Critica letteraria e Linguistica
Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 733
Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontè e il mal d'amore con Fenoglio, l'arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l'impotenza con "Il bell'Antonio" di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il "Marcovaldo" di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l'Italia da Fabio Stassi, e che oggi viene presentato in una nuova edizione accresciuta con circa trenta nuove ricette delle autrici e altrettante del curatore italiano. Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. Queste ricette per l'anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia. Le prescrizioni raccontano le vicende e i personaggi di innumerevoli opere, svelano aneddoti, tratteggiano biografie di scrittori illustri e misconosciuti, in un invito ad amare la letteratura che ha la convinzione di poter curare con efficacia ogni nostro acciacco. Non mancano consigli per guarire le idiosincrasie tipiche della lettura, come il sentirsi sopraffatti dal numero infinito di volumi che ci opprimono da ogni scaffale e libreria, o il vizio apparentemente insanabile di lasciare un romanzo a metà.
Contattaci
Lettere agli editori
di Louis-Ferdinand Céline
editore: Quodlibet
pagine: 250
Dalla prima spavalda lettera che accompagna il manoscritto del Viaggio al termine della notte («È pane per un intero secolo di letteratura. Il premio Goncourt 1932 su un piatto d'argento per il Fortunato editore che saprà accogliere quest'opera senza pari, momento capitale della natura umana») alle ultime, comiche e feroci, che scrive a Gallimard prima di morire, le 219 lettere qui raccolte ci mostrano un Céline arrabbiato, derelitto, incensato o dimenticato, ma sempre straordinariamente consapevole del proprio valore. Con i suoi editori è impegnato fin da subito in un corpo a corpo estenuante, ora per difendere virgole e puntini, ora per rivendicare più austerità sulle copertine («Sobri Sobri Sobri - le stravaganze a casa, sotto le coperte!»), ora per accusarli di ogni sorta di nefandezze. Per lui l'editore è l'incarnazione del parassita: il padrone che sfrutta gli operai o il ruffiano che campa sul lavoro delle prostitute. Talvolta, più raramente, è un prezioso interlocutore con cui discutere di ciò che è davvero essenziale in letteratura: la resa emotiva, il ritmo, la famosa petite musique.
Contattaci
L'amore è il cuore di tutte le cose. Lettere 1915-1930
editore: Beat
pagine: 429
Il rapporto che legò per quindici anni Vladimir Majakovskij a Lili Brik e al marito di questa, Osip, è stato tra i più spregiudicati e radicali "tentativi amorosi" mai compiuti da un poeta, o, più semplicemente, da un uomo. Offuscata subito da incredulità e maldicenze, colpita, dopo il suicidio del poeta, dalla mistificante censura dell'ufficialità sovietica, questa storia rivive in tutta la sua complessa, drammatica, gioiosa verità nella fittissima corrispondenza (centinaia di lettere, biglietti, cartoline, telegrammi) che Majakovskij e Lili si scambiarono dal 1915 al 1930 con ininterrotta tenerezza: una tenerezza capace di superare e inglobare separazioni e crisi, disagi e amarezze, il bisogno di altri amori e la fatalità di altri incontri.
Contattaci
Imparare a scrivere con i grandi
di Guido Conti
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 551
Come si scrive un incipit d'impatto? Ce lo insegna Anton Cechov. In che modo si può tenere alta la tensione narrativa? Basta chiederlo a Jack London. Come si costruisce un colpo di scena perfetto? La risposta la dà Aleksandr Puskin. Se lette nel modo giusto, le opere dei grandi scrittori rappresentano una fonte inesauribile di idee, stimoli e strumenti per imparare a scrivere. Guido Conti - autore e docente di scrittura creativa - raccoglie in questo volume i racconti di alcuni tra i massimi esponenti della letteratura mondiale, per svelarci, le tecniche che rendono uniche le loro opere: il modo di impostare la trama, l'impiego di uno specifico punto di vista, l'equilibrio tra detto e non detto, la scelta dello stile, i trucchi per rielaborare un'idea, e la distribuzione di tutti questi ingredienti a seconda dei diversi generi letterari. Un manuale fuori dagli schemi, per apprendere dai più grandi i segreti della scrittura.
Contattaci
L'italiano della politica e la politica per l'italiano
editore: Cesati
pagine: 911
L'XI Convegno dell'ASLI ha affrontato il rapporto dell'italiano con la politica, guardando sia ai tratti di una varietà linguistica oggi annoverata, sia pure con giusta prudenza, tra i linguaggi settoriali, sia a ciò che la politica ha fatto o ancora deve fare nei confronti della nostra lingua.
Contattaci
Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso
di Francesco Sabatini
editore: Mondadori
pagine: 224
«La lingua è dentro di te
Contattaci
Introduzione alla linguistica
di Silvia Luraghi
editore: Carocci
pagine: 308
La linguistica storica è una disciplina che vanta una lunga tradizione nel nostro paese e si dimostra sempre dinamica, come evidenziato dall'arricchimento conosciuto negli ultimi anni dal panorama editoriale. Per questa nuova edizione, il volume è stato completamente riveduto alla luce dell'esperienza didattica, ed è stato ampliato con un capitolo sul mutamento semantico. Presenta una discussione aggiornata dei principali temi affrontati nei corsi universitari e si propone come strumento atto a rispondere a esigenze molteplici e a venir utilizzato da studenti in possesso di conoscenze linguistiche diverse. La trattazione si avvale di un buon numero di esempi basati in primo luogo sull'italiano, per poi passare ad altri argomenti tradizionalmente presenti nei corsi di glottologia, come la ricostruzione dell'indoeuropeo e la differenziazione delle famiglie di lingue indoeuropee. L'efficacia didattica del libro è rafforzata da una raccolta di esercizi e dalle relative soluzioni disponibili online.
Contattaci
L'oro del tempo contro la moneta dei tempi. André Breton, piuttosto la vita
di Paola Dècina Lombardi
editore: Castelvecchi
pagine: 406
Sul filo di importanti corrispondenze inedite anche in Francia, privilegiando alcuni aspetti privati e con un racconto più obiettivo rispetto all'immagine denigratoria del "papa" del surrealismo o a quella mitizzata dall'esegetica surrealista, il saggio di Paola Decina Lombardi ricostruisce le tappe essenziali dell'esperienza umana e intellettuale di Breton. L'opera poetica, saggistica e teorica, le scelte di campo e lo stile di vita testimoniano quanto André Breton abbia inseguito e proposto, pur tra inquietudini e contraddizioni, un ideale di vera vita riconducibile al mito dell'Età dell'oro che - al di là dei risvolti utopici - ha cercato di mettere in pratica con coerenza. L'eco del mito che esaltava le origini dell'umanità, un tempo di innocenza, giustizia, e pace, felicità e abbondanza, si traduceva per lui in un ideale capace di nutrire il desiderio, l'impegno e la speranza di cambiamento, cioè una vita a misura d'uomo, alimentata dall'oro della realtà interiore, ricca del potere della mente, e non dalla moneta di una realtà dei tempi, povera di valore.
Contattaci
Remediating, rescripting, remaking. Language and translation in the new media
editore: Carocci
pagine: 214
Contattaci
Fratelli
di Guido Garufi
editore: Aragno
È poesia - quella di Garufi - che scaturisce dallo strappo e dal dolore, e che non rinuncia a quel dolore universale su cui s'interroga e a cui cerca di dare risposta, che è poi la risposta stessa della ragione di scrivere: "Ma tu, esiliato scriba, a chi dedichi/ il tuo canto e perché?/ È la domanda onnipresente/ che mi faccio e che rivolgo/ alla pagina alla sua frontiera/ contro lo scorrere dei corpi martoriati/ delle case senza voci dei soffocati/ gemiti e guardo e scrivo/ di quelle mani tese, così in alto.../ (e il mio cruccio è il vero pianto)". Dove - al di là dell'indignazione che pure si affaccia, e che rende meno aggiuntive le crudeli, secche e icastiche Poesie del disamore - c'è da notare almeno la condizione d'esilio in cui il poeta si colloca, insieme con l'abbraccio comunitario (la comune ferita), il fondativo interrogarsi e interrogare, l'iconica raffigurazione (vagamente espressionistica) delle "mani tese" in quell'alzata sospensiva (le frequenti aposiopesi di Garufi sono gli indizi di una umanissima ma non crepuscolare, se non in senso non banalizzabile, "perplessità"), e infine il notevole enjambement "soffocati/gemiti" a incidere, se si può dirla così, un ossimoro voltato in visione: e persino in religiosa visione.
Contattaci
Grazia Deledda. Una vita per il Nobel
di Maria Elvira Ciusa
editore: Delfino Carlo Editore
pagine: 208
Contattaci
An gorta mòr. La grande carestia irlandese (1845-1850)
editore: La vita felice
pagine: 156
Irlanda 1845: un'ignota malattia colpisce la pianta della patata
Contattaci


