Critica letteraria e Linguistica
La nostalgia. Quando dunque si è a casa? Ulisse, Enea, Arendt
di Barbara Cassin
editore: Moretti & vitali
pagine: 93
"Questo libro interroga, con la 'nostalgia', il rapporto tra patria, esilio e lingua materna. L'Odissea, che racconta le peripezie di Ulisse e del suo ritorno incessantemente differito, è il poema per eccellenza della nostalgia. Il segno, squisitamente simbolico, che Ulisse è finalmente tornato 'a casa', nella sua patria, è il letto radicato, scavato con le sue mani in una pianta d'ulivo intorno a cui ha edificato la sua dimora, un segreto che condivide con la sua sposa. Radicamento e sradicamento: ecco la nostalgia. La patria, Enea la porta con sé quando fugge da Troia in fiamme con il padre Anchise e gli dèi lari sulle spalle. Va errando di luogo in luogo finché Giunone, il cui odio lo insegue, concede di lasciargli fondare quella che diventerà Roma, ma a una condizione: che dimentichi il greco e parli, dice Virgilio, 'con una sola bocca' insieme e come i Latini. L'epopea fondatrice è anche, in questo caso, fondatrice di lingua. Avere per patria la propria lingua, per unica patria addirittura. Così, nei tempi bui in cui vive, Hannah Arendt, 'naturalizzata' nel suo esilio americano, sceglie di definirsi non rispetto a un paese o a un popolo, ma soltanto rispetto a una lingua, la lingua tedesca. È questa lingua che le manca e che vuole udire." (Dal testo introduttivo di Barbara Cassin)
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Pascoli e l'inconscio
di Fausto Curi
editore: Mimesis
pagine: 167
"Quanto è incredibile e intollerabile come ideologo e come persuasore, altrettanto però Pascoli è inquietante, incantevole e a volte potente come gestore di un'epifania del profondo. La sua importanza sta principalmente in ciò, che nel grembo di una società ormai quasi completamente industrializzata, colta e scettica, che si illude di essersi lasciati per sempre alle spalle i simulacri del proprio primitivo passato, egli fa riemergere all'improvviso una perturbante verità d'origine. Il fanciullo che vede nel buio vede nella nostra notte primigenia, e vi legge sbigottito i segni di una preistoria emozionale che ancora non cessa di assalirci e turba ogni giorno le nostre vene e torna a spezzarci il respiro come in una prima alba. Di questa preistoria attuale e radicale, che forse non si convertirà mai in storia ed è dunque segreta e indistruttibile, Pascoli è un testimone poetico al tempo stesso abbagliato e infallibile." (Fausto Curi)
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Carducci
di Francesco Benozzo
editore: Salerno
pagine: 298
La figura complessa e per molti versi affascinante di Giosuè Carducci (1835-1907) viene attentamente delineata in queste pagine a partire da un'analisi puntuale dei suoi scritti e della sua biografia, dagli anni giovanili passati in Lunigiana e Maremma fino all'approdo, ancora giovanissimo, a Bologna, dove insegnò Letteratura italiana e Filologia romanza all'Università. Poeta, professore, filologo, uomo pubblico dell'Italia risorgimentale, egli resta ancora oggi un personaggio più frainteso che letto. Nel libro viene approfondito in particolare il rapporto tra la sua indole rivoluzionaria, sdegnosa e solitaria, e la società di transizione tra Ottocento e Novecento, che egli visse e interpretò in tutte le sue laceranti contraddizioni, e di cui la vastissima produzione poetica e saggistica rappresenta una specie di mappa aperta e per certi versi ancora largamente incompresa. Lontano dagli stereotipi critici che hanno appiattito e museificato, a partire dalle antologie scolastiche, l'immagine di Carducci, l'autore restituisce qui il profilo di un poeta e prosatore sfaccettato e inquieto, non di rado notturno e umbratile, irriducibilmente anarchico e libertario, e sempre attuale in quanto fieramente inattuale: un poeta europeo in bilico tra slanci polemici e rèverie crepuscolare, a cui Nietzsche pensò di affidare la diffusione dei propri scritti polemici e anticlericali.
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L'Inferno di Dante nelle acqueforti di Domenico Ferrari
di Domenico Ferrari
editore: Salerno
pagine: 166
Una nuova interpretazione figurativa della Divina Commedia realizzata per il 750º anniversario della nascita di Dante, esposta al pubblico per la prima volta nella grande manifestazione in Senato del 4 maggio 2015. Esce ora il volume dedicato all'Inferno. Si tratta di 36 acqueforti di Domenico Ferrari che illustrano la prima Cantica. Di queste, 34 rappresentano le illustrazioni dei singoli canti, mentre le altre due sono i "ritratti" di Dante e di Lucifero. Con una presentazione di Enrico Malato e saggi introduttivi di Lucia Battaglia Ricci e Riccarda Turrina. Alle acqueforti fa da chiosa il commento alle illustrazioni dei canti di Ettore Lombardo, "Il racconto delle immagini".
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Aldo Manuzio
editore: Tunué
pagine: 119
"Numerose e tutte interessanti le iniziative messe in campo dall'Amministrazione Comunale di Bassiano, per celebrare l'illustre concittadino Aldo Manuzio, maestro umanista e tipografo editore, innovatore del carattere tipografico corsivo e inventore del piccolo formato tascabile in-ottavo, che ha avuto un posto di primo piano nella storia dell'umanità e nell'evoluzione delle lettere e della filosofia. Fornito come era di spirito imprenditoriale, diede un grande impulso alla cultura attraverso la divulgazione della stampa di opere erudite, di testi classici e dei contemporanei, nella convinzione che la diffusione del sapere può produrre economia e può contribuire al miglioramento delle condizioni socioeconomiche di una comunità. Con questo convincimento inseriamo nel novero delle manifestazioni dedicate ad Aldo Manuzio l'opera di Andrea Aprile e Gaspard Njock, che come Amministrazione ci onoriamo di patrocinare e di presentare alla comunità di Bassiano e alla più ampia ed importante comunità degli amanti della Cultura nelle sue forme più diverse. Attraverso la forma del fumetto come "letteratura disegnata", veicolo al tempo stesso di canoni etici (messaggio, metafora, esempio) ed estetici (descrizione, riflessione, narrazione, dialogo) gli autori concorrono alla proposizione di quelle idee e sentimenti ritenuti dal grande umanista nostro concittadino utili all'educazione dell'essere umano."
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Commento a «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana» di Carlo Emilio Gadda
di Maria Antonietta Terzoli
editore: Carocci
pagine: 1183
Il Pasticciaccio contamina materiali eterogenei desunti da un'ampia tradizione letteraria, figurativa, critica, scientifica
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Pagine di un lungo diario
di Giuseppe Bevilacqua
editore: Le Lettere
pagine: 379
Questo libro raccoglie il diario del germanista e scrittore Giuseppe Bevilacqua, redatto tra il 1966 e il 2009: ma non è propriamente il diario di un germanista, perché anche se di poeti e di grandi scrittori tedeschi si parla a più riprese (Celan, Bachmann, Rilke ed altri) e sullo sfondo ci sono diversi episodi di vita accademica, queste memorie raccontano prevalentemente storie di vita vissuta lungo l'arco di quasi un cinquantennio. Sono in gran parte resoconti di viaggio in Europa e fuori, ricordi di fatti pubblici e di fatti privati, letture e incontri, passioni e patimenti, luoghi dell'anima e luoghi del caso, giudizi e congedi. Esperienze che attraversano decenni della storia italiana ed europea del Novecento e si estendono con progressivo distacco fino agli inizi del ventunesimo secolo. Naturale che vi siano salti cronologici e disuguaglianze formali; ma a legare queste memorie è il gusto e la capacità di racconto dell'autore che ha già pubblicato versi, piccole prose e due romanzi; e che in queste pagine conferma pienamente la sua attitudine a dare forma narrativa a eventi minimi come a più complesse e disparate esperienze di vita, che poi trovano una forma di unità nello sguardo dell'osservatore. Introduzione di Maria Fancelli.
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Conversazioni
di Brodskij Iosif
editore: Adelphi
pagine: 314
Come nasce la poesia? Di quale misterioso lavoro è l'esito? E qual è il suo compito? Chiunque si sia posto, almeno una volta,
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Isolario arabo medioevale
di Angelo Arioli
editore: Adelphi
pagine: 341
Come approdi momentanei di un itinerario inventato - dal Mar di Cina e dall'Oceano Indiano al tenebroso "Mare Abbracciante" in Estremo Occidente sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall'Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l'isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come "Finzioni" di Borges, o "Le città invisibili" di Calvino o il "Libro dei mostri" di Wilcock.
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