Critica letteraria e Linguistica
Dizionario Hoepli romeno. Romeno-italiano, italiano-romeno
di Valentina Negritescu
editore: Hoepli
pagine: 576
Il dizionario raccoglie: oltre 30.000 lemmi con indicazione dell'accentazione tonica dei lemmi italiani; inserti fonetici e morfologici delle lingue romena e italiana In appendice: frasi di prima necessità per la conversazione; frasi di uso comune; numeri; pesi e misure; taglie; tempo; monete.
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Una grammatica di italiano per ispanofoni del Cinquecento: l'«Arte muy curiosa» di Francisco Trenado de Ayllón. Analisi linguistica e trascrizione ragionata
di Gualano Andrea
editore: Cesati
pagine: 165
L''Arte muy curiosa' di Francisco Trenado de Ayllón (Medina del Campo, 1596) è la prima grammatica italiana per ispanofoni
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Quaderno di italianistica 2015
editore: Ets
pagine: 207
Nella prima parte del fascicolo, Maria Clotilde Camboni affronta la questione delle rime interne nella poesia italiana delle o
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«Aristotele fatto volgare». Tradizione aristotelica e cultura volgare nel Rinascimento
editore: Ets
pagine: 358
Quando nei primi anni Quaranta del Cinquecento Sperone Speroni rivendica l'urgenza di rendere accessibili nelle lingue volgari le opere della tradizione filosofica antica, l'idea stessa di un "Aristotele fatto volgare" continua a generare reazioni controverse, animate da posizioni contrastanti sui rapporti tra lingua e cultura, forma e contenuto. La traduzione del corpus aristotelico come strumento di divulgazione del sapere, fenomeno non estraneo ai secoli precedenti, si conferma nodo cruciale negli sviluppi delle culture linguistiche volgari. I saggi raccolti in questo volume, nati nell'ambito del progetto di ricerca "Vernacular Aristotelianism in Renaissance Italy" (University of Warwick e Warburg Institute di Londra), affrontano aspetti diversi dell'Aristotelismo in volgare tra Medioevo e prima età moderna: dai complessi intrecci che caratterizzano la tradizione testuale dei volgarizzamenti due e trecenteschi di Aristotele alla riflessione del Rinascimento maturo sulla possibilità di una traduzione "umanistica" in volgare del corpus aristotelico; dalle implicazioni storico-linguistiche del fenomeno alla dimensione ideologico-politica del fare filosofia in volgare. Nell'ottica di una più completa messa a fuoco dei problemi affrontati, il volume include contributi sulle vicende dell'Aristotelismo volgare in Francia e Spagna tra Quattro e Cinquecento.
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Kleist
di Zweig Stefan
editore: Castelvecchi
pagine: 85
Di Kleist esistono a malapena un paio di ritratti, ma chi lo aveva conosciuto personalmente lo descriveva così: insignificante
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Monsieur Teste
di Valéry Paul
editore: Elliot
pagine: 92
Opera del 1926, ha raggiunto la sua variegata forma attuale - in cui coesistono epistole, frammenti, pagine di diario, raccont
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Praga
editore: Medusa Edizioni
pagine: 135
Questo libro si compone di tre "opere". "L'occhio di Praga" è un saggio poetico di Michel Butor, costruito come "collage letterario" ispirandosi ai collages di Jiri Kolàr sulla Praga di Kafka. L'opera è unita, in dialogo strettissimo, a "Risposte", una riflessione di Kolàr sul proprio fare artistico. Nell'"Occhio di Praga" di Butor, il punto di partenza è la poesia di Baudelaire. La scelta potrebbe parere anomala, dal momento che è Kolàr stesso, in "Risposte", a indicare Mallarmé (ma, con qualche limite, pure Marinetti) come iniziatore della langue poetica contemporanea; in questo fiancheggiando una lunga e autorevole tradizione critica. Ma Mallarmé è etereo, di una raffinatezza estenuata, difficile, a volte impervio; e sempre teso in una ricerca nervosa, di uno splendore metallico, tanto quanto Baudelaire è imbevuto degli umori e delle opacità, dei profumi e dello sporco del vivere. Per questo la "materia Baudelaire" assomiglia così tanto alla "materia Kolàr", alle vecchie banconote usurate, alle scatole di cartone con le marche e i disegni, ai libri che nessuno legge più, ma che rivivono scolpiti, bucherellati, a strisce e frange. Una materia impura, carica di batteri, di segni, di storie, che viene rimontata - come fa Butor con un mazzetto di celebri versi baudelariani a risignificare e risignificarsi.
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Hermann Hesse
di Ball Hugo
editore: Castelvecchi
pagine: 186
Pubblicata nel 1927 in occasione dei cinquant'anni dell'amico fraterno Hermann Hesse, questa biografia è considerata la miglio
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