Critica letteraria e Linguistica
Pasolini oggi. Fortuna internazionale e ricezione critica
editore: Marsilio
pagine: 339
Il volume propone un bilancio aggiornato dei molteplici livelli di lettura dell'opera di Pasolini, che, nelle sue multiformi e
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Parola di Marlowe
editore: Il canneto editore
pagine: 178
Con arguzia, competenza, meticolosità e sconfinata passione - una passione che dura da almeno quarant'anni -, e con l'autorevole avallo morale di Oreste Del Buono («Mi sembra un'ottima idea. Stia attento che non gliela rubino»), Carlo Vita raccoglie un migliaio circa di citazioni dai sette romanzi di Raymond Chandler che hanno per protagonista il duro (ma malinconico) Philip Marlowe: perché insoddisfatto, ci dice, se non addirittura indispettito, dal non trovare nulla o quasi nulla della verve (dell'ironia, dello humour, del cinismo, ma anche dell'intelligenza e della cultura) del mitico Phil nei tanti film su uno dei più famosi private eye della letteratura - film nei quali trama, azione, intrighi e mistero (e pugni e whisky), finiscono inevitabilmente per avere la meglio. E così facendo, e liberandoci dall'obbligo di seguire le indagini (e di contare i morti, e le donne, e i cattivi, e i poliziotti) e di scoprire i colpevoli, fa emergere per noi lettori un autore (nelle vesti del suo figlio prediletto) tutto da assaporare e da riassaporare. Anche per divertirci (e un po' per stupirci), ma soprattutto per riconoscere - una volta di più - il grande scrittore che è Raymond Chandler.
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Montale «par lui-même». Interviste, confessioni, autocommenti 1920-1981
di Francesca Castellano
editore: Società Editrice Fiorentina
Nel lunghissimo arco temporale che separa il 1920 dal 1981 Eugenio Montale si è ripetutamente cimentato, dapprima a intermittenze rade e un poco casuali, con il progressivo trascorrere degli anni in modo più sistematico, con le molteplici forme del racconto di sé: quasi sempre su sollecitazione di un intervistatore o di una intervistatrice, con i quali ha messo in scena un vero e proprio braccio di ferro, stabilendo una sottile e spesso callida dialettica di cose dette e taciute, di confessioni e autocensure, di autointerpretazioni e depistaggi. Scontata la costitutiva ambiguità del 'genere', Francesca Castellano prende per la prima volta in esame lo sterminato palmarès delle testimonianze autobiografiche e autocritiche di Montale (quasi trecento, mai integralmente raccolte in volume), offrendone una ragionata fenomenologia diacronica e sincronica e indicando le fondamentali linee di forza di un autoritratto apparentemente 'involontario', in realtà affidato dal poeta alla scrittura degli altri con una lucida, ironica determinazione.
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L'arabo colloquiale egiziano. Corso pratico-teorico. Livello intermedio
di Patrizia Zanelli
editore: Libreria Editrice Cafoscarina
pagine: 372
L'arabo colloquiale egiziano è un libro per l'insegnamento e l'apprendimento del dialetto del Cairo
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Quando verrai sarò quasi felice. Lettere a Elsa Morante (1947-1983)
di Alberto Moravia
editore: Bompiani
pagine: 323
"Nella corrispondenza che Moravia indirizza a Morante tra il 1947 e gli anni ottanta si confrontano un uomo e una donna, e1 insieme line grandi si littori del Novecento. Il valore dei documenti qui raccolti sta nella testimonianza intima di un legame in lui la vita non può mai essere del tutto separata dall'arte, tanto che l'amore, nulla di più privato e al contempo di più letterario, si proietta in una dimensione altra, universale. Lo dimostrano queste lettere di Moravia scritte di getto, con verità non meditata e con quel pudore che non impedisce di condividere emozioni, idee e inquietudini [...]. Uniti e insieme divisi. per l'intera vita. Li dividono la diversità di carattere, le origini borghesi per lui e modeste per lei - che pesano sin dai primi momenti sugli equilibri della relazione [...]. A unirli è soprattutto il demone della letteratura che nella corrispondenza vi manifesta di rado, ma è onnipresente a un livello sotterraneo e pronto ad affacciarsi quando la vita lo richieda.'' (Dall'introduzione di Alessandra Grandelis)
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Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 733
Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontè e il mal d'amore con Fenoglio, l'arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l'impotenza con "Il bell'Antonio" di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il "Marcovaldo" di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l'Italia da Fabio Stassi, e che oggi viene presentato in una nuova edizione accresciuta con circa trenta nuove ricette delle autrici e altrettante del curatore italiano. Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. Queste ricette per l'anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia. Le prescrizioni raccontano le vicende e i personaggi di innumerevoli opere, svelano aneddoti, tratteggiano biografie di scrittori illustri e misconosciuti, in un invito ad amare la letteratura che ha la convinzione di poter curare con efficacia ogni nostro acciacco. Non mancano consigli per guarire le idiosincrasie tipiche della lettura, come il sentirsi sopraffatti dal numero infinito di volumi che ci opprimono da ogni scaffale e libreria, o il vizio apparentemente insanabile di lasciare un romanzo a metà.
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L'amore è il cuore di tutte le cose. Lettere 1915-1930
editore: Beat
pagine: 429
Il rapporto che legò per quindici anni Vladimir Majakovskij a Lili Brik e al marito di questa, Osip, è stato tra i più spregiudicati e radicali "tentativi amorosi" mai compiuti da un poeta, o, più semplicemente, da un uomo. Offuscata subito da incredulità e maldicenze, colpita, dopo il suicidio del poeta, dalla mistificante censura dell'ufficialità sovietica, questa storia rivive in tutta la sua complessa, drammatica, gioiosa verità nella fittissima corrispondenza (centinaia di lettere, biglietti, cartoline, telegrammi) che Majakovskij e Lili si scambiarono dal 1915 al 1930 con ininterrotta tenerezza: una tenerezza capace di superare e inglobare separazioni e crisi, disagi e amarezze, il bisogno di altri amori e la fatalità di altri incontri.
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Imparare a scrivere con i grandi
di Guido Conti
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 551
Come si scrive un incipit d'impatto? Ce lo insegna Anton Cechov. In che modo si può tenere alta la tensione narrativa? Basta chiederlo a Jack London. Come si costruisce un colpo di scena perfetto? La risposta la dà Aleksandr Puskin. Se lette nel modo giusto, le opere dei grandi scrittori rappresentano una fonte inesauribile di idee, stimoli e strumenti per imparare a scrivere. Guido Conti - autore e docente di scrittura creativa - raccoglie in questo volume i racconti di alcuni tra i massimi esponenti della letteratura mondiale, per svelarci, le tecniche che rendono uniche le loro opere: il modo di impostare la trama, l'impiego di uno specifico punto di vista, l'equilibrio tra detto e non detto, la scelta dello stile, i trucchi per rielaborare un'idea, e la distribuzione di tutti questi ingredienti a seconda dei diversi generi letterari. Un manuale fuori dagli schemi, per apprendere dai più grandi i segreti della scrittura.
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L'italiano della politica e la politica per l'italiano
editore: Cesati
pagine: 911
L'XI Convegno dell'ASLI ha affrontato il rapporto dell'italiano con la politica, guardando sia ai tratti di una varietà linguistica oggi annoverata, sia pure con giusta prudenza, tra i linguaggi settoriali, sia a ciò che la politica ha fatto o ancora deve fare nei confronti della nostra lingua.
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Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso
di Francesco Sabatini
editore: Mondadori
pagine: 224
«La lingua è dentro di te
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Introduzione alla linguistica
di Silvia Luraghi
editore: Carocci
pagine: 308
La linguistica storica è una disciplina che vanta una lunga tradizione nel nostro paese e si dimostra sempre dinamica, come evidenziato dall'arricchimento conosciuto negli ultimi anni dal panorama editoriale. Per questa nuova edizione, il volume è stato completamente riveduto alla luce dell'esperienza didattica, ed è stato ampliato con un capitolo sul mutamento semantico. Presenta una discussione aggiornata dei principali temi affrontati nei corsi universitari e si propone come strumento atto a rispondere a esigenze molteplici e a venir utilizzato da studenti in possesso di conoscenze linguistiche diverse. La trattazione si avvale di un buon numero di esempi basati in primo luogo sull'italiano, per poi passare ad altri argomenti tradizionalmente presenti nei corsi di glottologia, come la ricostruzione dell'indoeuropeo e la differenziazione delle famiglie di lingue indoeuropee. L'efficacia didattica del libro è rafforzata da una raccolta di esercizi e dalle relative soluzioni disponibili online.
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L'oro del tempo contro la moneta dei tempi. André Breton, piuttosto la vita
di Paola Dècina Lombardi
editore: Castelvecchi
pagine: 406
Sul filo di importanti corrispondenze inedite anche in Francia, privilegiando alcuni aspetti privati e con un racconto più obiettivo rispetto all'immagine denigratoria del "papa" del surrealismo o a quella mitizzata dall'esegetica surrealista, il saggio di Paola Decina Lombardi ricostruisce le tappe essenziali dell'esperienza umana e intellettuale di Breton. L'opera poetica, saggistica e teorica, le scelte di campo e lo stile di vita testimoniano quanto André Breton abbia inseguito e proposto, pur tra inquietudini e contraddizioni, un ideale di vera vita riconducibile al mito dell'Età dell'oro che - al di là dei risvolti utopici - ha cercato di mettere in pratica con coerenza. L'eco del mito che esaltava le origini dell'umanità, un tempo di innocenza, giustizia, e pace, felicità e abbondanza, si traduceva per lui in un ideale capace di nutrire il desiderio, l'impegno e la speranza di cambiamento, cioè una vita a misura d'uomo, alimentata dall'oro della realtà interiore, ricca del potere della mente, e non dalla moneta di una realtà dei tempi, povera di valore.
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