moderna di Galileo.
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Stirner e Nietzsche
di Albert Lévy
editore: Edizioni Immanenza
pagine: 100
"Risultava naturale avvicinare i nomi di questi due filosofi, le cui idee si opponevano in maniera così netta alle idee correnti; ci si abituò a vedere in Stirner un precursore di Nietzsche. Ma bisognerebbe domandarsi se quest'abitudine fosse giustificata. È vero innanzitutto che Stirner abbia avuto un'influenza su Nietzsche? È giusto in un secondo tempo considerare le loro filosofie come due sistemi analoghi e animati dallo stesso spirito? È a giusto titolo che si avvicina Nietzsche a Stirner, e che si parla di una corrente individualista, anarchica o immoralista?" "L'Unico di Stirner mostra a quale conseguenza estrema porti il panteismo della filosofia hegeliana: c'eravamo sforzati anzitutto di collegare l'idea e il reale; siamo stati condotti al nominalismo. L'originalità di Stirner è consistita nel dedurre questo nominalismo per affrancare l'individuo da ogni legame. Nietzsche, al contrario, tiene anzitutto all'originalità artistica e alla sincerità morale. È ai borghesi tedeschi, ai filistei ed ai farisei che si rivolge, quando afferma che ogni individuo è un miracolo unico."
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Campanella. Studio critico sulla sua vita e su «La città del sole»
di Lafargue Paul
editore: Edizioni Immanenza
pagine: 72
Una crisi religiosa, continua e generale, agitò il medioevo europeo; fin da prima del XII secolo sètte ereticali spuntarono in
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Pensare al non vedere. Scritti sulle arti del visibile (1979-2004)
di Jacques Derrida
editore: Jaca Book
pagine: 395
Delle arti - di ciò si tratta in questo libro. Delle arti, appunto, al plurale. O anche della problematicità di un singolare - l'"arte" -, che si rifrange ogni volta in una molteplicità lontanissima dall'essere omogenea. Jacques Derrida non si è mai sottratto alla sottile quanto inevitabile ingiunzione che le "arti del visibile", ossia il disegno, la pittura e la fotografia, ma anche il cinema, la videoarte e il teatro, suscitano per il solo fatto di esistere. Ed è vero - come il lettore potrà constatare - che la decostruzione trova nelle arti un'occasione assai feconda di esplicitare, mettere alla prova e sperimentare la portata dei suoi concetti. Per quanto concerne il visibile, infatti, si tratta sempre, anche se in modalità differenti nelle arti e rispetto alla scrittura, della traccia, del tratto, di spettri, e dunque di un "vedere senza vedere niente". Derrida non avrà pensato che a questo non vedere, come rivelano i testi qui raccolti (saggi, interventi, conferenze, interviste, scritti per cataloghi d'arte), apparsi lungo l'arco di venticinque anni di attività e pratica di scrittura, successivi alla pubblicazione di "La vérité en peinture" (1978) fino al 2004.
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Sii fedele. Corrispondenza 1925-1935
editore: Archinto
pagine: 309
"Sei treu, sii fedele!" sussurra Alberich a Hagen nella I scena del II atto del "Crepuscolo degli dei", e Berg in una cartolina aveva mandato a Adorno il passo con il monito, citando però la musica senza le parole, e mettendo in imbarazzo il giovane allievo che tardò a riconoscerla. Fedele Adorno fu davvero, anche dopo la morte di Berg: fedele innanzitutto all'intuizione che lo aveva spinto nel 1925 a sceglierlo come insegnante di composizione, essendo fin da allora (prima del successo del "Woozzeck") ben consapevole della straordinaria grandezza del compositore viennese. Berg fu per Adorno il punto di riferimento negli anni della più intensa vocazione di compositore; il giovane Adorno fu per Berg un intellettuale capace di riconoscere e divulgare la grandezza dei protagonisti della Scuola di Vienna e un musicista dotato di autentico talento compositivo. Con una nota di Paolo Petazzi.
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Totalità e infinito. Saggio sull'esteriorità
di Emmanuel Lévinas
editore: Jaca Book
pagine: 315
Uno dei testi di filosofia più conosciuti degli ultimi decenni e senza dubbio il più famoso di Lévinas
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Teoria della morale
di Jurgen Habermas
editore: Laterza
pagine: 246
Se il pensiero filosofico contemporaneo ha decretato la morte della metafisica, è ancora possibile un discorso etico? Due secoli dopo la "Fondazione della metafisica dei costumi" di Kant, Habermas riflette sulla ragione pratica in vista di quella che potremmo definire la 'fondazione post-metafisica dei costumi'.
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La storia della filosofia nell'età classica. Dal VII secolo a. C. al II secolo d. C.
di Piero Di Giovanni
editore: Franco Angeli
pagine: 528
È possibile una "storia della filosofia"? La stesura di una storia della filosofia implica un problema di fondo: se essa debba
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La filosofia di A. Schopenhauer
di Aroldi Enrico C.
editore: Edizioni Immanenza
pagine: 60
In sostanza, per Schopenhauer, il mondo si riduce non ad altro, a dirla con la sua stessa espressione, che 'ad una volontà imm
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