Critica letteraria e Linguistica
Lettere e saggi
di James Joyce
editore: Il saggiatore
pagine: 1101
James Joyce è considerato uno dei giganti della letteratura di ogni tempo. E l'"Ulisse" è ritenuto un'opera-mondo, uno di quei capolavori che nessuno può ignorare. Ma quanto vale per "Ulisse" e per "Finnegans Wake" - testi che trasformano gli elementi caotici dell'esistenza in arte - si scopre essere vero anche quando si avvicinano quegli scritti di Joyce, come le lettere, apparentemente non destinati a esser ricevuti da altri che dai loro diretti destinatari: quasi per una mistica alchemica, la vita si trasmuta in arte, e l'arte di Joyce fuoriesce dalla letteratura. Le Lettere, che compongono la prima parte di questo volume, coprono l'intero arco della vita di Joyce - dalla paralisi di Dublino alla fuga in Italia con Nora, dall'esilio volontario a Trieste e Roma alla maturità trascorsa tra Parigi e Zurigo, dalla lotta intransigente con l'editore Grant Richards per la soffertissima pubblicazione di "Gente di Dublino" al riconoscimento internazionale grazie all'impegno di Ezra Pound - e si presentano come sua ideale autobiografia; al contrario, i "Saggi" - che si tratti di un vibrante pezzo sul provincialismo nazionalista irlandese, di una stroncatura degli ultimi romanzi pubblicati al di là o al di qua della Manica, del testo di una conferenza su William Blake o di un frammento sulla "Poetica" di Aristotele - ci consentono di incontrare il Joyce giornalista, il Joyce politico, il Joyce critico letterario: in una parola, il Joyce pubblico. Curata da Enrico Terrinoni, "Lettere e saggi" è un'opera monumentale, che consente una prospettiva assolutamente inedita sulla vicenda umana e intellettuale di James Joyce: non solo, infatti, queste scritture custodiscono al proprio interno i semi da cui scaturiranno i grandi capolavori in prosa - autentico spartiacque nella storia della letteratura -, ma al tempo stesso introducono il lettore al laboratorio in cui Joyce, da vero artigiano della parola, non smise mai di dare forma alla materia prima della sua arte: la sua vita intima di uomo; la vita dell'Omero del Novecento, un autore la cui grandezza né la moda né il logorio del tempo potranno mai scalfire.
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Gli strumenti per la ricerca linguistica. Corpora, dizionari e database
di Anna Riccio
editore: Carocci
pagine: 159
La crescente disponibilità di risorse linguistiche in formato elettronico offre continuamente nuovi strumenti e metodi di indagine che confermano negli anni la loro validità ed efficacia nella ricerca linguistica. Il volume, rivolto a chiunque si interessi alle specificità che caratterizzano i corpora, i dizionari e i database linguistici, descrive ciascun tipo di risorsa dedicandovi un capitolo a sé stante fitto di rimandi che consentono di integrare l'informazione acquisita in un contesto scientifico più ampio. La struttura simmetrica dei capitoli mette in luce i principali e molteplici aspetti delle diverse risorse. Ogni capitolo presenta infatti una breve introduzione con alcuni cenni storici, per poi articolarsi in quattro sessioni principali in cui si trovano le risposte agli interrogativi più frequenti sul cosa sono, come si costruiscono, come si usano e a cosa servono tali risorse. Gli esempi, le illustrazioni e le applicazioni che accompagnano la trattazione offrono la possibilità di misurarsi con alcune problematiche connesse all'esplorazione e all'analisi dei dati.
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Che cos'è una metafora
editore: Carocci
pagine: 126
"Forse un mattino andando in un'aria di vetro. .." Che cos'è un'"aria di vetro"? Quando pensiamo alle metafore, ci vengono in mente espressioni linguistiche come quelle delle poesie, in cui le parole evocano immagini non riducibili al significato letterale. Tuttavia la metafora è anche e soprattutto un potente strumento del pensiero in diversi ambiti del sapere e della vita pratica. Il volume è una guida alle principali teorie della metafora, ai processi di comprensione del significato metaforico, agli aspetti universali e culturali della metafora e alle sue applicazioni nei vari ambiti comunicativi (giornalismo, politica, pubblicità, arti, scienza, didattica).
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Roland Barthes: parole chiave
di Gianfranco Marrone
editore: Carocci
pagine: 243
L'opera di Roland Barthes (semiologo, saggista, critico letterario fra i principali nel Novecento) è ancora ricca di idee e di modelli per leggere il nostro presente. Questo lessico concettuale prova a ricomporne i pezzi: circa cinquanta parole chiave con molti rimandi fra loro. I lemmi hanno natura diseguale ma tono analogo, in modo da far emergere la poliedricità di interessi di questo autore e la rigorosità dello sguardo che li attraversa. Il tutto sulla base di un unico principio di fondo: tralasciamo inutili biografismi e torniamo ai testi di Barthes.
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Il romanzo di lei. Scrittrici italiane dal secondo Novecento a oggi
di Siriana Sgavicchia
editore: Carocci
pagine: 130
Nella narrazione di romanzo, che Virginia Woolf ha definito simile a una tela di ragno, vi sono incontri degli autori e delle autrici con i libri del passato e del presente, i quali definiscono tutti insieme uno spazio discontinuo in cui ogni scrittura si prolunga oltre la soglia del singolo testo e oltre le cronologie creando talvolta fratture o anche abissi, altre volte territori di condivisione. Il volume propone un percorso critico attraverso romanzi di autrici italiane rappresentative dal secondo Novecento a oggi (Banti, Ceresa, Ortese, Morante, Ramondino, Sapienza, Ferrante). Il discorso nel suo complesso non intende presentare un canone ma disegnare un ritratto, uno dei possibili, dell'identità autoriale femminile nella scrittura di romanzo. L'indagine sullo stile, sui personaggi, sulle dinamiche intertestuali, e in particolare sulle strategie di autofinzione che le diverse scrittrici adottano evidenzia come tratto distintivo uno scarto fra il diritto all'espressione acquisito dalle donne e la permanenza di un segno di denuncia di volta in volta più o meno dissimulato. In questa prospettiva, i romanzi sui quali ci si sofferma testimoniano l'adozione di soluzioni che risultano attuali per i contenuti etici, civili, culturali e innovative rispetto ai codici espressivi della tradizione.
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Sotto il segno del dionisiaco. Laure tra erotismo, sacro ed esperienza politica
di Aldo Marroni
editore: Ombre corte
pagine: 134
Laure, al secolo Colette Peignot (1903-1938), vive la sua breve e intensa esistenza all'ombra dello spirito dionisiaco, costellata di scelte eccessive ed estreme. Adolescente, si ribella alla cupa religiosità impostale dalla famiglia per gettarsi a capofitto nella convulsa vita culturale e politica della Parigi degli anni Trenta. La troviamo subito al centro di un intreccio straordinario di eventi vissuti accanto a scrittori e pensatori i quali hanno segnato profondamente quegli anni dal punto di vista politico e filosofico. Jean Bernier, Boris Souvarine e Georges Bataille sono le tre importanti personalità che gravitano inesorabilmente, catturate dal suo fascino, intorno alla sua fortissima presenza passionale e intellettuale. Gli "Écrits", pubblicati dopo la sua morte, hanno rivelato al mondo una scrittrice segreta, che rifiutava paradossalmente ogni deriva letteraria dell'impegno politico. Proprio la concezione della lotta politica, intesa come totale dispendio di sé fino alla morte, l'hanno distinta dai suoi tre maestri-amanti. Il presente lavoro si propone di rimuovere l'immagine di una Laure dedita esclusivamente alla deboscia erotica, per restituircela nella sua veste di pensatrice e donna politicamente impegnata, sempre sotto il segno del dionisiaco.
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La Bibbia dei Goti, Ravenna e Tedorico. Un antico manoscritto il «Codex Argenteus»
di Lars Munkhammar
editore: Longo Angelo
pagine: 156
Il "Codex Argenteus" della Biblioteca Universitaria di Uppsala è forse il più completo manoscritto gotico ancora esistente. Il codice è quanto rimane di uno splendido evangeliario di lusso redatto nella Ravenna del re goto Teoderico il Grande (493-526), mentre il testo al suo interno contiene parte della prima traduzione della Bibbia dal greco al gotico, opera del vescovo ariano Wulfila nel IV secolo. La storia del manoscritto è avvolta nel mistero finché nel XVI secolo non fu scoperto nel monastero di Werden. Poi se ne persero nuovamente le tracce e ricomparve a Praga nel 1648, quando le truppe svedesi presero la città. Attraversò il Nord Europa e infine giunse all'Università di Uppsala nel 1669, prezioso dono del cancelliere Magnus Gabriel De la Gardie all'università più importante del regno. Questo libro ricostruisce la storia del Codex Argenteus, oggetto misterioso e affascinante che, da lussuoso codice purpureo, nei secoli diventò di volta in volta santa reliquia, volume dimenticato, bottino di guerra, brama di ladri o collezionisti e molto altro ancora.
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Forma sinarum. Personaggi cinesi nella letteratura italiana
di Danilo Soscia
editore: Mimesis
pagine: 91
In maniera sotterranea e persistente, un preciso immaginario intorno alla Cina e ai cinesi matura nell'opera di numerosi autori italiani. Da Marco Polo a Ermanno Rea, passando per l'opera di Boccaccio, Ariosto, Metastasio, Leopardi, Calvino, Malerba, fino alla nutrita produzione di scritti di viaggio che nel corso del Ventesimo secolo ha raccontato dal vivo quella regione del mondo e i suoi abitanti. Un affresco in continua mutazione, ricco di figure in primo piano, ma anche di comprimari e di sfondi frastagliati dove hanno trovato collocazione, nel corso di una storia lunga quanto avvincente, personaggi e paesaggi perlopiù scomparsi dalla memoria. "Forma Sinarum" tenta di individuare in un unico disegno, quasi una costellazione di senso, le maschere, gli stereotipi, le utopie che hanno materializzato agli occhi dei lettori il Centro del Mondo e le sue meraviglie.
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«Al suon di questa cetra». Ricerche sulla poesia orale del Rinascimento
di Luca Degl'Innocenti
editore: Società Editrice Fiorentina
Perché mai, se un poeta del Rinascimento dice «leggi quel che scrivo» crediamo che faccia sul serio, ma se dice «ascolta quel che canto» pensiamo a una figura retorica? Forse perché a quel tempo la circolazione scritta della poesia era normale e quella orale invece no? O forse perché sembra così a noi oggi, che i testi di allora li leggiamo soltanto ma non li ascoltiamo ormai più? Questo libro mostra che di solito la risposta giusta è la seconda. Partendo dal caso dell'Altissimo, celebre canterino improvvisatore, e arrivando a quello di Machiavelli, riscoperto improvvisatore anch'egli, vi si incontrano strada facendo umili cantimpanca e grandi editori, autori cavallereschi e artisti inventori, illustri letterati e oscuri ciarlatani, tutti accomunati dalla pratica orale della poesia. Una poesia "orale" non certo perché estranea alla scrittura, con la quale anzi dialoga fittamente, ma perché diffusa e goduta comunemente attraverso voci, suoni, musiche e presenze. Le analisi testuali, le ricerche iconografiche, le indagini biografiche e le scoperte bibliografiche che si alternano in queste pagine rivelano che questo era il caso di gran parte della poesia narrativa, lirica e morale del Rinascimento, e che per molti poeti del tempo cantare «al suon di questa cetra» non era affatto una finzione retorica, ma un modo reale di fare poesia.
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Per Lanfranco Caretti
editore: Società Editrice Fiorentina
"Già nel 1985, nel momento in cui, con il compiersi dei suoi settant'anni, Lanfranco Caretti lasciava l'insegnamento universitario per andare - come allora si diceva, e le norme prevedevano - "fuori ruolo", gli allievi allestirono una miscellanea in onore del Maestro: ne uscirono i due imponenti tomi dal titolo Studi di filologia e critica offerti dagli allievi a Lanfranco Caretti, di complessive 952 pagine, un'impresa (senza Tabula gratulatoria, per espressa e categorica volontà del festeggiato) resa possibile dalla devota generosità del direttore della Salerno Editrice, Enrico Malato. L'opera fu presentata all'Accademia Fiorentina della Colombaria, mercoledì 16 aprile 1986, insieme con il numero speciale della rivista «Filologia e Critica» (Omaggio a Lanfranco Caretti, x, fascicoli I-III, maggio-dicembre 1985, pp. 552), anch'esso dedicato - doverosamente, si direbbe - al "trovatore" geniale del binomio poi divenuto il titolo stesso della rivista. In quella data, presentatori d'eccezione furono Eugenio Garin, Giuliano Innamorati, Giorgio Luti, Claudio Varese: ebbe ben ragione Caretti, nella sua cordiale replica, a definirsi «un uomo fortunato», attorniato com'era nella sua robusta e sempreverde terza età da tanta dovizia di colleghi-amici, e da una corona nutrita di allievi, allora nel primo rigoglio della loro piena assunzione di responsabilità accademiche."
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Le lingue slave tra struttura e uso
editore: Firenze University Press
pagine: 348
Il volume, che prende le mosse dal V Incontro di Linguistica Slava (Roma, 25-27 settembre 2014), riflette lo stato delle ricer
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