Poesia
Scrivere poesie dopo Auschwitz. Paul Celan e Theodor W. Adorno
di Paola Gnani
editore: Giuntina
pagine: 200
Per tutta la vita, Paul Celan si confrontò con la "sentenza" di Theodor W
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Un giorno ancora
Testo spagnolo a fronte
di Neruda Pablo
editore: Passigli
pagine: 79
Scritto di getto fra il 5 e il 6 luglio del 1969, il breve poema "Un giorno ancora" si situa fra due opere molto importanti de
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Acquario verde
di Avraham Sutskever
editore: Giuntina
pagine: 144
Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un'oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L'acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e la stagnazione da una parte, ma anche la possibilità di vita e di rinascita dall'altra. Quando con la forza della poesia l'acquario verde verrà infranto, salteranno i parametri della realtà, ma ciò che fuoriuscirà dall'acquario potrà forse dare vita a qualcosa di nuovo.
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Il carnevale della croce. Poesie religiose. Poesie d'amore
di Alda Merini
editore: Einaudi
pagine: 96
Poesie religiose
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Isole
Poesie scelte (1948-2004). Testo inglese a fronte
di Walcott Derek
editore: Adelphi
pagine: 605
Un paio di decenni fa Iosif Brodskij ebbe a scrivere di Walcott: "Per quasi quarant'anni, senza sosta, i suoi versi pulsanti e
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Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna
di Gianni Celati
editore: Feltrinelli
pagine: 108
Pare che il celebre attore internazionale Attilio Vecchiatto in punto di morte abbia detto: "Qui va a finire che ci obbligheranno a bere l'olio di ricino per fare penitenza delle nostre idee, come è già successo nel passato". Dopo anni di successi nel Sud America, a New York, in Francia, sbarcato in Italia nel 1993 con la moglie Carlotta, si è trovato in balia degli imbrogli d'un produttore italiano (che sperava di lucrare sulla sua fama). Per sua fortuna è stato generosamente accolto da Enrico De Vivo (Angri, provincia di Salerno), poi ospitato per mesi a Capua dai fratelli Scannapieco. L'unica sua recita in Italia è quella svoltasi nel teatro di Rio Saliceto (Reggio Emilia), assieme alla moglie Carlotta. Questa rimane l'unica traccia italiana d'un nostro glorioso attore. È una recita dove i due attori interpretano il dramma della vecchiaia, in un'epoca che crede soltanto alla pubblicità per giovani e alle macchinette elettroniche per instupidirsi. Un giorno Carlotta ha detto che Attilio era spesso iroso, ma incapace di falsità e incapace di non "defurbizzare" un pensiero che faccia comodo ai padroni del vapore.
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Dieci poemetti
di Roberto Sanesi
editore: La vita felice
pagine: 224
Poeta "del secolo scorso", come amava ironicamente definirsi (e "poesie del secolo scorso" doveva essere addirittura il titolo dell'ultima raccolta) ... Dall'introduzione di Vinzenzo Guarracino
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Buio diurno. Testo russo a fronte
di Sergej Stratanovskij
editore: Einaudi
pagine: 246
Nei versi di Stratanovskij si coglie il senso di una solitudine cosmica di fronte a un Dio-Natura del tutto indifferente alle vicende umane, un pessimismo esistenziale venato di nichilismo, ma illuminato da improvvise epifanie mitologiche che irrompono nella vita quotidiana. Peraltro l'impasse teologico non sottrae l'uomo a un impegno etico forte e costante. E dunque la poesia di Stratanovskij è anche satira o disperata denuncia: contro la Russia post-comunista in mano ai nuovi ricchi e ai criminali, contro la perdita di identità di un grande paese, contro l'ideologia della guerra che permea la vita della maggior parte dei russi, unica e più deprecabile forma di tradizione che si è trasmessa attraverso tutte le trasformazioni sociali.
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Corpo e poesia nel Novecento italiano
di Niva Lorenzini
editore: Mondadori Bruno
pagine: 144
Relegato per secoli ai margini della nostra tradizione poetica, il corpo occupa nel Novecento un ruolo centrale in letteratura
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Carlo Michelstaedter. Poesia e ansia di assoluto
di Maurizio Pistelli
editore: Donzelli
pagine: 197
Nonostante la tragica decisione di porre fine alla propria vita all'età di appena ventitré anni e a dispetto della sua inevitabilmente esigua produzione letteraria - una tesi di laurea mai discussa sui concetti di persuasione e rettorica in Platone e Aristotele, una sorta di operetta morale intitolata "Il dialogo della salute", un gruppo sparso di poesie; opere per di più non destinate alla pubblicazione - Carlo Michelstaedter viene a ragione considerato autore di primo piano nella storia letteraria italiana del Novecento. Nato a Gorizia, formatosi culturalmente a Firenze dove frequenta gli studi universitari, lettore appassionato dei presocratici, di Leopardi, Ibsen, Tolstoj, il precoce filosofo viene qui proposto nella sua veste di poeta, ovvero autore di quel Canzoniere al quale egli affida il suo più autentico e straziante testamento spirituale, frutto di un disagio esistenziale che era anche di un'intera generazione di intellettuali. L'indagine critica su Michelstaedter si chiude con la riproposizione del suo intero corpus poetico, insieme a un ulteriore saggio che mira a mettere in evidenza le non poche affinità letterarie riscontrabili in scrittori, solo apparentemente distanti, quali il giovane suicida e l'umile sacerdote Clemente Rebora.
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Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke
Testo tedesco a fronte
di Rilke Rainer M.
editore: Passigli
pagine: 93
Scritto di getto "in una notte di nuvole e luna", come ebbe a scrivere il poeta stesso, il "Canto d'amore e morte dell'alfiere
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