Critica letteraria e Linguistica
Enciclopedia Universale
editore: Garzanti Libri
pagine: 2000
Giunta alla dodicesima edizione, l'Universale torna in libreria completamente riveduta. L'aggiornamento spazia dalla politica al diritto, dall'economia alle scienze, dalla letteratura alla musica, dal cinema allo sport: una mappa del sapere di oggi, una serie di istantanee su protagonisti, fatti, idee del nostro tempo che fanno dell'enciclopedia non solo un repertorio delle nozioni tradizionali ma anche una preziosa bussola per orientarsi nel presente. Una particolare attenzione è riservata alla situazione politica ed economica dei paesi del mondo e alla geopolitica internazionale: la guerra in Siria e in Ucraina, l'avanzata dell'ISIS, la crisi finanziaria della Grecia, l'emergenza migranti nel Mediterraneo. Uno spazio non minore è dedicato alle importanti riforme istituzionali e giuridiche dell'ordinamento italiano, e alle numerose innovazioni tecnologiche, dall'informatica alle telecomunicazioni. Oltre a centinaia di voci nuove nei vari campi dello scibile, l'edizione 2015 offre un capillare e sistematico aggiornamento dei dati demografici, delle statistiche economiche, dei record sportivi, mettendo a disposizione del lettore una ricchissima mole di informazioni puntuali e certificate.
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La critica come critica della vita. La letteratura e il resto
editore: Donzelli
pagine: 143
La critica letteraria può essere anche critica della vita? È questo l'interrogativo, lanciato da Massimo Onofri, che anima la discussione ospitata nel volume. Nel saggio di apertura Onofri teorizza un'idea di critica letteraria come critica della cultura, della società e, in una parola, della vita, a partire da una ragione laica, aperta e spregiudicata, autorevole ma sempre in difetto di conoscenza. Un'idea per la quale di conseguenza il critico letterario si distingue da uno studioso e da un recensore per essere un critico della vita attraverso la letteratura e un critico della letteratura attraverso la vita. Alcune tra le più autorevoli voci contemporanee fanno qui il punto sullo stato dell'arte della critica letteraria, partendo dalle sue radici antropologiche e filosofiche per riflettere sui concetti di impegno e democrazia, di giudizio di valore e di canone, di vita e di senso comune cui la critica militante è costitutivamente e imprescindibilmente legata, laddove questa resta, nonostante tutto, l'unica forma di resistenza a un totalitarismo, quello della teoria, che ha provato a cancellare, nel nome del metodo e della scienza, i diritti del lettore in carne e ossa; e al contempo l'unica possibilità dell'uomo e del cittadino per uscire dal suo stato di minorità.
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Piccolo Puxi. Saggio sulla lingua di una madre
di Leo Spitzer
editore: Il saggiatore
pagine: 114
Il 26 maggio 1922 nasce Wolfgang, figlio di Emma e Leo Spitzer
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In compagnia di Antonin Artaud
di Jacques Prevel
editore: Giometti & antonello
pagine: 164
1950. Dal sanatorio per tubercolotici in cui è ricoverato, Jacques Prevel sente come imminente la propria fine e si rende conto che non riuscirà a scrivere quel libro sul suo maestro per il quale ha raccolto quasi quotidianamente appunti nei suoi quadernetti durante i due anni passati al suo fianco nella Parigi ancora devastata dalla guerra, la Parigi della Rive Gauche, dei Sartre e dei Breton, delle riviste letterarie e dei caffè. Il diario ha inizio nel maggio del '46, all'indomani del ritorno a Parigi di Artaud dopo nove anni di manicomio. Attraverso la descrizione degli incontri e dei luoghi, la trasposizione precisa dei dialoghi, delle lettere e delle parole di Artaud viene a delinearsi la storia di un'amicizia maledetta e sublime che terminerà soltanto con la notizia della sua morte nel marzo del '48. Documento di eccezionale importanza per conoscere il pensiero e la vita di uno dei più importanti poeti del '900, "In compagnia di Antonin Artaud" è anche un canto di morte e di liberazione, un'incursione nella realtà della follia e dell'arte.
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Guida alla letteratura erotica. Dal Medioevo ai giorni nostri
di Bertolotti Alessandro
editore: Odoya
pagine: 336
Alessandro Bertolotti racconta, senza remore né pregiudizi, la storia della letteratura erotica del mondo occidentale, dalla f
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Filippo Beroaldo il Vecchio, un maestro per l'Europa. Da commentatore di classici a classico moderno (1481-1550)
di Andrea Severi
editore: Il mulino
pagine: 416
Conosciuto, dopo gli studi di Eugenio Garin ed Ezio Raimondi, soprattutto come il professore di humanae litterae dello Studio bolognese (definito addirittura il "commentatore" per antonomasia d'età bentivolesca), il profilo di Filippo Beroaldo il vecchio si arricchisce non di poco se si analizza con cura la tradizione manoscritta e a stampa dei suoi testi. Questo volume, attraverso un primo censimento dei codici che tramandano le sue opere e uno studio dei paratesti delle stampe transalpine delle sue Orationes et poemata (stampate tra Lione, Parigi, Lipsia e Basilea), ambisce a dimostrare che per l'Europa Beroaldo fu ben di più che un semplice filologo e commentatore di classici: fu anche un poeta e un oratore apprezzatissimo nelle scuole come maestro di eleganza stilistica e di insegnamenti morali; un umanista, insomma, che, da commentatore dei classici antichi - in particolare Properzio, Svetonio e Apuleio -, divenne quello che possiamo definire un classico moderno.
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Il guerriero, l'amazzone, lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo. Conversazione a tre voci
di Carlo Emilio Gadda
editore: Adelphi
pagine: 267
Pochi personaggi hanno scatenato l'acredine e il sarcasmo dell'Ingegnere quanto Ugo Foscolo ("mi fa imbestialire" ha confessat
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I russi
di Tommaso Landolfi
editore: Adelphi
pagine: 365
Nel 1928 Landolfi è studente all'Università di Firenze. Dai corsi ufficiali, però, si tiene "a rispettosa distanza": la sua unica, "beata", occupazione è parlare per notti intere di letteratura con gli amici Carlo Bo, Leone Traverso e Renato Poggioli. "Lì era la nostra università," ricorda "a quella vera non andavamo mai". E grazie a Poggioli che scopre la letteratura russa: e in questa disciplina, che a Firenze allora nessuno professava, si laureerà nel 1932 con una tesi sull'opera di Anna Achmatova. Intanto, nel 1930, sono usciti un racconto, Maria Giuseppa, e la recensione al Re Lear delle Steppe di Turgenev: il suo doppio destino - di scrittore e di slavista - è segnato. Ma slavista è forse il termine meno adatto. Incontrando la letteratura russa, Landolfi incontra in realtà una parte di sé: e l'"uomo superfluo" - in cui confluiscono senso di estraneità, stanchezza spirituale, profondo scetticismo - diventa uno specchio nel quale non cesserà di guardarsi. Per non parlare del dualismo morale, dei fantasmi, dell'innocenza russa, di Gogol' e Dostoevskij, che entrano stabilmente fra gli agenti attivi della sua immaginazione, per poi rifluire nella narrativa. Non meraviglia allora che in Russia Landolfi non sia mai andato: quel paese era per lui, e sarebbe rimasto, un'immagine, la matrice di una letteratura consegnata a un "eterno romanticismo", nonché di scrittori irriducibili agli schemi, capaci di ricreare da capo il proprio mondo.
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Un anarchico in corsia d'emergenza
editore: Laterza
pagine: 146
Ascoltare o leggere Ascanio Celestini oggi sembra un po' come guardare dall'alto un'autostrada a tre corsie piena di berline aerodinamiche e rimanere ipnotizzati da una piccola 500 del 1967 che procede per conto proprio. Protagonista della scena teatrale italiana, voce di coloro che non compaiono mai nelle storie ufficiali, Celestini è capace di ascoltare tante storie e distillarne una sola e collettiva.
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La scienza del linguaggio. Interviste con James McGilvray
di Noam Chomsky
editore: Il saggiatore
pagine: 435
In questo libro di interviste con James McGilvray, arricchito da un dettagliato glossario dei termini tecnici e da chiare appendici esplicative, Chomsky ripercorre gli snodi centrali della sua teoria, secondo la quale il linguaggio è un sistema biologico evolutosi in un singolo individuo e in seguito trasmesso geneticamente alla sua discendenza. In questa visione, il linguaggio non è più un semplice strumento, ma diventa un elemento chiave della nostra natura. Anzi. è proprio il linguaggio a rivelare quanto c'è di autenticamente umano in noi e nel modo in cui ci siamo evoluti. Con il tono persuasivo che da sempre lo contraddistingue, Chomsky parla in queste pagine, ideali tanto per chi vuole accostarsi per la prima volta al suo pensiero, quanto per chi desidera approfondirne i momenti fondamentali, del rapporto fra linguaggio e idee, dell'importanza della semplicità nell'elaborazione filosofica, del sapere e dell'apprendimento, e indaga con l'usuale lucidità e acutezza la relazione fra linguistica e politica, individuando il nesso che unisce due campi apparentemente così lontani in un impegno oggi più che mai urgente: quello per la libertà di ogni uomo.
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Come usare le app in biblioteca
di Lasio Roberta
editore: Editrice Bibliografica
pagine: 64
Smarfphone, tablet, e-reader, app, QR code, instant messaging: termini ormai di uso comune
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