Poesia
Laura Barile legge Amelia Rosselli
di Barile Laura
editore: Nottetempo
pagine: 181
La forza dirompente della poesia di Amelia Rosselli sconvolge schemi e forme della tradizione, costruendo uno splendido rebus
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Morte di un naturalista
di Heaney Seamus
editore: Mondadori
pagine: 118
Con "Morte di un naturalista", nel 1966, iniziava l'avventura poetica di Seamus Heaney
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Mestiere. Poesie 1921-1922. Testo russo a fronte
di Marina Cvetaeva
editore: Passigli
pagine: 303
Apparso a Berlino nel 1923 "Mestiere" raccoglie le centoquattro poesie scritte da Marina Cvetaeva dall'aprile del 1921 all'aprile del 1922, un anno particolarmente tragico per la Russia post-rivoluzionaria, a causa della carestia e della sempre più brutale guerra civile; e un anno particolarmente duro per la scrittrice, che già aveva perduto la figlia Irina, morta di stenti in un orfanotrofio nel febbraio del 1920, e con il marito Sergej Efron irraggiungibile, arruolato nelle file dei Bianchi, l'armata volontaria filo-zarista: un lunghissimo anno che doveva terminare con la partenza per l'esilio, nel maggio del 1922. Di fronte allo sfascio del suo mondo simboleggiato anche dalla morte, il 7 agosto del 1921, di Aleksandr Blok, il grande e amatissimo poeta che più di ogni altro influì sulla generazione della Cvetaeva -, sembra quasi titanica l'impresa di questa imponente raccolta; ma Marina lotta con tenacia, accanitamente, per la sopravvivenza della propria voce, ed è forse proprio questo istinto di conservazione lirica a celarsi sotto un titolo che potrebbe sembrare a prima vista freddo, o richiamare addirittura qualcosa di artificioso, così alieno invece dallo spirito di questa grande scrittrice. Il mestiere di poeta è, in realtà, per Marina la sua ancora di salvezza, e insieme la sua vita più vera; e valgano, a sgombrare ogni equivoco, le parole della scrittrice, in una lettera a Aleksandr Bachrach del 9 giugno del 1923: "Di che Mestiere si tratta? Di quello lirico..."
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Un topos moderno. Il pellegrinaggio sentimentale nella poesia europea tra Otto e Novecento
editore: Pacini Editore
pagine: 304
Il culto intimamente tributato ai luoghi del proprio passato personale è un'esperienza psicologica propria della modernità che
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Sonetti dell'amore oscuro. Testo spagnolo a fronte
di Federico García Lorca
editore: Einaudi
La vena poetica di García Lorca si espresse al meglio nelle poesie d'amore. Il tema amoroso si impose, sin dagli esordi della sua vocazione letteraria, in maniera insistente, tanto da dare vita a un ricchissimo percorso di ricerca. Nello scorrere delle stagioni della sua poesia, è come se Lorca avesse cercato una risposta alle eterne questioni proprie del sentimento amoroso. "È possibile l'amore?" "Chi amare?" "Come?" Testimonianza di tale tensione, le poesie raccolte in questo volume, che copre l'intero arco della produzione di Lorca, ci mostrano il lato forse piú sofferto della sua opera e ci consegnano un canzoniere amoroso novecentesco di rara profondità e intensità.
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Poesie (1907-1926). Testo tedesco a fronte
di Rainer Maria Rilke
editore: Einaudi
pagine: 752
Negli anni a cavallo fra Otto e Novecento, quando in Austria e in Germania si diffonde la filosofia nietzscheana del linguaggi
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L'arazzo di santa Genoveffa e di Giovanna D'Arco. Testo francese a fronte
di Péguy Charles
editore: Marietti
pagine: 96
La poesia di Péguy è mistica e popolare
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La casa dei martiri
di Alberto Bellocchio
editore: Moretti & vitali
pagine: 96
Giugno 1924, viene rapito e assassinato il deputato Giacomo Matteotti. Sono novant'anni. Nel poemetto "La casa dei martiri", Alberto Bellocchio, attraverso un'ampia carrellata che comprende il biennio rosso, il biennio nero, l'epopea del Milite Ignoto, gli arditi del popolo, la marcia su Roma, fino al tragico epilogo dell'uccisione di Matteotti, descrive la drammatica parabola che vive il nostro paese, scosso dalla carneficina della guerra del '15 e destabilizzato dallo scontro tra offensiva proletaria e la montante violenza nazionalista. La rivoluzione, profetizzata e promessa dai capi del proletariato accecati dalla prospettiva dei soviet, Mussolini la fa. Allo scopo getta spregiudicatamente sul piatto anche i martiri della sua parte; ogni città avrà una "Casa dei martiri", tempietto di culto dove sono venerati come eroi risorgimentali. Con l'eliminazione di Matteotti, il fascismo pone le basi per il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla dittatura. Un'opera politico/celebrativa? Tutt'altro. Alberto Bellocchio osserva e racconta da una doppia visuale: quella commossa e partecipe della luttuosa caduta degli ideali del sole dell'avvenire; e quella di un'Italia che, scossa e disorientata, accetta il "santo manganello" e si consegna a chi promette ordine. La pacificazione degli animi propagandata dal duce convince e vince. Matteotti dovrà attendere vent'anni per rialzare il suo sguardo appassionato e intransigente, per riprendere parola e azione.
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Là dove non esiste paura. Percorsi e forme del «pensare in musica» nella poesia di Giorgio Caproni
di Lorenzo Peri
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 248
Nel tentativo di stabilire un saldo discrimine tra "musicalità" e "musicalization of literature", questo libro analizza l'interferenza della scrittura musicale nella versificazione e nella progettazione delle raccolte poetiche di Giorgio Caproni. Se gli studi critici avevano finora evidenziato la disseminazione nell'opera in versi di tessere lessicali variamente ascrivibili a una sfera "musicale", ancora poca attenzione è stata posta sulla verifica della relazione profonda, ossia a livello tecnico, tra le raccolte del secondo Caproni e il modello (o i modelli) della scrittura musicale. Per la prima volta, Lorenzo Peri ha tracciato i percorsi e le forme della ricezione del linguaggio musicale a partire dalla convinzione che sia necessario coinvolgere nell'indagine non solo le occorrenze esplicite, ma anche le dinamiche sotterranee appena percepibili nella filigrana dei testi. Alternando analisi filologica e riflessione teorica, questa monografia riordina le forme linguistiche riconducibili alla "fenomenologia dell'estroversione" nell'orizzonte di ciò che si qualifica come contenuto manifesto; all'introduzione del polo oppositivo è affidata invece l'individuazione del contenuto latente, volto a dare conto di quel reticolo di relazioni soggiacenti che rappresenta, nel caso di Caproni, il campo privilegiato per lo studio dell'incidenza della musica nella poesia.
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Il canto del pane. Testo armeno a fronte
di Daniel Varujan
editore: Guerini e associati
pagine: 137
Le ballate popolari non vengono cantate più
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Canti dell'innocenza e dell'esperienza. Che mostrano i due contrari stati dell'anima umana. Testo inglese a fronte
di William Blake
editore: Feltrinelli
pagine: 172
"Se si segue lo spirito di Blake nelle varie fasi del suo sviluppo poetico è impossibile considerarlo un naif, un selvaggio, il selvaggio prediletto degli ipercolti. Svaporata la stranezza, la sua peculiarità si dimostra quella di tutta la grande poesia: qualcosa che si trova (non sempre) in Omero, in Eschilo, in Dante e in Villon, e profondo e nascosto nell'opera di Shakespeare; e anche, sotto forma diversa, in Montaigne e in Spinoza. Si tratta, semplicemente, di una peculiare onestà, un'onestà che, in un mondo troppo timoroso di essere onesto, risulta particolarmente terrificante. È un'onestà contro cui cospira tutto il mondo, perché è sgradevole. La poesia di Blake ha la sgradevolezza della grande poesia. Niente che si possa dire morboso o anormale o perverso, niente di tutto ciò che testimonia la malattia di un'epoca o una moda, ha queste qualità; la possiedono solo quelle cose che, dopo uno straordinario travaglio di semplificazione, rivelano l'essenziale debolezza o la forza essenziale dell'animo umano." (Thomas Stearns Eliot)
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Il corvo e altre poesie. Testo inglese a fronte
di Edgar Allan Poe
editore: Feltrinelli
pagine: 118
Un'antologia dell'opera poetica di Poe - venti liriche che coprono tutto il ventennio o poco più della sua attività -, dalle prime prove agli ultimi capolavori. Liriche apprezzate tra l'altro da Baudelaire, Valéry, Mallarmé, e che hanno ispirato artisti come Gustave Dorè. In appendice "La filosofia della composizione", che ricostruisce il processo creativo del "Corvo" e che al contempo delinea i tratti fondamentali dell'estetica di Poe.
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