Critica letteraria e Linguistica
L'italiano della politica e la politica per l'italiano
editore: Cesati
pagine: 911
L'XI Convegno dell'ASLI ha affrontato il rapporto dell'italiano con la politica, guardando sia ai tratti di una varietà linguistica oggi annoverata, sia pure con giusta prudenza, tra i linguaggi settoriali, sia a ciò che la politica ha fatto o ancora deve fare nei confronti della nostra lingua.
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Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso
di Francesco Sabatini
editore: Mondadori
pagine: 224
«La lingua è dentro di te
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Introduzione alla linguistica
di Silvia Luraghi
editore: Carocci
pagine: 308
La linguistica storica è una disciplina che vanta una lunga tradizione nel nostro paese e si dimostra sempre dinamica, come evidenziato dall'arricchimento conosciuto negli ultimi anni dal panorama editoriale. Per questa nuova edizione, il volume è stato completamente riveduto alla luce dell'esperienza didattica, ed è stato ampliato con un capitolo sul mutamento semantico. Presenta una discussione aggiornata dei principali temi affrontati nei corsi universitari e si propone come strumento atto a rispondere a esigenze molteplici e a venir utilizzato da studenti in possesso di conoscenze linguistiche diverse. La trattazione si avvale di un buon numero di esempi basati in primo luogo sull'italiano, per poi passare ad altri argomenti tradizionalmente presenti nei corsi di glottologia, come la ricostruzione dell'indoeuropeo e la differenziazione delle famiglie di lingue indoeuropee. L'efficacia didattica del libro è rafforzata da una raccolta di esercizi e dalle relative soluzioni disponibili online.
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L'oro del tempo contro la moneta dei tempi. André Breton, piuttosto la vita
di Paola Dècina Lombardi
editore: Castelvecchi
pagine: 406
Sul filo di importanti corrispondenze inedite anche in Francia, privilegiando alcuni aspetti privati e con un racconto più obiettivo rispetto all'immagine denigratoria del "papa" del surrealismo o a quella mitizzata dall'esegetica surrealista, il saggio di Paola Decina Lombardi ricostruisce le tappe essenziali dell'esperienza umana e intellettuale di Breton. L'opera poetica, saggistica e teorica, le scelte di campo e lo stile di vita testimoniano quanto André Breton abbia inseguito e proposto, pur tra inquietudini e contraddizioni, un ideale di vera vita riconducibile al mito dell'Età dell'oro che - al di là dei risvolti utopici - ha cercato di mettere in pratica con coerenza. L'eco del mito che esaltava le origini dell'umanità, un tempo di innocenza, giustizia, e pace, felicità e abbondanza, si traduceva per lui in un ideale capace di nutrire il desiderio, l'impegno e la speranza di cambiamento, cioè una vita a misura d'uomo, alimentata dall'oro della realtà interiore, ricca del potere della mente, e non dalla moneta di una realtà dei tempi, povera di valore.
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Remediating, rescripting, remaking. Language and translation in the new media
editore: Carocci
pagine: 214
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Fratelli
di Guido Garufi
editore: Aragno
È poesia - quella di Garufi - che scaturisce dallo strappo e dal dolore, e che non rinuncia a quel dolore universale su cui s'interroga e a cui cerca di dare risposta, che è poi la risposta stessa della ragione di scrivere: "Ma tu, esiliato scriba, a chi dedichi/ il tuo canto e perché?/ È la domanda onnipresente/ che mi faccio e che rivolgo/ alla pagina alla sua frontiera/ contro lo scorrere dei corpi martoriati/ delle case senza voci dei soffocati/ gemiti e guardo e scrivo/ di quelle mani tese, così in alto.../ (e il mio cruccio è il vero pianto)". Dove - al di là dell'indignazione che pure si affaccia, e che rende meno aggiuntive le crudeli, secche e icastiche Poesie del disamore - c'è da notare almeno la condizione d'esilio in cui il poeta si colloca, insieme con l'abbraccio comunitario (la comune ferita), il fondativo interrogarsi e interrogare, l'iconica raffigurazione (vagamente espressionistica) delle "mani tese" in quell'alzata sospensiva (le frequenti aposiopesi di Garufi sono gli indizi di una umanissima ma non crepuscolare, se non in senso non banalizzabile, "perplessità"), e infine il notevole enjambement "soffocati/gemiti" a incidere, se si può dirla così, un ossimoro voltato in visione: e persino in religiosa visione.
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Grazia Deledda. Una vita per il Nobel
di Maria Elvira Ciusa
editore: Delfino Carlo Editore
pagine: 208
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An gorta mòr. La grande carestia irlandese (1845-1850)
editore: La vita felice
pagine: 156
Irlanda 1845: un'ignota malattia colpisce la pianta della patata
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La prima storia della fantascienza
di Jacques Sadoul
editore: Ghibli
pagine: 387
La fantascienza ha rappresentato uno dei campi più vivaci della letteratura del Novecento attraverso cui scrittori innovativi si sono potuti cimentare in nuove forme di sperimentazione e nuovi modi di raccontare la società. Il genere fantascientifico possiede una sua storia, un pubblico fidato, una propria galleria di classici, di cui questo libro vuole farsi guida essenziale. Annata per annata, pagina per pagina, Jacques Sadoul sfoglia le riviste e ci presenta romanzi e protagonisti che dettero origine a una delle forme narrative più amate dai lettori di tutto il mondo.
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Lettere a mia madre dalla Cina
di Saint-John Perse
editore: Medusa Edizioni
pagine: 102
"Saint-John Perse (Guadalupa 1887 - Giens 1975), pseudonimo di Marie-René Alexis Saint-Leger Leger, è il poeta degli spazi sconfinati, dei Venti e delle Nevi dei grandi poemi sulla Natura rischiarati dai bagliori di Baudelaire e di Rimbaud. La sua poesia, ricorda Manrico Murzi, "è quella di un enciclopedico, che per immagini e metafore, attinge alle tante discipline dello scibile umano: astronomia e astrologia, botanica e zoologia, esoterismo ed ennetismo, alchimia è chimica, entomologia e mineralogia...". Eppure anche dopo il Nobel del 1960, "per il volo sublime e il linguaggio evocativo della sua poesia che in modo visionario riflette gli stati del nostro tempo", Romeo Lucchese, suo infaticabile traduttore, si rammaricava del fatto che in Italia l'opera di Perse restasse incompresa. "Poeta per poeti", "poeta diffìcile", così la condanna. A oggi, purtroppo, il vento non è mutato. Perse è un esiliato dal nostro Canone. E l'esilio è una delle grandi ossessioni della sua poesia. Come per Ovidio, Dante Brodskij. Queste Lettere a mia madre dalla Cina, tradotte da Luana Salvarani, risultano cosi indispensabili per riportare la giusta attenzione sul grande Dimenticato. Sono lettere che risalgono agli anni della delicata missione diplomatica in Cina (1916-1921). Grazie a quell'esperienza, il poeta, che aveva già pubblicato Images à Cmsoé ( 1909) ed Éloges, (1911) ideò la sua fortunata Anabasi. Fuoco, terra, aria e acqua. Acqua di mare, soprattutto..." (Alessandro Rivali)
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Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano
di Franco Pezzini
editore: Odoya
pagine: 448
L'età vittoriana rappresenta una sorta di Paradiso Perduto dell'immaginario dove personaggi come l'Alice di Carroll e Sherlock Holmes, Dracula, Carmilla e Jack Lo Squartatore, Jekyll e Hyde, Tess dei d'Urbervilles, gli eroi dei penny dreadful e magari dello steampunk più una pletora di fantasmi (si tratta in fondo dell'età d'oro della ghost story) incontrano scrittori, pittori, uomini di scienza, attivisti sociali, occultisti ed esploratori di tutta una storia reale, vissuta in carne e ossa tra i vicoli nebbiosi di Londra e le più lontane lande esotiche. Una dimensione evocata da romanzi d'epoca e ricostruzioni odierne, quadri, fumetti e film (magari quelli gotici Hammer, rigorosamente vittoriani per costumi e fremiti allusivi); qualcosa che assume forme e aspetti peculiari nel nostro immaginario. Alcune epopee sono notissime, ma tra le loro pieghe c'è molto più da scoprire di quanto spesso banalizzato; e tante altre restano poco conosciute, o magari a livello di ipotesi da inseguire. Tanto più che quella vittoriana è una lente che può condurci, come viaggiatori in un'età tanto avventurosa, a esplorare punti di vista differenti sulla storia del mondo ufficiale, e che da tale angolatura riesce a trasmettere un significato e un sapore particolare. Le dee antiche della pittura preraffaellita tra alcove e imbarazzanti antichità, il Medioevo di Robin Hood al filtro del teatro, la Restaurazione coi suoi libertini ormai tanto deprecati...
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La mia vita
di Rubén Darío
editore: Castelvecchi
pagine: 123
Questa autobiografia, sinora inedita in Italia, racconta le peripezie esistenziali di Rubén Darío, divenute leggendarie per effetto della sua straordinaria personalità letteraria e umana. Il poeta narra se stesso, ripercorrendo la storia della sua produzione e dei suoi incontri: dall'infanzia e la prima adolescenza (la scuola, la prima esperienza erotica, gli esordi poetici) all'attivismo politico della giovinezza sino alla maturità. Stravagante, geniale, osceno, libertario, alcolizzato e impegnato: adoratore della bellezza e promotore del progresso intellettuale d'America, Dario riporta le proprie avventure di diplomatico, le convulsioni politiche dell'America centrale, il suo lavoro presso i giornali più letti del continente, i viaggi e le amicizie.
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