Critica letteraria e Linguistica
La vita per principianti. Un ABC senza tempo
di Slawomir Mrozek
editore: Bompiani
pagine: 198
"Il fine della vita è la vita stessa", scriveva Goethe. A dire il vero, non è che questa frase ci sia di grande aiuto. Slawomir Mrozek, invece, non ci abbandona al nostro destino e in questo libro, pensato e costruito assieme al leggendario fondatore della casa editrice Diogenes, Daniel Keel, affronta con humour pungente e raffinato tutti i temi più urgenti della nostra contraddittoria esistenza. E tutti in rigoroso ordine alfabetico, per permetterci una lettura più semplice e immediata. Ogni tema un apologo, fulminante e illuminante: Ambizione, Cambiamento, Destino, Libertà, Progresso, Verità e molti altri. Un dizionario ironico da consultare al bisogno: e quanto più assurde sono le suggestioni che ne ricaviamo, tanto più esse si rivelano utili e concrete. Perché ognuno di noi, per quanto abbia vissuto, è sempre un principiante nella vita.
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Lettere dal fronte a Mario Puccini
di Giuseppe Ungaretti
editore: Archinto
pagine: 68
Tra le migliaia di soldati italiani impegnati nel 1917 sul fronte isontino, si trovano due scrittori già amici da qualche anno: Mario Puccini, ufficiale in servizio presso il Comando supremo della III armata, e Giuseppe Ungaretti, soldato semplice nel 19° reggimento, dove milita sin dal novembre del 1915 e dove ha maturato le drammatiche esperienze militari ispiratrici delle poesie del "Porto sepolto", pubblicato sul finire del 1916. E dell'accoglienza critica ricevuta da questo libriccino scrive Ungaretti in una delle prime lettere indirizzate a Puccini tra l'aprile e il dicembre di quell'anno funesto; come pure scrive, polemicamente, di d'Annunzio, che fa "le pose plastiche in ginocchio davanti ai feretri dinanzi al fotografo sempre immancabile". Ma in queste lettere Ungaretti racconta anche la sua vita difficile al fronte "macerato di malinconia" e tanto in cattiva salute da essere dichiarato inabile alle fatiche di guerra; per questo sarà avviato a un corso per diventare ufficiale contro la sua volontà di rimanere soldato tra i soldati, ritenendosi inadeguato a comandare e a dare ordini. E poi arriva Caporetto, che in una lettera di novembre Ungaretti racconta in tutta la sua drammaticità: "buttato via come una pietra da una violenza bruta" dopo aver visto "schiantati" tanti "docili, poveri compagni".
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Vita di Dante. I giorni e le opere
di Emilio Pasquini
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 248
In questo volume Pasquini non si limita a un semplice excursus, seppure aggiornato alle ultime scoperte e acquisizioni, della vicenda esistenziale di Dante, ma affronta direttamente il testo della "Commedia", nella seconda parte del libro, con una serie di affondi. L'aspetto forse più innovativo di questa biografia è però la lettura della vita di Dante attraverso immagini che si affiancano alle fonti documentarie e le integrano. Un saggio di saggi e di figure, un caleidoscopio che è in grado di restituire e interpretare il labirinto Dante.
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Studi italiani di linguistica slava. Strutture, uso e acquisizione
editore: Firenze University Press
pagine: 448
I saggi qui pubblicati documentano le più recenti ricerche linguistiche svolte nell'ambito della slavistica italiana
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L'anima russa. Dostoevskij, Cechov, Tolstoj
di Woolf Virginia
editore: Elliot
pagine: 56
Quando traduciamo ogni parola di una frase dal russo all'inglese, quindi alterando un po' il senso e completamente il suono, n
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Dialettica di Nanni Balestrini. Dalla poesia elettronica al romanzo operaista
di Antonio Loreto
editore: Mimesis
pagine: 199
Un tòpos della critica vuole che la pubblicazione di "Vogliamo tutto", nel 1971, costituisca una svolta rispetto alla precedente opera di Balestrini, avviatasi dieci anni prima con i "Novissimi" e con l'esperimento informatico di "Tape Mark I". Un lavoro iperformalista, ludico, anticomunicativo e disimpegnato avrebbe lasciato il campo a una letteratura più affabile e fruibile, assunti i caratteri dell'epica, dell'oralità e dell'impegno. Riconoscendo alla scrittura balestriniana un orizzonte estetico più ampio è forse possibile un'ipotesi alternativa. Si tratta di mettere a frutto gli studi sul rapporto tra una civiltà - i suoi modi di percezione e di pensiero e la tecnologia del linguaggio che gli è propria, e in particolare l'idea secondo cui l'uomo tipografico conosce con l'elettronica un'oralità di ritorno, ricalcando un ben noto rovesciamento dialettico. In effetti Balestrini attraversa gli anni Sessanta agendo lungo tre direttrici e mostrando -anche grazie a modelli quali Döblin o Brecht, e a interlocutori più o meno impliciti quali Pasolini, Vittorini o Calvino - come l'impegno possa scaturire dall'esasperazione del formalismo, l'oralità da una scrittura massimamente tipografica, e infine l'epica dalle tecnologie più avanzate del tardo capitalismo. Un'azione segnata dalla forza utopica e dalla tensione rivoluzionaria su cui "Vogliamo tutto", con l'intera parabola che vi ha condotto, si regge.
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Lalla Romano: «solo il silenzio vive»
di Antonio Ria
editore: Mimesis
pagine: 59
Lalla Romano ha affrontato il "tema inesauribile" del silenzio in tutta la sua lunga esistenza, sia attraverso l'esercizio della contemplazione ("io chiedo soltanto di contemplare in pace la bellezza del mondo"), sia coltivando la passione per la filosofia e la musica. Le sue riflessioni hanno così preso forma prima nell'esercizio della pittura, quindi nella poesia e nei romanzi che hanno lasciato il segno nella storia letteraria del Novecento. Questo taccuino intende per la prima volta seguire le tracce di questa "pratica del silenzio", nella certezza di offrire al lettore spunti per nuove e feconde interpretazioni sia sull'opera di Lalla Romano sia su quel silenzio-dentro o "presenza" che "soccorre anche per vivere".
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Pasolini e la poesia dialettale
editore: Marsilio
pagine: 197
L'esordio di "Poesie a Casarsa" di Pier Paolo Pasolini irrompe sulla scena letteraria del 1942 con la perentorietà dell'eccezi
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Ariosto e l'ironia della finzione. La ricezione letteraria e figurativa dell'«Orlando Furioso» in Francia, Germania e Italia
di Rivoletti Christian
editore: Marsilio
pagine: XXX-433
L'ironia rappresenta oggi uno dei caratteri distintivi dell'"Orlando furioso"
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La fiaba e la figura femminile
di Laura Romano
editore: Il ciliegio
pagine: 129
"La fiaba e la figura femminile" è un saggio che offre una rilettura delle fiabe classiche, partendo dal presupposto che esse parlino dell'adolescenza e all'adolescenza, che raccontino questo complesso, affascinante e - talvolta rischioso passaggio evolutivo. La scelta di considerare esclusivamente le figure femminili nasce dalla convinzione che - come spesso accade anche nel racconto mitologico e nelle opere letterarie, da Psiche a Eloisa, da Persefone a Didone a Ermengarda - siano proprio le fanciulle e le donne a vivere un più intenso processo mutativo, a evolvere e cambiare, indipendentemente dall'esito della metamorfosi che si compirà. La Sirenetta, Aurora, la Bella, così come le nostre moderne teenager, lottano e soffrono per integrare i cambiamenti del corpo - desiderati e temuti insieme - per realizzare il processo di separazione/individuazione dalle figure genitoriali e dal rassicurante mondo dell'infanzia, per realizzare la graduale strutturazione dell'identità di genere adulta e per aprirsi alla relazione con l'altro da sé. Per compiere questa metamorfosi, hanno ugualmente bisogno di madri e matrigne, streghe e fate, personaggi inquietanti e principi.
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Español da zero
di John Peter Sloan
editore: Mondadori
pagine: 301
Sloan applica la sua didattica a un'altra lingua: lo spagnolo
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