Poesia
Fiori del mare
di Gianni D'Elia
editore: Einaudi
pagine: 183
Con i suoi versi D'Elia disegna i luoghi della costa marchigiana rielaborati fra il ricordo, il sogno e la storia. E l'idea di un "canzoniere adriatico", anticipata ai tempi di "Notte privata" ma mai compiutamente realizzata prima d'ora. E la parafrasi baudelairiana del titolo non è un gioco gratuito, dato che l'aura della Riviera Adriatica, nella scrittura poetica di D'Elia, tende allo spleen. La sonorità delle rime fa invece pensare a una riscoperta di Saba (anch'egli poeta adriatico) ma non alleggerisce la trama filosofica delle meditazioni, che sembrano in dialogo nel tempo con un altro marchigiano: Giacomo Leopardi. Soprattutto nell'ultima parte del libro si addensano riflessioni in cui D'Elia sembra un mistico laico, che non ha certo rinnegato le radici politiche e pasoliniane della sua poesia, ma che le ha arricchite con l'approfondimento della tradizione poetica italiana e con l'esperienza di vita.
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Poesie
di Pier Paolo Pasolini
editore: Garzanti Libri
pagine: 234
Nel 1970 Pier Paolo Pasolini curò personalmente un volume di "poesie vecchie" tratte da "Le ceneri di Gramsci" (1957). "La religione del mio" tempo (1961) e "Poesia in forma di rosa" (1964). Considerava questa scelta come "un atto conclusivo di un periodo letterario per aprirne un altro" e su richiesta di Livio Garzanti ne scrisse l'introduzione, intitolandola "Al lettore nuovo". L'antologia - qui riedita integralmente con l'aggiunta di una breve nota proponeva un volume di poesie a sei anni di distanza dall'ultima raccolta pubblicata. "Sei anni sono pochi: ma se si pensa che il primo di questi volumi che qui sono antologizzati è uscito nel giugno del '57, allora l'intervallo di sei anni diventa l'intervallo di un'intera epoca letteraria e politica. Suppongo quindi di rivolgermi a un "lettole nuovo". E ad esso non so e non voglio dare altro che informazioni".
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Le ceneri di Gramsci
di Pier Paolo Pasolini
editore: Garzanti Libri
pagine: 119
Gli undici poemetti delle "Ceneri di Gramsci" vennero raccolti in volume per la prima volta nel 1957, in un momento particolarmente delicato per la cultura di sinistra, a un anno di distanza dalla condanna di Stalin al XX Congresso del Partito Comunista Sovietico e dalla drammatica invasione dell'Ungheria. Ebbero un successo di vendite insolito per un libro di poesia e provocarono accese discussioni tra i critici. Con la prefazione di Giuseppe Leonelli.
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Le poesie. Testo greco a fronte
di Konstantinos Kavafis
editore: Einaudi
pagine: 331
Poeta vissuto ai margini di tutto, Costantino Kavafis ha saputo cantare come pochi altri la legittimità del sentimento e della passione, le false glorie e le miserie dei potenti, l'inesorabile scorrere del tempo, di quanto nella vita passa e va perso per sempre. E ci ha regalato una poesia ancora oggi di straordinaria attualità, un distillato di musicalità, purezza stilistica ed eccentrica solitudine, che lo innalza tra i più prestigiosi e originali poeti del Novecento. La nuova traduzione di Nicola Crocetti propone, oltre alle 154 poesie del "canone", una selezione dalle "Poesie nascoste" e dalle "Poesie rifiutate".
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La fine di quest'arte
di Silvia Bre
editore: Einaudi
pagine: 83
Il centro di questa nuova raccolta di poesie di Silvia Bre è ciò che le parole tentano di raggiungere e di afferrare. La strategia che l'autrice utilizza per arrivare al cuore ultimo delle cose sarà, l'aggiramento, la variazione, la durata, un'ammirazione quasi estatica di quella frontalità irrisolvibile. Alla durezza di un confronto diretto, il linguaggio poetico della Bre risponde con un assedio fatto di suadenti aggressioni e di sovrani cedimenti. Attraverso il disegno di paesaggi, di singoli attimi indagati dal pensiero, di stagioni che incorporano gli esseri umani - dai notturni fino a un'alba - i versi si allargano sulle pagine oltre la propria consistenza, come per lanciarsi dall'altra parte, provando continuamente a lasciarla intravedere. Si tratta di quella zona ignota, forse silenziosa, forse finale, che è il destino stesso della poesia.
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Comunicaçao
di Natália Correia
editore: Carocci
pagine: 97
Natália Correia (Sào Miguel, Azzorre, 1923 - Lisbona 1993) è stata una tra le più grandi scrittrici portoghesi del XX secolo e
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Canzoniere
di Michelangelo Buonarroti
editore: Guanda
pagine: 311
Verso la metà del Cinquecento Michelangelo lavora a comporre un Canzoniere selezionandone i testi all'interno della sua già consistente produzione poetica. Pur non essendo giunto a una forma definitiva, tale Canzoniere rivela quindi, nel suo organico complesso, una precisa volontà d'autore: esclusi i componimenti di matrice realistica, viene prediletta la forma del madrigale (anche del sonetto, ma in misura molto minore) e ammessa soltanto l'ispirazione amorosa. Forza positiva e negativa allo stesso tempo, Amore non solo petrarchescamente "arde et agghiaccia", ma salva e condanna: le antitesi e le contraddizioni, che Michelangelo trovava in Petrarca ricomposte per mezzo della parola poetica, permangono invece in queste rime con tutta la loro drammatica radicalità. La poesia michelangiolesca riduce al minimo il lessico e lo sottopone a un intenso processo di tipo sperimentale: il ritorno quasi ossessivo sugli stessi temi è il tentativo di saggiare le molteplici potenzialità semantiche del sintagma o della singola parola. Michelangelo recupera materiali della tradizione lirica e li piega alle proprie esigenze fino a renderli irriconoscibili, di fatto stravolgendo, attraverso il filtro della propria irrequieta sensibilità, il codice linguistico che gli proviene da Petrarca e dal petrarchismo. In questa chiave va interpretata, e valutata, anche l'oscurità di tanti componimenti, che è la spia linguistica del labirinto in cui l'io si trova costretto, fra contraddizioni e ripensamenti.
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Nel folto dei sentieri
di Umberto Piersanti
editore: Marcos y marcos
pagine: 235
"Chissà se ognuno porta nella mente il suo giardino chiaro e luminoso se c'è chi ne fa a meno nel cammino". Questi versi sono densi di profumi, selvatiche visioni, e hanno il ritmo e il respiro del cammino. Passo dopo passo, il vento entra nella gola e apre il cuore. Sentieri salgono tra chiare chiazze di lichene, scendono tra pini intrisi di sale e mare; e l'acqua è così azzurra e trasparente a Sirolo, tra lecci e bianchissime rupi. Piersanti chiama tutte le erbe e gli alberi con il loro nome, ha confidenza con le ore e le stagioni, ma "di rado, molto di rado, la voce dei non umani è la più forte". La terra troppo spesso è profanata, e quando incalza "il tempo nuovo", lo sente così distante, da sé e ancora di più dal figlio Jacopo, che "abita una contrada senza erbe e fiori".
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Dodicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea
editore: Marcos y marcos
pagine: 315
Sette giovani autori di poesia italiana contemporanea - Maddalena Bergamin, Maria Borio, Lorenzo Carlucci, Diego Conticello, Marco Corsi, Alessandro De Santis, Samir Galal Mohamed - ciascuno presente con una raccolta autonoma preceduta da esauriente introduzione critica. Sette piccoli libri di poesia racchiusi in un unico volume a illustrare le nuove scuole o tendenze della giovane poesia italiana.
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In cerca di vite già perse. Testo inglese a fronte
di Simon Armitage
editore: Guanda
pagine: 275
Simon Armitage è considerato uno dei maggiori poeti contemporanei di lingua inglese, erede di una grande tradizione e associato spesso ai nomi di Philip Larkin e Ted Hughes, Paul Muldoon e Robert Lowell. Questa antologia racchiude una scelta delle sue poesie più significative. Poesie in cui spicca la forza della voce di Armitage, capace di raccontare il quotidiano in modo imprevedibile, capace di trasformarlo, con una parola, in straordinario. Una scoperta continua per il lettore che rimane colpito, come afferma il curatore della raccolta Massimo Bocchiola, "dalla vastità e dalla varietà del suo paesaggio poetico, inteso sia come argomenti affrontati sia come strumenti espressivi messi a punto (e dispiegati) con acume e passione". Il nostro mondo, quello in cui siamo immersi o che conosciamo dai libri, ci svela così sfumature inaspettate, raccontate con un linguaggio solo in apparenza semplice, ma in realtà levigato e perfetto. Dai conflitti mondiali agli attentati terroristici degli ultimi anni, dalla ripresa di classici della letteratura alla presentazione di un mondo nuovo intriso di tecnologia, Armitage ci dà una visione assolutamente originale della realtà, che non è più solo quella "ufficiale" ma che si allarga e si moltiplica davanti a noi in interpretazioni illuminanti e impreviste.
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Cardellini della pioggia. Testo spagnolo a fronte
di Carmen Yanez
editore: Guanda
pagine: 113
Carmen Yáñez torna in questa raccolta alle tematiche che le sono più care l'amore, la memoria, l'esilio e la poesia stessa - e lo fa con una lingua lirica capace di rappresentare tutti gli aspetti della realtà: tanto il dolore legato alla condizione umana quanto la violenza che rimane impressa nella carne e nei ricordi della vittima, le "pequeñas tristezas" di una donna esile e delicata, come i ruggiti di desiderio di una leonessa innamorata. In un percorso che, di libro in libro, mira alla trasparenza e all'affinamento del verso, Carmen si ribella al dogma simbolista ed ermetico dell'oscurità e sceglie invece, come nella migliore tradizione nazionale cilena, influenzata dal retaggio nerudiano, una lirica impura e contaminata per scrivere versi impastati di pane e sangue, di tensione ideale e di memoria. E la sua parola è sempre più esatta, frutto di un'economia rigorosa che si spoglia di ogni fronzolo retorico per arrivare al nucleo nudo e splendente del senso, restituendo così il proprio mondo, pieno degli affetti che ha difeso strenuamente, che l'hanno accompagnata sempre e che sono cresciuti insieme a lei; un mondo denso di ideali e gravido di battaglie civili e politiche filtrato da uno sguardo luminoso e tagliente.
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