fbevnts Poesia - tutti i libri per gli amanti del genere Poesia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 107
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Poesia

Avrei fatto la fine di Turing

di Franco Buffoni

editore: Donzelli

pagine: 124

La nuova raccolta di versi di Franco Buffoni è intitolata al matematico Alan Turing, morto suicida dopo essere stato sottoposto a castrazione chimica per "curare" la sua omosessualità. Allo stesso tempo, il libro è dedicato alla memoria dei genitori del poeta, bravissime persone che tuttavia non avrebbero mai potuto accettare un esplicito coming-out da parte del figlio adolescente. Per questo Buffoni, mentre riserva versi intensi, di un lirismo assoluto, al padre e alla madre, ricorda la terribile sorte toccata a Giovanni Sanfratello, compagno di Aldo Braibanti, rapito dai familiari nel 1964 e internato dapprima in una clinica privata per malattie nervose, quindi in manicomio, dove venne sottoposto a elettroshock e coma insulinici, fino alla riduzione allo stato vegetativo. Buffoni denuncia, con le sue parole, le strutture di pensiero della religione cattolica - in particolare il "binarismo sessuale" e l'"eterosessismo" - che costituiscono il sottofondo del sapere medico-psichiatrico-psicologico in Italia e delle prassi cliniche che ne derivano. In questo "intratestuale libro unitario", il tema profondo consiste quindi nell'analisi della genitorialità, ma anche nel suo opposto.
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Elis Island. Poesie da un esilio

di Silvio Ramat

editore: Mondadori

pagine: 136

Un romanzo epistolare, condotto su un doppio registro: quello in versi del poeta che scrive per lunghi mesi da una casa di cura, e quello in prosa della dolce amica che gli risponde, Elisabetta, Elis, con cui il dialogo si infittisce tra ricordi, riflessioni, e il muoversi con discrezione estrema del sentimento. Così si realizza questo nuovo libro di Silvio Ramat, Elis Island, dove la corrispondente diviene un ideale punto di approdo, un'isola sognata verso cui il poeta apre lo sguardo. E lo riapre anche, o soprattutto, condividendo le sue emozioni con Elis, sui mille rivoli e i molti territori di un passato anche remoto, poiché "la memoria aduna / i luoghi del mondo visitati". E infatti, lettera dopo lettera, si viene disegnando una geografia vastissima che va dalla Lombardia alla California da New York alla Cina o al lago di Garda, mentre in questo intenso scambio epistolare fra il poeta e l'amica letterata si affacciano i nomi e le opere di numerosi poeti e scrittori, come Stendhal o Virginia Woolf, come Carducci, Pascoli, Montale, magari intrecciati a ricordi di film celebri, come quelli di Hitchcock, o al suono di belle canzoni d'amore di un'epoca ormai lontana. Recluso, eppure attivissimo nella sua mente, il poeta che si avvia a divenire l'amico risanato è come un grande viaggiatore che recupera il passato assorbendolo nel suo incerto presente, e che ne accresce la sostanza attraverso la meditazione e gli stimoli prodotti in lui da una impareggiabile corrispondente.
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Tutte le poesie

di Giorgio Orelli

editore: Mondadori

pagine: 559

Ticinese, autore di importanti saggi su Dante, Petrarca, Pascoli e Montale, traduttore del Goethe lirico, Giorgio Orelli è uno dei maggiori poeti in lingua italiana del secondo Novecento. Dopo l'esordio nel '44 con "Né bianco né viola" - prefato da Gianfranco Contini -, s'impone all'attenzione della critica nei primi anni Cinquanta, quando le sue poesie sono accolte, insieme a quelle di Sereni, Risi e altri, nella "Linea lombarda" di Anceschi, e con quelle di Zanzotto, Pasolini e Cattafi nell'altrettanto "storica" "Quarta generazione" di Piero Chiara e Luciano Erba. Qui, tuttavia, sono già evidenti le premesse di un percorso poetico autonomo, che ha saputo mantenere negli anni un originale equilibrio tra fedeltà alla tradizione e motivato sperimentalismo. Come osserva Pier Vincenzo Mengaldo, nel succedersi delle principali raccolte i versi di Orelli dimostrano una straordinaria aderenza agli "oggetti" e alla realtà, alla vita e alle "occasioni" come privilegiate fonti di poesia: da "L'ora del tempo" (1962) a "Spiracoli" (1989), passando per la tappa fondamentale di Sinopie (1977), questo poeta capace di alternare grazia ironica e forte preoccupazione etica e civile approfondisce quella dimensione epigrammatico-narrativa che lo contraddistingue e che giunge a compimento con "Il collo dell'anitra" (2001), per offrire una prova ulteriore nel laboratorio inedito del suo "quinto" libro, "L'orlo della vita". Introduzione di Pier Vincenzo Mengaldo.
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Nati per lasciar perdere

di Vincenzo Costantino

editore: Marcos y marcos

pagine: 111

"Lasciar perdere è fiducia, misericordia, rispetto della vita altrui. Lasciar vincere è presunzione. Se cerchi e riconosci solo la vittoria e durante la partita non ti diverti, sì... per me hai perso in partenza. Sono un libro e nell'attesa vivo la curiosità degli occhi, faccio baratto di carezze con le mani dei bambini, giro il mondo senza pagare il biglietto, ma diventandolo, non combatto battaglie perché non combatto guerre non mi regalo mi condivido. Anche dove non sembra la mia storia è anche la tua, gira con me girerai il mondo anche nel verso contrario. Sono nato per lasciar perdere, e vivere."
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Le giovani parole

di Mariangela Gualtieri

editore: Einaudi

pagine: 150

È un respiro largo quello che attraversa quest'ultima raccolta poetica di Mariangela Gualtieri, fatto del ritmo delle stagioni e delle generazioni, ascolto del silenzio, risveglio primaverile della terra, ebbrezza di vita connessa a ogni forma della natura. Ma nel libro non manca il lato ombroso, il vento che scuote, le "formiche mentali" che intasano la testa e impediscono il senso più leggero e più compiuto della gioia. Dunque le poesie di queste pagine sono anche luogo alto di raccoglimento sulla trama e le connessioni del mondo sensibile, attraverso la parola ma anche attraverso lo "stare fermo" del corpo o lo sguardo sulle cose dato dalla lente di un microscopio. Lo "stile semplice" della Gualtieri è il punto d'arrivo di questo percorso spirituale e il punto di forza della sua più recente poesia. Uno stile semplice ma ricchissimo di risonanze letterarie, da Bruno Schulz, al quale è dedicata un'intera sezione, ad altri autori amati con i quali la poetessa intreccia versi e parole in una sorta di grande e potente preghiera collettiva.
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Prima o poi l'amore arriva

di Stefano Benni

editore: Feltrinelli

pagine: 134

"Scusami, ho usato la nostra canzone per una nuova relazione, L'amore passa
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Rime

di Savonarola Girolamo

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 260

Nell'ambito della lirica italiana, le rime di Girolamo Savonarola sono una delle testimonianze più alte della poesia tardo qua
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Poesie scelte

di Pier Paolo Pasolini

editore: Guanda

pagine: 217

"'Nello sviluppo del mio individuo, della diversità, sono stato precocissimo; e non mi è successo, come a Gide, di gridare d'u
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Canti dell'attesa

di Sabrina Giarratana

editore: Il Leone Verde

pagine: 56

Componimenti per accompagnare chi sta per venire al mondo e per rivivere, attraverso la poesia, l'esperienza del primo, import
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Krill

di Belletti Gabriele

editore: Marcos y marcos

pagine: 181

È uno strano libro, questo, controllatissimo eppure capace di azzardare, di stupire con una parola leggera, ricca di coraggio,
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Il profitto domestico

di Antonio Riccardi

editore: Il saggiatore

pagine: 163

"Il profitto domestico" è un romanzo familiare che percorre la storia di quattro secoli di una famiglia asserragliata in un podere dell'Italia centrale, osservatorio claustrofobico da cui scrutano l'universo mondo, di generazione in generazione. Con uno scavo all'indietro, tra misteri indecifrabili, morti che camminano e vivi che sono sepolti, in una lotta senza confine tra luce e tenebra, gli avi convergono sulla nostra contemporaneità. Quadri sorprendenti e affascinanti si susseguono, come in un diorama fantastico, al contempo iridescente e cupo, nel folto di un bosco in cui le bestie si affrontano e gli umani esplorano il Polo o l'Africa inviolata, mentre i più censurabili vizi si confondono con le più insidiose tra le virtù. Qui dentro accade tutto: il racconto più seducente e la poesia più perturbante. Con una postfazione del critico Alberto Casadei.
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Il mondo sia lodato

di Franco Marcoaldi

editore: Einaudi

pagine: 67

Soltanto un poeta poteva compiere oggi l'azzardo di una lode del mondo, basata sull'immaginazione e sulla sensibilità. Tornando alla forma già sperimentata del poemetto, Franco Marcoaldi sviluppa un flusso verbale dal ritmo incalzante che orchestra i temi della vita quotidiana e dello spirito in un rimando continuo dall'universo naturale al mondo storico, dall'autobiografia alla letteratura in una libera e viva scorribanda nei territori del pensiero analogico. All'apparenza "II mondo sia lodato" è una preghiera laica di intonazione francescana sulla bellezza e la meraviglia del creato. In realtà Marcoaldi loda il mondo nonostante gli infiniti turbamenti in cui incorre chi lo abita, e proprio quel nonostante è l'anima nascosta del libro. Nel suo procedere, il poemetto attraversa l'amarezza delle cose umane nella loro vicissitudine di violenza, malattia, depressione, morte, ma incontra anche il demone erotico, e con esso il sogno, la fantasia, e i libri e le figure del passato che illuminano il presente. Se l'invocazione di lode resiste come un mantra è per lo sforzo generoso di una pietas consapevole e di un'attenzione costante alle pieghe infinite e alle corrispondenze sotterranee dell'esistenza. Cosi il poemetto che loda il mondo si fa mondo, e convoca in coro altre voci, altri poeti, altri pensatori, in una ridda di rimandi e citazioni che immancabilmente si accordano nell'antifona ricorrente: "Mondo, ti devo lodare". Espressione di umiltà e gratitudine nei confronti della vita.
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