Narrativa
Da un mondo che non c'è più
di Israel J. Singer
editore: Newton compton
pagine: 251
Joshua cresce nel villaggio ebraico di Leoncin, nell'odierna Polonia: la sua vita scorre tra estenuanti studi ebraici, regole
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Una pedina sulla scacchiera
di Irène Némirovsky
editore: Newton compton
pagine: 159
La pedina che si muove sulla scacchiera di un mondo devastato dalla crisi mondiale degli anni Trenta del secolo scorso è Christophe Bohun, anonimo impiegato nell'azienda dell'acciaio fondata dal padre, ma ormai finita nelle mani del socio, dopo un terribile crac finanziario. Christophe si sente "condannato a vivere", si lascia trasportare dalla corrente, scegliendo di non avere iniziative, progetti, e neanche desideri e affetti: si fa manovrare dagli altri e dagli avvenimenti senza opporre nessuna resistenza, rimanendo indifferente a tutto e tutti. Ma il caso gioca per lui una mossa che forse potrebbe scuoterlo quando ritrova un elenco stilato dal padre, con i nomi di politici e personaggi influenti, corrotti dal vecchio cinico e spietato Bohun, perché spingessero presso il governo la corsa agli armamenti e lo salvassero dal fallimento. Questa potrebbe essere per Christophe l'occasione per reagire e riscattarsi, oppure per seguire le orme paterne, perdendosi definitivamente nelle paludi del ricatto, dell'ignominia e dell'inerzia.
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Canne al vento
di Grazia Deledda
editore: Newton compton
pagine: 188
Sullo sfondo di Galte (Galtellì), un piccolo paese della Sardegna orientale, si intravedono i mali secolari dell'isola, l'estrema povertà della Baronia e l'incubo della malaria sempre in agguato. A Galte vivono le dame Pintor, appartenenti alla nobiltà terriera ormai decaduta, che non sanno adattarsi alla società che cambia, nella quale hanno buon gioco commercianti e usurai. Protagonista principale del romanzo è Efix, il "servo" delle dame Pintor, che si cura della loro sopravvivenza Quando, diversi anni più tardi, giungerà in paese Giacinto, figlio di Lia. una delle sorelle, a sconvolgere l'esistenza di tutti, Efix, con la sua sofferta saggezza, cercherà in ogni modo di arginare il disastro finanziario provocato dal giovane dissennato, ma morirà proprio il giorno in cui Noemi, la più giovane delle Pintor, deponendo il suo orgoglio, sposa il ricco cugino Don Predu. Il romanzo è pervaso da una vena lirica che stempera le forti passioni trasformandole, come scrive la stessa Deledda, "in un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo". Introduzione di Dolores Turchi.
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La leggenda del santo bevitore-Fuga senza fine
di Joseph Roth
editore: Newton compton
pagine: 160
Il volume raccoglie due dei più importanti romanzi di Joseph Roth. Nella "Leggenda del santo bevitore" Andreas, un clochard, vive sotto i ponti di Parigi. Quando un misterioso passante gli dona una piccola somma di denaro, egli la accetta promettendo di restituirla la domenica successiva con un'offerta in chiesa. Ogni volta che ha in tasca il denaro sufficiente per saldare il suo debito, però, Andreas non resiste alla tentazione di usarlo per rincorrere vizi e piaceri e la restituzione di quei duecento franchi diventa la sua tormentata ragione di esistere. Da questo racconto, tradotto in tutto il mondo e considerato il testamento letterario di Roth, è tratto l'omonimo film di Ermanno Olmi. In "Fuga senza fine", Franz Tunda, tenente dell'esercito austriaco, viene fatto prigioniero dai russi e riesce a salvarsi grazie all'aiuto di un mercante di pellicce siberiano, che lo nasconde in casa sua. A guerra finita, Franz, dopo molte peripezie e avventure sentimentali, ritorna finalmente in Austria, ma ormai non è più lo stesso. Metafora del disincanto e dello smarrimento che ha colpito la generazione vissuta in Europa tra le due guerre, questo breve e intenso romanzo è considerato il più autobiografico tra quelli di Roth. Introduzione di Giorgio Manacorda.
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Canale Mussolini
di Antonio Pennacchi
editore: Mondadori
pagine: 462
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
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Heresiopolis
di Cesare Romanò
editore: OGE
pagine: 352
Roma, nel 410 d.C., sta per essere attaccata dai Visigoti di Alarico. Il popolo è atterrito. Molti cittadini benestanti fuggono in Sicilia o in Africa. Decide invece di restare il giovane, inquieto patrizio Marco Anicio. Due sentimenti contrastanti si contendono la sua anima: l'amore "impossibile" per la bella Demetriade, consacrata alla verginità, e l'attrazione per l'austera dottrina predicata dal monaco eretico Pelagio. Alarico riesce a irrompere in città grazie a un folle gesto di Anicio che dopo il saccheggio, fattosi ormai pelagiano col nome di Cenere, intraprende lunghe peregrinazioni sulle coste del Mediterraneo: da Cartagine ad Alessandria, da Efeso a Nicea, da Costantinopoli ad Aquileia, fino al ritiro in Armenia. Incontri o scontri con esponenti dell'ortodossia e di altre sette ereticali (donatisti, montanisti, nestoriani), singolari esperienze spirituali alternate ad avventure guerresche e a vicende amorose scandiranno la sua tormentata ricerca di un Dio sempre sfuggente.
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Il fascino del bene
di Luigi D'Urso
editore: OGE
pagine: 256
Romanzo a tinte fosche sul destino dell'umanità, un ribollire di emozioni e raccapriccio, in realtà un percorso di speranza e redenzione che si snoda attraverso una serie di situazioni scabrose e trasformazioni sorprendenti. La vicenda, che si sviluppa sullo sfondo di avvenimenti storici documentati quali l'affondamento del "Titanic" nel suo viaggio inaugurale e lo scatenamento delle guerre mondiali, è costituita dai vari passaggi dell'educazione di Marte Brün, affidata dal padre a un vecchio tutore e, a sua insaputa, alle potenze del male, con le quali si trova a dover fare i conti lo stesso scrittore, protagonista di un racconto nel racconto, che deve difendere la sua opera dalla loro invadenza. La creatività di Luigi D'Urso e i diversi registri esorcizzano ogni piattezza espressiva, dal feroce e corrosivo sarcasmo verso una società borghese decaduta e sgangherata alla citazione di testi evangelici e dell'Apocalisse. Accettato o vilipeso, il libro susciterà comunque spunti di riflessione sul presente e sul futuro.
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Lago Gerundo tra storia e leggenda
di Fabio Conti
editore: Meravigli
pagine: 160
Nel cuore della Lombardia, a cavallo tra le attuali province di Milano, Bergamo, Cremona e Lodi, esisteva anticamente un lago
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La lepre sotto la luna. Quaranta storie bassaiole
di Andrea Maietti
editore: Bolis
pagine: 105
Venti anni fa lo scrittore lodigiano Andrea Maietti, nominato da Gianni Brera suo "biografo ufficiale", pubblicava una manciata di racconti brevi, con lo sport come sottile filo conduttore. Racconti di sentimento e memoria, di palloni con la stringa, di campetti spelacchiati; il centravanti Magnan, stagnino dal cuore zoppo; del ciclista Scaviss, garzone di fornaio e di cacciatori nascosti che aspettano la lepre nelle notti di luna piena. Sullo sfondo la Bassa lombarda, terra di Gianni Brera e un paese in riva all'Adda: Costaverde, un po' Macondo e un po' Spoon River. Ora, quei racconti, in parte rivisti, in parte aggiornati, riprendono vita e ci restituiscono un piccolo, prezioso classico di fabulazione sportiva.
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Gli indisciplinati. Vivere e morire su una Ferrari: cinque storie di giovani piloti
di Luca Delli Carri
editore: Beat
pagine: 541
Modena, 2 dicembre 1956. Enzo Ferrari presenta le macchine e i piloti per la nuova stagione di corse. Oltre alla monoposto Campione del Mondo ha cinque corridori giovani, belli, di sicuro talento e con un lampo vincente negli occhi. Un giornalista li battezza "Ferrari Primavera": sono la generazione destinata a cambiare il volto della Formula 1. Invece in due anni saranno tutti morti, e tutti al volante di un'auto. Si chiamavano Eugenio Castellotti, Alfonso Portago, Luigi Musso, Peter Collins, Mike Hawthorn, Questo è il racconto di come arrivarono in cima al mondo, per poi precipitare tragicamente. Frutto di un lungo e accurato lavoro di ricerca e di molte interviste ai testimoni, in primo luogo all'allora braccio destro di Ferrari, Romolo Tavoni.
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Deserto americano
di Claire Vaye Watkins
editore: Neri Pozza
pagine: 334
Una terribile siccità si è abbattuta sulla costa occidentale degli Stati Uniti e ha trasformato la California in un unico grande deserto. I fiumi, il verde, i mammiferi, la vegetazione tropicale e subtropicale, il fogliame lussureggiante, gli agrumi... tutto sembra svanito, svaporato pian piano come l'acqua degli ultimi bacini sorvegliati dalla Guardia nazionale. Luz e Ray vivono immersi nella luce, sotto il sole implacabile di un canyon, nella casa appartenuta un tempo a un'attrice: un cubo di vetro e ardesia con gli scorpioni che escono dai tombini, un paio di rane mummificate nella fontana asciutta, la carcassa incartapecorita di un coyote nella forra. Luz è un ex modella venticinquenne, vezzeggiata e poi messa da parte dal mondo della moda. È stata a Parigi, Milano, Londra, ma non ricorda niente di quei viaggi fatti quand'era un'adolescente strappata all'affetto dei suoi. Ray è tornato dalla guerra magro come un chiodo. Anziché raggiungere casa, ha rubato una tavola da surf e si è lasciato alle spalle crisi, carestie e guerre. Volava sulle onde dell'oceano quando Las Vegas è stata sepolta da una duna gigantesca rovente come un mare di lava. Un giorno, i due tirano fuori una vecchia vettura dell'attrice e scendono dal canyon in una Los Angeles riarsa. Durante la danza della pioggia, un libero raduno di sballati e punk che urlano e saltano nei canali di Venice Beach, Luz si imbatte in ima misteriosa bambina dai capelli biondi e ne rimane ammaliata.
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L'ombra della montagna
di Gregory David Roberts
editore: Neri Pozza
pagine: 1085
"Un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce...": così comincia quest'opera. "Shantaram" ha come protagonista Lin, il "filosofo che ha smarrito l'integrità nel crimine", il fuggiasco divenuto a Bombay un "uomo della pace di Dio" in grado di allestire ospedali per mendicanti e di stringere relazioni pericolose con la mafia indiana. Ne "L'ombra della montagna" perduto nella giungla urbana di amore, morte e resurrezione dell'immensa metropoli indiana, Lin è alle prese con la Grande Ombra che si abbatte, improvvisa, sulla sua esistenza, su quella delle sue donne, Lisa e Karla, e dei suoi amici più cari. Dopo la morte di Khaderbhai, il gangster-saggio che lo ha eletto a suo allievo, Lin si ritrova, in compagnia di Abdullah e di altri membri della vecchia organizzazione, nella Sanjay Company, la società criminale diretta dall'ambizioso Sanjay Kumar. In una delle scorribande in compagnia di Vikram, si imbatte in Concannon, uno straniero come lui, un irlandese dell'Ulster con uno scintillio spavaldo, quasi un presagio minaccioso negli occhi. Quell'incontro è l'errore destinato a oscurare ogni luce. Concannon non conosce, infatti, compassione. Per essere sincero con sé, per non fingere ciò che non è e non può, deve essere insensibile a tutto e a tutti, e seguire il suo destino, la sua "follia marziale" che lo spingerà a scatenare una guerra sanguinosa tra la Sanjay Company e la banda degli Scorpions...
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