fbevnts Poesia - tutti i libri per gli amanti del genere Poesia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 200
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Poesia

La ragazza Carla

di Elio Pagliarani

editore: Il saggiatore

pagine: 63

"Di là dal ponte della ferrovia / una traversa di viale Ripamonti / c'è la casa di Carla, di sua madre, e di Angelo e Nerina. // Il ponte sta lì buono e sotto passano / treni carri vagoni frenatori e mandrie dei macelli / e sopra passa il tram, la filovia di fianco, la gente che cammina / il camion della frutta di Romagna. // Chi c'è nato vicino a questi posti / non gli passa neppure per la mente / come è utile averci un'abitudine.". "La ragazza Carla" - scritto tra il settembre del 1954 e l'agosto del 1957 - è un poemetto che segna il passaggio dal neorealismo alla neoavanguardia, un romanzo in versi, sperimentale e unico nel suo genere. In questo suo capolavoro, Pagliarani racconta la storia dell'educazione sentimentale della giovane Carla Dondi, della sua formazione da stenodattilografa alla scuola serale, del lavoro d'ufficio e dei primi amori, scanditi dal familiare linguaggio del quotidiano. In sottofondo, i rumori di Milano. Ipnotizzato dal ritmo ripetitivo e persistente dei versi, il lettore si lascia inghiottire da una melodia sconosciuta ma irresistibile, inseguendo Carla nel suo percorso di crescita, scoperta ed emancipazione. Con la Prefazione di Aldo Nove.
Fuori catalogo
16,00

Vita d'un uomo

di Giuseppe Ungaretti

editore: Mondadori

pagine: 266

"Il solo innovatore, o liberatore, nella catena dei poeti moderni è stato proprio Ungaretti. In questo senso si può dire che tutti sono, o siamo, usciti dal pastrano di Ungaretti" ha scritto Gianfranco Contini. Uscita nel 1966, con l'autorizzazione dell'autore, questa antologia, che porta lo stesso titolo scelto da Ungaretti per la pubblicazione della propria opera complessiva, rappresenta una preziosa sintesi del suo intero percorso poetico attraverso tutte le raccolte: "L'allegria", "Sentimento del tempo", "Il dolore", "La terra promessa", "Un grido e paesaggi", "Il taccuino del vecchio".
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13,50

Germogli

di Sandro Le Grazie

editore: Vertigo

pagine: 185

"Germogli" non è solo il titolo della raccolta di poesie di Sandro Le Grazie, è l'immagine stessa che rappresenta i componimen
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11,50

È solo questione di tempo

di Pasko Simone

editore: Diabasis

pagine: 128

Cinque sezioni poetiche che riflettono storie e visioni di tempi diversi, criticamente vissuti
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14,00

Rimescolando

di Paola Sansone

editore: Edizioni Clichy

pagine: 240

Versi beffardi, dissacranti. Epigrammi autoironici, dinamitardi. Spesso brevissimi. Ma nel gioco delle rime che scandiscono le poesie di Paola Sansone, quello che colpisce è l'uso del genere comico, che ricorda le smorfie dei clown, buffo e tragico, nel contempo, usato come antidoto ai problemi quotidiani. Capita sovente che chi legge queste poesie abbia voglia poi di leggerle a voce alta a qualcuno. Perché? Questo è un mistero racchiuso forse nei tanti autoritratti presenti nel libro. Come quello, in cui l'autrice scrive di se stessa: "Chiudermi in casa / a stirare camicie/ poco mi gasa / niente mi dice".
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10,00

Vita d'un uomo

di Giuseppe Ungaretti

editore: Mondadori

pagine: 854

Nel percorso che da "L'Allegria" giunge al "Taccuino del Vecchio" e ai versi degli ultimi anni Sessanta si rivelano il volto dell'uomo-Ungaretti e la sua inconfondibile voce di poeta: dalla tragedia della Grande Guerra, in cui si riconobbe "docile fibra dell'universo", alla riscoperta della tradizione poetica e artistica italiana che domina le più complesse liriche di "Sentimento del Tempo"; dalla devastante esperienza della morte del figlio bambino, da cui nasceranno i versi colmi di struggente tenerezza de "Il Dolore", alla conquista della fede che accompagnò la vecchiaia del poeta."
Fuori catalogo
16,50

Lo sgurz

di David Riondino

editore: Nottetempo

pagine: 110

Lo sgurz è qualcosa di indefinibile che talora appare negli eventi e nelle persone. Cercavamo di inseguirlo e di definirlo in uno spettacolo a metà anni ottanta dal titolo "Chiamatemi Kowalsky", in cui Paolo Rossi e io, si presumeva che questo tal Kowalsky, di cui raccontavamo le gesta, avesse lo sgurz. Quando gli prendeva un colpo di sgurz faceva cose apparentemente poco logiche e coerenti, entrava in un'altra dimensione. Il termine poi precipitò in un film di Salvatores, "Kamikazen - ultima notte a Milano", che aveva nella locandina la dicitura "il primo film con lo sgurz", nientemeno. Sgurz mi ricorda una Milano viva, sentimentale, intelligente, in anni nei quali si contrapponeva alla Milano da bere un vitalismo malinconico e sensuale, sempre sorretto da una forte vocazione alla gioia, che circolava tra le canzoni di Jannacci e di Gaber, nei poemi di De André e Guccini, nei romanzi di Benni, e, in giro per l'Italia, nei disegni di Pazienza e nelle azioni del manipolo di Tango (Staino, Hendel, Pietrangeli).
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10,00

Condannato a pensare!

di Claudio Alciator

editore: Gruppo Albatros Il Filo

pagine: 68

"L'autore [
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9,90

Confusione d'amore. Componimento poetico

di Paola Zugna

editore: Leone

pagine: 96

Un unico componimento dallo stile di scrittura scorrevole, senza intoppi, che riflette emozioni e sentimenti spesso vissuti e
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6,00

L'opera poetica. Testo inglese a fronte

di Shakespeare William

editore: Mondadori

pagine: CVI-744

William Shakespeare non è solo il più grande scrittore inglese e il più celebre drammaturgo di tutti i tempi
Fuori catalogo
18,00

Madre d'inverno

di Vivian Lamarque

editore: Mondadori

pagine: 138

Vivian Lamarque possiede una rarissima dote: quella di rendere lievi e trasparenti i temi e gli strappi dell'emozione più comp
Fuori catalogo
19,00

Sull'origine della luce è buio pesto

di Roberto Mercadini

editore: Miraggi Edizioni

pagine: 96

"Chi scrive libri, per me, somiglia a un oculista. Un oculista-stregone, se esistessero oculisti-stregoni. Stando di fianco al lettore, continua a mettergli davanti agli occhi le lenti delle pagine. Una dopo l'altra, con cura meticolosa. A ogni cambio, a ogni finale di poesia o di racconto gli chiede: 'Che cosa vedi adesso? E adesso? E adesso?'. [...] Qual è lo scopo di tutte queste visioni insolite? Avvicinarsi al vero a forza di sommare sguardi, luci, punti di vista diversi. Mostrare che la realtà è più profonda, più vasta, più ricca, più splendente e oscura, più sacra e oscena, più comica e struggente di come appaia a occhio nudo. Di come appare, cioè, attraverso il distratto, disordinato, ordinario sguardo che l'occhio della mente le dedica di solito."
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