Poesia
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Poesie. Testo tedesco a fronte
di Robert Walser
editore: Casagrande
pagine: 105
Pubblicata per la prima volta a Berlino nel 1909, questa è l'unica raccolta poetica data alle stampe da Robert Walser, che tuttavia continuò a scrivere versi anche in seguito. Egli considerava la poesia come "il genere letterario" più difficile e sofferto" in assoluto, ma è anche vero che nella sua opera il confine tra poesia e prosa si fa spesso evanescente. Se infatti la sua prosa tende ad avvicinarsi alla poesia, nei suoi componimenti in versi si ritrovano le atmosfere e le narrazioni minime dei suoi racconti più conosciuti, primo fra tutti "La passeggiata".
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Poesie
di Eliot Thomas S.
editore: Bompiani
pagine: XXV-490
La raccolta, curata e tradotta da Roberto Sanesi, con un'introduzione di David Gascoyne, ha il pregio di offrire al lettore un
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Lascito. Testamento e poesie diverse. Testo originale a fronte
di François Villon
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
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Trentacinque sonetti
Testo inglese a fronte
di Pessoa Fernando
editore: Passigli
pagine: 93
Nel 1918 usciva a Lisbona una piccola raccolta di poesie inglesi di Fernando Pessoa
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Poesie
di Paul Celan
editore: Mondadori
pagine: 1652
Le nove raccolte poetiche di Paul Celan sono presentate con testo tedesco a fronte e nella traduzione di Giuseppe Bevilacqua,
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Una pantera nel guanto
Testo inglese a fronte
di Dickinson Emily
editore: Passigli
pagine: 217
Se è vero, come scrive Masolino d'Amico nella prefazione a questo volume, che chi legge le poesie della Dickinson in traduzion
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Primi poemetti
di Giovanni Pascoli
editore: Guanda
pagine: 588
Nel giugno 1897, Pascoli licenziava il primo volume di Poemetti, destinato a crescere nel corso di successive rielaborazioni: questo nucleo fondante iniziava con il ciclo della Sementa, unico testo di ambientazione contadina, eterogeneo nei registri e nei materiali linguistici. Il passaggio del libro alla nuova forma dei Primi poemetti, pubblicati nel 1904 e poi nella edizione definitiva del 1907, approfondisce il problema linguistico trasformandolo in una celebrazione della lingua del sì, difesa da quella del dilagante yes: lingua povera di gente raminga, lingua che tuttavia, proprio nel suo registro più naturale, il dialetto, contiene la capacità di serrare legami nello spazio e nel tempo con terre d'oltre mare e tra diverse generazioni.
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